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                                                                        L’AFFONDO DEI MERCATI ALL’ITALIA

L’attuale crisi è nata dalla situazione soprattutto delle banche franco-tedesche e ma anche di altri paesi del nord Europa che, dopo essere state coinvolte nel mercato dei derivati americani, hanno finanziato ampiamente non solo la Grecia, ma anche Islanda, Irlanda e paesi dell’est Europa. L’attacco all’Italia è soprattutto speculativo, l’aumento degli interessi sui BTP, manipolato ad arte come gli altri interessi, cioè tasso di sconto, tasso di riferimento, euribor e corsi di borsa, va a vantaggio dei creditori e svantaggio dell’Italia. Dalla fine della seconda guerra mondiale, i mercati hanno sempre speculato su lira e sulle debolezze del sistema politico e amministrativo italiano, con governi che duravano in media un anno e rendevano più acuta la crisi italiana, il che facilitava lo scorazzare dei mercati in Italia; ora i mercati hanno gettato la maschera e, visti anche i ritardi nelle riforme e nelle privatizzazioni dell’Italia, vogliono governare l’Italia per mezzo di loro uomini come Mario Monti.
L’Italia è stata un laboratorio per queste manovre, poi i mercati e il Fondo Monetario hanno fatto indebitare altri paesi in Asia e America Latina, gli ultimi casi eclatanti sono stati quelli di Argentina e Islanda che però si sono mossi meglio dell’Italia, praticamente decurtando il loro debito estero. Questa crisi finanziaria è nata in America con i subprime immobiliari destinati a finanziare i consumi e i derivati destinati a finanziare debito commerciale e deficit del bilancio dello stato; i dirigenti superpagati delle banche americane che facevano queste operazioni avevano la copertura occulta del governo e ora sono il capro espiatorio.
L’America ha un debito immenso di famiglie, imprese e stato che non riuscirà mai a pagare, si è sviluppato grazie alla posizione del dollaro come moneta di riserva; l’America ha deindustrializzato e delocalizzato, poi è vissuta con il credito estero, comprava merci in cambio di dollari di carta che stampava, un bel vantaggio finché è durato. Ora gli Usa sono al collasso e tutte queste manovre finanziarie servono a soccorrere Usa e i paesi del nord Europa; il debito pubblico italiano, sempre onorato dall’Italia, è un alibi, invece sono veri i ritardi italiani nelle riforme, anche se è sempre difficile fare riforme che vanno contro i grandi interessi, le riforme che si riescono a fare sono solo quelle che vanno contro i lavoratori, come quella delle pensioni.
Secondo l’informazione italiana prezzolata, la colpa della situazione italiana è soprattutto del governo e dei debiti di Grecia e Italia e di altri paesi mediterranei che ora sono sotto pressing; la speculazione e i mercati hanno agenti pagati anche nel parlamento italiano, hanno puntato alla crisi del governo italiano e hanno continuato a trarre profitto dalla situazione italiana e dai suoi ritardi; il rialzo dei tassi dei BTP italiani è un loro successo, non è la domanda e l’offerta che determina tassi, corsi di borsa, prezzi della benzina o del grano, ma la speculazione, della quale la BCE è uno strumento.
La banca europea non ha dimostrato di essere all’altezza della situazione, si giustifica affermando di non avere i poteri della Federal Reserve, perché esistono ancora i governi dei vari stati, per fortuna, ma oramai contano poco; però si sente forte perché in Italia ha dalla sua parte Fini, PD, Casini, Draghi, Napolitano e gran parte dell’informazione radiotelevisiva italiana, con i loro economisti di corte; Berlusconi controlla solo le sue televisioni e i suoi giornali.
In coincidenza con l’approvazione della manovra finanziaria approvata dall’Europa, che non sarà l’ultima, al governo di Berlusconi subentra quello di Mario Monti; ora gli italiani pagheranno il conto finale di questa situazione, com’è accaduto anche con la prima repubblica e di seguito, con manovre annuali economiche, stangate e decretoni che affossarono definitivamente il miracolo economico italiano, ma riempirono le tasche di alcuni speculatori.
Le riforme che non si sono potute fare in Italia sono l’abolizione delle corporazioni professionali, come avrebbe richiesto un vero liberismo, i primi a essere contro sono gli avvocati parlamentari e tutte le lobby professionali rappresentate e paganti in parlamento, che è un grande supermercato; il mercato è sempre esistito in parlamento, al governo, in chiesa (simonia) e nella giustizia. Non si può fare la riforma della sanità, invisa alle regioni del sud infiltrate dalla mafia, a Big Pharma, a Vaticano che controlla le cliniche private e all’ordine dei medici; la sanità italiana, in proporzione al reddito, costa più che in Germania.
Anche una vera riforma della giustizia è invisa ai giudici, che temono di perdere privilegi, la giustizia italiana costa più che in Francia ed è più lenta; l’unica riforma che la politica, prostituita ai poteri forti, riesce a fare, non per migliorarla, ma per ridurne la spesa, è quella della scuola, e quella delle pensioni, procrastinando l’età della pensione; si potrebbero tagliare le pensioni alte e le doppie pensioni, ma questo non si può fare.
La gestione Inps è, diversamente che in Francia, è attiva e lo stato fa cassa attraverso l’Inps, già caricata di costi impropri come l’assistenza, il che è illegale perché i contributi dei lavoratori sono a destinazione specifica e potrebbero servire solo a elevare le pensioni minime dei lavoratori e a ridurre la differenza di trattamento tra pensionati passati e futuri. Ad ogni modo, il contenimento della spesa pubblica complessiva è vitale, non si può aumentare la pressione tributaria, le nuove tasse e la lotta all’evasione possono servire solo per ridistribuire il carico tributario a favore di lavoratori dipendenti e piccole imprese.
Fiduciario dei mercati una volta era il partito repubblicano e del Vaticano, Andreotti, però i garanti locali presso le istituzioni sono sempre esistiti; il cardinale Ruini era garante locale per il Vaticano in Parlamento, Ugo La Malfa lo era per l’alta finanza, oggi per il mercato lo sono Draghi, Napolitano, Monti, Fini e il partito democratico, anche se le banche finanziano tutti i partiti italiani.
Oggi la banca centrale europea cerca di far risalire le difficoltà europee al debito italiano, la banca centrale europea si rifiuta di emettere eurobond e di diventare prestatore di ultima istanza, quest’operazione ribasserebbe il costo del debito pubblico italiano; però, finché l’Italia è solvente, la situazione attuale è più conveniente per la Germania, la Bundesbank può emettere bund al 2% in Germania e, grazie alla moneta unica, acquistare con il ricavo BTP italiani al 7%.
Si sta parlando di speculazione e le posizioni ufficiali e le motivazioni ufficiali dei governi contano poco e sono solo fumo nell’occhio e propaganda; l’Europa unita viene sempre dopo i propri interessi personali e nazionali; solo l’Italia ha creduto veramente all’Europa, perché incapace di riformarsi da sola, però l’Europa non ha voluto sistema fiscale, scuola e tariffe energetiche uniformi e oggi queste differenze di trattamento servono solo a creare distorsioni economiche, lesive della libera circolazione delle merci e delle persone.
Con questa politica e determinando il rialzo dei tassi per i BTP, l’Europa, invece di favorirne la riduzione, sta facendo esplodere il debito italiano, favorendo anche la depressione economica italiana ed europea; inoltre, la manovra prevede aumenti di tasse che implicheranno riduzione di consumi. Tuttavia, la giustizia fiscale dovrebbe significare solo giustizia redistributiva e non aumento della pressione fiscale, come sta avvenendo. Tasso di sconto, tasso di riferimento, euribor, tasso sui titoli di stati, corsi di borsa, non sono fatti dalla domanda e dall’offerta, ma dalla speculazione mediata dalle banche e dalle banche centrali.
I centri finanziari, aiutati dai loro garanti prezzolati in parlamento, hanno fatto pressing contro il governo per le dimissioni e per un governo tecnico; la lega voleva delle riforme dello stato, in primis quella sul federalismo e perciò tanti come Casini, per conto dei loro mandanti, si sono spaventati perché le vere riforme tolgono sempre qualche cosa a qualcuno, come lo fanno i costi standard alla sanità. Con la caduta di Berlusconi, con il rimpasto di governo, con il governo di un cartello delle sinistre o di un governo di solidarietà nazionale e con le elezioni anticipate, perderemo del tempo per le riforme e poi si dovrà operare, con il benestare dei mercati, un’altra maxi stangata, l’informazione sta già preparando sapientemente il terreno.
Purtroppo la sinistra è succube dei poteri forti, non sembra avere idee di riforma, si è esaurita nella lotta contro Berlusconi, è stata contraria a federalismo e contenimento della spesa sanitaria, che ci sta dissanguando. L’imposta patrimoniale proposta dalla sinistra potrebbe essere una bella idea, se serve a colpire i grandi patrimoni e non la prima casa dei lavoratori e se serve a eliminare altre tasse, come, per fare un esempio quella sui passi carrai e quella sulle insegne dei bar, assieme a tante altre imposte assurde, se serve a ridurre le tasse per lavoratori e piccole imprese, perché la pressione tributaria non può aumentare.
Se si va alle elezioni anticipate con il sistema elettorale attuale, detto porcellum, con il revival dei partitini di sinistra, senza la riduzione del numero dei parlamentari, secondo i sondaggi, il cartello delle sinistre vincerà le elezioni alla camera ma non al senato, così l’instabilità politica e la paralisi dello stato continuerà, i mercati avranno vinto, ma saneranno la crisi politica con il governo Monti. Per quanto riguarda il sistema elettorale, non ci facciamo illusioni, anche prima del porcellum, che ha abolito le preferenze e conferito maggiori poteri ai segretari di partito nelle candidature, non era certo l’elettore che determinava le candidature, ma le macchine dei partiti e chi le controllava; perciò, i partiti piazzavano i loro uomini in collegi uninominali sicuri, dove erano eletti sicuramente, la democrazia è stata sempre una farsa e una messa in scena.
Casini ha deciso che non si presenterà alle elezioni con le sinistre, ma, perché niente cambi, entrerà dopo nel governo di unità nazionale o di sinistra, come garante degli interessi del Vaticano, sarò l’ago della bilancia in grado di ricattare, in cambio guadagnerà il Quirinale. A sinistra compariranno Diliberto-Vendola-Ferrero-Di Pietro-Bersani, come nell’ultima esperienza di governo della sinistra, perita repentinamente; sarà una situazione d’instabilità politica ideale per chi vuole speculare sull’Italia e sulle sue privatizzazioni.
Per la sinistra e per Napolitano l’Europa e l’euro sono dei dogmi, il PD ha difeso le banche e si è fatto omologare dal capitalismo finanziario dei casinò, perciò ha le carte in regola per dirigere un governo italiano, il popolo non conta; occorrerebbe ridurre i privilegi di politici e dirigenti, che però sono i garanti del sistema e perciò vogliono essere privilegiati, nemmeno il cane muove la coda per niente, invece il popolo si può sempre calpestare.
Oggi il neocolonialismo semina paure e governa in incognito con il terrorismo, però mira soprattutto a sfruttare i paesi ricchi dell’occidente, dopo aver diretto i suoi interessi contro Asia, Africa e America Latina; non rispetta la sovranità dei popoli, interferisce negli affari interni dei paesi, non accetta l’autodeterminazione, con i debiti schiavizza i popoli, attenta all’indipendenza dei popoli e risolve le dispute economiche internazionali con la guerra.
Dopo la nostra sinistra, che non pare più laica nella sua interezza, anche l’Europa si accosta sempre più al Vaticano che è sentito da essa più del governo Italiano; l’Europa ha ammesso il crocefisso a scuola e negli uffici pubblici e ha sancito che vietare la fecondazione assistita eterologa non viola i diritti umani, facendo contento il Vaticano e scontenti gli ultimi laici italiani.
Per capire quanto è distruttiva e contraria agli italiani la politica italiana e i suoi giornali, adatti più a fare propaganda che a informare, nei giorni scorsi il quotidiano La Repubblica, per fare un dispetto a Berlusconi e un danno all’Italia, ha invitato gli italiani a comprare titoli di stato tedeschi invece che italiani; l’operazione finanziaria proposta era in perdita, ma poteva servire ad accelerare la caduta del governo Berlusconi.
Oggi gli Usa hanno la potenza militare e la Cina, la potenza economica e le riserve finanziarie, però i centri finanziari mondiali sono ancora la City di Londra e Wall Street; poiché questi sono bisognosi di risorse finanziarie, a causa dei loro deficit multipli, alimentano le speculazioni su valute, borse e titoli di stati, schiacciando i paesi con i debiti ma senza valuta propria di riserva da stampare come fa l’America. L’Italia fa di più, per aiutare l’America, ha ordinato diversi aerei militari Stelt, che costano miliardi di euro, non è che se lo possa permettere, ma per le armi anche il terzo mondo trova sempre i soldi, perciò urge anche alimentare le guerre.
L’America, per colmare i suoi debiti, ha riempito il mondo di titoli tossici, oggi, come diceva Marx, è l’economia, cioè la finanza speculativa, che governa gli stati, mentre in occidente la produzione di beni si va spegnendo; fu così che decadde Venezia, quando si trasformò da potenza commerciale in potenza finanziaria. Quando le banche impiegano il risparmio nell’acquisto di titoli pubblici, resta loro poca liquidità per finanziare imprese e famiglie, restringono il credito, il costo del denaro cresce, la borsa è disertata e le imprese hanno difficoltà a reperire denaro, a credito o in forma di partecipazione.
Dal 1968 al 1973 in Italia i salari erano cresciuti, anche in termini reali, ora accade il contrario per pensioni e stipendi, il che non farà che accelerare depressione, calo di consumi e dell’occupazione; gli Usa, vista la loro situazione debitoria, non possono rinunciare alla loro posizione finanziaria e al dollaro come moneta di riserva; creare liquidità internazionale con il debito è per loro vantaggioso, mentre l’Europa non la può creare con i bilanci in pareggio.
Dal 1979 al 1982 gli Usa, per attirare capitali esteri, aumentarono enormemente il tasso di sconto, generando una recessione mondiale, l’Italia pativa alto costo del denaro, faceva più manovre di aggiustamento del bilancio dello stato e svalutava la lira; noi siamo abituati a queste manovre, l’Italia è stata un laboratorio mondiale per l’alta finanza. I paesi indebitati, per accedere ai prestiti del FMI, dovevano procedere agli aggiustamenti strutturali e a privatizzare.
Da allora a oggi, crescevano i profitti e diminuivano i salari, aumentava la deindustrializzazione e la delocalizzazione e cresceva la massa monetaria in cerca d’impieghi e di speculazioni; ad ogni modo, per lo più, il denaro era sottratto alle attività produttive per speculare. Da allora, mentre la Francia ha desiderato menare le mani in Libia, la Germania ha rilanciato l’Ostpolitik con la Russia; però i post-comunisti, vecchi amici di Mosca, legati alla finanza, non hanno battuto le mani. Ad ogni modo, la Germania non può essere totalmente autonoma dall’America, soprattutto in materia monetaria, ha perso la guerra, paga le riparazioni, che sono tributi pagati dagli stati sconfitti in guerra e semisovrani, perciò l’America ha basi militari gratuite in Germania e Italia.
Le prospettive per l’Europa, dopo l’uscita della Grecia dall’euro, sono abolire l’euro, rifondare la UE, separare le banche commerciali da quelle d’investimento, creare eurobond che assorbano i debiti nazionali, uniformare le politiche economiche e finanziarie e tacitare le società di rating che favoriscono la speculazione. Oggi la finanza cresce molto più della produzione, che si potrebbe riprendere solo con una guerra che avrebbe il vantaggio di svalutare i debiti degli stati senza che siano denunciati, infatti, l’inflazione è un’imposta straordinaria e occulta sui risparmi.
Il debito estero italiano è stato sottoscritto in parte da banche francesi, per conto di fondi pensione, praticamente il debito dell’Italia serve a pagare anche queste pensioni e la riforma delle pensioni italiane, con il suo attivo di cui si appropria lo stato, serve indirettamente a pagare anche le pensioni francesi; accade ciò perché oggi il capitale è molto più mobile del lavoro ed emigra più facilmente. L’Europa dei banchieri e la Commissione Europea sono in rapporto con il Gruppo Bilderberg, le speculazioni finanziarie sono tante; la vendita dell’India alla corona inglese, da parte della compagnia delle Indie, fu pagata facendo aumentare il debito estero dell’India, sono i misteri della finanza.
Gli Usa, tra debiti pubblici e privati, hanno un debito superiore a quello italiano, i paesi dell’Europa del nord, soprattutto l’Inghilterra, tra debiti pubblici e privati, non stanno meglio; l’asse franco-tedesco tedesco non deve avere avuto l’approvazione degli Usa, però l'Inghilterra rimane il garante europeo dell’America e il suo primo socio, la politica democratica è una farsa, anche nella direzione dell'’Europa, alla fine sono sempre i paesi vincitori in guerra che comandano.
Il sistema previdenziale italiano, criticato da opposizione, economisti di corte e informazione prezzolata, l’anno scorso ha consegnato allo stato una eccedenza di 27,6 miliardi di euro; la situazione, della Francia, ai anche a causa delle migliori prestazioni sociali, è peggiore; le riforme sulle pensioni fatte in Italia negli anni novanta sono state efficaci, però rimangono alcuni privilegi, per esempio tra vecchi e nuovi pensionati; comunque, l’incidenza della previdenza pubblica sul Pil e pari a quella di Francia e Germania.
In Italia incide di più la spesa sanitaria che, per non far torto agli amici, non si può controllare, anche sull’età di pensionamento media, l’Italia è in linea con Francia e Germania, però in Germania, le pensioni sono ancora indicizzate ai prezzi e agganciate agli incrementi salariali.
Eppure la BCE ci chiede ancora interventi sulle pensioni, l’età di pensionamento in Italia è stata agganciata alla speranza di vita, si dice che la durata della vita si allunga, ma non è così, le previsioni sono fatte dallo stato e bisogna diffidarne.
E’certo solo che è diminuita la mortalità infantile, interventi ulteriori sulle pensioni significano, per il blocco del turnover, meno lavoro per i giovani. L’Unione Europea ha deciso di destinare 100 miliardi di euro alla ricapitalizzazione delle banche, costrette a svalutare il debito greco del 50%, e il Fondo di Stabilità Finanziaria Europeo o EFSF ha stanziato 470 miliardi per garantire il 25% del debito estero degli stati dell’eurozona;, le banche che detengono il debito pubblico greco hanno elevato le riserve al 9%.
La Germania ha diminuito gli investimenti in Europa occidentale e li ha aumentati in Russia, ha aumentato la sua sfera d’influenza tra i paesi dell’Europa orientale, finanziandoli; l’Europa e l’euro sembrano destinati a finire, però Napolitano fa gli scongiuri. La Germania sta pagando ancora il debito di guerra alla Francia e ha sopportato il costo della riunificazione tedesca, ora Berlino chiede ai paesi europei sacrifici e austerità.
La Germania è contraria che la Banca Centrale Europea acquisti titoli di stato degli stati nel mercato secondario, ma questo può essere un buon affare quando i titoli, come i BTP sono svalutati, e perciò Draghi continua a farlo. Il nodo del debito estero è stato affrontato meglio da Argentina e Islanda, che oggi respirano meglio della Grecia; l’Italia non è minacciata dal debito, ma dai suoi ritardi politici e dai suoi soci europei ai quali è perennemente sottomessa.
L’ultima notizia è l’intenzione di Napolitano, caduto il governo Berlusconi, di fare presidente del consiglio l’economista Mario Monti, fatto per l’occasione senatore a vita; Monti è ben visto dai mercati e da Bersani, si dovrebbe varare un governo di unità nazionale presieduto da questo tecnico, la Lega nord è contraria. Con questo governo si preannunciano altri sacrifici, già annunciati e non ipotizzati, si teme che l’Italia non possa raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, però non si capisce perché noi lo dobbiamo raggiungere nel 2013 e la Francia nel 2015, come già previsto, è un altro dei misteri dell’Europa.
Il conferimento conferito a Mario Monti dell’incarico dio formare il nuovo governo, senza nuove elezioni, è un colpo di stato della BCE che commissaria l’Italia, calpestando assieme la sovranità italiana e l’odiato Berlusconi; i suoi agenti italiani affermano che la mossa è nata per la salvezza del paese. Si sono forzate le procedure parlamentari e si è sospesa praticamente la costituzione, con lo scopo recondito di imporre maggiori misure di austerità al paese; gli antiberlusconiani erano disponibili a qualunque passo pur di far fuori Berlusconi, e la Bce ne ha approfittato; anche la Francia, per far fuori Gheddafi, si è alleata con i suoi oppositori e noi stupidamente, con la benedizione di Napolitano, siamo stati costretti a bombardare la Libia. Quanto detto, non per ammirazione di Gheddafi, che era un feroce dittatore e un terrorista.
Anche il nuovo primo ministro greco Papadimos, succeduto a Papadopulos, è un economista, un uomo della banca centrale greca e della BCE; Commissione Trilaterale, Gruppo Bilderberg e patti di stabilità sono strumenti dei mercati per estromettere i governi dalle scelte economiche. L’economista Mario Monti è presidente della Commissione Trilaterale per l’Europa ed è legato al Gruppo Bilderberg, è l’uomo dell’alta finanza, adatto per una politica di macelleria sociale; vuole fare a meno di voto e di consenso popolare e vuole esautorare la politica, fino alla sospensione del trattato di Lisbona.
Poiché il piano è appoggiato dalla Commissione Trilaterale, vuol dire che anche gli Usa sono d’accordo. Uno dei problemi del debito pubblico italiano deriva dal fatto che è posseduto in gran parte all’estero e perciò è soggetto alla speculazione internazionale, mentre il debito pubblico giapponese, che non è inferiore, è posseduto dai giapponesi ed è remunerato all’1%.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it; numicco@tin.it.
 

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L’INVENZIONE  DELL’EUROPA UNITA

 I veri creatori dell’Europa Unita non sono quelli conosciuti dalla storia, perché la costruzione dell’Europa avvenne al di fuori dei normali canali democratici; parlamenti e governi ne furono strumenti ciechi, manipolati e strumentalizzati; gli accordi politici, economici e sindacali più importanti si prendono sempre al di fuori delle sedi istituzionali, la democrazia è una farsa (Rivista Nexus – Edizione Italiana n.94).

L’idea di fondo, patrocinata dai vincitori occidentali della seconda guerra mondiale, cioè Usa, Inghilterra e Francia (la terza aveva fatto solo finta di aver vinto la guerra), era una federazione europea in grado di prevenire altre guerre. Per conto dell’élite, a questo progetto parteciparono Maurice Schumann e Giacomo  Rumor, figlio di Mariano Rumor, i quali allora non avevano incarichi di governo; Rumor era legato al cardinale Montini e a De Gasperi, in pratica si consultava con il Vaticano, che aveva ereditato l’Italia unita.

Lo schema di statuto europeo del 1948 fu stilato da Jean Monnet su incarico di Schumann, si fecero dei protocolli ai quali parteciparono altre persone, costituenti una struttura segreta, la quale rappresentava istituzioni, informazione, accademie, finanziare, associazioni, partiti e ricerca scientifica, suo compito era controllare anche l’informazione; era una struttura orizzontale ai partiti, aveva un livello deliberativo, uno consultivo e uno esecutivo; quello deliberativo era il più segreto, quello esecutivo era in mano agli americani (Rivista Nexus - Edizione Italiana n.94).

Del livello consultivo facevano parte, in ordine d’importanza, Charles De Gaulle, che sosteneva l’Europa delle patrie, Maurice Schumann, Jacques Maritain e André Malraux; tra i vertici non c’erano italiani e tedeschi, che avevano perso la guerra, il che dimostrava che non era un’associazione tra uguali, accade ancora adesso perché l’Unione Europea pare parlare solo con le voci di Francia e Germania.

Naturalmente, non mancavano altri personaggi pubblici europei e quindi italiani e americani, non erano tutti politici, ma c’erano anche ricercatori, intellettuali, religiosi, etnie; com’è consueta fare la massoneria nei suoi organi collegiali, ognuna di queste persone sembrava capofila o rappresentava altre persone. L’Unione Europea, erede dell’impero romano e di quello di Carlo Magno, con dei trattati, nacque come comunità del carbone e dell’acciaio, poi si trasformò in comunità economica liberista e poi in unione monetaria.

Gli aderenti al progetto erano stati convocati alle riunioni da lor signori, ma non conoscevano tutti gli altri membri, è accaduto anche nella P2, alcuni di loro usavano uno pseudonimo, cioè erano in incognito, è il caso di Henri Lobineau che con questo nome non esisteva; c’era una presenza della società segreta dei rosacrociani con il suo collegio degli invisibili, che aveva lo scopo di scambio d’informazioni segrete e di conoscenze, perché nell’ignoranza non si può costruire niente.

Il Vaticano diede il suo benestare alla nuova Europa, da allora e fino ad oggi, in Europa il Vaticano è più ascoltato del governo italiano, se in materia economica l’Europa si accorda con il Vaticano, questo passa gli ordini di scuderia ai partiti italiani che s’inginocchiano. La struttura creata era trasversale e, secondo la tradizione massonica, attraversava gli schieramenti politici ed era in rapporto con oligarchie, Gruppo Bilderberg e Commissione Trilaterale tra Europa, Usa e Giappone, cioè con l’occidente pacificato, dopo il secondo conflitto mondiale.

L’Europa Unita non ci ha portato fortuna, la classe dirigente italiana ha tanti difetti, però l’Italia è apprezzata da tanti paesi, però non dai nostri grandi soci europei, con i quali siamo convolati a nozze; a volte la moglie è una donna che ti odia, ma con la quale si va a letto. Fatta l’Europa, con la crisi, sono nati altri problemi in Italia, oltre quelli suoi soliti; i nostri soci europei hanno sempre redarguito l’Italia, trascurando ciò che avveniva negli altri paesi accolti nell’eurozona, questi falsi scienziati ora si sono anche accorti che la mafia e la corruzione non esistono solo in Italia. 

Il biennio 2008-2009 fu il biennio dei decreti per la sicurezza, lo scopo era di fronteggiare terrorismo e conflitti sociali derivanti dalla crisi economica; tra essi era il decreto legge n.92 del maggio del 2008, mentre il 10.3.2009 fu firmato il protocollo per la disciplina delle manifestazioni pubbliche; l’11.2.2009 vide la luce un altro decreto, che inasprì le pene, autorizzò i comuni a installare apparecchi di videosorveglianza ed elevò la pena per oltraggio a pubblico ufficiale (Fonte: Giovanna Cracco – Paginauno n.13).

Oggi l’art. 38 del disegno di legge n.733 prevede lo scioglimento di associazioni fiancheggiatrici di movimenti eversivi; per l’istigazione a commettere reato è previsto l’oscuramento dei siti e i disobbedienti rischiano di essere accusati di favorire i reati contro lo stato. Intanto anche l’Europa, con i suoi trattati, di fronte al terrorismo islamico e ai moti sociali di piazza, ha promosso una santa alleanza e la creazione di una gendarmeria europea, vai al link:.

http://www.viruslibertario.it/Politica.htm#LA%20NUOVA%20GENDARMERIA%20EUROPEA%20O%20EGF

 Nunzio Miccoli   www.viruslibnertario.it;   numicco@tin.it.

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LA NUOVA GENDARMERIA EUROPEA O EGF

 L’Eurogendfor o EGF è il primo nucleo di polizia militare europea, simile a nostri carabinieri, nato nel 2003 su proposta dei ministri della difesa italiano e francese, è una polizia internazionale con ampi poteri d’intervento; il trattato istitutivo è stato firmato il 18.10.2007 a Velsen e nel 2008 vi partecipavano già sei paesi europei. E’ una polizia internazionale che può essere posta indifferentemente alle dipendenze dell’autorità civile o militare e può essere impiegata, in tempi rapiti, per gestire crisi interne o internazionali; serve a garantire un adeguato coordinamento delle forze d’intervento europee.

Il concetto di crisi riguarda sicurezza, ordine pubblico, gestione del traffico, controllo delle frontiere, attività investigativa, protezione delle persone e dei beni e servizio d’intelligence; il personale EGF può essere messo a disposizione anche di Ue, Onu, Nato e Ocse, fino ad oggi i suoi uomini sono stati impiegati in Bosnia, Haiti e Afghanistan. Il corpo, al momento, consta in 800 uomini, incrementabili con altri 1500, in caso di necessità.

L'Eurogendfor è diretto dal Cimin, un organismo composta dai ministri degli esteri e della difesa dei paesi aderenti al trattato, il suo quartiere generale è stato fissato a Vicenza, nella caserma dei carabinieri; però solo i paesi che possiedono una forza di polizia a statuto militare, come l’Italia, possono far parte di EGF. Il personale gode per legge di sostanziale immunità giuridica (art. 29 del trattato), non può subire procedimenti giudiziari, né in Europa né all’estero, l’art. 21 garantisce l’inviolabilità dei loro uffici e archivi.

Anche se le missioni internazionali sono sempre votate dal parlamento, questa gendarmeria ha ampi poteri, totale indipendenza, irresponsabilità, autonomia e immunità, non risponde ai parlamenti; ciò malgrado, il parlamento italiano ha votato in modo compatto e trasversale il trattato di Velsen, anche se le missioni internazionali non godono di consenso da parte dei cittadini, che nessuno piolitico sta più a sentire.

I primi problemi che l’EGF dovrà affrontare, ma al momento i suoi uomini sono molto pochi, sono controllo delle frontiere, disordini di piazza, manifestazioni contro la TAV e contro la base militare di Vicenza. Visto lo statuto del corpo e le sue immunità legali, è da rammentare che al G8 del 2001 di Genova, se ci fossero state accuse di eccessi rivolte all’EGF, invece che alle forze di sicurezza italiane, non si sarebbe potuto celebrare alcun processo contro di loro.

L’EGF è un altro passo verso il governo unico europeo e verso un governo autoritario, è da ricordare che il trattato di Lisbona prevede che la carica di presidente dell’Europa debba essere permanente, che le competenze principali degli stati-nazione siano affidate alla commissione europea, non eletta dal popolo, la quale potrà, a sua volta, delegarle anche a società private; volevamo essere salvati dall’Europa, ma dall’Europa non ci viene niente di buono.

In caso di disordini, il trattato prevede praticamente la pena di morte, anche se per mano della polizia o con la legge marziale, ne nasce cioè una nuova santa alleanza, uno stato autoritario, la repressione del dissenso e lo stato di polizia. È un altro passo verso la costituzione del Governo Unico Mondiale, progettato dalla finanza internazionale che specula e ci sta dissanguando. L’Unione Europea, fautrice del trattato capestro di Lisbona, affossatore dei Trattati di Roma (1957) e di Maastricht (1992), nonché dell’articolo 1 della Costituzione Italiana, che prevede che la sovranità appartiene al popolo, ha reintrodotto surrettiziamente anche la pena di morte e la santa alleanza militare, baipassa la volontà popolare e i diritti della cittadinanza europea.

La globalizzazione economica è il primo degli strumenti per imporre una progressiva esautorazione dei governi nazionali a favore d’entità sopranazionali; Unione Europea, Trattato di Lisbona, Codex Alimentarius, OMS e FDA, Fondo  Monetario, Banca Mondiale ed EGF sono tutte tappe verso quella direzione. Con il trattato di Lisbona dell’1.12.2009, la commissione europea è diventato il supergoverno europeo, però è sempre sotto assedio da parte di migliaia di lobbisti, in rappresentanza di migliaia d’aziende; i commissari si fanno in quattro per accontentarli con provvedimenti legislativi ad hoc, però per tanti intellettuali l’Unione Europea è un dogma.

Nel 2005 la costituzione europea, approvata nell’ottobre 2004, fu bocciata ai referendum da francesi e olandesi, ma fu poi ripresentata in un testo illeggibile e sottratta ai referendum e così fu approvata sostanzialmente com’era stata proposta prima, pensavamo che queste cose accadessero solo in Italia; il 13.12.2007 il nuovo trattato europeo fu firmato a Lisbona dai capi di governo e fu ratificato dal governo italiano l’8.8.2008; la stampa taceva sul suo contenuto e la sinistra italiana, era in prima linea nella difesa di banche, dell’autonomia della Banca d’Italia ed esaltava l’Unione Europea. Con il trattato, l’Italia cedeva sovranità legislativa, economica e monetaria a commissione europea e consiglio dei ministri europei. 

Secondo l’articolo 1 della costituzione italiana, la sovranità appartiene al popolo, è una delle tante beffe della nostra costituzione; lo stato italiano può concedere la riduzione della sua sovranità a favore di trattati internazionali non soggetti a referendum (art. 11); poiché il trattato di Lisbona, cedendo sovranità alla BCE, era in contrasto con gli articoli 241 e 283 del codice penale, il 24.2.2006 la legge numero 85 li modificò, prevedendo una sanzione per gli attentati alla sovranità dello stato solo per gli atti violenti.

Una clausola di solidarietà contenuta nel trattato di Lisbona prevede la partecipazione comune degli stati aderenti ad azioni contro il terrorismo internazionale; in caso d’arresto, evasione o insurrezione, ammette la pena di morte da parte della polizia e non dei tribunali. Il trattato di Lisbona ha modificato il trattato di Roma del 1957 e il trattato di Maastricht del 1992, è entrato  in vigore nel 2009 e solo l’Irlanda ha previsto un referendum, poi il suo governo ha ceduto perché, a causa della sua crisi finanziaria, era sotto ricatto economico.

Con il trattato aumentano i poteri della commissione europea e si toglie sovranità agli stati e al popolo; il trattato prevede missioni militari offensive comuni, in violazione dell’art. 11 della costituzione; grazie al trattato, la commissione europea può bloccare l’azione dei governi in materia monetaria ed economica. Le infrazioni al patto di stabilità prevedono delle pesanti sanzioni economiche; per modificare il trattato è richiesta l’unanimità, in pratica, un voto contrario ha potere di veto nei confronti delle modifiche.

Il trattato di Lisbona potenzia il potere dei banchieri che possiedono gli stati e sono ebrei, cattolici, protestanti, islamici, cinesi e giapponesi, è un passo avanti verso la creazione del Nuovo Ordine Mondiale, mina la neutralità militare di paesi come l’Austria e la Finlandia; questa evoluzione è stata aiutata anche dai crac bancari del 2009 e dal crac del governo greco del 2010, che sono tutte tappe di una strategia.

Il 17.10.2006 George Bush, per giudicare americani e stranieri, ha istituito dei tribunali militari, abolendo anche l’habeas corpus inglese della Magna Charta, firmato nel 1215 da Giovanni Senza Terra e già entrato nella tradizione legislativa americana; per reprimere i disordini, ha preso personalmente il controllo di truppe e guardia nazionale, cioè aumentando i suoi poteri.

Il Nuovo Ordine Mondiale non è una fantasia, ne hanno parlato anche George Bush, Giovanni Paolo II, Kofi Annan e il nostro presidente Napolitano; il 20.5.2008 il consiglio dei ministri italiano approvò il trattato, l’impero britannico ne ottenne esenzioni sulla moneta e perciò oggi incamera signoraggio su euro e sterlina; è accaduto ciò perché l’Inghilterra, da due secoli, è la sede del potere planetario massonico degli illuminati.

Recentemente il presidente dell’Unione Europea, Herman Van Rompuy, ha proposto di concentrare di più i poteri decisionali dell’Unione Europea, erodendo ancora la sovranità degli stati membri; con il controllo sulle politiche economiche e di bilancio degli stati, legando i comportamenti virtuosi a finanziamenti dell’Unione, che a essa non costano niente perché il denaro lo stampa; il direttorio Nicolas Sarkozy e Angela Merkel pare siano d’accordo, però l’opinione pubblica tedesca è tiepida al riguardo; il direttorio significa che in Europa gli stati non hanno gli stessi diritti o non sono uguali.

Il prestito alla Grecia minaccia la stabilità monetaria prevista dal trattato di Maastricht e Lisbona e rinvia il giorno della resa dei conti, la Grecia non doveva accettare quei soldi, il taglio dei salari e l’aumento delle tasse condurranno alla depressione economica, invece avrebbe dovuto abbandonare l’eurozona e svalutare la sua moneta, denunciando o ristrutturando in più anni il debito estero, come hanno fatto Argentina e Islanda; con il finanziamento di 100 miliardi di euro, da parte di Europa e Fondo Monetario, i problemi della Grecia non diminuiranno.

Una clausola contro i finanziamenti interni è contenuta nell’art. 125 del trattato di Lisbona, l’Unione Europea se l’è messa sotto i piedi, però queste cose accadono anche in Italia; ora la EU, per prevenire altri interventi, chiede un coordinamento soprannazionale dei bilanci degli stati, però non sortirà nessun risultato concreto, ma otterrò di diminuire ancora l’autonomia degli stati. Il valore del dollaro deve essere legato al reddito nazionale e all’equilibrio della bilancia dei pagamenti e non doveva essere dettato dalla speculazione; il credito bancario doveva andare agli investimenti produttivi e alle infrastrutture, non alla speculazione.

Ufficialmente l’aiuto alla Grecia serve a farle guadagnare tempo, e a ridurre il costo del suo debito statale, riducendo i relativi tassi d’interesse; però i sostenitori del trasferimento di denaro alla Grecia si trovano nei mercati finanziari e non possono andare contro i loro interessi; a causa dei differenziali di tassi tra i bund statali, la Germania può emettere di toli di stato a un tasso limitato e utilizzaro il ricavato per acquistare titoli greci a un tasso doppio, se quiesta non è speculazione. La terapia applicata alla Grecia e uguale a quella applicata dal cancelliere Bruning alla Germania, che portò alla depressione degli anni 1930 e poi spianò la strada al nazismo; in generale, l’indebitamento serve a rendere schiavi persone e paesi.

 Nunzio Miccoli – www.viruslibertario.it; numicco@tin.it.

 

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LA STORIA DELLA TORTURA

 La tortura è stata considerata dagli stati la regina delle prove, serviva a ottenere confessioni e agiva come deterrente, era un passatempo di tiranni e fu considerata indispensabile; la subivano imputati, chiamati rei prima della condanna, e i testimoni. Conteneva una crudeltà istintiva e pare che la subirono prima i testimoni che gli imputati, era un feroce sistema per l’accertamento della verità.

Esistevano circa seicento diversi sistemi per torturare, i romani la usavano per provare i reati e l’applicavano solo agli schiavi, per gli antichi la tortura doveva escludere il sadismo gratuito, per gli egizi aveva anche funzione deterrente, per i cinesi fu una forma di punizione e non d’inquisizione. Aristotele considerava la tortura una legittima prova testimoniale, importante per costringere con  la forza gli schiavi, Seneca, Platone e Cicerone ne esaltavano la validità morale.

Tuttavia, se il reo risultava innocente con la tortura, generalmente l’accusatore, se non era nobile, subiva la sua stessa sorte; finalmente, con il feudalesimo, ma non accadde spesso, anche i liberi e i signori conobbero la mano del carnefice; ormai l’ordalia dei germani, che era servita anche ad accertare i fatti e a provare l’innocenza, aveva ceduto il passo alla tortura dei presunti rei, Nel 1252 Innocenzo IV, con una bolla, impose ai magistrati di sottoporre a tortura gli eretici, oltre che briganti e assassini, e così si arrivò agli orrori dell’Inquisizione.

Anche Savonarola, Giordano Bruno e Galileo furono sottoposti a tortura, nel seicento l’Inquisizione si accanì anche nei processi alle streghe e contro i sospetti di magia nera; le streghe si autoaccusavano in camera di tortura, facevano nomi di complici, spesso innocenti come loro e che ne seguivano la stessa sorte sul rogo. E’ da ricordare che nella preistoria in Europa si usava mettere sul rogo le donne molto vecchie, forse da questi riti nacque la festa dell’Epifania pagana.

Nel settecento la ragione si risvegliò e spiriti liberi come Montaigne, Voltaire, Montesquieu, Beccaria e Verri si ribellarono alla tortura, il 3.6.1740 Federico il Grande di Prussia abolì la tortura, il 9.10.1789 fu abolita dalla rivoluzione francese; con la restaurazione, i monarchi non reintrodussero legalmente la tortura, che però fu continuata in segreto dalle polizie di tutto il mondo, anche nella guerra francese di Algeria e soprattutto da parte di fascisti e nazisti, ma, generalmente, da quasi tutti i paesi, fino ad oggi. La polizia stalinista praticava diversi tipi di torture.

Poiché si temevano le reazioni della magistratura, in Francia e in altri paesi civili dell’occidente, la tortura, indispensabile nella ricerca d’informazioni, non doveva lasciare tracce, inoltre, alla tortura non dovevano partecipare i sadici. Eredi moderni della tortura, accettati dall’opinione pubblica,  sono il siero della verità, la macchina della verità e il lavaggio del cervello fatto dalle dittature; invece gli artigiani della tortura, sono stati rimpiazzati da medici votati a vivisezioni animali e autopsie umane, troppo spesso inutili, ma tengono occupate persone che ci provano gusto.

 Nunzio Miccoli – www.viruslibertario.it - numicco@tin.it.

 Fonte:

Storia Illustrata - Vol. VII - pag. 544-558 – Mondadori Editore

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LA MAFIA

La mafia è una società segreta criminale, abituata tradizionalmente a controllare mercati, edilizia, commercio e appalti, ha sempre avuto rapporti con la politica, perché ha sempre ricercato il collegamento con il potere,  i sui capi sono stati spesso assolti per insufficienza di prove. Mentre i banditi e i briganti vivono alla macchia, i mafiosi sono rispettati e vivono in  mezzo alla gente; i banditi prelevano la ricchezza invece i mafiosi e lo stato, il reddito in formazione. I briganti erano condannati ai brigantini o alle navi galere.

Per certe operazioni, a volte la mafia si è servita di banditi, le mafie possono essere indipendenti e rivali o coordinate da commissioni. Nel 1894 i gabellotti o esattori degli agrari o baroni erano gli antesignani dei picciotti mafiosi, poi nel 1950 ci fu la riforma agraria e la mafia si staccò dalla terra e si trasferì in città, dove si diede alla speculazione edilizia. I mafiosi usano farsi giustizia da se, e i capi mafiosi sono giudici tra i loro uomini, un capo di tutte le mafie di Sicilia è stato Calogero Vizzini, che nel 1945 collaborò allo sbarco alleato.

La mafia controlla porto e mercati, riscuote il pizzo, che è una tassa, e impone taglie, sorte di tasse, sui funerali e sui loculi, in origine era concentrata soprattutto in Sicilia orientale, che fu dominata dagli arabi, però oggi è estesa in tutta Italia; la mafia fa eleggere politici e cerca continuamente il collegamento con la politica; nel 1944 sostenne il movimento indipendentista siciliano. Calogero Vizzini fu arbitro nelle contese tra gang rivali, nel 1922 aderì al fascismo che poi lo spedì al confino; nel 1954 morì e un’epigrafe lo definiva un galantuomo e affermava che la sua mafia non fu delinquenza; Calogero Vizzini fu sempre assolto nei suoi processi.

L’origine della parola “mafia” è araba, la consorteria si sviluppò intorno al feudo, intorno a famiglie come gli Alliata e i Lanza; con la dominazione spagnola, queste famiglie si trasferirono a Palermo e lasciarono l’amministrazione delle terre ai campieri, i quali si servivano di massari. Ogni feudo aveva una rappresentanza o mafia; per conto dei baroni, i picciotti o gabellotti tassavano in natura i braccianti, ma poi presero anche a ricattare i padroni che erano a Palermo o a Napoli.

Dal 1811 al 1820 re Ferdinando IV abolì feudalesimo, garantì proprietà, libertà individuale e libertà di stampa; da quel momento, le fratellanze, d’accordo con i loro signori aristocratici e mandanti, iniziarono a operare fuori della legge. Nel 1838 le fratellanze mafiose erano sette o partiti che avevano una cassa utilizzata per esonerare o condannare un funzionario, per far condannare un innocente o assolvere un colpevole, per recuperare oggetti rubati; molti magistrati coprivano queste fratellanze, nei processi non esistevano testimoni contro i mafiosi.

La mafia corrompeva i giudici e comprava uffici pubblici, intanto il popolo si faceva giustizia da se e perciò nacquero banditi vendicatori del popolo; nell’ambito di questo fenomeno, nel 1706 nacque la fratellanza popolare dei Beati Paoli. In generale, le fratellanze dei feudi si appoggiavano al partito borbonico, quelle cittadine sul partito rivoluzionario anche garibaldino; Garibaldi aveva tra i suoi uomini diversi picciotti, tra i mafiosi, i regolamenti dei conti erano fatti con la lupara.

In provincia, le fratellanze mafiose aiutavano la polizia a scoprire i rivoluzionari, nei moti del 1830-1848 s’infiltrarono anche tra i carbonari, però ci furono mafiosi anche nel campo filo piemontese; al tempo del bandito Giuliano e dell’EVIS, cioè in era repubblicana, un ispettore di polizia era fiduciario della mafia. La struttura mafiosa si riorganizzò dal 1869 al 1885, sotto occupazione piemontese, aiutava a evadere l’obbligo di leva, corrompendo le relative commissioni, dava protezione a chi si dava alla macchia e ai renitenti alla leva, organizzava il racket dell’espatrio clandestino con taglie gravose; in città regolava le assunzioni e proteggeva i negozianti da sabotaggi organizzati da essa stessa.

Nel 1861 lo stato si era scontrato soprattutto con il banditismo, allora sembrava che il banditismo facesse politica per i Borboni, soprattutto in Italia meridionale continentale, mentre la mafia no. A Canicattì la mafia voleva far deviare il tracciato della ferrovia e il delegato di PS ne era membro, ci furono sparatorie; la mafia era al servizio delle famiglie agrarie e impiegava la violenza contro le imprese di stato, trovava connivenze tra gli organi periferici dello stato.

Nel 1874 cominciò la repressione, nel 1877 i mafiosi furono identificati, processati e grazie a giurie selezionate, condannati duramente, fino al 1885 la mafia fu messa nelle condizioni di non nuocere. Nel 1885 fu imposta la coscrizione obbligatoria anche alla Sicilia e nacquero bande armate di renitenti, con i governi di Giovanni Giolitti nell’Italia del sud dilagò la corruzione elettorale; Giovanni Giolitti, per rafforzare la sua maggioranza di governo, si appoggiò alla mafia.

Chiedeva alle province meridionali deputati favorevoli al suo governo, ai seggi c’erano brogli e violenze mafiose; nell’ultimo decennio del secolo XIX la mafia di città controllava banche, enti pubblici e uffici governativi, la Sicilia occidentale era in mano alla mafia e c’erano mafiosi di ritorno dall’America. Il 19.3.1909 la mafia provocò la morte a Palermo di Giuseppe Petrosino, che indagava sulla criminalità italo-americana; Petrosino aveva combattuto a New York la Mano Nera, un’organizzazione criminale e società di mutuo soccorso calabro-siciliana che esercitava il racket.

Petrosino fu ucciso dal mafioso Cascio Ferro, per favorire l’agguato, l’illuminazione pubblica del quartiere fu interrotta, questo fatto dimostra quali erano i collegamenti con le amministrazioni pubbliche derlla mafia. L’1.2.1893 fu ucciso il marchese Emanuele Notarbartolo, presidente del Banco di Sicilia, che si era opposto alla penetrazione della mafia nella banca, mandante era l’onorevole mafioso Raffaele Palazzolo, assolto in cassazione.

Con la prima guerra mondiale, aumentarono renitenti e disertori siciliani, però alcuni siciliani facevano carriera, tra essi, Vittorio Emanuele Orlando trattò per l’Italia la pace a Versailles; Orlando fu eletto con i voti della mafia e nel 1921 in Parlamento presentò la mafia come un’organizzazione leale, operante all’insegna dell’onore e della giustizia. Dal 1919 al 1924 ci furono 25.600 omicidi tra Agrigento e Palermo, tutti impuniti, i proprietari o erano mafiosi o pagavano la protezione alla mafia, oggi è ancora così in Calabria, iniziava anche il traffico di stupefacenti.

Dal 1926 al 1937 il fascismo iniziò la repressione della mafia, tramite il prefetto Mori, che dal 1930 fece sospendere le garanzie costituzionali e prese a combattere l’abigeato, Mori diede vita a un’anagrafe del bestiame che era marchiato; impose che la nomina dei campieri fosse subordinata al nulla osta delle questure. Mori inviava al confino senza processo, con questa cura, nelle campagne la violenza subì un crollo verticale.

Però il fascismo non colpì l’alta mafia che fu assorbita dal fascismo, ora, invece della violenza, per i suoi fini si avvaleva delle forze e delle leggi dello stato; le ultime retate si ebbero negli anni 1937-38; il fascismo, malgrado le promesse fatte con la prima guerra mondiale, non diede le terre ai contadini, invece li mandò a combattere nella seconda guerra mondiale e il feudo rimase. All’inizio in America la Mano Nera era una società di mutuo soccorso tra emigranti, con la repressione di Mori, arrivarono altri mafiosi in America, che sfruttarono il proibizionismo e si diedero al racket dell’alcol, organizzavano la corruzione e sostenevano candidati alle elezioni.

Mussolini perse la guerra e la mafia divenne antifascista e si mise al servizio degli americani, cioè trattò il fascismo come i Borboni, fece spionaggio per gli americani e mise a loro disposizione la Sicilia come una base sicura; agenti americani erano i mafiosi Luciano e Adonis, la mafia era stata strumento dei piemontesi e ora degli americani. Con lo sbarco americano del 10.7.1943, il 70% dei sindaci nominati in Sicilia dagli alleati era mafioso.

I nominativi erano stati forniti da mafiosi italo-americani, in cambio di riduzioni di pene; inglesi e americani pensavano che l’Italia dovesse essere punita e, per il controllo del Mediterraneo, pensavano al distacco della Sicilia; perciò dal 1943 al 1950 finanziavano il movimento separatista, all’operazione partecipò anche il bandito Giuliano che poi fu ucciso, mentre il governo De Gasperi si accordò con gli americani che scaricarono il movimento separatista siciliano. Con la riforma agraria del 1950, i braccianti ricevettero terre marginali ma diventarono piccoli proprietari, mentre  la mafia divenne sempre più urbana, i suoi pezzi da novanta controllavano il mercato ortofrutticolo, mentre la commissione parlamentare indagava sul fenomeno, senza risultati.

La camorra napoletana risale alla dominazione spagnola, controllava porto e bische, in castigliano, camorra significa rissa, in arabo repubblica, perché, come la Sicilia, anche la Spagna era stata sotto l’influenza araba; la camorra imponeva taglie o tasse, assunzioni, ogni rione di Napoli era controllato da un caposocietà, il neofita doveva dare prova di coraggio, omertà e capacità criminali.

La camorra aveva riti di affiliazione, una gerarchia e all’inizio era un’organizzazione unica, era una società segreta derivata da analoga organizzazione madrilena, organizzava delitti a pagamento; guappo e picciotto sono termini di origine spagnola. Al tempo di Garibaldi, la camorra era divisa in società maggiore e società minore, a capo vi era il capintesta, importanti erano anche i cassieri, aveva un tribunale supremo.

Un gran consiglio decideva chi era degno di entrare nell’associazione, la cerimonia di affiliazione si concludeva con dei baci; quando, all’avvicinarsi di Garibaldi, cadde il governo borbonico, l’ordine pubblico fu assicurato dalla Camorra; Liborio Romano, a capo della polizia, fece della camorra la polizia ufficiale, già sotto l’effimero regno costituzionale di Francesco II. Liborio entrò quindi nel governo provvisorio di Garibaldi, prevenne la reazione borbonica e controllava la Guardia Nazionale, contemporaneamente, favoriva il contrabbando.

Il nuovo ministro dell’interno e prefetto di polizia Silvio Spaventa, facente parte del governo provvisorio napoletano, fece imprigionare i camorristi infiltrati alle dogane e l’introito delle dogane salì di molto. Nel 1860-1861 il governo provvisorio assegnò al camorrista Nicola Jossa l’incarico di commissario di PS, questo fu poi mandato in carcere da Spaventa; nelle prigioni governava la camorra, che fuori le carceri controllava mercati e pretendeva tangenti.

Liborio Romano, ministro del governo provvisorio di Garibaldi a Napoli, aveva protetto i mafiosi, allora i carabinieri accusavano la polizia di mantenere rapporti con la camorra; dal 1945 al 1955 a Napoli c’erano tre camorre organizzate che controllavano il mercato del tabacco, il settore dei magliari, mercati, macelli, mercato dei cavalli, racket. Il territorio controllato dalla camorra si estendeva da Salerno a Napoli.

 Nunzio Miccoli – www.viruslibertario.it; numicco@tin.it.

 Fonte:

 Storia Illustrata - Vol. IX - Pag. 168-178  - Mondadori Editore.

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LE SOCIETA’ SEGRETE

Le società segrete sono assai antiche, esistevano in Egitto, in Grecia e a Roma, erano partiti segreti rivoluzionari che si opponevano a governi autoritari ed erano costrette a nascondersi, è accaduto anche alla massoneria. Come lo stato ha nel DNA la mafia, i partiti o fazioni hanno nel DNA le società segrete, perciò a volte sono extraparlamentari, rivoluzionari e armati; però anche la mafia è una società segreta. Anche in Africa sono esistite società segrete, ad esempio presso Mau Mau e Kikuyu, parlo degli uomini leone, degli uomini pantera e degli uomini leopardo, confinati nelle fitte foreste di Congo, Ruanda e Uganda.

Dal 1920 al 1930 gli adepti africani, per convincerli di essersi incarnati nelle belve, erano sottoposti a un rito, avevano maschere delle belve, pelli degli animali, erano dipinti a macchie come i leopardi e avevano degli strumenti per simulare le zampate con le unghie delle belve; prima di compiere i riti d’iniziazione, i Mau Mau si spogliavano degli oggetti di fabbricazione europea. I giovani erano sottoposti a dolorose iniziazioni e dovevano superare diverse prove, come commettere delitti; prima delle stragi, erano drogati con delle radici.

I loro nemici erano uccisi e mutilati, gli uomini leopardo, per spaventare la gente, tracciavano impronte di leopardo attorno alla capanna della vittima, facevano sacrifici perché le belve erano mangiatrici di uomini; queste società segrete reagivano alla penetrazione bianca che voleva distruggere le loro credenze religiose, la loro magia e la loro organizzazione tribale. Erano una reazione di difesa dei negri di fronte all’avanzata e alla potenza dei bianchi; in genere, le società segrete sono state minoritarie in partenza, rispetto allo stato, e perciò tramavano nell’ombra, erano perseguite.

Poiché la legge dei bianchi proibiva sacrifici umani, per continuare a compierli, questi africani avevano creato la società leopardo e li attribuivano alle belve; queste società segrete erano, per altri versi, simili alle società terroristiche, così nacquero gli uomini pantera, gli uomini leone, gli uomini caimano e gli uomini coccodrillo. Erano tutti animali temuti dagli indigeni e venerati da tempo immemorabile, fin dalla nascita del totemismo; queste società segrete erano organizzate in bande feroci ed erano spinte all’azione da riti cruenti.

Anche le società segrete moderne, come la massoneria, hanno i loro riti e i loro simboli, i cavalieri del Tempio o Templari o di Cristo sorsero in Terrasanta per proteggere Santo Sepolcro e pellegrini, divennero banchieri dei re e furono distrutti, per cupidigia, da re Filippo IV il bello, nel 1310 furono bruciati vivi. L’ordine era stato fondato nel 1119 da Ugo de Payens, con il voto di povertà, castità e obbedienza, vi facevano parte anche religiosi; in collusione con Filippo IV, fu sciolto da Clemente V, con l’accusa di eresia, furono accusati anche di adorate un idolo, Bafometto.

All’inizio non erano una fratellanza occulta, ma una società di mutuo soccorso, fratellanze e società di mutuo soccorso sono dei modi di nascita dei partiti e delle società segrete, per proteggere a favorire i membri e per ricercare potere e ricchezza. I Templari divennero società segreta in un secondo tempo; nel 1089 i crociati avevano conquistato Gerusalemme, che fu governata prima da Goffredo da Buglione, capo della prima crociata, e o poi da Baldovino.

Giacomo di Molay fu l’ultimo suo gran maestro dei Templari, finito bruciato sul rogo; ai cavalieri nobili con mantello bianco e croce rossa, seguivano scudieri, fratelli laici e sacerdoti. I Templari osservavano la regola benedettina ed erano formalmente sottoposto al papa, che approvò il loro ordine, si sistemarono vicino al Tempio di Salomone e al palazzo di Baldovino; all’inizio i Templari seguivano i precetti giurati, però alla fine del 1200 erano migliaia sparsi per l’Europa, con castelli e ricchezze, erano uno Stato nello Stato, che è un’altra caratteristica delle mafie, delle società segrete e dei partiti o fazioni segrete.

I Templari, una volta arricchitisi e divenuti banchieri, erano malvisti da sovrani e dai cavalieri Ospitalieri di Gerusalemme loro concorrenti. Come tutte le società e i club importanti, avevano privilegi, esenzioni e immunità e potevano essere giudicati solo dal papa; non erano più esempio di virtù ed eccitavano la cupidigia di Filippo IV, che all’inizio li aveva protetti. I Templari ricevevano donazioni; come succede sempre ai partiti che avanzano nella scala sociale, economica e di potere, misero da parte la virtù e il voto di povertà e conservarono solo l’obbedienza, sulla quale si costruiva la gerarchia e l’organizzazione.

Si fecero banchieri, custodivano i capitali e li trasferivano, come accadde anche ai banchieri ebrei e italiani, non seguivano il comandamento del divieto dell’usura. La stessa attività bancaria li costringeva al segreto, come banchieri non erano amati dai loro debitori, la loro iniziazione, come quella degli uomini leopardo, dei massoni e della mafia era una prova severa; come le altre società segrete avevano riti e simboli suggestivi; Bafometto aveva la triplice testa del demiurgo degli gnostici.

Nel 1306 Parigi insorse e Filippo IV si rifugiò nella torre del Tempio ove erano i Templari, dove gli furono mostrate le ricchezze dell’ordine, chiese di essere ammesso all’ordine, ma il maestro Giacomo di Molay respinse la domanda. Filippo nascose la sua irritazione, ricevette però un forte prestito e si sentì umiliato; il 13.10.1307 fece arrestare Giacomo assieme a 139 cavalieri, papa Clemente V protestò per il suo ardire ma poi cedette; il popolo francese era contro i Templari perché erano troppo ricchi, quindi fu soprattutto la loro ricchezza a determinare la loro fine.

Gli arrestati furono torturati e consegnati ai domenicani dell’Inquisizione, nel 1309 Clemente V si trasferì ad Avignone, cioè era ancora più soggetto al re di Francia. Alla seconda udienza, il gran Maestro Giacomo di Molay era docile perché era già stato sottoposto a tortura; il 10.5.1310 fu emessa la sentenza e Giacomo e 54 templari furono mandati al rogo, i beni dei templari, soprattutto immobili, furono incamerati da Filippo IV e Ospitalieri, che obbedivano pure al papa.

I Templari subirono la stessa sorte in Spagna e Inghilterra, però i superstiti arrivarono, con le loro ricchezze mobili, prima in Portogallo e poi in Scozia; pare che i loro eredi diedero vita alla massoneria operativa, una corporazione segreta di liberi muratori, e poi nel settecento alla massoneria speculativa di rito scozzese. Anche le corporazioni sono state gelose dei loro segreti di mestiere e come tutte le organizzazioni e le associazioni si sono volte alla politica, fondando società segrete e partiti; in  Italia sono state blindate, come dei monopoli, dalla legge, per tenerne fuori gli altri e conservare i loro privilegi.

 Nunzio Miccoli  -  www.viruslibertario.it; numicco@tin.it.

 Fonte:

Storia Illustrata - Volume V - pag. 614-621; pag. 382-388 -  Mondadori Editore.

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LO STATO DELLA GIUSTIZIA IN ITALIA

 Il 24.8.1998 Indro Montanelli scrisse che tra i magistrati ci sono un 10% di eroi e una maggioranza di gaglioffi, il Consiglio Superiore della Magistratura ha assolto un magistrato pedofilo, preso in fragranza; ma il magistrato Luigi Tosti che, in omaggio alla laicità dello Stato, non voleva il crocefisso in aula, è stato condannato per interruzione di pubblico servizio dalla Corte d’Appello dell’Aquila e poi licenziato dal CSM. I Consiglio Superiore della Magistratura è timoroso più verso la chiesa, vera padrona d’Italia, che verso gli screditati partiti italiani.

La magistratura ordinaria, amministrativa e contabile costituisce una casta privilegiata economicamente, potentissima e sicura dell’impunità; le nostre toghe hanno le paghe più alte d’Europa, fanno lavori extra, come giudici arbitrali, membri di commissioni, consulenti, ecc., incassano pensioni e liquidazioni d’oro, hanno carriera economica automatica e per gli incarichi o uffici il CSM promuove tutti.

Poiché i magistrati sono in  grado di ricattare la politica, una legge ha vanificato un referendum che aveva chiesto la responsabilità civile dei magistrati; malgrado la loro ignoranza e i loro errori madornali, hanno solo il 12% di possibilità di incappare in una lieve sanzione da parte del CSM, che ne è l’organo disciplinare, sono pochissimi quelli che sono stati licenziati. Sono una categoria intoccabile, in caso di diffamazione, dai loro colleghi sono risarciti meglio dei parlamentari.

Con apposite leggine, che sono leggi a favore di pochi, hanno strappato dai vari governi una concessione dopo l’altra, vogliono l’indipendenza da governo e parlamento però, come i sindacati, mettono becco su ogni questione che riguarda la legislazione; invece di limitarsi ad applicare le leggi, le giudicano in pubblico e anche quando sono progetti di legge. Insomma partiti e governi devono rispettare l’autonomia e le sentenze dei giudici, peraltro contestate dagli avvocati in sede di appello, e i giudici non rispettano l’autonomia legislativa.

Intanto la giustizia va a rotoli e l’Italia è in pratica priva del servizio giustizia, con danni alle persone e agli affari; ha detto Ennio Flaiano che l’unica rivoluzione sarebbe una legge uguale per tutti, ma il legislatore ha stabilito diverse corsie privilegiate, anche per i magistrati, l’articolo 3 della costituzione è una chimera e legislatore e corte costituzionale non hanno sanato questa situazione.

E’ per questa ragione e per la lentezza amministrativa che in Italia arrivano pochi investimenti stranieri, da noi ci vogliono quasi 4 anni per recuperare un credito commerciale, il triplo della media OCSE, solo tre udienze penali su dieci si concludono con una sentenza, le altre sono rinviate; nei tribunali francesi non esiste l’arretrato che esiste nei tribunali italiani, gli avvocati sfruttano i meccanismi garantisti per tirarla per le lunghe, la lentezza della giustizia dipende anche da loro.

Il rinvio avviene perché il giudice non si presenta, per errori di notifica e perché gli avvocati chiedono il rinvio, l’udienza successiva avviene dopo circa 4,5 mesi; le cause civili che hanno a che fare con l’economia durano in media 8 anni e mezzo in primo grado e 3 anni in secondo; le procedure fallimentari possono durare decenni. Nel 2007 due residenti di Foggia hanno richiesto al tribunale il ricalcolo della loro pensione e l’udienza è stata fissata per il 2020.

I ricorrenti sembrano sequestrati da avvocati azzeccagarbugli, mentre i giudici se la prendono comoda, in Italia per un divorzio ci vogliono in media quasi due anni, in Olanda bastano 25 giorni; da noi per una procedura di licenziamento occorrono circa due anni, in Spagna tre mesi; in Italia bisogna spettare sei anni per i provvedimenti a tutela della salute, dieci per la difesa della libertà e 7 per la tutela della maternità.

Per la giustizia non si spende meno che negli altri grandi paesi europei, ma nei tribunali italiani le montagne di fascicoli arretrati continuano a lievitare, è colpa del ridotto orario di lavoro dei giudici, del fatto che sono distolti da altre attività, ma anche colpa della macchinosità e del numero delle leggi italiane, fatte dagli avvocati e dai giudici che siedono in parlamento e al governo. Le leggi sono tante e scritte in una lingua diversa dall’italiano moderno, perciò soggette a interpretazione discordante e alimentano la litigiosità, mentre la legge dovrebbe essere certa nella sua interpretazione.

L’arretrato di civile e lavoro arriva a 5, 5 milioni di pratiche (8,5 anni per la sentenza di primo grado e 4 anni per l’appello), nel 2006 in Inghilterra e Olanda la giacenza civile era pari a zero; nel penale esistono oltre 3 milioni di fascicoli arretrati (1,5 per il primo grado e 2 per il secondo). A queste giacenze bisogna aggiungere quelle di tribunali militari, commissioni tributarie, tribunali amministrativi e contabili e così si arriva a 10 milioni di cause arretrate, che sono un costo per chi ne deve sopportare le spese e un ricavo per gli avvocati.

I magistrati italiani non vogliono rispondere dei loro errori, lavorano 6 ore al giorno, 1576 ore l’anno, meno che negli altri paesi europei, se la prendono comoda quando devono motivare le sentenze; sono lenti e provocano scarcerazioni per decorrenza di termini, omettono la registrazione di procedimenti penali e il deposito delle sentenze e si scordano di spedire il verbale al tribunale della libertà.

Si sono scoperti giudici assenteisti impegnati in una regata velica, la media mensile delle udienze nelle corti di appello è di 5 udienze nel civile e 6,6 nel penale, una produttività inferiore a quella degli altri paesi europei, la disorganizzazione degli uffici è tanta. I magistrati, con la complicità del parlamento, che si sente da essi ricattato, hanno un meccanismo di carriera unico al mondo, favorito anche dal fatto che i parlamentari hanno uno stipendio agganciato a quello di presidente di sezione della corte di cassazione.

Né la meritocrazia, né la produttività entrano nella carriera, le cantonate non contano, conta molto invece l’iscrizione a una corrente politica dell’ANM, il sindacato di categoria, con il pagamento dei relativi contributi; perciò gli errori giudiziari sono superati solo dagli errori dei medici negli ospedali, i risarcimenti ai detenuti risultati innocenti arrivano con notevole ritardo. In compenso, ci sono anche colpevoli che la fanno franca, non solo per sbaglio dei giudici, infatti, la maggior parte dei delitti commessi in Italia non è perseguita e perciò qualcuno rinuncia anche a denunciarli.

Tre delitti su quattro sono senza colpevole e poi si discute se esiste il delitto perfetto, la prescrizione nei processi cancella decina di migliaia di reati; bisogna ricordare che gran parte delle leggi porta le impronte dei magistrati, presenti in parlamento, nelle commissioni parlamentari e al ministero della Giustizia, dove, per discutere di riforma della giustizia siedono intorno a un tavolo solo magistrati e il ministro sembra in ostaggio dei magistrati ministeriali.

Attraverso ANM e CSM, i magistrati fanno pressioni su parlamento e governo perché le leggi siano come le vogliono loro, siano scritte come le vogliono loro e perché le leggi che non vogliono non passino; i magistrati sono contro la separazione della carriera perché i pubblici ministeri vogliono sentirsi giudici, vogliono essere tutelati nella carriera e nello stipendio e non vogliono dipendere dal ministro della giustizia o dal governo. In Italia si hanno più rapine in banca che negli altri grandi paesi europei, nel 2007 sono stati colpiti l’8,8% degli sportelli; l’Italia è al vertice delle truffe e dell’usura, i relativi reati sono denunciati, ma non perseguiti o sanzionati.

I detenuti sono per l’80% extracomunitari e tossicodipendenti, il 61% di loro non è stato condannato nemmeno in primo grado; però i giudici, stante le condizioni di sovraffollamento delle carceri, non condannano facilmente alla detenzione, perciò si possono presumere colpevoli anche loro per gravi indizi di reato, però in carcere non mancano innocenti per errori giudiziari. L’Italia spende per la giustizia come gli altri paesi ma i quattrini se ne vanno quasi tutti in stipendi, le udienze penali, a causa della mancanza di cancellieri e segretari verbalizzanti, non possono andare oltre le ore 14.30, ci sono montagne di atti da notificare perché mancano gli ufficiali giudiziari.

L’Italia ha più tribunali degli altri grandi paesi europei, più giudici, più impiegati addetti, nel 2006 l’Italia ha speso per la giustizia oltre 4 miliardi di euro, la Francia meno di 4; la spesa per la giustizia cresce più che negli altri ministeri, ma il governo chiede di fare sacrifici solo agli insegnanti; anche il corpo diplomatico ha avuto aumenti maggiori dei comuni lavoratori, dal 2001 al 2005 un aumento del 21% per i diplomatici e del 26% per i giudici.

In Germania il giudice della corte suprema guadagna solo il doppio del comune lavoratore, in Svizzera i parlamentari sono pagati meno dei maestri elementari; in Italia un giudice guadagna in media quattro volte di più di uin comune lavoratore. I magistrati dovrebbero occuparsi di codici e non della gestione amministrativa della macchina giudiziaria, perché non ne hanno la competenza, sono di ostacolo allo svolgimento dell’attività amministrativa e sono attenti solo al dettaglio normativo e agli aspetti formali.

L’informatizzazione dei processi non procede, però in questo campo abbiamo già speso come la Germania, che ha avuto risultati migliori; i tribunali tedeschi si autofinanziano al 45% con i diritti, i nostri non lo fanno e lasciano 1,5 miliardi di euro a marcire nei libretti postali, remunerati a tasso basso a favore delle poste. Le toghe non vogliono manager e non vogliono assumersi responsabilità, fanno un uso smodato delle intercettazioni, con notevole spesa.

Nei tribunali ci sono fascicoli abbandonati negli armadi, i tribunali piccoli non consentono economie e specializzazioni da parte dei giudici, questi tribunali hanno meno di dieci magistrati, però le amministrazioni locali insistono per mantenere il presidio di giustizia nel territorio, nemmeno giudici e avvocati rinunciano al tribunale vicino a casa. Nel 2006 al Tribunale di Orvieto ognuna delle cinque toghe ha emesso una sentenza ogni 4 giorni, tra civile e penale.

I giudici di pace o conciliatori o onorari sono 7.833 pagati a cottimo, cioè 98 euro a udienza, hanno smaltito il lavoro ma non sono riusciti a sanare la situazione, la corte dei diritti di Strasburgo è stanca di condannare lo stato italiano per i ritardi della sua giustizia; per i ritardi, ci si può rivolgere, in prima istanza, alla Corte d’Appello, nel 2007 le sentenze sono state 5.014, poi anche queste corti sono andate in tilt.

Se la Corte ritarda, il cittadino può rivolgersi in ultima istanza a Strasburgo, perciò nel 2006 ci sono state otto sentenze di condanna dello stato italiano; poi ci sono i ricorsi in cassazione per i risarcimenti inadeguati, 2.200 nel 2005; lo stato non persegue i magistrati che hanno causato colpevolmente il ritardo nel processo e il CSM non li sanziona; la procura generale della corte di cassazione, chiamata a intervenire, ha affermato di non poter far niente perché le procure non le hanno fornito i nomi dei magistrati responsabili; i magistrati dicono che i ritardi non dipendono dai magistrati ma dagli uffici.

Nel 2009 un giudice di Bolzano, Tarfusser, è diventato giudice della corte penale internazionale dell’Aia, nel 2001 era arrivato come giudice a Bolzano e trovò le casse vuote e un buco nell’organico; invece di mettersi a frignare, si mise a rinegoziare i contratti di fornitura, chiese finanziamenti all’Europa per progetti innovativi, ridusse le spese per viaggi e intercettazioni; con la metà dei magistrati e degli amministrativi di Siracusa, ha chiuso in un anno l’81% dei fascicoli.

Il 5.11.1988 Giovanni Falcone denunciava che le correnti dell’ANM, il sindacato dei magistrati, si erano trasformate in macchine delle elettorali e in una difesa corporativa; l’ANM è azionista di maggioranza del CSM, che stabilisce le carriere ed è dominato dalle correnti politiche, riuscendo a imporre i suoi veti al governo. Il tasso di sindacalizzazione dei magistrati è il 93,5%, un record nazionale.

Il CSM decide promozioni, assegnazioni, provvedimenti disciplinari, incarichi extragiudiziari e congedi, le sue correnti chiedono voti e offrono favori; lo statuto dell’ANM recita che essa non ha carattere politico, ma queste cose si leggono in tanti statuti di sindacati e associazioni. L’ANM è dilaniato dalla lotta tra le correnti ed è un manuale di lottizzazioni, è interlocutore privilegiato di media e altri poteri.

L’ANM è terremo di scontro politico, vi si vota per lista e con cinque preferenze, i seggi sono assegnati in percentuale dei voti ricevuta, la maggioranza relativa va alla corrente di centro. Il palazzo dei Marescialli ove ha sete il CSM è il più lottizzato d’Italia, vi si lavora 3 settimane il mese ed ha un budget di 231milioni, 270 dipendenti, 64 autisti e 54 auto blu; invece il CSM francese ha 11 dipendenti e tre autisti.

I membri del CSM mercanteggiano sulle carriere e sulle sanzioni, però, per evitare critiche, pongono il segreto sulle beghe interne, cioè il CSM non è una casa di vetro; per esorcizzare condizionamenti dell’esecutivo, il CSM è divenuto l’organo di autogoverno della magistratura, che difende la sua autonomia; il CSM nacque nel 1907 e allora dipendeva dall’esecutivo. Acquistò l’indipendenza con la costituzione del 1948 e con una riforma legislativa del 1967, ne è presidente il presidente della repubblica, altri membri di diritto sono il primo presidente e il procuratore generale della corte di cassazione; gli altri membri sono eletti per 1/3 dal parlamento e per 2/3 dai magistrati, in pratica, sono tutti lottizzati dai partiti.

Il vicepresidente del CSM è equiparato al primo presidente della corte di cassazione e prende un assegno mensile lordo di euro 16.516. I membri laici, cioè eletti dal parlamento, sono avvocati e professori che devono decidere come si organizzano uffici giudiziari che non hanno mai gestito; quindi, poiché sono incapaci di entrare nel merito, seguono l’indicazione della loro corrente; infatti, i consiglieri di una corrente votano allo stesso modo, le fazioni hanno un capogruppo come i partiti.

Oggi, per ottenere un incarico direttivo, un magistrato ha bisogno dell’appoggio dei partiti politici, ci sono scontri e scambi di favori sulle persone da nominare, con la solita spartizione dei posti tra le correnti come ne esiste in politica.

A causa di queste lotte, il CSM fa durare anni i concorsi per gli uffici direttivi, anche nell’ANM le correnti rallentano e condizionano le scelte consiliari, per piegarle agli interessi dei gruppi organizzati; perciò, sempre più spesso, i provvedimenti di nomina dei capi degli uffici sono annullati, con ricorso amministrativo, dal TAR e dal Consiglio di Stato. Il sistema giudiziario italiano versa in una gravissima crisi di efficienza e funzionalità che si sta trasformando in crisi di credibilità della giustizia.

L’ANM controlla il CSM e questo controlla il ministro della Giustizia, i magistrati collocati fuori ruolo e distaccati al ministero sono 91 di cui 19 ispettori, sono cani da guardia della categoria pronti a difenderla da iniziative contrastanti del ministro. Questi magistrati si contrappongono spesso al ministro e hanno fatto pervenire all’opposizione pareri contrari a progetti di legge del ministro.

I magistrati ritenevano che Giovanni Falcone era troppo legato al ministro per divenire procuratore generale antimafia, il ministro dovrebbe essere indipendente dai magistrati invece ne è  condizionato; oggi il CSM è tracimato oltre i confini della legge e il presidente della repubblica non può nemmeno modificare l’ordine del giorno del CSM che ritiene rientri nelle sue prerogative la fissazione dell’ordine del giorno.

Settori della maggioranza hanno accusato il CSM di volersi trasformare in seconda corte costituzionale e in terzo ramo del parlamento; al posto del ministro della Giustizia, il CSM ha emanato circolari su come i capi degli uffici devono organizzare il lavoro, poi una legge del 2006 ha abolito questo potere usurpato al ministero; nel 2007 il CSM è tornato alla carica ed ha riaffermato la sua competenza nell’organizzazione delle procure.

Il CSM è una fabbrica di assoluzioni di magistrati, è il buco nero della giustizia italiana, il discorso riguarda la sua sezione disciplinare, le sue decisioni sono insindacabili e non ammettono repliche; i magistrati sembrano intoccabili e irresponsabili, eppure un magistrato su 10 è soggetto nella sua vita a un provvedimento disciplinare; le denunce a carico affluiscono anche alla procura generale della cassazione, su segnalazioni di uffici, ministero o semplici cittadini.

Anche nello statuto dell’ANM sono previste le sanzioni di censura, sospensione ed espulsione, il collegio dei probiviri esercita l’azione disciplinare, però se il magistrato è assolto, la decisione è definitiva, se è condannato, si può appellare. I giudici hanno santi in paradiso e nel parlamento, la legge dice che il magistrato può rispondere solo di reato e per dolo p colpa grave, però rispondono solo con un terzo dello stipendio e sono protetti da polizza assicurativa.

Le domande di risarcimento devono superatre il filtro di ammissibilità del tribunale, il dottor Palamara, presidente dell’ANM, ha minacciato la paralisi della giustizia in caso di troppi ricorsi, ma i ricorsi sono stati pochi; per sanzionare il magistrato, il ritardo nel compimento degli atti deve essere reiterato, ingiustificato e grave, cioè non basta dimostrare il danno. Sono sanzionati la violazione dell’imparzialità, il perseguimento di vantaggi personali; però la pena è la censura, per la rimozione bisogna farsi corrompere dall’imputato, oppure bisogna beccarsi una condanna detentiva.

L’obbligatorietà dell’azione disciplinare vale per il procuratore generale e non per il ministro, che va tenuto a bada, da questi fatti si vede la lotta tra i due poteri dello stato e la giustizia ne soffre; i magistrati godono di una giustizia autoamministrata, di una protezione corporativa, di un’autoassoluzione di cui il parlamentare non gode; ciò si verifica anche per chi lascia in carcere chi doveva essere scarcerato, il responsabile è solo ammonito; negli Usa per casi come quelli elencati, i giudici sono statti sottoposti a procedimento penale e licenziati.

Da noi sono stati prosciolti giudici che hanno depositato poche sentenze e con notevole ritardo, i magistrati straripano e rilasciano interviste, sicuri della comprensione della sezione disciplinare; il CSM ha assolto magistrati che avevano divulgato particolari delle istruttorie, violano il segreto istruttorio; sono liberi di esprimere giudizi sulla politica, però non vogliono essere giudicati dalla politica o dal ministro della giustizia; quando i magistrati sono attaccati, chiedono la protezione del CSM.

Il 14.12.2008 Giampaolo Pansa ha affermato che i magistrati sono la corporazione e la lobby più forte del paese, hanno poteri e privilegi, hanno le paghe più alte d’Europa, pensioni e liquidazioni d’oro, fanno carriera per anzianità e dopo 28 anni sono magistrati di cassazione; i concorsi di ammissione alla magistratura sono una truffa e il CSM non li annulla; l’esame di accesso alla professione è una pagliacciata; grazie ai sostegni politici, si sala nella scala gerarchica e negli uffici.

Al vertice della loro carriera, i magistrati italiani guadagnano il doppio dei colleghi francesi e possono avere incarichi extragiudiziari; il sistema è andato a rotoli ma i magistrati lo difendono; fino al 1965 la loro progressione in carriera si basava sui loro atti giudiziari, poi la norma fu interpretata dai magistrati come lesiva dell’indipendenza della magistratura e per legge tutto cambiò.

Nel 1988 giovanni Falcone addebitò alla scarsa professionalità dei magistrati la crisi della giustizia e fu censurato dall’ANM, Corrado Carnevale disse la stessa cosa e dovette subire un processo per vilipendio della magistratura; per i magistrati, si può dire solo che il capo del governo è incompetente. La commissione d’esame dei magistrati è nominata dal CSM, il tirocinio dei nuovi magistrati avviene sotto la supervisione del CSM, la carriera la decide il CSM, il ministero è estromesso.

La carriera inizia da magistrato ordinario, dopo due anni si diventa magistrato di tribunale, a 13 anni consigliere d’appello, a 20 si diventa giudice di  cassazione e a 28 si è idonei alle funzioni direttive; i passaggi avvengono con le valutazioni del CSM, i pareri provengono dagli uffici di provenienza e sono generici, generalmente sono dati, come favore reciproco, da appartenenti alla stessa corrente dell’aspirante, perciò il CSM promuove tutti.

Le valutazioni negative sono poche e dettate soprattutto da provvedimenti disciplinari e penali, non da errori e manchevolezze giudiziarie; alcuni detenuti sono stati scarcerati per decorrenza dei termini perché non è stata depositata dai giudici la sentenza, questa dovrebbe essere una manchevolezza da sanzionare ma il CSM la pensa diversamente. Con questi sistemi, i giudici che hanno guadagnato un grado superiore alla funzione esercitata, sono in larga maggioranza, cioè il 67%.

In Italia il 67% del budget della giustizia se ne va in stipendi, contro il 47% della Francia, una legge di Piccioni del 1951 stabiliva lo stipendio dei magistrati senza renderne pubblica la tabella, nel 1984 questi trattamenti furono aumentati notevolmente. Oggi i magistrati sono un gruppo di pressione istituzionale, hanno travolto le resistenze istituzionali e politiche che si opponevano a un aumento fuori misura delle loro retribuzione; i partiti hanno ceduto perché i loro membri temevano di essere arrestati, soprattutto dal 1992.

La magistratura ha ottenuto anche un adeguamento automatico degli stipendi, come avveniva nella pubblica amministrazione fino al 1998, per non mercanteggiare con la politica, ottenne anche la scala mobile, perciò lo stipendio è cresciuto dal 1979 al 1984: Bettino Craxi voleva sterilizzare la scala mobile per tutti e la magistratura presentò ricorso al TAR, così solo i magistrati conservarono la scala mobile; i magistrati si sono anche opposti a prelievi straordinari sui loro stipendi.

I magistrati hanno poteri discrezionali cioè politici, hanno il monopolio dell’azione penale discrezionale, che è persecutoria e intimidatoria nei confronti della classe politica, perciò la partitocrazia ha paura delle toghe; la magistratura detiene il potere reale e per la politica è conveniente avere con essa canali di comunicazione personalizzati. L’ex ministro della giustizia Castelli è stato criticato perché voleva inventare un giudice meritocratico come esiste in Spagna.

Il CSM si oppose affermando che la meritocrazia avrebbe leso l’indipendenza della magistratura, afferma che altri concorsi interni per le promozioni avrebbero distolto i giudici dal lavoro ordinario;  caduto Castelli, il successivo ministro della giustizia Mastella ha cercato di ricreare un’armonia tra i poteri dello stato, cioè si è riavvicinato ai giudici, seppellendo le idee di Castelli, le critiche alle proposte di Castelli erano condivise anche dalla sinistra.

La riforma di Mastella, dopo aver accantonato la meritocrazia di Castelli, non prevedeva esami, abolì le qualifiche a favore di valutazioni quadriennali, affermava che non contava il numero di sentenze ribaltate in sede di appello, perché i magistrati erano indipendenti anche all’interno della magistratura; ribadiva che la valutazione finale dei giudici spettava al CSM, come la competenza in materia di carriere e di passaggio da giudice a pm e viceversa. Mastella aveva anche accettato la tesi del CSM che non voleva la separazione tra giudici e pm.

Questa separazione di ruoli era stata richiesta dalla lega nord, però magistratura e sinistra la contrastavano, è da ricordare che nel 1970 l’ONU aveva raccomandato una rigorosa separazioen dei ruoli tra giudici e pubblici ministeri. In Italia in periodo monarchico e fascista il pubblico ministero era sottoposto al ministro della giustizia, oggi in Francia il pm è sottoposto al ministro; inoltre, in USA i giudici sono sanzionati quando hanno atteggiamenti di familiarità con il PM e le carriere sono, naturalmente, separate.

La riforma Castelli sbarrava il passaggio da giudice a PM e viceversa, salvaguardando però l’aspetto salariale, Mastella eliminò lo sbarramento, creando solo degli ostacoli al passaggio, una questione di lana caprina e di alchimie politiche; però Mastella voleva dare soddisfazione ai giudici e i giudici volevano dimostrare che le riforme della giustizia non si potevano fare senza il loro assenso.

I tribunali italiani chiudono l’1 agosto e riaprono il 15 settembre, in Inghilterra non ci sono interruzioni, in Spagna e Germania chiudono per 30 giorni. Il CSM considera intoccabili la carriera automatica e i 45 giorni di ferie; oggi, oltre i soliti emolumenti, il nuovo ministro della giustizia Alfano ha concesso incentivi ai magistrati che vanno nelle sedi disagiate, soprattutto del sud.

I magistrati possono essere autorizzati dal CSM a fare anche un‘altra professione, anche in questo caso continuano a fare carriera e, messi a riposo, prendono la pensione di magistrato, c’è chi è arrivato in cassazione senza aver mai indossato la toga. Nel 1968 il CSM ha deciso di escludere l’esame delle sentenze per le promozioni, tanti magistrati hanno fatto il salto nella politica e continuano, con il benestare del CSM, a fare carriera; relativamente ai magistrati in servizio, poiché il CSM autorizza attività extragiudiziarie, le università italiane pullulano di magistrati.

In dieci anni il CSM ha approvato 15.000 autorizzazioni a incarichi extragiudiziari, però nel 1974 solo un magistrato su tre aveva incarichi extragiudiziari. Oggi i magistrati sono anche al Quirinale, a palazzo Chigi, nei ministeri, sono commissari di borsa, sono in varie commissioni, come quelle sugli appalt;, i magistrati amministrativi e contabili sono arbitri. I magistrati hanno rapporti stretti con i partiti; a causa della lentezza della giustizia, per la risoluzione delle controversie, si è sviluppato l’arbitrato privato, un’altra occasione di guadagno per loro che possono cumulare prebende, invece dovrebbero dedicarsi di più al loro ufficio.

Anche se la nostra classe dirigente è scadente e disonorevole, gli italiani devono essere fieri di essere italiani e di avere DNA italiano, sia che l’Italia resti unita o che se si divida, cosa successa anche nel passato; resta il fatto che per 15 secoli l’Italia, rappresentata prima da una regione e poi da un’altra, è stata al vertice della cultura e poi c’è stata la decadenza, però, anche con la decadenza, non è mai scomparsa completamente dalla scena, nessun paese può vantare un primato del genere.

 Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it numicco@tin.it.

 Per chi vuole approfondire:

“Magistrati: l’ultracasta” - di Stefano Livadiotti – Bompiani Editore

 

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IL BOMBARDAMENTO DELLA LIBIA

 La corte penale internazionale dell’Aja ha spiccato mandato d’arresto contro Gheddafi, questo tribunale non  è riconosciuto da tutti gli stati e qualche volta è stato  parziale, sono tanti i regimi criminali sulla terra che calpestano i diritti umani, non sempre redarguiti o perseguiti; questo tribunale lede i diritti di sovranità degli stati, ma potrebbe rafforzare un nuovo ordine del mondo o un governo mondiale: Le sentenze del tribunale dell’Aja, in presenza o meno di mandato ONU, potrebbero servire ad avallare azioni militari NATO all’estero.

L’intervento in Libia non è umanitario, cioè a favore dei civili oppressi da Gherddafi, l’istinto aggressivo della Francia  ha spinto altri paesi NATO all’intervento, in ballo c’è sempre l’interesse economico, cioè petrolio, l’oro delle riserve libiche, l’acqua che la Libia sta estraendo e canalizzando e il progetto di una moneta conmune africana, caldeggiato da Gheddafi, che danneggia l’occidente perché la moneta è un valore illusorio e un altro business.

Le forze di Gheddafi hanno commesso stupri e atti criminali sui civili del partito avverso, come quelle dei suopi avversari, anche se queste seconde sono state riportate meno dall’informazione prezzolata per la propaganda; queste cose accadono in  guerra e soprattutto nel terzo mondo, tra gli arabi pesano ancora le loro divisioni tribali. Tra i nemici di Gheddafi vi sono anche i Fratelli Musulmani, appoggiati da altri paesi arabi; val la pena di ricordare che nelle guerre civili alcuni partiti si appoggiano sempre a paesi esteri, nel caso della Libia alcuni, nella lotta per il potere, si sono appopggiati anche a paesi occidentali che ora bombardano.

Napolitano ex stalinista ed ora è romanista, atlantista, ha giustificato l’attacco alla Libia, alla quale eravamo legati da un trattato di amicizia; la politica cambia al cambiare di governi, di regimi, seguendo nuovi interessi e la spinta di gruppi di pressione italiani ed esteri, che solo pagando riescono a farsi seguire; queste cose accadono e sono accadute in  tutti i paesi, è ingiusto vederle solo negli italiani, che non decidono la politica estera. Tradimento, mafia e corruzione allignano nella politica di tutti i paesi e in tutte le epoche.

C’è da riconoscere che Gheddafi ha sicuramente rubato a  man bassa, è un dittatore, ha promosso attentati all’estero contro l’occidente; dopo aver espropriato e cacciato gli italiani, eredi del conialismo, ha ottenuto anche un indennizzo da Berlusconi; non ne aveva diritto e non ne aveva bisogno, si era già prese le terre degli italiani. I francesi non  hanno indennizzato gli algerini e se gli italiani sono entrati nel paese da coloinizzatori, è difficile cacciare tutti i discendenti dei colonizzatori in tutti i paesi.

Dopo la prima guerra mondiale, i turchi hanno cacciato più greci, nati in Turchia, dal loro paese di quanti palestinesi siano fuggiti nel 1948 da Israele, ma la stampa faziosa preferisce non ricordarlo.Tutto sommato, Gheddafi non godeva di molte simpatie, e forse anche per questo, i volenteroso della coalizione NATO hanno potuto muoversi meglio contro di lui.

 

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it numicco@tin.it.

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STORIA DELLE MALVERSAZIONI

 Dante chiamava barattieri i malversatori e i profittatori di stato, queste persone erano capaci di barattare favori e di ricattare chi poteva pagare; si parla di bustarelle, corruzione e concussione; questo costume è sempre esistito in tutto il mondo è ingiusto vederlo solo negli italiani o metterci in testa alla classifica della corruzione; in certi paesi si paga per avere un documento e, per portare gli aiuti alimentari internazionali ai serbi bombardati, bisognava pagare il pizzo alla mafia locale.

Alcuni esempi: in Grecia lo scultore Fidia fu accusato di essersi appropriato di avorio e oro da utilizzare per le sue opere, Scipione l’Africano intascò talenti da Antioco III di Siria sconfitto, Talleyrand pretese parcelle private per firmare la pace di Campoformio, nel 1893 in Italia Giolitti e altri politici furono travolti dallo scandalo della Banca Romana.

Quando il denaro pubblico prende illecitamente la via privata, si parla di malversazione, ne traggono profitto politici e funzionari pubblici, responsabili di peculato, concussione e corruzione; queste cose accadevano anche nell’antichità, però allora la ricchezza, per lo più, apparteneva non allo stato ma al re o ai sacerdoti dei templi; cioè apparentemente la ricchezza non si sottraeva allo stato o al popolo; però la differenza è solo apparente perché lo stato non è mai appartenuto al popolo e il popolo non è mai stato sovrano.

Nel libro di Giosuè si legge che Acham si appropriò illecitamente di parte del bottino di Gerico e fu lapidato, a Roma Catone il Censore tuonava contro questo malcostume, però pochi malversatori sono stati scoperti; la malversazione e la speculazione erano più difficili quando il denaro non esisteva. La storia non ci può fornire l’elenco di tutti i profittatori di stato e quelli segnalati, come Fidia e Scipione, erano oggetto di attacco strumentale da parte di avversari politici; infatti, chi attaccava Fidia, attraccava anche Pericle che lo proteggeva.

Scipione l’Africano, vincitore di Annibale, suscitava invidie ed era attaccato da Marco Porcio Catone che gli fece restituire una somma ricevuta illecitamente da Antioco III di Siria. Sotto i romani, Gneo Dolabella taglieggiava la Cilicia, servendosi di Caio Verre che era anche tutore di un minore e, in questa veste, si appropriò di un milione di sesterzi; estorse denaro e beni a tante persone. Verre eseguiva gli ordini di Dolabella, che Cicerone, per ragioni politiche, cercò di scagionare facendo ricadere tutte le colpe su Verre, che fu eletto con la corruzione pretore in Sicilia, estorse denaro, sottrasse tesori ai templi, trafugò statue, perciò il 760 a.c. Cicerone lo fece mandare in esilio.

Dante, ai capitoli XXI e XXII dell’inferno, ha denunciato l’infedeltà di ministri e giudici venali, ricorda che Gianpaolo di Navarra fece baratterie, vendendo grazie e uffici, e che a Lucca erano tutti barattieri, tra essi Bonturo Dati vendeva cariche pubbliche; Dante narra che il frate Gomita di Gallura, in Sardegna, era incaricato di custodire dei prigionieri ricchi, si fece dare i quattrini da questi, li uccise e poi simulò una loro evasione; prima di finire all’inferno, finì nelle mani del boia. Bisognerebbe aggiungere che, allora e adesso, anche a Napoli e Roma si vendevano uffici e sentenze; il re di Napoli Ferdinando II Borbone tollerava questa corruzione.

Nel 1290 a Firenze (Purgatorio XII) il podestà fu deposto per baratterie dalla Signoria, confessò di essere stato complice di Nicola Acciaiuoli e che aveva eliminato un foglio del verbale dei Priori, dove erano registrate le malefatte dell’Acciaiuoli. Bisogna dire che la politica e gli incarichi pubblici sono un modo per arricchirsi e, se si crede al profitto, non è logico limitarlo al settore privato; infatti, non corrisponde al vero che lo stato sia pubblico e che il popolo sia sovrano, anche lo stato è un’impresa privata, è detenuto da una società segreta occulta costretta a privilegiare i suoi uomini e a tollerare le loro ruberie.

Nel 1630 il maresciallo di Francia, Louis de Marillac, fu accusato di concussione e malversazione e, per difendersi, affermò di aver fatto quello che fanno tutti; quando fu condannato da Richelieu alla pena capitale, non credeva alle sue orecchie e si appellò al re Luigi XIII, che però respinse la sua domanda di grazia. Nel settecento il conte Lally-Tollendal, a capo delle colonie francesi in India, fu decapitato per concussione, le irregolarità amministrative esistevano ma erano servite come pretesto per eliminare un avversario politico.

Allora anche gli intendenti dei nobili, amministratori dei loro patrimoni, approfittavano dei loro padroni; Robespierre, arrivato al potere, cercò di contrastare la corruzione, ma il costume non cessò. Caduto Robespierre, con il Direttorio le malversazioni tornarono prepotentemente alla ribalta, nel 1797 Gabriel Ouvrard curava le forniture della marina francese e si arricchì illecitamente, perciò Napoleone lo fece arrestare, ma poi, poiché la politica segue la regola dell’opportunità e non quella della legalità o dell’eguaglianza, chiese il suo aiuto per tornare in Francia dall’Elba.

Talleyrand, ex sacerdote, da ministro degli esteri del Direttorio, sotto Napoleone, taglieggiava le autorità nazionali e straniere, chiedeva beveraggi a tutti, come si diceva in Francia, li chiese all’Austria per la pace di Campoformio, alla Spagna, a Napoli, alla Polonia per la sua indipendenza.

Nel 1893 lo scandalo della Banca Romana sconvolse l’Italia, sotto Bernardo Tanlongo, finanziava partiti e stampava denaro falso, concedeva prestiti di favore ad amici, politici e anche al re; lo scandalo era troppo grande, perciò il processo, celebrato davanti alla Corte d’Assisi di Roma, si risolse in una generale assoluzione. Evviva l’indipendenza della magistratura.

Anche in era fascista e repubblicana hanno pullulato i malversatori; a proposito di malversazione, Giolitti da vecchio affermava: “ Anche alla mia epoca si mangiava, ma si sapeva stare a tavola”. La storia non ama soffermarsi sulle malversazioni, perché il popolo deve credere, obbedire e combattere, il che significa avere fiducia nei governanti; però, a causa della lotta politica, ogni tanto scoppiano gli scandali; generalmente però, i più grandi malversatori sono noti per altri fatti per loro più edificanti.

 Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it

 Fonte:

“Storia Illustrata” Novembre 1965 n.96

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LA LIBERTA’ DI STAMPA IN ITALIA

 Le costituzioni devono essere brevi, quella degli Stati Uniti, diversamente da quella italiana, non ha previsto norme attuative; ad esempio, la costituzione americana, relativamente alla stampa, afferma che è libera, senza aver previsto una legge speciale sulla stampa. La Gran Bretagna ha poche leggi scritte, non ha una costituzione e la sua giustizia si fonda sui precedenti giurisprudenziali, naturalmente, anche in questo paese manca una legge sulla stampa.

Invece in Europa continentale le rivoluzioni popolari portarono a una legge sulla stampa, quindi al controllo delle notizie e in Italia alla creazione dell’ordine professionale dei giornalisti. Lo statuto albertino del 1948 affermava che la stampa era libera ma era soggetta a norme repressive, due principi tra loro contrapposti; per la costituzione americana, non si può fare una legge per riconoscere o privilegiare una religione o per limitare la libertà di parola o di stampa.

Il costituzionalismo americano sostiene il principio della sovranità ascendente, cioè del potere che promana dal basso, il che presuppone la sovranità del popolo; invece in Italia prevale il principio di sovranità discendente dall’alto. Anche lo statuto albertino conteneva il principio della sovranità discendente, nel preambolo il re era definito tale per grazia di Dio, com’era nella tradizione delle monarchie europee; l’articolo 1 affermava che la religione cattolica era la sola religione dello stato e che gli altri culti erano tollerati; dal 1984 in Italia il cattolicesimo non è più religione ufficiale, ma rimane religione privilegiata, mentre gli altri culti sono ammessi.

Diversamente dal mondo anglosassone, dove il sovrano era l’individuo, la rivoluzione francese del 1789 stabilì che titolare della sovranità era la nazione (art.3 della dichiarazione dei diritti), cioè non l’individuo; questo fatto portò all’onnipotenza della legge, alla quale il costituzionalismo americano aveva posto dei limiti; invece il costituzionalismo francese aveva posto dei limiti alla libertà, secondo l’art. 10 della dichiarazione francese dei diritti, le opinioni erano libere se non turbavano l’ordine pubblico stabilito dalla legge, secondo l’art.12, la stampa era libera, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà.

La costituzione dell’URSS e quella della repubblica popolare cinese hanno seguito la traccia della rivoluzione francese; anche secondo la costituzione italiana, le religioni diverse dalla cattolica possono esistere se non sono in contrasto con l’ordinamento, come recitava anche l’art. 1 dello statuto albertino. Però quando lo stato trasforma i peccati di una religione in reati, è facile che tutto l’ordinamento non sia rispettato dalle altre religioni; in Italia il cattolicesimo è religione dominante perché è costituzionalmente proclamata e per le numerose leggi a suo favore.

Lo statuto albertino del 1848, dopo aver proclamato la libertà di stampa, ne previde il controllo con una legge speciale dello stesso anno; la costituzione italiana del 1948, dopo aver proclamato la libertà di stampa, ne previde il controllo con una legge speciale dello stesso anno. In generale, la legge speciale alimenta la confusione nelle norme e l’incertezza del diritto, consente il controllo politico e non tutela le minoranze.

Platone, nella Repubblica, si era detto contro le leggi speciali, John Locke (1632-1704) aveva detto che non bisognava sfornare continuamente leggi, Thomas Jefferson (1743-1826) e James Madison (1751-1836) si erano espressi contro l’onnipotenza dei legislatori che si concretava attraverso l’illimitato potere di fare leggi. Con la legislazione speciale, le affermazioni di principio sono nel diritto comune e la negazione di queste sono nelle leggi speciali; queste leggi speciali servono anche a disfare leggi costituzionali e ordinarie fatte da altre maggioranze, magari con la scusa di regolarle, di interpretarle o di darne attuazione.

Come volevano i greci e i costituzionalisti americani, la vita di un paese deve essere regolata solo da costituzione e codici, invece le leggi speciali di regimi autoritari e di regimi scarsamente democratici sono spesso in contrasto con le leggi generali. Il parlamento più fa leggi e più è costretto a farne, ne scaturisce un’ipertrofia normativa; le norme vanno abrogate e non interpretate con altre norme o affiancate da leggi speciali, che spesso le smentiscono; la libertà si difende contro l’illimitata produzione di norme legislative.

Oggi in Italia il caos normativo e l’elefantiasi delle norme sono tali che la corte costituzionale è stata costretta ad ammettere, a vantaggio dei cittadini, l’ignoranza della legge (sentenza del 24.3.1988 n.364). In Italia legge ordinaria e decreti del governo hanno la stessa forza di legge, invece nella Grecia antica il decreto era di rango inferiore; infatti, costituzione e leggi richiedono più stabilità delle norme contenute nei decreti del governo; perciò, l’attività legislativa deve essere separata da quella amministrativa del governo che non dovrebbe emanare decreti che abrogano leggi ordinarie.

La costituzione è stata fatta soprattutto per tutelare le minoranze, sono i deboli che reclamano uguaglianza e giustizia (Politica di Aristotele); purtroppo, questi decreti del governo non sono fatti solo in casi eccezionali di necessità e urgenza e, in Italia, se non sono convertiti in legge dal parlamento, generalmente sono ripetuti e ripresentati. Lo statuto albertino non prevedeva che il governo emanasse decreti con forza di legge, però nel 1888 la magistratura ne riconobbe la legittimità, poi il fascismo e la repubblica ne abusarono.

Il fatto è che in Italia la maggioranza, da lungo tempo, vede nella legge lo strumento per consolidare il proprio potere; in realtà, stabilità politica, certezza del diritto e libertà del cittadino si ottengono solo con una forte limitazione del potere di fare leggi. Alexander Hamilton (1757-1804) affermava che, con la costituzione, era superflua anche la dichiarazione dei diritti; negli USA, sulla costituzionalità delle leggi, esiste il sindacato diffuso e ogni giudice può disapplicare una legge da lui ritenuta anticostituzionale; in Italia invece, il rimando alla corte costituzionale è servito a mantenere in vigore leggi fasciste difese dalla chiesa.

In Inghilterra la common low prevede la responsabilità personale del giornalista, in Italia la legge sulla stampa vi aggiunge la responsabilità oggettiva di editore e direttore del giornale; bisogna ricordare che il sistema costituzionale ha lo scopo di frenare il sistema legislativo; ha affermato Antonio Scalia, Giudice della Corte Suprema americana, che i creatori della costituzione americana non avevano fiducia nei politici e nei giudici.

In Usa, per garantire la libertà di espressione, la corte suprema ha assolto chi ha bruciato la bandiera, in Italia invece il vilipendio alla bandiera è reato (art. 292 c.p.). Nel 1847 a Roma, Pio IX, per tutelare religione e governo, fece una legge speciale sulla stampa e introdusse la censura, questa legge favorì l’arbitrio dei censori; nel 1847 anche il Piemonte fece una legge analoga con censori, sempre per tutelare governo e religione.

Lo scopo di queste leggi era reprimere gli abusi sulla stampa libera, la quale spingeva al cambiamento, invece che alla stabilità, e alimentava i disordini, si vedeva nella stampa la causa maggiore dei mali degli stati; però si temeva anche che, vietando certe stampe, queste sarebbero state stampate all’estero e poi distribuite in patria, com’era accaduto in Francia, da Luigi XIV a Luigi XVI, quando i libelli francesi vietati erano stampati in Olanda e Svizzera.

E’ un fatto che il potere produce anticorpi per difendersi e autoconservarsi, perciò colpisce le persone indipendenti e non integrate nel sistema, nei regimi autoritari vieta apertamente il dissenso e usa la repressione; ma lo spirito di libertà è osteggiato anche nei regimi democratici; dappertutto, l’ortodossia porta vantaggi e l’eresia guai. Nel 1850 Civiltà Cattolica, il giornale dei gesuiti, diretto dal gesuita Carlo Maria Curci, affermava di difendere la verità contro l’opinione libera.

Per Curci il giornale del popolo doveva essere il catechismo, affermava che il popolo doveva essere soggetto all’autorità, aveva bisogno di tutela e doveva seguire l’obbedienza. Anche per Hitler le masse erano inerti e in preda ai pregiudizi, Curci affermava che l’opinione pubblica è donna e, come Hitler, equiparava la donna alla massa; però Platone sosteneva che le stesse attitudini naturali esistevano in tutti e due i due sessi e che le donne non richiedevano un’educazione particolare. Il pensiero umano non è andato sempre avanti, qualche volta è andato anche indietro.

Civiltà Cattolica scriveva che i giornali favorivano il pervertimento morale e religioso, che erano il quarto flagello dell’umanità, dopo la fame, la peste e la guerra, che saper leggere era una disgrazia e che gli analfabeti erano i migliori sudditi; mentre la carta dei diritti americana del 1791 vietava al congresso qualsiasi intervento legislativo in materia di stampa, Civiltà Cattolica era a favore del controllo sulla stampa.

Nel 1856 Civiltà Cattolica affermava che la censura sulla stampa non offendeva la libertà, ma permetteva di filtrare quanto il popolo poteva leggere, si diceva contro libero esame, indipendenza individuale e autonomia umana, suggeriva di leggere solo Bibbia e Bellarmino (1542-1621), gesuita, cardinale e dirigente del Sant’Uffizio, erede dell’Inquisizione, tribunale speciale al tempo del processo a Giordano Bruno e Galileo Galilei.

Invece in America Jhon Milton (1608-1674) era a favore di libertà di stampa senza censura, voleva l’istruzione per tutti e che tutti sapessero leggere; prima di lui, nel 1611 re Giacomo I d’Inghilterra voleva che tutti gli inglesi sapessero leggere. Nel 1848 in Piemonte, con le rivolte, furono eliminati i censori e creati i giurati popolari; insomma, con lo statuto albertino del 1848 e l’editto o legge speciale sulla stampa dello stesso anno, si passò da una censura preventiva a leggi repressive; così scomparve l’autorizzazione preventiva alla stampa e la relativa cauzione e fu creato l’istituto del giurì, cioè i giudici popolari per i reati.

Nel 1215 i baroni inglesi strapparono a re Giovanni Senzaterra la Magna Charta e il costituzionalismo moderno fece il suo primo passo, in Inghilterra fu emanata la Magna Charta che stabiliva che nessuno poteva essere arrestato senza legge e provvedimento del giudice. Nel 1776 la costituzione dello stato della Virginia nei processi richiese la natura dell’accusa, il confronto tra accusatori e testimoni, un processo basato su prove, un rapido giudizio, una giuria imparziale e un giurì popolare; tutte cose mancanti nei processi dell’Inquisizione e degli stati autoritari.

Per Aristotele il cittadino era naturalmente giudice e doveva anche partecipare alle cariche pubbliche; il 30.4.1790, in materia criminale, anche in Francia nacquero i giurati popolari, nacquero così tribunali collettivi; era prevista anche una difesa in contraddittorio, i giurì furono introdotti anche negli stati italiani. Il 17.12.1851 il Piemonte, in materia di stampa, ridusse le competenze dei giurì, a vantaggio della magistratura, che non era indipendente dal governo, il 3.2.1852 la legge previde che una parte dei giudici popolari dovesse essere di nomina governativa.

Questi giudici popolari erano generalmente persone di scarsa cultura e spesso erano consiglieri comunali; i gesuiti di Civiltà Cattolica erano contrari a questi giurati ignoranti, credevano alla sovranità discendente e al gregge che ha bisogno di pastori e di cani, dicevano che il popolo immaturo aveva bisogno di una guida. Allora nel senato del Piemonte i membri erano nominati dal re e, come nella camera dei lords inglesi, tra loro vi erano anche dei vescovi; intanto nel 1852 aleggiava anche lo spettro del comunismo, nel 1848 Carlo Marx aveva diffuso il suo manifesto; bisogna ricordare che sono innumerevoli le ragioni che spingono alla rivoluzione, anche se poi pare che queste rivoluzioni degenerino tutte.

Il 14.1.1858 Felice Orsini attentò alla vita di Napoleone III e Cavour introdusse il nuovo reato di apologia di assassinio politico, come se ce ne fosse bisogno, poi propose di affidare la formazione delle liste dei giurati a una commissione composta di pubbliche autorità; intanto gli inglesi avevano abolito imposta sugli annunci, sul bollo, sui giornali e sulla carta e in Inghilterra la stampa si diffuse. Il 22.11.1888 in Italia entrò in vigore il nuovo codice penale, però i reati sulla stampa erano regolati con una legge a parte.

Secondo Luigi Einaudi (1874-1961) ogni giornalista avrebbe dovuto rispondere in base al diritto comune, relativamente ai reati di diffamazione, ingiurie sulla stampa, notizie false; era contrario alla legge speciale sulla stampa, perché il diritto comune era stabile ed estensibile anche ai reati di stampa, invece la legge speciale inventava nuovi reati e nuove pene. Un’opinione diversa da quella degli stati autoritari o delle false democrazie.

Per Mussolini (1928), che in materia aveva lavorato in accordo con i gesuiti, il giornalismo doveva essere un’orchestra alla quale il governo dava il La attraverso i suoi uffici stampa; dopo la distruzione delle redazioni dell’Avanti e del Corriere da parte dei fascisti, nel 1923 il re, che, d’accordo con il Vaticano, aveva sostenuto tacitamente l’avvento del fascismo, firmò un decreto che attribuiva poteri straordinari al prefetto in materia di stampa, sempre a difesa d’istituzioni e religione; previde il sequestro dei giornali per opera degli organi di pubblica sicurezza e poi nel 1924 nacque la legge sulla stampa fascista.

La legge n. 2307/1925 impose anche la figura di un direttore responsabile iscritto a uno speciale albo; il 3.2.1963, in era repubblicana, nacque l’ordine dei giornalisti con il relativo albo, prevedendo un esame per esercitare il mestiere di giornalista; già nel 1850 Civiltà Cattolica aveva proposto un esame per cui voleva scrivere sui giornali. Il giornalismo italiano fu inquadrato nel sindacalismo fascista e divenne un’arma del regime, nel 1929 nacque la commissione superiore sulla stampa che doveva tenere sotto controllo i giornalisti tesserati; nel 1963 nacque il consiglio nazionale dell’ordine controllato dal ministero di Grazia e Giustizia.

Il 23.3.1968 la corte costituzionale, con sentenza n. 11, riconobbe legittimità costituzionale all’attribuzione conferita al ministro e che l’ordine dei giornalisti non minava libertà di pensiero e di stampa, di cui all’art.21 della costituzione; si affermava che le misure sui giornalisti servivano anche a imporre regole etiche sulla professione. In Italia esiste un intreccio tra media, potere economico e potere politico, i circoli della stampa aiutano questi incontri.

I provvedimenti disciplinari contro giornalisti avvengono sotto controllo di pubblico ministero e procura e i giornalisti sono diventati intimi con i giudici; il legislatore repubblicano italiano, in materia di stampa, non ha fatto altro che copiare le leggi fasciste, perché così volevano il Vaticano e comunisti, interessati a partecipare ai vantaggi del potere, con appalti, assunzioni e promozioni.

Del resto, i comunisti avevano approvato l’inserimento dell’articolo 7 nella costituzione e, per rimanere al governo, avrebbero approvato anche la monarchia. Chi crede alla loro buona fede afferma che le norme fasciste sarebbero tornate utili anche sotto un regime comunista, quindi era meglio conservarle; il guardasigilli Togliatti, sedotto o attratto dalla chiesa, trattò con il Vaticano e fu giocato dal Vaticano.

In Italia, presso il tribunale è previsto anche un giudice speciale per i giornalisti, vietato dall’art. 102 della costituzione, che sostiene la giurisdizione unica, ma, con un sofisma, definito solo sezione specializzata del tribunale; è la solita schizofrenia antilibertaria del legislatore italiano, in realtà, è un tribunale speciale nato per applicare una legge speciale; anche nel 1198 Innocenzo III creò il tribunale speciale dell’Inquisizione, per il bene della chiesa e dello stato, per assuefare il popolo al diritto canonico e per combattere le eresie, allora la stampa non era nominata perché non esisteva. L’Inquisizione serviva a prevenire reati, nei processi vi era presunzione di colpevolezza, vi era l’inversione dell’onere della prova, a danno degli imputati, chiamati rei, in quanto sospetti.

Oggi in Italia il giornalista deve rispondere ai vertici dell’ordine, con provvedimento disciplinare, e alla Procura con processo giudiziario, le pene vanno dalla censura alla radiazione, è un’involuzione di un paese falsamente democratico; nel 1215 in Inghilterra nacque la Magna Charta, nel 1628 la petizione sui diritti, nel 1689 la carta dei diritti, i quali affermavano che nessun criminale poteva essere sottratto alla giustizia ordinaria; invece in Italia il tribunale dei giornalisti prevede una giustizia amministrativa interna all’ordine e una via giudiziaria, tramite un tribunale sopeciale, fino alla sospensione dall’albo e alla cancellazione.

Caduto il fascismo, in Italia furono emanati 11 decreti per regolamentare i tribunali speciali, con il consenso del guardasigilli Togliatti, giornalisti che avevano collaborato con il regime, furono amnistiati e riciclati; del fascismo abbiamo conservato codici, leggi di pubblica sicurezza, ordinamento giudiziario, rapporti con la chiesa cattolica e legge sulla stampa; inoltre abbiamo rimesso in piedi vecchi arnesi, cioè dirigenti fascisti.

Il 28.7.17899 Mirabeau, alla costituente francese, aveva affermato che un popolo che vuole essere libero non può prendere in prestito principi e procedure della tirannia; però magistrati, giornalisti e docenti fascisti furono metabolizzati dal nuovo regime. Oggi in Italia i rapporti tra politica e giustizia sono stretti e la magistratura è contraria al giurì, i tribunali hanno amnistiato persone responsabili di sevizie in periodo fascista, hanno assolto crimini fascisti.

Oggi la legge di pubblica sicurezza chiede, come sotto il fascismo, l’autorizzazione per volantinare, affiggere manifestini e fare manifestazioni pubbliche; per qualsiasi scritto, serve la licenza del questore, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria che devono poi informare l’autorità giudiziaria. In Italia la stampa è ancora soggetta ad autorizzazioni, censure e legge speciale; la tirannia è sempre cominciata con una legge sulla stampa.

Ancora oggi la magistratura ordinaria italiana, che è un’altra bella corporazione, è contraria all’istituzione dei giurì; l’1.1.1948 entrò in vigore la costituzione democratica e il 7.2.1948 la Corte di Cassazione doveva decidere sulla sorte delle leggi del fascismo; era accaduto che alcuni erano ricorsi alla Corte di Cassazione, appellandosi all’articolo 25 della costituzione, che stabilisce l’irretroattività della legge penale; perciò la Cassazione affermò che solo il futuro legislatore era competente ad abrogare le leggi fasciste, perché la costituzione era una norma programmatica e non precettizia e perciò non le poteva cancellare.

Perciò si congelarono le vecchie norme e il parlamento non provvide ad abrogare le leggi fasciste, la Corte Costituzionale, non a caso, nacque in ritardo nel 1956; perciò ancora oggi, come sotto il fascismo, occorre l’autorizzazione di polizia per affiggere avvisi e distribuire volantini, occorre il permesso della polizia in materia di stampa, perché vigono le leggi fasciste sulla pubblica sicurezza. Però, qualche volta, nel corso di processi ordinari, la corte costituzionale, spesso riluttante, è stata costretta a cancellare delle norme anticostituzionali, in questa e in altra materia.

Comunque, ancora oggi, l’art. 113 della legge di pubblica sicurezza, ordinata in un Testo Unico del 1931, è in contrasto con l’articolo 21 della costituzione sulla libertà di stampa; per i liberali l’articolo 21 è norma precettizia, cioè da applicare subito, e non programmatica, mentre la Cassazione, con la sentenza del 12.10.1950, ha stabilito che è norma programmatica, cioè da attuare con comodo; ma così è legittimata la censura del questore per ogni scritto.

Questo art. 113 è servito a condannare manifestini politici scritti alla porta della propria abitazione e scritte sui muri contro il governo. I testi unici sono raccolte di leggi o parti di leggi, anche speciali, che riguardano una determinatra materia; secondo la Corte Costituzionale sono decreti legislativi con  forza di legge; considerata l’elefantiasi delle norme, aiutano a ricercare la normativa in vigore su una materia particolare.

 Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   numicco@tin.it.

 Fonte:

“Storia della libertà di stampa in Italia” di Rinaldo Boggiani – Edizioni Associate

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I POTERI DELLO STATO

 Quando si parla dei poteri dello stato, generalmente ci si riferisce a quelli previsti dalla costituzione, però sarebbe più corretto distinguere i poteri della costituzione da quelli reali; infatti i poteri possono essere costituzionali e reali, costituzionali, extracostituzionali  e anticostituzionali, palesi e occulti, legali e illegali; inoltre, alcuni poteri palesi esercitano anche poteri occulti. Tra i poteri occulti, non di poco conto, vanno messi nei vari paesi, l’alta finanza, le società segrete e il clero.

Questi poteri non fanno direttamente leggi, come non le fa la magistratura, ma sono in grado di influire sul processo legislativo, con ricadute su tutti i cittadini; non è un mistero che in tanti paesi, ieri e oggi, esercito e clero sono poteri reali che influenzano la vita politica e il governo dei paesi,  anche se non sono citati tra i poteri della costituzione. La costituzione non è indispensabile alla vita di un paese e l’Inghilterra non ce l’ha, tuttavia se esiste, l’ordinamento legislativo complessivo deve essere allineato alla costituzione.

Ora accade, non solo che si fanno leggi anticostituzionali, ma che, come hanno rilevato molti studiosi, esistono poteri reali che non sono inseriti nella costituzione, come l’informazione, i sindacati, i partiti, le autorità, l’esercito, la polizia, i servizi segreti, i sindacati, i partiti e le Autorità. Alcuni di questi poteri sembrano anche prevalere sui poteri o organi costituzionale dello stato, ad esempio, i partiti e il governo a volte sembrano prevalere sul parlamento; malgrado la nostra democrazia si definisca parlamentare.

Da questa disamina si ricava l’impressione che la costituzione è un documento osannato ma staccato dalla realtà; dopo l’esperienza fascista, la nostra repubblica è stata qualificata parlamentare anche per contenere il potere personale del presidente della repubblica e del capo del governo; il capo del governo, secondo la costituzione, ha meno poteri del capo dello stato, ma praticamente non è così, sia perché il presidente non esercita tutti i suoi poteri, sia perché il capo del governo ha un ruolo effettivo di direzione nel governo palese, anche se è condizionato dagli altri poteri.

Insomma la costituzione può dire che la repubblica è parlamentare ma in realtà non  lo è, può dire che i poteri sono divisi, ma in realtà il governo legifera e la magistratura esercita il sindacato sulle leggi, può dire che lo stato è laico, ma il clero condiziona le leggi trasformando lo stato, in maniera strisciante, in confessionale; infine, il legislatore ordinario, sotto la pressione delle lobby, dal 1948 ha prodotto  continuamente leggi anticostituzionali, promulgate dai presidenti e ignorate dalla corte costituzionale.

Con l’entrata in vigore della carta costituzionale, la corte di cassazione  avrebbero dovuto abrogare le leggi fasciste anticostituzionali che sono tuttora vigenti, per conservare queste leggi, la corte costituzionale fu fatta nascere, non a caso, solo nel 1054 . Il Italia il presidente della repubblica non esercita i suoi ampi poteri, non è solo il garante della costituzione, perché questo compito spetta alla corte costituzione, lamenta che non ha potere esecutivo, ma la nostra non è una repubbliche presidenziale; il capo del governo lamenta che, leggendo la costituzione, ha meno poteri del presidente e c’è chi invoca il cancellierato; in realtà, il capo del governo, nella pratica, ha poteri di indirizzo  che esorbitano la costituzione ed è meglio così.

La corte costituzionale dalla sua costituzione non ha sempre sorvegliato sulle leggi, la costituzione fissa alla prima parte alcuni principi, peraltro disattesi, come l’articolo 3,  alla seconda parte parla della struttura dello stato, con la divisione dei poteri; l’una e l’altra non corrispondono alla realtà. Se la costituzione deve esistere, bisogna adeguare la legislazione alla costituzione o bisogna aggiornare la costituzione; la costituzione non può essere un documento campato in aria, ma deve informare tutto l’ordinamento e deve essere un documento di programmazione legislativa; comunque, la costituzione si può sempre modificare e la stessa carta costituzionale ne  suggerisce la procedura,  fra l’altro, con questa procedura, è già stata modificata marginalmente in alcune sue parti.

I comportamenti illegali dei cittadini vanno naturalmente contro la legge; però una legge anticostituzionale è illegale per volontà di governo o parlamento e presidente della repubblica e perciò, poiché la costituzione dovrebbe condizionare tutto l’ordinamento giuridico, non dovrebbe mai entrare in vigore; oppure, per esistere, dovrebbe essere stata preceduta da una revisione della costituzione, la quale non deve essere mai vista come un dogma, anche se, le modifiche della costituzione dovrebbero essere sempre migliorative e non dovrebbero togliere diritti o discriminare i cittadini. Per inciso, non va dimenticato, che non tutte le costituzioni sono democratiche e costituzione non è sinonimo di democrazia, inoltre, la democrazia si presenta sotto diverse forme.

 Nunzio Miccoli     www.viruslibertario.it; numicco@tin.it.

 

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LA DIFESA DEI DIRITTI

 Per la prima volta nella storia, la gente, grazie ad internet, è politicamente desta, cosciente e interattiva, in tal modo è in grado di fronteggiare gli effetti perversi della globalizzazione; sfida l’informazione prostituita, i poteri costituiti e il nuovo ordine del mondo; perciò bisogna proteggere la libertà della rete che ha già subito attacchi da vari governi, soprattutto da parte di quelli più autoritari.

La propaganda occulta della disinformazione della stampa e della politica manipola esaltati di destra, di sinistra e fondamentalisti che alimentano il terrorismo, questa manipolazione è aiutata da alcuni servizi segreti dietro i quali sono gli stati; lo scopo è favorire la speculazione e disgregazione di stati anche alleati, in questa strategia l’Italia, paese semisovrano perché uscito sconfitto dalla seconda guerra mondiale, è stato un laboratorio, le ricette da essa subite sono state poi applicate al terzo mondo.

Le società segrete come la massoneria, l’opus dei e l’ordine di Malta sono regolarmente infiltrate da agenti d’intelligence perché lo stato molte volte si muove nella segretezza invece che nella trasparenza; queste società segrete nacquero come partiti o corporazioni segrete, con lo scopo di puntare a interessi economici e di potere, inevitabilmente perciò furono portate ad alimentare complotti.

Eserciti segreti e disinformazione sono gli strumenti del potere, i poteri dello stato più importanti non sono poteri costituzionali, ma sono il clero e l’esercito, il che attesta quando sia staccata dalla realtà la costituzione; gli stati finanziano operazioni sotto falsa bandiera e terrorismo, l’ordine di Malta è uno dei principali canali di comunicazione tra CIA e Vaticano; il Vaticano sostenne, Mussolini, Hitler, Franco, Salazar, Peron e Pinochet, in pratica è sempre stato sostenitore di regimi antidemocratici.

Non si capisce bene dove si stia dirigendo il mondo e chi ispira le azioni dei fondamentalisti; in Francia una legge vieta i simboli religiosi, come crocifisso e velo islamico, il paese ha una popolazione islamica che supera il 10% e, diversamente dagli USA, i musulmani francesi non sono bene integrati, sono antisemiti e contrari ad una società laica; invece in Inghilterra e Olanda esiste il multiculturalismo religioso, in Inghilterra esistono cento corti della sharia, i tribunali islamici, che hanno minato la common low uguale per tutti.

Storicamente in Europa la giurisdizione unica, che garantisce una legge uguale per tutti, è stata un’eccezione, tribunali speciali e giurisdizioni speciali sono esistite a Roma e nel medioevo, a favore di varie etnie e del clero; però solo la giurisdizione unica e il diritto comune garantiscono la parità dei diritti, all’interno dei quali solo norme di salvaguardia garantiscono la democrazia, tra queste è l’articolo 3 della nostra costituzione, costantemente baipassato dalla legge ordinaria, fin dal momento della sua applicazione.  

I tribunali islamici negano diritti umani, libertà e uguaglianza, che sono alla base delle democrazie europee, la sharia sostiene l’ineguaglianza di figli maschi e delle femmine nella successione, prevede il ripudio della moglie, la poligamia, sostiene che in tribunale la testimonianza di una donna non vale come quella di un uomo; è contraria al matrimonio di una musulmana con un cristiano e, in generale, vede con sospetto i matrimoni misti.

Il velo islamico non simboleggia solo il pudore ma è anche un simbolo di oppressione, chi non lo porta è sospetto di apostasia dai fondamentalisti; in Francia i musulmani rifiutano di studiare l’olocausto, rifiutano corsi di ginnastica e di scienze e sport in comune con le donne, gli islamici si dicono sottomessi ad Allah e non agli uomini; per combattere la promiscuità, nelle piscine francesi due giorni alla settimana sono riservati alle donne.

Donne cristiane sono rifiutate dai musulmani come insegnanti, medici e infermiere; medici cristiani non possono visitare o operare donne islamiche. Tollerare l’intolleranza religiosa fa vacillare la democrazia, minando i diritti dell’uomo di memoria illuminista; gli uomini non possono essere esposti al totalitarismo teocratico, combattuto dai laici e lungamente coltivato anche dalla chiesa cattolica ed ancora presente in Italia.

 Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   numicco@tin.it

 

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L'INTERVENTO MILITARE IN LIBIA

 La risoluzione numero 1970 del 26.2.2011 del Consiglio di Sicurezza ONU, emessa contro Gheddafi, imponeva pesanti sanzioni economiche, con blocco dei beni personali dei rais, embargo alla vendita di armi e processo di fronte alla corte penale internazionale dell’Aia per crimini contro il suo popolo; l’America ha anche disposto il congelamento dei beni di Gheddafi in Usa. La risoluzione numero 1973 del 17.3.2011 del Consiglio ha imposto la no fly-zone per gli aerei di Gheddafi ed ha previsto il ricorso all’uso della forza da parte della Nato.

Usa, Francia e Inghilterra hanno diretto questa strategia e in precedenza erano ostili ai rapporti dell’Italia con la Libia; la Libia, con sei milioni di abitanti, stava portando avanti un progetto di canalizzazione di acque dolci, sfruttando bacini sotterranei che avrebbero trasformato la Libia in una fertile pianura agricola; l’acqua per il deserto libico sarebbe stata pompata da 270 pozzi, la spesa di 25 miliardi di dollari, prevista per assicurarsi l’autosufficienza alimentare, sarebbe stata finanziata dal governo libico e non dal Fondo Monetario Internazionale, il che accade raramente nel terzo mondo.

La Libia ha il più alto livello di vita in Africa ed è in grado di resistere alle sanzioni con le sue cospicue riserve aure custodite nella banca centrale di Tripoli e vendendo di contrabbando petrolio come fanno anche i ribelli e come faceva Saddam in Iraq per resistere alle sanzioni. L’occidente ha prima sostenuto la piazza con agenti infiltrati e alimentato la propaganda con la rete internet, poi ha bombardato i mezzi pesanti libici, anche con l’uranio impoverito che provoca patologie e morte.

Dopo le prime dichiarazioni critiche dell’Italia all’aggressione con bombardieri voluta dalla Francia contro la Libia, l’Italia ne è stata coinvolta come uno stato semisovrano, ignorando ancora una volta la sua costituzione; le ragioni vere della guerra non si conoscono però la propaganda di stato afferma che siamo intervenuti a difesa dei civili libici sotto tiro di Gheddafi. Ciò è avvenuto ignorando ciò che succede in altri paesi come la Siria, dove esiste parimenti una dittatura e la piazza ribelle non è trattata meglio che in Libia.

A Bengasi è nato un governo provvisorio anti Gheddafi, con 31 membri, che ha ricevuto riconoscimento dalla Francia, la prima che ha voluto menare le mani, e poi da altri paesi; tra questi membri alcuni appartengono ad Al-Qaeda; bisogna ricordare che diversi paesi si sono compromessi con la politica di Gheddafi, fornendogli armi e credito politico, tra essi Italia, Russia e Francia. In Libia esistono ancora tribù e clan familiari, però nel paese vi è anche la maggiore concentrazione di terroristi dopo l’Arabia saudita, in proporzione agli abitanti, questi terroristi erano repressi da Gheddafi e adesso cosa succederà?

La LIFG libica è una filiale di Al - Qaeda la quale è a sua volta nata dalla Fratellanza Musulmana egiziana, la LIFG è legata alla tribù di Harabi che vorrebbe restaurare la monarchia con un discendente di re Idris; le terre di questa tribù furono espropriate e distribuite con una riforma fondiaria da Gheddafi, ora questi ribelli sono riforniti di armi dagli occidentali, a quale scopo? Quanto detto non serve a negare le atrocità commesse da Gheddafi contro il suo popolo, il suo vecchio terrorismo all’estero filo islamico, filosovietico e antioccidentale, come la sua pretesa di riparazioni da parte dell’Italia.

Le guerre sono sempre derivate da interessi economici, quando gli stati vogliono sfruttare e sottomettere a tributi, oltre i loro popoli, anche altri popoli e altri stati, però c’è chi sostiene, per trarre in inganno i popoli, che le guerre possono essere anche ideologiche, cioè politiche o religiose, o umanitarie e possono essere anche giuste. Si afferma che le guerre umanitarie servono a proteggere i civili dagli abusi delle dittature.

Sono tante le dittature sulla terra, tutte presenti all’Assemblea dell’ONU, anche nella commissione per i diritti umani, occupata anche dalla Libia, il che sembra una beffa avallata dall’Assemblea dell’ONU; le guerre umanitarie, come quella in corso in Libia, violano la Carta dell’ONU, la sovranità e l’autodeterminazione dei popoli.  Gheddafi, avrebbe già trovato asilo all’estero, spera di recuperare i suoi investimenti all’estero e resiste perché teme di finire davanti alla corte internazionale di giustizia per crimini di guerra. 

Anche Milosevic, nonostante le promesse d’immunità, fini davanti a questa corte, da ricordare che la maggior parte dei leaders di opposizione a Gheddafi erano stati suoi collaboratori, compromessi con il suo regime; probabilmente hanno trattato con l’occidente e, se Gheddafi andrà via, saranno trattati bene, accadde anche a tanti nazisti alla fine della seconda guerra mondiale. Francia e Inghilterra, nel seguire gli interessi di Total e BP, sono intervenute in Libia, facendo un torto all’Eni che deteneva la posizione più forte nel paese; alla fine il governo italiano si è associato o appiattito, come uno stato vassallo, uscito sconfitto alla seconda guerra mondiale, alle posizioni anglofrancesi.

Se in Libia ne nascerà una guerra civile lunghissima, come in Somalia e Iraq, le vittime civili, invece che protette, non potranno che aumentare; le azioni della Nato hanno spesso la conseguenza delle medicine che fanno aumentare le patologie. Eppure governo, stampa e opposizione plaudono all’intervento dell’Italia; secondo Napolitano, la nostra missione militare in Libia è legittimata dalla costituzione, quando si sa che la nostra costituzione ripudia la guerra, del resto, anche D’Alema sostenne l’intervento NATO in Kosovo.

L’Onu ha approvato l’intervento con un documento che cancella una serie di principi fondamentali della stessa ONU, infatti, il capitolo 7 della sua Carta autorizza azioni militari solo in caso di minaccia alla pace e dietro richiesta di governi in carica dei paesi coinvolti, siano essi democratici o autoritari; se l’articolo non fosse stato formulato così, la maggior parte degli stati non avrebbe partecipato all’ONU. La Libia oggi non rappresentava più una minaccia alla pace e aveva fatto anche parte della commissione Onu per i diritti umani.

Lo stesso capitolo proibisce ingerenze negli affari interni degli stati membri, anche se liberticidi, quindi esclude interventi a favore di partiti o della democrazia interna, la maggior parte degli stati facenti parte dell’Onu sono stati autoritari e senza questa clausola non sarebbero entrati nell’Onu. Il Consiglio di Sicurezza ha affermato di voler intervenire a favore di civili inermi, i quali però sono stati spesso armati con l’aiuto di agenti segreti di Francia e Inghilterra; hanno colpito le forze di Gheddafi che li ha colpiti a sua volta, anche se Gheddafi sicuramente non è tenero con la piazza; poi si sa che nelle guerre vere e in quelle civili ci vanno di mezzo anche civili inermi e innocenti, né mancano le ingiustificate vendette personali.

Anche in Kosovo l’UCK era stato aiutato dall’occidente, con divise e armi; la risoluzione del consiglio di sicurezza ONU numero 1973 ha imposto una no fly zone sul cielo libico; in questo caso, la volontà del consiglio di sicurezza non sembra rispettare quello dell’Assemblea Generale, peraltro costituita di tante dittature liberticide; scopo della risoluzione è impedire agli aerei libici di colpire i rivoltosi dall’alto, però questa risoluzione è stata interpretata da francesi e inglesi come diritto di bombardare tutte le posizioni delle truppe di Gheddafi. I francesi hanno voluto essere i primi ad attaccare; a causa di questa guerra, ora l’Italia è esposta all’immigrazione selvaggia.

Purtroppo i rappresentanti degli stati nell’Assemblea dell’ONU sono scelti dal governo e non dal popolo e perciò non sono liberi nelle loro decisioni, ma forse la differenza, visto come funzionano le democrazie e le elezioni, non sarebbe stata poi molta; comunque, la direttiva di far rispettare la no fly zone è stata violata dalla Nato, la quale è andata oltre le operazioni autorizzate.

L’Italia rischia rappresaglie, immigrazione, calo delle forniture di petrolio e gas ed è esposta al terrorismo, è l’Italia che ha preteso che la guerra si svolgesse sotto l’egida Nato, che è così servita a dare coperture alle operazioni anglo francesi; una volta la NATO era mal vista dalla sinistra italiana, che oggi si è accostata all’Europa, alla Nato e alle Banche. Finita la guerra fredda, la NATO doveva essere sciolta, ma oggi è diventata una santa alleanza a difesa d’interessi oscuri, con mandato o copertura ONU.

Le guerre preventive sono sbagliate, la Germania e l’Unione Europea hanno mantenuto in questo intervento un atteggiamento più prudente dell’Italia; bisogna ricordare che l’America ha ipotizzato una guerra preventiva anche contro l’Iran che ha missili in grado di raggiungere l’Italia. Per questa guerra l’Italia sta attrezzando la base americana di Pisa, che con i suoi annessi è la più grande base americana all’estero, il sindaco del PD è galvanizzato per le positive ricadute occupazionali.

 Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it numicco@tin.it

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COME SONO NATI I GOVERNI, GLI STATI E LE NAZIONI

 Quando si confrontano i sistemi politici, si fanno differenze tra democrazie, sempre imperfette, dalle dittature, dalle tirannidi, dai regimi autoritari, dai regimi personali e dalle monarchie assolute, contemporaneamente si contrappongono gli stati confederati o federali con quelli con amministrazione accentrata, definiti unitari, questi ultimi sono meno rispettosi delle autonomie locali.

Alcuni ritengono che la nostra democrazia imperfetta sia un’evoluzione dei primi regimi personali, e che lo stato federale sia il traguardo degli stati accentrati semidemocratici. Vale la pena, però, di fare un po’ di storia al riguardo; originariamente le tribù e i clan, dediti usualmente a caccia ed a razzie, non riconoscevano un’autorità monarchica superiore, però, di fronte ad un pericolo esterno comune, si costituivano in confederazione e poi in federazione e con ciò conferivano poteri superiori ad un monarca, il quale assumeva i poteri del comandante militare della coalizione e, in secondo tempo, il ruolo di giudice supremo; il tutto in cambio della protezione, cioè il re reclamava tasse dai soci, in cambio della sicurezza offerta loro.

Con il tempo, la nuova dinastia ampliava con la guerra i confini dello stato, aumentando i suoi contribuenti interni e sottoponendo popoli esterni sconfitti  ad un regime coloniale o di protettorato, cioè rendendo tributari pure loro; dal che si evince che la prima finalità dello stato è la riscossione delle tasse, il che rappresenta il carattere distintivo e originale dello stato, senza il quale lo stato si estinguerebbe; la tassazione era motivata all’inizio dalla protezione o sicurezza e, in un secondo tempo, da alcuni servizi resi dallo stato, fatti pagare però, in regime di tassazione, a caro prezzo ai sudditi.

Man mano che il potere si accentrava sempre di più, quando il pericolo esterno diminuiva, i baroni o boiardi, cioè i nobili ex capi delle tribù, rivendicavano una loro autonomia dal potere centrale, oltre i normali privilegi già concessi dalla corona, come l’esenzione dalle tasse, il possesso di terre e la sottrazione alla legge comune. E’ da questa classe di taglieggiatori che nacque la nobiltà, anche se essa, a causa di guerre, rivoluzioni e occupazioni da parte di stranieri, lungo i secoli non è stata mai la stessa.

Anche i re o imperatori erano nati dalle loro file, normalmente i condottieri e i signori della guerra si facevano prima conti e, se avevano fortuna o sapevano giocare bene le loro carte, si facevano re; questi, in primo tempo erano eletti dagli altri principi o nobili, in un secondo tempo, trasmettevano il loro titolo ai successori; le vicissitudini storiche spostarono il potere dai nobili al re, i nobili formavano la corte del re e il potere diveniva sempre più assoluto e lontano dal popolo.

Tutte le civiltà sono state precedute da nomadismo e tribalismo, le tribù avevano delle assemblee di villaggio, di cui facevano parte gli anziani, che diedero vita al senato, mentre il capo tribù era un sindaco eletto che si evolse in un secondo tempo in conte, trasmettendo il suo titolo; era la stessa evoluzione della monarchia e dei vescovi, assunti tra agli aristocratici, anche se il papa è rimasto un sovrano elettivo.

Ancora oggi nel terzo mondo i dittatori, seguendo il processo di formazione delle monarchie, tentano di trasmettere la loro carica al figlio, la carica di parlamentare, ambasciatore, notaio, giudice, alti funzionari a capo di uffici è stata spesso ereditaria nella storia; comunque, tutte queste cariche, come gli uffici, potevano anche essere compravendute, cosa che hanno fatto spesso anche nobili e vescovi.

Sembra che la strategia del potere sia quella di allontanarsi sempre di più dal popolo, passando dal localismo delle tribù, alla federazione, al governo unitario centralista e autoritario, fino al governo unico mondiale; eppure, non le libere elezioni, ma il localismo e il decentramento sono la migliore forma di democrazia, con autonomia amministrativa e fiscale, democrazia diretta e uso delle risorse locali ad esclusivo benessere della comunità locale, usando principalmente le produzioni locali, con ciò riducendo trasporti inutili e inquinamento. 

Anche se il federalismo sembra più rispettoso dei sudditi nei confronti del potere centrale unitario, pare che il localismo, il federalismo, il governo centrale e quello mondiale siano tutte delle tappe di un processo storico degenerativo che ha espropriato i sudditi di ogni sovranità e di ogni controllo sugli atti del governo.

Già gli individui, vivendo nella tribù, per ragioni di sicurezza, avevano dovuto rinunciare ad ogni possibilità di autodeterminazione e di autogestione, ora, per adattemento e istinto di sopravvivenza,  queste aspirazioni sono morte nella maggior parte degli uomini a favore di uno spirito comunitario; questi uomini degenerati non desiderano più essere orfani di un’autorità, però alcuni uomini hanno conservato certe aspirazioni, reclamano autogoverno e soffrono di questa degenerazione o involuzione.

Laddove manca la possibilità di autodeterminazione, di autogoverno o di secessione, esiste ancora una monarchia occulta assoluta, anche se ci sembra di vivere in regime repubblicano, perché anche la monarchia era un simbolo e rappresentava l’unità nazionale; la realtà del potere, in ogni regime dove esiste poca libertà e poca democrazia, è l’oligarchia, che ancora oggi dirige, dietro le quinte, le nostre sorti.

I politici di turno sono i loro pupazzi, sempre alla ricerca di privilegi; come si cambiano i parlamentari e i ministri, anche il monarca o il dittatore, quando non segue gli indirizzi dell’oligarchia occulta, con una congiura di palazzo e con il cambio di dinastia, si può cambiare. Lo stato è una società segreta o occulta nata per la riscossione delle imposte, in cambio di una generica protezione concessa ai sudditi.

Fatti i governi, sono nati gli stati e poi di seguito le nazioni, imponendo delle leggi uniformi, un’istruzione, una religione e una lingua, sottoponendo i sudditi a una tassazione solo a favore dello stato, facendo divenire illegale la tassazione concorrente e molto antica delle mafie; tuttavia, com’è nella logica delle false democrazie, anche questi stati sono stati costretti a conservare esenzioni e privilegi a favore di personaggi di rango, amici o soci del potere occulto. Il tutto mentre gli ingenui declamano l’eguaglianza dei cittadini avanti alla legge, sancita dalla costituzione.

 Nunzio Miccoli    www.viruslibertario.it,   numicco@tin.it

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L’ITALIA AL CROCEVIA

Secondo certi politici e certa informazione, Berlusconi pare l’unico politico ad alimentare il conflitto d’interesse, a riciclare soldi di mafia e ad essere collegato alla mafia, è il solo politico ad alimentare  scandali sessuali; il premier è tallonato da partiti, informazione e magistratura, a volta sembra l’origine di tutti i mali d’Italia, in realtà la politica  è sempre animata da interessi personali, conflitti d’interesse e di potere.

Berlusconi si era presentato agli italiani con un  programma avanzato di riforme vere, che non toglievano diritti agli italiani ma che non è stato ancora attuato,  afferma però che il suo programma non è stato accantonato, parlo soprattutto del federalismo, della  riforma fiscale, del controllo della spesa sanitaria, ecc. Però le riforme vere intaccano i privilegi e le rendite di posizione, è nell’interesse di Big Pharma svenarci per la sanità, è per questo che certe riforme non si fanno; oggi la spesa sanitaria aumenta ogni anno molto più del reddito nazionale ed è difesa soprattutto dalla sinistra.

Premesso che la politica italiana, dall’unità in poi, è stata contrassegnata da collusioni mafiose, erano mafiosi Francesco Crispi e Vittorio Emanuele Orlando, e che i Savoia regalarono posti in parlamento a mafiosi che avevano favorito l’unita, oggi non si possono minimizzare i successi di Maroni nella lotta contro la mafia, anche se, verosimilmente, egli non arriverà mai a colpire la cupola mafiosa.

I conflitti d’interesse, la corruzione e gli scandali sessuali sono stati spesso associati alla politica, infatti, banalmente si afferma che si partecipa alla lotta politica per denaro, per potere e per sesso; nel terzo mondo, dove la terra è concentrata, si afferma che l’unico modo per arricchirsi è la politica Comunque, il can can mediatico contro Berlusconi, alimentato da questi temi, dimostra che non è vero che controlla tutta l’informazione; d’altra parte, l’attenzione dei giudici verso Berlusconi, in altri casi distratti, collusi  o lenti, può rivelare uno zelo sospetto.

Se esiste un complotto per impedire le riforme, bisogna capire chi tira le fila, ricordando che l’attuale clima surreale, intriso di scandali alimentati da Berlusconi, alimenta una lotta politica che per il potere occulto significa salvaguardia d’interessi economici e per i politici capitani di ventura significa mirare a raggiungere il palo della cuccagna del governo, dove si collezionano privilegi, si fanno favori agli amici e si ricevono regalie dalle  lobby.

Qui non si postula l’innocenza di Berlusconi, ma si vuole solo rimarcare che la politica si è sempre fatta anche con inchieste di stampa e della magistratura, oltre che con il resto dell’armamentario, cioè con guerre, terrorismo, complotti, rivoluzioni, ecc, una volta i regicidi avvenivano perché non c’erano le libere elezioni; naturalmente pare che Berlusconi offra volentieri occasioni agli attacchi a lui rivolti; tuttavia, mi ripeto, viene da chiedersi se una regia occulta alimenti stampa e magistratura. Del resto, nel 1992, al tempo di mani polite, i magistrati colpirono o rivolsero la loro attenzione soprattutto verso i partiti di governo come DC e PSI.

Per inciso, nella prima repubblica, mentre la DC era saldamente collegata agli interessi economici,  la sinistra, in cambio del suo sostegno a certe leggi, aveva trattato per acquistare spazio in magistratura, informazione, scuola  e banche; ciò si faceva agevolmente con la cooptazione e con i concorsi truccati; partiti, sindacati e chiesa ne determinavano l’esito. A causa di questi favoritismi,  lo stato italiano è oggi largamente inefficiente, perché con il clientelismo ha favorito gli amici di strada, privandosi delle persone migliori, anche se prive di una fede politica o religiosa o con una fede diversa.

Mao Tsè Tung diceva che non era importante se il gatto era bianco e nero, purché prendesse i topi, cioè facesse un servizio, per la nostra politica invece è stato soprattutto importante premiare i suoi uomini, pare perciò che l’amministrazione pubblica non serve a concedere dei servizi ma a creare posti di lavoro per gli amici. Una persona che aveva vinto un concorso (probabilmente truccato) mi aveva confidato che occupava quel posto perché aveva vinto un concorso, però, se volevano che lavorasse, dovevano pagarlo a parte; anche i politici ragionano così, sono in  parlamento per aver vinto un concorso truccato, cioè le elezioni, e se le lobby vogliono essere servite devono pagarli a parte, mentre il popolo aspetta le riforme.

Nei settori citati di magistratura, informazione, scuole e banche dominano uomini di sinistra,  naturalmente si fa per dire, però, per imprimere una rotta alla politica, gli editori devono essere  condizionati economicamente con iniezioni di denaro, cioè pubblicità e finanziamenti pubblici e privati, anche con i finanziamenti di potenze straniere; val la pena di ricordare che  Francesco Saverio Nitti scrisse  che l’Italia, per potersi prendere la Libia, dovette comprarsi i giornali francesi, inoltre, alla vigilia della prima guerra mondiale, arrivarono alla stampa italiana fiumi di denaro per far entrare l’Italia in guerra a fianco di Francia o di Germania.

E’possibile che chi oggi mira a far cadere Berlusconi voglia impedire riforme che egli ha promesso e reiterato ma che non ha mai fatto ma che potrebbe fare, riforme che peserebbero sulle tasche di lor signori, cioè dell’élite mondialista; insomma una regia occulta, seguendo i suoi interessi, mira  a far cadere Berlusconi per impedire che l’Italia faccia delle riforme per mettersi al passo con gli altri grandi paesi ed esca da una condizione semicoloniale. Val la pena di ricordare che con le svalutazioni ricorrenti della lira, favorite dalla instabilità politica dell’Italia e dal terrorismo, tanti, operando speculativamente, si riempirono le tasche, soprattutto all’estero; inoltre, il debito pubblico favoriva la condizione servile del paese, questo debito oggi è posseduto al 40% da paesi esteri, 500 miliardi di esso sono in mano della Francia.

Oggi in Italia destra e sinistra sono con la chiesa, la destra tradizionalmente e la sinistra modernamente; la sinistra, oltre le tasse e la spesa sanitaria, difende anche l’autonomia delle banche, quelle nazionali sono controllate dal Vaticano e quelle locali dai vescovi; la sinistra difende l’autonomia della Banca d’Italia, la quale è in conflitto d’interesse, perché controlla  le banche ed è posseduta dalle banche.

Da più parti si afferma che le banche controllano stati e industrie e la politica italiana è influenzata  da Vaticano, conferenza episcopale e centri finanziari, che in Italia fanno capo alla chiesa, all’estero ad altri personaggi ma anche alla chiesa; queste banche hanno speculato e strozzato piccoli imprenditori e risparmiatori e poi, a causa d’insolvenze su cui si dovrebbe approfondire, sono state salvate dagli stati.

Queste banche appartengono ai soliti ignoti, che grazie ai moderni strumenti di controllo del capitale, cioè finanziarie, partecipazioni a catena e paradisi fiscali, non compaiono, mentre i piccoli azionisti sono chiamati dai banchieri “il parco buoi”, cioè quello dei gabbati. In materia d’insolvenze bancarie, in Italia bisogna ricordare i vecchi casi del Banco di Napoli, del Banco di Sicilia e del Banco di Roma. Il governo tecnico, tanto invocato, è sollecitato dal partito della banche.

Val la pena di ricordare che, da quanto esistono partiti e sindacati, la loro nascita è stata finanziata da centri d’interesse economico e da potenze estere, pertanto anche il movimento di Fini, Futuro e libertà, ha potuto godere di questi aiuti; per chi lo conosce da tempo, pare che Fini abbia subito una mutazione, si potrebbe definire un altro caso di trasformismo, ha adottato anche temi sensibili. Del resto, questo è proprio ciò che fanno i politici e gli avvocati, se sono bravi, prima si scelgono una causa e poi la devono difendere con degli argomenti validi; la politica non fa altro che abusare della credulità popolare.

Nella prima repubblica si cercavano di risolvere le liti esplose all’interno dei maggiori partiti di governo con delle verifiche interna, cercando di evitare che le polemiche venissero messe in piazza, invece Fini ha preferito mettere in piazza il suo dissenso con Berlusconi, cercando di provocarne la caduta; tuttavia paventa il ricorso alle urne che, con l’attuale legge elettorale maggioritaria non lo favorirebbe.

Io sono a favore di una legge elettorale proporzionale con lo sbarramento, però le fibrillazioni politiche dell’Italia non sono dovute solo al sistema elettorale, l’Italia, dall’unità in poi, li ha conosciuti tutti ed ha avuto governi che duravano in media un anno. Dall’unità e dalla fine della seconda guerra l’Italia non riesce a riformarsi, nessuno parla più di abolire le corporazioni e di eliminare l’evasione legale, ma si preferisce fare la solita filippica contro l’evasione,  la quale spesso, per tanti italiani, con uno stato implacabile esattore, usuraio e biscazziere, è solo un  modo per sopravvivere.

Superando la dicotomia statalismo-liberismo, bisognerebbe puntare ad ammodernare l’Italia, eliminando diseconomie, sburocratizzarla, renderla più forte e concorrenziale, l’Italia non può competere con costi energetici e tasse più alte, con trasporti più inefficienti, con norme che penalizzano la produzione, con rimborsi fiscali lenti alle imprese; con questa politica si sacrifica produzione ed economia, bisogna ricordare che la Francia, dall’unità in poi,  molto volte ha ostacolato le nostre ambizioni, eppure oggi un’Italia forte potrebbe essere utile all’Europa, visto che la Cina cresce impetuosamente.

Se grandi manovre impediscono all’Italia di riformarsi, ritengo che l’Italia, con il tempo, si  spaccherà, nemmeno l’Italia unita è un dogma, nella sua storia è stata più disunita che unita; tuttavia, malgrado i deficit della politica ed il modo orribile in cui è stata realizzata l’unità del paese, ritengo che oggi gli italiani si sentano più uniti che nel 1861, quando il paese raggiunse l’unità; in generale, gli italiani delle ragioni di confine non sono in maggioranza per la devolution.

Però con il tempo, grazie al malcostume politico, gli italiani a favore della devolution potrebbero raggiungere questa maggioranza; c’è una parte del paese che si è sempre diretta verso partiti riformatori che poi sono stati cooptati dal sistema ed hanno tradito le aspettative; perciò ora più italiani, in cerca della salvezza, si potrebbero dirigere verso la secessione; inoltre, vista la generale corruzione ed il trasformismo, per rafforzare il partito autonomista, anche i politici nazionalisti si possono comprare.

 Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   numicco@tin.it.

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SCHIAVITU’ ED AUTODETERMINAZIONE

 Le guerre scoppiano per la difesa d’interessi economici, per le terre, per i mercati e per vendere armi, sono volute da alcune camarille che controllano gli stati; gli stati sono gelosi di territori e di sudditi contribuenti ed è per questo che il Vaticano è contro il controllo delle nascite, perché, senza il lavoro, terra e capitale sono improduttivi. Gli stati fanno trattati di pace, di alleanza o per regolare varie materie, però, poiché mirano ad acquistare influenza, devono farsi le scarpe e acquistare altri territori e altri mercati; perciò ne nascono le violazioni generalizzate dei trattati, delle leggi internazionali, le guerre e gli imperi; tutto ciò è reso possibile dal fatto che il popolo non è stato veramente sovrano da nessuna parte, anche se a volte ha usufruito in parte del saccheggio di altri popoli.

Il principio d’intangibilità delle frontiere, conclamato da trattati e da dichiarazioni di assisi internazionali e dai massimi dirigenti politici, non solo è spesso disatteso, perché le frontiere sono regolarmente contestate da stati in guerra, ma questo principio è in contrasto con il principio dell’autodeterminazione dei popoli, sancito da convenzioni e risoluzioni; però, questo principio è in contrasto e vale meno del  precedente, poiché  il popolo non è sovrano,  è una chimera ed un abuso della credulità popolare.

L’Ossezia del sud e l’Abkazia vogliono la separazione dalla Georgia, il Kossovo la vuole dalla Serbia, altre minoranze etniche o regioni storiche in Belgio, Spagna, Francia, Gran Bretagna e Italia vogliono la secessione; a volte pare che lo stato nazionale sia in crisi; lo stato nazionale non è veramente nazionale perché non è fatto di una sola etnia, però ha mirato ad esserlo, imponendo leggi, lingua, costume e religione, cioè omologando i cittadini. Oggi in Europa occidentale solo l’omologazione religiosa è archiviata, però l’Italia, asservita al Vaticano, si muove in controtendenza, come l’Islam.

Siccome i grandi stati europei si stanno disgregando, pare che l’Unione Europea, nella confusione del linguaggio, invece di difendere lo stato-nazione, voglia difendere lo stato plurietnico, mentre vuole omologare gli europei con le sue leggi; forse si va verso stati nazionali più piccoli, con il rafforzamento del governo centrale dell’Unione Europea, conformemente al Nuovo Ordine Mondiale.

L’élite mondialista vorrebbe usare il proprio potere economico e politico per tenere sotto controllo la popolazione mondiale, ritiene che, poiché ci sono individui che pensano liberamente, la più grande minaccia  è costituita da una popolazione consapevole che pensa liberamente ed in modo critico, anche se, i massimi traguardi nell’evoluzione umana si sono raggiunti quando gli uomini si sono liberati dalle catene  che oscuravano la loro mente.

Il XXI secolo pare destinato a diventare l’era dei controllori del mondo e degli ingegneri sociali che, per governare, si avvarranno della psicologia di massa, di istruzione, propaganda, religione, stampa, televisione, cinema e radio; il governo mondiale creerà un governo ed una società scientifica a vantaggio di pochi (Bertrand Russell), anche Marx, per governare gli uomini, proponeva un  sistema di socialismo scientifico.

Effettivamente la psicologia consente il controllo delle popolazioni meglio delle dittature, secondo Ficht, l’istruzione serve a distruggere il libero arbitrio, impedendoci  di pensare diversamente dagli insegnanti, già indottrinati e conculcati dallo stato; perciò sarà l’autorità che imporrà le convinzioni comuni; grazie alla scuola, l’autorità è in grado di precludere alle menti dei ragazzi tutte le idee eterodosse. Nel 1961 il presidente Eisenhower affermò che esisteva una rete interconnessa tra settore industriale, militare e politico, che ricercava continuamente, per interesse, lo stato di guerra, ecco perché una vera pace pare irraggiungibile.

Russell sostiene che, in questo processo, l’eugenetica riveste un ruolo importante, però con essa si possono creare differenze di specie tra dominanti e dominati i quali, come delle pecore, non avranno più la forza di ribellarsi. Mentre le precedenti rivoluzioni scientifiche e tecnologiche dell’uomo hanno mirato a modificare l’ambiente, la nuova rivoluzione mirerà a controllare l’uomo; in precedenza occorreva cercarne il consenso con la propaganda, ora le nuove tecniche indurranno  la popolazione  ad amare la propria condizione d’asservimento; d’altra parte, fino ad oggi, sono esistiti anche uomini felici della loro condizione servile.

Oggi non esiste più la libera ricerca universitaria sorretta dalla curiosità personale, ma esiste il controllo degli studiosi, delle università e delle relative ricerche, lo stato, grandi imprese e società farmaceutiche selezionano le ricerche sensibili da sponsorizzare.  Negli anni venti, prima di Hitler, le fondazioni Rockefeller e Ford  avevano sostenuto il movimento eugenetico e  dopo la seconda guerra si dedicarono alla genetica ed all’ambientalismo.

A capo di questi movimenti erano sir Julian Huxley ed il  principe Bernardo d’Olanda, uno dei fondatori del gruppo Bilderberg nato nel 1954; nel 1946 Huxley, nell’interesse del progresso, propose di favorire lo sviluppo di una sola cultura mondiale e l’avvento con la genetica di una razza più forte. La genetica è collegata all’eugenetica, però il vero scopo di questa rivoluzione dovrebbe essere il controllo dell’umanità.

Huxley si chiedeva come conciliare il principio giuridico dell’eguaglianza, con la disuguaglianza  biologica, riteneva l’uomo irrazionale e guidato dall’emotività e non credeva sufficiente o giusto proporre le pari opportunità. L’élite aspira a  rivolgersi all’umanità con una sola voce e sa che dittatura e propaganda non sono sufficienti per raggiungere questo scopo, perché nell’uomo permane la lotta per il potere, l’ambizione e la ricerca della ricchezza.

L’eugenetica guarda all’organizzazione sociale ed al controllo dell’uomo e perciò sfocia nell’ingegneria sociale della disuguaglianza. La genetica implica la manipolazione biologica, può servire a migliorare l’umanità,  ma può dar luogo anche ad abusi, favorendo la creazione di un sistema di caste biologiche, fino alla separazione biologica in due specie, una intelligente e dominante ed una inferiore ottusa, dominata e schiava.

La ricerca genetica è finanziata dalle stesse persone che finanziarono l’eugenetica, per il controllo mentale e sociale, queste stesse persone hanno finanziato anche il programma di controllo demografico; affermano che, poiché l’aumento demografico danneggia l’ambiente, anche il controllo della crescita demografica va inserito nell’ottica ambientalista. Per salvare la terra e l’ambiente si vuole  ridurre il numero delle persone, perciò le fondazioni Ford e Rockefeller finanziano anche il movimento ecologista, imponendo il loro punto di vista.

Purtroppo però Rockefeller è anche interessato al settore petrolchimico e farmaceutico, che non sempre fanno bene all’ambiente ed alla salute, ma la coerenza mon esiste in politica. Nel 1961 Huxley, che era stato il primo direttore dell’Unesco, fondò anche il WWF, comunque sosteneva sempre l’eugenetica e riteneva che l’evoluzione umana potesse essere accelerata anche da eventi catastrofici, come le guerre o le catastrofi naturali.

Oggi ingegneria genetica, nanotecnologia e robotica consentono di rifare il mondo, i nanorobot sarebbero anche in grado di autoreplicarsi, secondo alcuni studiosi, nel 2030 dovrebbe nascere un  robot intelligente in grado di produrre copie di se stesso, perciò alcuni, in un segno d’onnipotenza, potranno acquistare l’immortalità scaricando nel suo computer intermo le loro conoscenze. Per volontà dell’élite, le ricerche più sensibili nei settori GNR, cioè d’ingegneria genetica, nanotecnologia e robotica, avvengono generalmente in laboratori privati.

I membri dell’élite vogliono controllare la società e rimodellarla, vogliono plasmare le idee e creare una pubblica opinione, ritengono che la maggior parte degli uomini sia fatta di esseri emotivi ed irrazionali e, per evitare il caos, devono essere controllati, al fine di avere stabilità e ordine, a scapito della stessa umanità comunemente intesa. Queste persone ritengono che gli uomini comuni si trovino in perenne stato adolescenziale, impreparata a prendere decisioni, ritengono che, se gli uomini fossero destinati biologicamente ad essere liberi, sarebbero liberi; ma la realtà smentisce questo assioma, l’uomo, per la sua sicurezza, rinuncia spesso alla libertà di pensiero ed accetta le catene della schiavitù e lo sfruttamento.

Il pensiero anarchico o libertario, non significa necessariamente disordine e terrorismo, è una forma di autogoverno che non vuole pregiudicare gli altri, significa rifiuto dello sfruttamento statale e privato, significa libertà nella responsabilità;  è l’affermazione dell’individualità senza sentire il bisogno di governanti, è rifiuto del potere dell’uomo sull’uomo e il rifiuto della servitù. Tuttavia, se si riconosce che anche l’amministratore del condominio è utile, non si sa come potrebbe funzionare.

 Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;    numicco@tin.it.

 Fonte: Andrew Gavin Marshall  “L’ascesa della dittatura scientifica globale” Nexus n.88.

 

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IL DESIDERIO DI RIFORME DA PARTE DEGLI ITALIANI

 Di fronte alle insufficienze delle maggioranze di governo, dall’unità ad oggi, con governi durati in media un  anno, con un’amnistia l’anno, con tanti scandali e con tante collusioni mafiose da parte della politica, apparentemente, l’opposizione di qualunque tipo, ha buon gioco, cioè il suo lavoro è reso più facile, salvo poi deludere quando essa stessa diventa maggioranza di governo.

L’opposizione non andrebbe fatta dicendosi contro qualcuno che regge la maggioranza, ma proponendo riforme in testi definiti, non proponendo slogan di massima e  generici, in modo che i cittadini possano giudicare; le promesse elettorali contenenti queste riforme andrebbero mantenute e non svuotate come hanno fatto tutti i partiti di governo; è proprio questo fatto che accomuna i predicatori laici della politica e del commercio, con quelli religiosi,  una promessa commerciale, una promessa politica elettorale e la promessa del regno di Dio abusano sempre della credulità popolare.

L’opposizione, per vincere le elezioni, non deve essere alla ricerca spasmodica di alleati di qualunque colore, perché alcuni alleati sono squalificati ed altri, con i loro veti, potrebbero paralizzare la compagine governativa;  non è possibile allearsi contemporaneamente con lavoratori, confindustria, chiesa, banche, assicurazioni ed ecologisti. Queste alleanze eterogenee dimostrano solo che, per arrivare al potere, si è disposta ad allearsi anche con il diavolo.

Per i politici d’ogni colore, il governo è importante perché è il palo della cuccagna in cui si possono accumulare privilegi, fare favori agli amici e ricevere regalie dalle lobby, dimenticandosi delle promesse elettorali. La democrazia non è solo difettosa, come pensa l’estrema destra, ma sembra anche una vera truffa, al posto della cosa pubblica trasparente, sembra essersi installato il suo opposto, cioè cosa nostra; il popolo non è sovrano, non decide nemmeno indirettamente sull’assetto dello stato e sulle riforme, è privato della capacità d’indirizzo del governo e di scelta degli eletti.

Questa degenerazione non è nata oggi perché i partiti sono camarille che fanno il brutto ed il cattivo gioco, sono strumenti per la presa e la conservazione del potere, palesi od occulti che siano, armati o disarmati, democratici o antidemocratici, parlamentari o extraparlamentari; i partiti sono più antichi del parlamento, sono  fazioni politiche e non sono la vera espressione della democrazia.

La vera democrazia si ha con decentramento, partecipazione, democrazia diretta, riconoscimento all’autonomia ed al diritto alla secessione, questo dovrebbe essere un diritto del popolo se è sovrano e se la richiede la maggioranza della popolazione di una regione. La nostra costituzione è una beffa piena di elucubrazioni, è sganciata dalla realtà e dalle leggi ordinarie che la disattendono spesso.

Occorrerebbero vere riforme della scuola, della sanità, della giustizia, del fisco ed il federalismo, purtroppo però, per lor signori, cioè il governo occulto del paese, le cose stanno bene così, perché per loro  sono già molto redditizie; i politici sono solo i burattini ed i capitani di ventura al loro servizio, pagati con i privilegi, perciò non possono offrire un servizio al popolo, mentre ricattano l’élite.

Nella scuola domina l’interesse economico, culturale e politico della chiesa, che controlla la scuola privata e condiziona quella pubblica, nella sanità esistono larghi interessi economici di industrie e medici e le cliniche private fanno capo alla chiesa. Le cure sono costose e nessuno si sana veramente, e tuttavia, secondo un dogma dei partiti venduti, noi ci dobbiamo svenare per la sanità.

La giustizia è un’illusione, doveva essere, assieme alla sicurezza, la prima funzione dello stato, ma serve solo a far lavorare avvocati ed a garantire una posizione ai giudici, non c’è italiano che ne sia soddisfatto; gli avvocati, presenti in politica, magistratura e avvocatura, non hanno interesse a rendere la giustizia più veloce, più economica e con leggi più certe, cioè che diano meno origine a conflittualità; in fondo, anche gli avvocati hanno famiglia ed hanno bisogno di lavorare.

Per quanto riguarda il fisco, Berlusconi aveva promesso di ridurre le imposte a sette e di ridurre la pressione fiscale, qualcuno gli aveva creduto, disposto anche a chiudere gli occhi di fronte ai suoi  peccati; la sinistra, in prima linea nella lotta all’evasione, ha preferito insistere sui suoi peccati e sul suo conflitto d’interesse televisivo, prendendo in giro gli italiani perché in Italia i conflitti d’interesse, che coinvolgono politici, sono innumerevoli e non sono solo quello di Berlusconi.

Oggi anche la sinistra difende gli interessi della chiesa, delle banche e dei padroni, per dimostrare poi che serve a qualche cosa, preferisce personalizzare la lotta politica contro il diavolo di turno, prima Craxi e poi Berlusconi; purtroppo però, anche messe da parte queste persone,  l’Italia non sembra destinata a cambiare, perché la riforma dello stato esorbita anche gli interessi di Berlusconi e incide sugli interessi maggiori dei soliti ignoti.

Il federalismo, responsabilizzando gli enti locali ed avvicinandoli ai cittadini,  potrebbe essere una bella scelta, però la solidarietà per il sud non dovrebbe significare ingrassare mafie e politici corrotti, come avviene nella cooperazione internazionale, ma dovrebbe significare aiutare il sud a valorizzare le sue risorse ed a camminare con le sue gambe; la solidarietà, in caso di guerre, calamità e povertà, è servita anche a speculare, sono tanti quelli che si sfamano con la fame nel mondo.

Il progetto del governo Berlusconi sul feudalismo fiscale è deludente nel criterio di riparto e compartecipazione nelle imposte, sperando sempre che la pressione tributaria non aumenti ancora; ora siamo già ai massimi livelli nel mondo e non abbiamo più l’alibi del debito pubblico, perché gli altri grandi paesi, per salvare le banche, hanno aumentato il loro, contemporaneamente però, concedono più aiuti dell’Italia a famiglie, disoccupati ed emarginati.

Le deleghe alle regioni dovevano comprendere prima la scuola che la sanità, come ha fatto la Germania, però stato e chiesa tenevano a controllare la scuola, più per a ragioni di sistema che economiche, scuola e stampa servono a controllare ed a omologare. Per alcuni, la scuola, diretta dello stato, doveva servire a dare lo stesso standard scolastico a tutti, ma ciò non è avvenuto.

L’Unione Europea poteva prefiggersi questo fine, invece ha preferito dedicarsi all’agricoltura ed alle quote latte. In realtà, il liberismo e la libera circolazione di uomini e capitali, si poteva fare solo con un  unico ordinamento fiscale, un unico ordinamento scolastico e con uguali tariffe; tariffe diverse e imposte diverse creano grandi distorsioni economiche, non è solo questione di protezionismo.

Bisognerebbe prima stabilire le imposte da devolvere, nella loro interezza, agli enti locali, fissare i costi standard dei servizi e poi devolvere agli enti locali i servizi di loro competenza; insomma, come in ogni famiglia, le spese dovrebbero seguire le entrate e non il contrario. Delle sette imposte promesse o predicate da Berlusconi, avrei lasciato alla stato imposta sul reddito delle persone fisiche, l’Iva e un’imposta patrimoniale, le altre quattro imposte restanti e da determinare le avrei lasciate a regioni e comuni, abolendo le province, sostituite da consorzi di comuni; questi enti locali, per le imposte di loro competenza, avrebbero avuto autonomia d’accertamento e di riscossione.

Da ricordare che nel sud d’Italia oggi, a causa dell’evasione e del minore sviluppo, si riscuote poca Iva e poche imposte sul reddito, però al comune di Napoli si riscuotono molte imposte locali, anche se permane il problema dei rifiuti; dall’altra parte sembra che la regione Campania  riesca a raccogliere poche imposte di sua competenza, federalismo corretto e sviluppo economico del sud, con responsabilizzazione degli amministratori locali,  in un certo lasso, potrebbero eliminare questo gap.

Avrebbero dovuto essere aboliti gli esattori privati, che succhiano parassitariamente sangue ai sudditi contribuenti, inoltre, per non creare distorsioni economiche ed ostacoli a produzione e distribuzione delle merci, le imposte statali, per non impoverire il paese, avrebbero dovuto essere al livello di quelle europee, quelle locali avrebbero dovuto essere allo stesso livello tra le varie regioni. Per non sfavorire gli investimenti in Italia, lo stato avrebbe dovuto rimborsare prontamente i crediti d’imposta  e gli altri crediti delle imprese e snellire le procedure burocratiche.

Un partito moderno dovrebbe presentarsi agli elettori con proposte del genere e, una volta arrivato al governo, nell’interesse dei cittadini, dovrebbe applicare le riforme promesse, superando le resistenze dei padroni occulti dello stato. Per quanto riguarda la lega nord, com’è nella tradizione di tutti i partiti italiani, anche essa pare molto ambigua, ha fatto del cattolicesimo una sua bandiera e perciò deve tener conto anche dei padroni di Roma ladrona che abitano Oltretevere; come la sinistra e la destra, è collusa con i poteri forti e serve a tenere buoni ed a blandire i cittadini del nord che si sono stancati dello stato centrale.

Malgrado le trame di lega e nazionalisti, a causa della profonda crisi di sistema dell’Italia, ma il problema riguarda anche altri paesi, l’Italia potrebbe effettivamente andare in pezzi, gli eventi futuri potrebbero portare a ciò; in caso di disordini, il trattato di Lisbona prevede l’intervento militare degli altri stati, è una nuova santa alleanza. Prima dell’avvento di Roma, l’Italia fu disunita e  fu unificata da Roma a metà del III secolo a.c.,  cadde sotto i barbari nel V secolo d.c. e si divise, rimanendo divisa fino a metà del XIX secolo, poi riacquistò l’unità, fino ad oggi.

In pratica è stata unita circa 1.000 anni e disunita per un periodo doppio, cioè è stata più disunita che unita; i processi storici dovrebbero insegnare qualche cosa al riguardo, gli assetti territoriali delle varie regioni della terra cambiano con il tempo e le vicissitudini storiche, però i nazionalisti sentimentali non sono capaci di ragionare in tali termini. Gli stati e le nazioni non sono mai nati  per volontà di popolo, il popolo non è stato mai sovrano da nessuna parte, gli stati sono nati per vicissitudini dinastiche, economiche e militari, poi i cittadini, grazie alla scuola, sono stati omologati ed è stata loro imposta un’unica lingua.

E’ accaduta la stessa cosa a Spagna, Francia, Inghilterra e Germania, anche se in tempi diversi, questi processi sono stati favoriti da guerre vinte e da sostegni ricevuti da altri paesi, con le guerre si conquistano e si perdono territori; le potenze straniere armano ed aiutano fazioni interne di altri paesi, i politici generalmente si vendono, anche allo straniero, lo fanno anche i nazionalisti, non solo gli internazionalisti.

Gli uomini complessivamente, cioè come popoli,  non sono diversi, anche se sono condizionati dalle loro culture, soprattutto religiose, perciò non è vero che gli italiani sono più corrotti o più ingovernabili, in tanti paesi esiste la dittatura al centro e l’anarchia in periferia; l’imperatore del Giappone ha dichiarato che la gente ignora quale sia il livello di corruzione nel mondo, questa corruzione tocca non solo politica, ma anche mondo degli affari, polizia e magistratura, che è stata quasi sempre al servizio del potere.

Tuttavia gli uomini sono singolarmente diversi perché divisi in ricchi e poveri, ignoranti e istruiti, stupidi e intelligenti, belli e brutti, però queste caratteristiche negative non possono essere di tutto un popolo; gli italiani sotto in tutto il mondo e generalmente si adeguano alle condizioni di ogni paese, quindi, le colpe dell’Italia sono le colpe del sistema che governa l’Italia.

In Italia la mafia, come in altri paesi, è stata protetta dallo stato, vi si evadono le imposte, si lavora in nero e si fanno delle attività illegali anche per  difendersi da uno stato usuraio, biscazziere ed esattore, preda d’interessi di una camarilla. Comunque, esiste una diversità tra culture ed alcune oggi appaiono moralmente superiori, perciò  è demagogico sostenere che tutte le culture sono uguali o hanno uguale dignità; le culture hanno prodotto cannibalismo, schiavitù, pedofilia, sacrifici umani, discriminazioni legali, mafia e pirateria.

Alcune culture si sono date degli standard superiori e noi, come esseri evoluti, dovremmo sempre guardare ai modelli superiori e non a quelli inferiori, cioè non dovremmo mai rimpiangere il nostro passato barbarico o incivile. Ho il sospetto però che qualcuno ci voglia far tornare indietro, togliendoci diritti, benessere e civiltà, per farci tornare al tempo quando l’uomo contava meno di una bestia da soma.

A quei tempi il potere non era soggetto a  contestazioni ed aveva mano libera, allora non si  processavano i pedofili, lo stato, applicando liberamente la doppia morale, cioè rubava, espropriava, faceva violenza ed uccideva, giudicava i sudditi senza che questi fossero difesi; questo sogno d’onnipotenza è stato dei tiranni  e  dei sovrani assoluti, però sostiene ancora chi, dietro le quinte, regge anonimo i fili della politica.

Questi personaggi non lavorano, sono irresponsabili, anonimi, godono dei benefici del signoraggio monetario e sono esentati dalle imposte, ma le riscuotono attraverso lo stato; l’anonimato economico delle società di capitali, delle finanziarie e dei paradisi fiscali sono stati inventati soprattutto per loro; questi poteri hanno il vero segno della sovranità, non può essere sovrano un popolo che paga e le tasse ed è costretto a lavorare per vivere. La protezione in cambio di tasse è stata inventata dalle mafie e poi è stata adottata dallo stato; di fronte alla condizione servile dell’uomo, l’élite che controlla lo stato, tesa a difendere il suo benessere, trova il tempo di farsi due risate sulle  parole spese da alcuni a favore del popolo.

 Nunzio Miccoli    www.viruslibertario,it;   numicco@tin.it.

 

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LA COSTITUZIONE ITALIANA (Agg. 20/1/2011)

La costituzione dovrebbe essere breve, con pochi principi, con articoli brevi ed estesa come un manifesto, non è essenziale per la vita di una nazione perché l’Inghilterra n’è priva, infatti, tutto l’ordinamento giuridico può contenerne i principi; è norma programmatica e legge quadro fondamentale, però in Italia, dopo la sua entrata in vigore l’1.1.1948,  la corte di cassazione non ebbe mandato per ripulire l’ordinamento di leggi anticostituzionali d’epoca fascista o anteriori e la corte costituzionale non ebbe mandato di dare parere obbligatorio sulla costituzionalità delle nuove leggi, il presidente della repubblica non fu richiamato all’obbligo di non promulgare le leggi anticostituzionali, per cui, leggi anticostituzionali si sono fatte anche in era repubblicana.

 

Perciò oggi sono ancora tante le leggi vigenti anticostituzionali; gli statuti anteriori all’era liberale erano d’esclusa concessione reale, non erano un patto fatto con i rappresentanti dei cittadini, su un piano inferiore esistono anche statuti e regolamenti comunitari, regionali e comunali, quelli comunali contengono più divieti che regolamentazioni. Fin dalla sua nascita, la nostra costituzione è regolarmente disattesa dal legislatore ordinario e dalla prassi politica di governo, inoltre contiene anche delle contraddizioni interne, ad esempio in materia d’eguaglianza religiosa, per l’inserimento del concordato nella costituzione.

 

Le costituzioni si possono sempre cambiare e possono essere superate, alcuni articoli della nostra sono stati modificati, quelle rigide come la nostra, che richiedono un processo complesso di revisione, sono cestinate quando una rivoluzione cambia tutto l’ordinamento giuridico; le costituzioni sono spiriti dei tempi e tuttavia la nostra costituzione è stata tradita fin dall’inizio delle sua applicazione perciò, di fronte alla realtà delle leggi ordinarie e della prassi di governo, la costituzione sembra tanto una burla o uno scherzo.

 

Quando si propone di modificare la costituzione, si replica che bisogna tenere fermi i principi fondamentali della prima parte, che contiene principi poetici, filosofici e non programmatici o di ordinamento dello stato, che sarebbero immodificabili, cioè non soggetti a revisione costituzionale; non ci facciamo illusioni, questo rispetto può avvenire solo se c’è la volontà politica e se vige un ordinamento coerente al rispetto di quei principi; le rivoluzioni, senza alcuna formalità, cambiano ordinamenti e costituzioni.

 

Ad ogni modo, la costituzione non è un dogma o un feticcio a cui aggrapparsi,  è una carta giuridica fondamentale che fissa un percorso. E’ falsa la tesi che esista un patto sociale tra stato e popolo, sancito dalla costituzione, il potere si è sempre retto senza l’aiuto del popolo, poi però ne cerca il consenso, per rendere più agevole o meno difficile la governabilità.

Lo stato dovrebbe astenersi dall’abusare continuamente della credulità popolare, con principi conclamati  mai applicati, con i principi fondamentali della costituzione non deve coltivare illusioni o addormentare; lo stato, per reggersi, si deve fondare su privilegi, favori e concessioni,  perciò non può e non vuole che gli articoli della costituzione siano veramente attuati; per proteggere gli amici, non vuole che i cittadini siano uguali avanti alla legge.

La costituzione è bicefala, è pasticciata perché è nata da un compromesso tra cattolici e marxisti, con piccoli apporti liberali, è smentita dalle leggi ordinarie anticostituzionali, che sono tante, nacque per compensare la sinistra di una rivoluzione mancata, promettendo una rivoluzione costituzionale che rimase però sulla carta; le costituzioni rivoluzionarie come la nostra si riconosco da tre principi: l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il suffragio universale e l’imposta progressiva, di questi tre principi solo il suffragio universale è stato veramente concesso nella realtà.

Nel test del russo Ivan Pavlov (1849-1936) sull’apprendimento ed il riflesso condizionato, alcuni cani erano addestrati a riconoscere dei cerchi, con i quali ricevevano scariche elettriche, e dei quadrati, con i quali ricevevano della carne, per ricevere la carne premevano il tasto giusto; ad un certo punto, con un artifizio grafico, progressivamente si facevano assomigliare i  quadrati sempre più a cerchi e, quando la somiglianza diventava troppo forte, non sapendo più cosa fare, i cani impazzivano.

 

Analogamente, con le costituzioni possono impazzire tutte le persone legate alle regole, più che al pensiero critico, perché queste  costituzioni sono  lontane dalle leggi ordinarie, dalla politica, dalla realtà e dalle consuetudini. In psichiatria, la schizofrenia determina una perdita di contatto con la realtà, è caratterizzata da confusione mentale, difficoltà di comunicazione, deficit emozionale, alterazione dell’affettività fino al mutismo e mancanza di interesse per la vita; il suo sviluppo è favorito anche da fattori ambientali. In breve, si può affermare che tanti fattori, di origine sociale,  come la cultura, contribuiscono a far perdere il senno all’uomo; per non perdere il senno, l’uomo generalmente ancora il suo cervello ad una ideologia, come fattore di sicurezza e di certezza.

 

Articolo 1: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, la sovranità appartiene al popolo”.

Tanti si sono affannati a dare una definizione della democrazia, che dovrebbe essere il governo del popolo e dovrebbe garantire l’eguaglianza, almeno giuridica dei cittadini; in realtà il popolo è  senza sovranità ed è privo di eguaglianza avanti alla legge; sono tante le leggine, le leggi ad personam  e le leggi di favore, ad esempio in materia fiscale ed in materia di lavoro. Come i vecchi regimi, anche la nostra repubblica è fondata sui favori, sui conflitti d’interesse e sui privilegi.

 

Articolo 3: “ Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, d’opinione politica, di condizioni personali e sociali”.

In realtà, le discriminazioni sono tante, le più gravi sono quelle sancite non dai pregiudizi e dai comportamenti umani, ma dalle leggi dello stato, che mettono in posizione superiore una religione, a volte si fanno leggi, con la scusa di tutelarle, solo a  favore delle donne; inoltre la politica e la religione, quando possono, discriminano regolarmente in base all’ideale politico.

 

Articolo  4: “ La repubblica riconosce a tutti il diritto al lavoro”.

Questo articolo rafforza l’articolo 1, però lo stato non è capace di garantire il lavoro a tutti, garantire il lavoro a tutti è come garantire la salute a tutti o la fortuna a tutti; lo stato, in spregio all’articolo 3,  può fare dei favori e concedere dei privilegi, però non può garantire il lavoro a tutti.

 

Articolo 5: “La repubblica promuove le autonomie locali”.

L’Italia è nata unita con la forza e senza consenso, è stata restia a riconoscere le autonomie comunali e regionali; il fascismo sostituì il sindaco con il potestà di nomina governativa e le regioni, che avevano una base culturale, sono nate in ritardo, soggette ad un controllo statale ed al controllo sul bilancio, cioè sulle entrate, da parte dello stato.

Vista la sua storia, in Italia la sovranità originale dovrebbe essere non dello stato, ma delle regioni e dei comuni, perciò il federalismo dovrebbe essere lo sbocco logico della autonomie; però è da considerare che, in tutti gli stati, il popolo di una regione non è libero di chiedere la secessione nemmeno quando la richiede la maggioranza, il che dimostra che il popolo non è sovrano.

 

Articolo 6: “ La repubblica tutela le minoranze linguistiche”.

Certamente ognuno in casa è libero di parlare la sua lingua o il suo dialetto o scrivere un giornale in dialetto, ma libri, giornali, testi scolastici e leggi sono tutti scritti in italiano e forse  è meglio così; dialetti e lingue minori sono meno spendibili in economia e nelle relazioni a distanza e perciò sono sacrificati naturalmente. Non si capisce il senso dell’articolo e la sua utilità, però l’articolo merita una osservazione, dopo l’unità, l’italiano è stato utilizzato per omologare gli italiani.

 

Articolo 7: ” La chiesa e lo stato sono indipendenti e sovrani reciprocamente, i loro rapporti sono regolati dai patti lateranensi”.

I patti lateranensi privilegiano la chiesa e, grazie ad essi, lo stato non è indipendente dalla chiesa, oggi l’Italia   sembra un protettorato del Vaticano o il giardino del Vaticano.

 

Articolo 8: “Tutte le confessioni religiose sono libere avanti alla legge”.

Premesso che libere non significa uguali, perché la chiesa ha i privilegi del concordato e di tante leggi, in realtà, sotto questa costituzione, furono boicottati anche testimoni di Geova ed evangelici; la religione acattolica è privilegiata e sovvenzionata dallo stato, le confessioni minori sono ammesse ma hanno meno diritti di quella cattolica; ad esempio, ora di religione e crocefisso a scuola sono imposti in omaggio solo della chiesa cattolica.

 

Articolo 10: “L’ordinamento giuridico italiano si uniforma al diritto internazionale”.

Fonti del diritto internazionale sono le convenzioni internazionali  ed i trattati, spesse volte violati o non ratificati dal parlamento, l’Italia non rispetta nemmeno direttive, regolamenti e sentenze dell’Unione Europea. Anche questo articolo sembra una bella predica, la sua fonte sono i predicatori laici della politica.

 

Articolo 11: "L'Italia ripudia la guerra come strumento per la risoluzione delle controversie internazionali".

In realtà l'Italia ha aderito ad alleanze militari, ufficialmente difensive, ed anche per difendersi si usano le armi, ha un esercito e partecipa all'estero a missioni militari, per lo più con copertura ONU; tutte queste partecipazioni implicano la presenza di truppe italiane impegnate su teatri di guerra, la difesa della pace, fatta con le nostre truppe, non può essere un alibi.

 

Articolo 15: “La segretezza della corrispondenza è inviolabile”.

In realtà lo stato ha usato il servizio postale statale per fare queste violazioni, in Usa l’unico monopolio statale è stato il servizio postale, nato a tale scopo;  si violano comunicazioni private e privacy anche con satelliti spia come Echelon, con le intercettazioni telefoniche e con le schedatura; in carcere ed in convento si controlla la corrispondenza dei detenuti e delle suore.

 

Articolo17: “I cittadini hanno diritto di riunirsi liberamente senza armi e senza preavviso; però, per le riunioni in luogo pubblico, devono darne preavviso alle autorità, che possono vietarle per motivi di sicurezza”.

Premesso che le riunioni fatte in casa sono sempre libere, la seconda parte dell’articolo sembra smentire la prima; oggi per le riunioni in luogo pubblico occorre chiedere il permesso alla polizia; la ragione risiede nel fatto che le leggi fasciste restrittive non sono state mai modificate ed, in generale, le leggi di polizia sono ancora d’epoca fascista, come codice penale Rocco e Concordato; nessuno ha provveduto ad abrogarle, però in cambio c’è stato regalato questo bello articolo della costituzione.

 

Articolo 18: “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, però sono proibite le associazioni segrete  con  carattere politico- militare”.

Lo stato cerca di difendersi da rivoluzioni e complotti, in effetti,  ci sono sempre ottime ragioni per promuovere, da sinistra, le rivoluzioni, anche se poi riescono male tutte; invece i complotti si fanno soprattutto da destra, è un fatto che  la segretezza sembra minare la democrazia, perché la repubblica dovrebbe essere una cosa pubblica o trasparente, diversa da Cosa Nostra. Guardiamo la realtà, mafia, partiti e massoneria sono nate come società segrete ed anche in era repubblicana lo stato ha tollerato  società segrete come queste.

 

I servizi segreti, operando in segreto e nell’illegalità, hanno agito al riparo del controllo popolare,  lo stato repubblicano ha protetto organizzazioni segrete come Gladio e la P2; il comitato di crisi, nato per seguire il sequestro Moro, era fatto  di piduisti, i servizi segreti erano diretti da piduisti, perciò l’onorevole Tina Anselmi  fece varare una legge che sciolse la loggia P2 e vietò le associazioni segrete; ma non erano già state vietate dalla costituzione?

Il segreto di stato ha impedito che si risalisse a mandanti di tanti fatti oscuri d’Italia, il segreto di stato nacque nel 1941, con un regio decreto di Mussolini e di Vittorio Emanuele III, serviva ad impedire al popolo di conoscere cose  note solo alle istituzioni più alte e ai servizi segreti. Nel 1977 fu pubblicata la legge 801/1977 su "Istituzione e ordinamento dei servizi, per le informazioni e la sicurezza e disciplina del segreto di Stato".

Nel codice penale ci sono due livelli di segreto, il segreto in senso proprio e il divieto di  divulgazione, Cossiga vietò  alla magistratura di intervenire su materie secretate e di spettanza ai servizi segreti, nel 2003 il divieto alla magistratura servì a  bloccare ogni indagine. I servizi segreti sono agli ordini del presidente del consiglio,  il  governo Prodi allargò il segreto di stato alle centrali nucleari ed ai depositi di scorie, Berlusconi lo applicò anche al  territorio militare.

La legge stabilisce che il segreto di Stato decada dopo 15 anni, può essere prorogato, ma che in nessun caso può superare i 30 anni, però le leggi si possono sempre modificare, però Berlusconi ha voluto che  ha il tempo decorra  dall'entrata in vigore della legge e non dal fatto. Nel maggio 2010 sono scaduti i termini del segreto sul rapimento di Moro, la strage dell'Italicus e quella di piazza Fontana, ma non si è saputo niente lo stesso, la strage di Piazza della Loggia a Brescia si è chiusa dopo 36 anni con un nulla di fatto.  Berlusconi ha posto il segreto di Stato il segreto di stato anche  sullo scandalo Telecom-Sismi nel  2009 e sui dossier illegali di Telecom.

Con Berlusconi  c'è stato un uso esagerato e non corretto del segreto di stato, coprendo l'accertamento della verità su fatti gravissimi, perciò i servizi segreti possono fare quello che vogliono, tanto poi possono appellarsi al segreto e tutto finisce lì. Il segreto di stato si affianca al controllo sull’informazione e di magistrati, impedendo che la giustizia raccolga le sue prove, anche con le   intercettazioni, il buio deve essere totale per i cittadini.

La conservazione del segreto di stato sulle maggiori stragi italiane ha lo scopo di tutelare  persone che sono coinvolte in esse, sottraendole alla legge, solo una stampa libera, che in realtà manca,  può svelare gli inganni del governo al popolo. La libertà di un popolo può  derivare solo dalla conoscenza della verità, il dispotismo si riconosce dal bavaglio alla conoscenza della verità.

Le legge sul segreto di stato viola l’obbligatorietà dell’azione penale, l’indipendenza della magistratura, l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il  contraddittorio nel giusto processo e serve a garantire immunità e impunità le più larghe possibili, cioè serve ad evitare condanne certe per  persone intoccabili responsabili di fatti criminosi, tra queste persone sono spesso politici ed alti funzionari dello stato, come dire che lo stato  è contro la trasparenza che dovrebbe caratterizzare la vita di una repubblica.

Articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, anche per iscritto, la stampa non è soggetta né ad autorizzazione né a censura”.

La libertà di pensiero è tutelata dallo stato soprattutto quando si resiste alla tentazione di cambiare le cose; proprietà di giornali, sovvenzioni statali agli stessi, pubblicità sui giornali, legge fascista sulla stampa, ruolo del direttore del giornale, concorsi per esercitare la professione di giornalista, sono tutti sistemi creati da fascismo e repubblica per condizionale la libertà di stampa, introducendo così una forma subdola di controllo sulla stampa.

 

Se si evita di esternarlo, il pensiero è sempre libero, quando lo si vuole esternare, man mano che si passa dalla famiglia, al posto di lavoro ed ai luoghi pubblici, si riduce progressivamente questa libertà. Quando il pensiero passa dalla parola alla scrittura, aumenta il controllo subdolo dello stato, fino al controllo sulla stampa, la quale perciò oggi ha poco da dire, oltre i pettegolezzi della politica.

 

Articolo 24: “Tutti possono adire la magistratura, gli errori giudiziari vanno risarciti”.

L’affollamento di cause in magistratura serve a garantire il lavoro degli avvocati ed una posizione ai giudici, con poche speranze di avere giustizia, soprattutto in tempi brevi, la riforma della giustizia è impedita dalla lobby trasversale degli avvocato in parlamento. Poche persone sono state risarcite dagli errori e dai ritardi della giustizia, alcuni ritardi sono stati risarciti in misura risibile, qualcuno è andato in galera innocente e sta ancora aspettando risarcimenti; la corte dei diritti europea ha condannato ripetutamente l’Italia per i ritardi della sua giustizia.

 

Articolo 27: ”L’imputato è innocente fino alla condanna definitiva”.

Andava meglio scritto che il condannato in primo grado, quello colto in fragrante e quello reo confesso, se condannati in primo grado, sono condannati definitivi e non innocenti, anche se possono appellarsi solo per un grado. La formulazione dell’articolo incoraggia appelli e lavori degli avvocati, e allunga i tempi della giustizia; gli appelli e quindi il lavoro degli avvocati sono incentivati, in materia civile, da norme oscure e contraddittorie e, in materia penale, perché, per legge, la condanna penale d’appello non può essere peggiore di quella del grado precedente.

 

Articolo 29: “La famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio”.

Qui non si dice che i coniugi devono essere di sesso diverso e nemmeno che il matrimonio deve essere certificato  od omologato dall’autorità. La famiglia allargata include coniuge, consanguinei, figli, parenti ed affini conviventi  ed è una società naturale; il matrimonio civile è il risultato della volontà dello stato di omologare tutto, anche le cose più naturali ed accettate, mentre il matrimonio religioso è un fatto privato e non dovrebbe avere effetti civili.

 

Articolo 32: “La repubblica tutela il diritto alla salute, nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.

La salute dipende da tante cose, soprattutto dallo stile di vita, la medicina non serve a garantire la salute, è solo un grosso business, anche i medici si ammalano e non riescono a guarire. L’articolo da una parte afferma la libertà nella scelta della cura e dall’altro afferma, contraddittoriamente, che uno, in caso di epidemia, può essere obbligato per legge ad un  trattamento sanitario a mezzo vaccino; però vaccini e farmaci sono pericolosi per la salute, sono costosi ed i medici, facendo poca informazione, non favoriscono una scelta consapevole dei pazienti, preferiscono seguire le indicazioni delle case farmaceutiche e dei protocolli medici, in pratica le mode e gli interessi economici, destinando tutti a farmaci, bisturi e pratiche mediche costose per la collettività.

 

Articolo 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento, si possono aprire scuole private senza oneri per ll stato”.

Sarà libera l’arte ma non l’insegnamento, per insegnare bisogna anche essere abilitati o plagiati dallo stato, i libri di testo sono approvati dallo stato e gli insegnanti sono sotto una gerarchia; lo stato e la chiesa hanno sempre considerato la scuola un investimento, perciò hanno tenuto sotto osservazione o esame gli insegnanti, che devono superare esami d’idoneità di stato e concorsi che sono la stessa cosa, inoltre, gli insegnanti sono legati a programmi ed a libri di testo approvati. Il docente di scuola è un registratore di nozioni privato della libertà di pensiero.

Nel 1999 il governo della sinistra, con D'Alema e Berlinguer, ha fissato finanziamenti a favore della scuola privata, senza rilievi da parte del presidente della repubblica, che doveva promulgare la legge, e della corte costituzionale; dal 2000 al 2004 i governi di destra hanno concesso agevolazioni fiscali alle scuole private e contributi anche alle università private.

 

Articolo 34: “La  scuola pubblica è aperta a tutti, gli studenti poveri e  meritevoli hanno diritto a borse di studio statali”.

Se la scuola è aperta a tutti, perché esiste il numero chiuso nelle università, lo stato dovrebbe limitarsi solo a segnalare le facoltà che danno più sbocco di lavoro; lo stato limita l’intervento a favore degli studenti poveri ma meritevoli, semplicemente prevedendo poche borse di studio rispetto al numero dei bisognosi; perciò l’articolo sa tanto di propagandistico. L’istruzione obbligatoria pubblica è omologazione statale, all’istruzione ha diritto di provvedere anche la famiglia, in concorrenza dello stato, però non mi riferisco alla scuola privata, che è un business retto dalla stessa mistica della scuola statale; attraverso le materie d’insegnamento, la chiesa e lo stato fanno anche propaganda, non insegnano solo un mestiere e non danno solo formazione, scuola, religione e lingua servono a tenere unito un paese, sotto un  ordinamento o un regime.

 

Articolo 35:  “La repubblica tutela il diritto al lavoro, la formazione professionale ed il lavoro italiano all’estero”.

La costituzione, dopo aver detto all’art. 1 che la repubblica è fondata sul lavoro ed all’art. 4 che lo stato garantisce il lavoro, adesso  afferma di tutelare il diritto al lavoro, però lo stato tutela anche le rendite parassitarie e speculative ed i parassiti che non hanno mai lavorato; lo stato italiano ha fatto poco per tutelare il lavoro italiano all’estero, che faceva rimesse valutarie compensate dalle esportazioni illegali di capitali da parte di speculatori.

 

Articolo 36: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro, sufficiente per le necessità della sua famiglia; la durata della giornata lavorativa è stabilità per legge, il lavoratore ha diritto a riposo settimanale e ferie”.

Lo stato si è astenuto da fissare con legge salari minimi, orari di lavoro, riposo e ferie, però ha approvato le tabelle con le tariffe minime degli ordini professionali, cioè questo articolo non ha trovato realizzazione e praticamente ne è anche nata una disparità di trattamento. E’ il sindacato, con gli accordi contrattuali, che stabilisce il salario adeguato o minimo, recepito anche dai giudici del lavoro, però non sempre questi accordi rispettano le leggi di mercato.

 

Infatti, nelle varie categorie, se i salari sono alti, si crea disoccupazione, è il caso dei medici, se sono bassi, si crea  penuria di lavoratori; calpestando le categorie più produttive per l’economia, cioè contadini, operai ed artigiani, generalmente gli addetti ai servizi o predicatori laici o colletti bianchi sono pagati di più. La durata della giornata lavorativa è vanificata da alcuni contratti, dagli straordinari e da un mercato del lavoro diventato più selvaggio; le ferie non sono uguali per tutti; con lo scopo di tutelare alte cariche, nemmeno il trattamento pensionistico è stato unificato.

 

Articolo 37: “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti dell’uomo e la stessa retribuzione” . 

La norma non significa solo che la donna ha diritto alla carriera ed a parità di salario, in conformità all’art. 3, purtroppo oggi, a causa della caduta industriale, si assume solo nei servizi e, secondo le agenzie, si assumono soprattutto donne; è un caso di strabismo politico che femministi e politici non riescono a cogliere. Comunque, si fanno norme lesive dell'articolo 3 solo a vantaggio del lavoro femminile.

 

Articolo 38: “I poveri senza lavoro o altre entrate hanno diritto all’assistenza sociale”.

In occidente l’Italia è all’ultimo posto per assistenza sociale alle famiglie bisognose, che sono abbandonate a se stesse, perciò chi è povero si deve arrangiare; ci si chiede perciò perché è stato scritto questo articolo, per abusare ancora una volta della credulità popolare.

 

Articolo 39: “L’organizzazione sindacale è libera, però i sindacati devono essere registrati, in tal modo acquistano la personalità giuridica e possono stipulare i contratti collettivi”.

Sembra un’altra vocazione statale all’omologazione, però i sindacati confederali, legati ai partiti, intendendo ostacolare il sindacalismo libero, si sono opposti al riconoscimento, ma stipulano ugualmente contratti collettivi che sono anche fonte di diritto per i giudici del lavoro. I sindacati  non sono organi di rilevanza costituzionale, però di fatto si sono imposti a pubblica amministrazione, partiti ed organizzazioni imprenditoriali.

 

I sindacalisti  svolgono funzioni pubbliche in materia d’assistenza ai lavoratori, inoltre, dirigenti sindacali occupano posti di rilievo nella pubblica amministrazione, nelle grandi aziende e nelle banche, dove sono spesso in conflitto d’interesse, perché rappresentano contemporaneamente lavoratori e datori di lavoro; sono in parlamento ed  hanno altri incarichi dallo stato, sono un potere non regolato o previsto dalla costituzione, però sono collusi con la politica.

La Costituzione garantisce la rappresentatività sindacale però, con gli accordi con la Fiat, in contrasto con la costituzione, non saranno più rappresentati sindacalisti liberamente eletti; anche in  questo caso bisogna decidere se leggi e contratti devono uniformarsi alla costituzione o se invece bisogna cambiare la costituzione, la quale non  può essere solo un dogma o un feticcio in grado di coltivare le illusioni nei sudditi conhtribuenti.   

Articolo 40: “Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”.

Queste leggi non sono state fatte perché il sindacato non le ha volute, il parlamento si è accodato, le leggi sullo sciopero erano viste dal sindacato come una regolamentazione o limitazione del diritto allo sciopero. Ci si chiede, com’è potuto avvenire ciò, a 60 anni dalla entrata in vigore della costituzione, se la costituzione è una norma programmatica ed una norma cogente o inderogabile, obbligatoria  soprattutto per il legislatore?

La Costituzione afferma che lo sciopero è un diritto senza limiti però, l’intesa voluta  nel 2010 da Marchionne, che obbliga ogni dipendente a firmare un accordo in cui si impegna a non scioperare contro l’accordo, pare in contrasto con questo articolo. Insomma continua l'uso strumentale e propagandistico della Costituzione, osannata da tutti, ma praticamente in disuso fin dalla sua nascita, anche per merito del ministro della giustizia Togliatti che, per restare al governo, vi inserì l'articolo 7 e non abrogò codice Rocco e leggi di polizia fasciste. 

Articolo .41: “L’iniziativa economica privata è libera”.

Però le pastoie burocratiche e le tagliole fiscali non aiutano l’esercizio di questa libertà, né lo sviluppo dell’economia, i mancati rimborsi  fiscali alle ditte che esportano favoriscono le delocalizzazioni all’estero e l’impoverimento del paese. La costituzione di nuove imprese richiede tempi e costi notevoli dal punto di vista burocratico, prima che essa possano cominciare a produrre reddito.

 

Articolo 47: “La repubblica tutela il risparmio in tutte le sue forme”.

In realtà, la Banca d’Italia e non ha vigilato sulle banche e la Consob non ha vigilato sulle borse così, soprattutto in questi ultimi anni, si è sviluppata la speculazione finanziaria ed il risparmio delle famiglie è stato falcidiato.

 

Articolo 50: ”Tutte i cittadini possono rivolgere petizioni alle camere”.

Queste petizioni si fanno anche ai comuni, quasi mai danno soddisfazioni al popolo che le fa, anche le interpellanze in parlamento sono un rito inutile; come i referendum, questi strumenti sono utili quando il potere è disponibile ad ascoltare ed a provvedere, invece oggi il potere, con il suo silenzio e le sue omissioni, vuole solo stancare il popolo in vena di reclamare.

 

Articolo 52: “L’ordinamento delle forze armate si uniforma allo spirito democratico della repubblica”.

In realtà non sono democratiche né le caserme, né i conventi, i militi sono più asserviti degli altri cittadini, però  non è democratica nemmeno la repubblica, che ama questi spropositi e questi enunciati.

 

Articolo 54: “I cittadini devono osservare la costituzione  e le leggi”.

Le leggi sono tante e per osservarle bisogna almeno conoscerle, però per lo stato l’ignoranza della legge non è ammessa; dall’altra parte, il legislatore ordinario non sempre osserva la costituzione e sono tante le leggi anticostituzionali. Consideriamo che i politici che fanno le leggi seguono anche il principio d’opportunità politica, che è opposto a quello d’eguaglianza o equità, cioè fanno favori agli altri, alle lobby ed a se stessi, perciò risultano spesso in conflitto d’interesse.

 

Articolo 67: "I parlamentari esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato".

Diversamente da altre costituzioni, questo articolo permette i ribaltoni e il cambio di maggioranza con gli stessi parlamentari; il fatto è che, se in economia il mercato non funziona, in parlamento il mercato ha sempre funzionato bene, grazie soprattutto al potere economico delle lobby e degli interessi personali dei singoli parlamentari. Il mercato esiste anche nella chiesa, definito peccato di simonia. 

 

Articolo 68: “I membri del parlamento non rispondono dei voti e delle opinioni espresse, possono essere perquisiti o arrestati solo su autorizzazione del parlamento, salvo il caso di condanna irrevocabile o arresto in flagranza, analoga autorizzazione è richiesta per le intercettazioni telefoniche e per controllare la loro corrispondenza”.

Si sta parlando d’immunità non garantite al resto dei cittadini, anche se i parlamentari si  giustificano affermando di volersi  difendere dalla lotta politica effettuata per via giudiziaria; comunque, per lo spirito di corpo, raramente il parlamento concede queste autorizzazioni, anche se ne ricorrerebbero gli estremi; i parlamentari non sono uguali agli altri cittadini.

 

Articolo 70: “La funzione legislativa è esercitata dalle due camere”.

Ciò avviene senza distinzione di ruolo e senza che le due camere siano di diversa emanazione, mentre, sotto la monarchia, il senato era di nomina regia; alcuni giuristi hanno sostenuto che due camere con gli stessi poteri, abilitate ad approvare una legge con una votazione per camera, garantiscono una legislazione più accurata e aggiungono che esistono due camere come esistono nel corpo due orecchie, due occhi, due reni, due polmoni, due braccia e due gambe. Però in Italia, adottato il bicameralismo perfetto, non ne abbiamo ottenuto una legislazione accurata, infatti, le norme sono troppe, incerte, contraddittorie e scritte male, cioè di difficile interpretazione.

Le leggi sono nate dalle circostanze, dal caso, dalla convenzione, dall’ignoranza, dalla superstizione, dai pregiudizi e dall’abuso di potere; hanno l’oscurità degli oracoli, si contraddicono, tendono a smantellare i costumi ed il diritto naturale; quando sono detestate da tutti, sono disapplicate dai giudici che dovrebbero applicarle.

Articolo 71: “Sono competenti a proporre le leggi il governo, le camere ed il popolo con 50.000 firme”.

Secondo la costituzione, la nostra repubblica è parlamentare, in realtà il governo legifera più del parlamento, soprattutto a mezzo di decreti, e le riforme si aspettano più dal governo che dal parlamento; i partiti prevalgono sul parlamento ed oggi esistono anche le Autorità che rubano spazio al parlamento; la conclamata divisione dei poteri pare imperfetta ed il parlamento non pare  titolare della sovranità popolare. Il popolo non propone leggi in parlamento perché non assistito dai partiti che non amano ingerenze popolari, non può proporre referendum propositivi e l’Unione Europea, con le sue leggi, ha ridotto la sovranità dell’Italia e degli italiani.

 

Articoli 73-74: “Le leggi sono promulgate dal presidente della Repubblica, che le può temporaneamente rinviare alle camere con un messaggio motivato, ma se le camere le approvano di nuovo, poi le deve promulgare”.

In realtà, poiché il presidente della repubblica può essere accusato d’attentato alla costituzione, può sempre rifiutarsi di firmare leggi anticostituzionali, però fino ad oggi i nostri presidenti hanno preferito fare i notai, perciò non hanno utilizzato queste prerogative e gli altri loro larghi poteri; la conseguenza è un numero elevato di leggi anticostituzionali in vigore. A leggere la costituzione, il nostro capo del governo ha meno poteri del cancelliere tedesco, del presidente della repubblica e del  parlamento; però come il parlamento è superato dai partiti, dal punto di vista pratico e non costituzionale, la realtà sembra un po' diversa.

Caduto il fascismo, i costituzionalisti si erano preoccupati di controllare i poteri del capo del governo, valorizzando parlamento e presidente della repubblica, i Savoia invece, con poca fiducia verso la politica, tenevano a valorizzare forze armate e carabinieri.

 

Articolo 75: “500.000 elettori o cinque consigli regionali possono proporre l’abrogazione di leggi con referendum popolare, esclusa le materie tributaria,  trattati e amnistie, il voto è valido se al referendum partecipa la almeno la metà degli aventi diritto. Gli italiani, anche con queste limitazioni, avevano abolito ministero dell’agricoltura e finanziamento ai partiti, poi ripristinati dal parlamento, perciò oggi si rifiutano di votare a nuovi referendum  e nessun referendum ha più successo.

In Svizzera si tengono referendum anche nelle materie negate agli italiani, siccome l’Unione Europea è stata accettata con un trattato, questa può abrogare il residuo di sovranità rimasto agli italiani, senza tema di voto popolare referendario; le maggioranze richieste per il successo dei referendum non ne facilita il successo. Il referendum propositivo non è stato voluto dai partiti, che vogliono il monopolio della legislazione e contrastano le riforme vere volute dal popolo.

 

Articolo 76: “L’esercizio della funzione legislativa può essere delegata al governo solo per tempi e oggetti definiti, perciò, in caso d’urgenza, il governo emana decreti che devono essere immediatamente  convertiti in legge dalle camere”.

In realtà, il governo, anche a causa della passività del parlamento, ha abusato spesso della decretazione d’urgenza, minando con ciò il principio della separazione dei poteri e la sovranità teorica del parlamento.

 

Articolo 79: “L’amnistia e l’indulto sono concessi a maggioranza dei due terzi dalle camere”

Questi provvedimenti di clemenza sono stati emanati con frequenza, sia in era monarchica che repubblicana, in occasioni di ricorrenze particolari o per sfollare le carceri; per sfollare le carceri, in assenza d’amnistie e indulti, il presidente della repubblica emana più grazie individuali, violando con ciò il principio della separazione dei poteri, cioè intaccando le prerogative del parlamento, il quale però spesso è impedito da veti incrociati dei partiti. Va detto comunque che questi provvedimenti di clemenza hanno carattere demagogico e minano il principio della certezza della pena che dovrebbe essere un deterrente al delinquere, meglio sarebbero pene certe e la depenalizzazione di certe norme.

 

Articolo 82: “Ciascuno camera può disporre inchieste”.

Queste inchieste hanno un costo e pochi risultati pratici, perché ogni gruppo espone una tesi diversa e non si arriva a capo di niente; inoltre le inchieste parlamentari sono concorrenti con il potere d’indagine della magistratura; anche questo fatto mina il principio della separazione dei poteri, perché la magistratura è organo costituzionale.

 

Articolo 84: “L’ufficio di presidente della repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica”.

Questa incompatibilità così formulata ed estesa non esiste per i membri del parlamento e  del governo, che spesso hanno ruoli molteplici ed in conflitto d’interesse, con confusione di ruoli tra controllore e controllato; evidentemente i costituzionalisti volevano dare un ruolo importante al presidente e non simbolico come si dice spesso.

 

Articoli 87-88: “Il presidente indice le elezioni, autorizza la presentazione alle camere di leggi d’iniziativa del governo, promulga le leggi, indice i referendum popolari, ratifica i trattati internazionali, ha il comando delle forze armate, dichiara lo stato di guerra, presiede il consiglio superiore della magistratura, può concedere grazie, può sciogliere le camere”.

I poteri del presidente sembrano estesi, può anche bloccare le leggi, per la costituzione non è un notaio o un simbolo che rappresenta l’unità, non è organo di garanzia della costituzione perché questo ruolo appartiene alla corte costituzionale, che però non sempre lo ha esercitato.

 

Articoli 89-90: “Gli atti del presidente della repubblica devono essere controfirmati dai ministri o dal presidente del consiglio che se n’assumono la responsabilità; il presidente è responsabile solo d’alto tradimento e attentato alla costituzione”.

Il presidente è irresponsabile come il re ed al di sopra della legge, il potere assoluto aveva queste caratteristiche, però aveva come ulteriore caratteristica il fatto di riscuotere a suo beneficio le tasse e di beneficiare del signoraggio monetario. In generale, la democrazia esiste quando i cittadini sono uguali davanti alla legge e la rivoluzione fu fatta per togliere privilegi e immunità a re ed aristocrazia. Alcuni di questi privilegi legali ed immunità sono stati ereditati dal presidente della repubblica ed, in misura minora, dai parlamentari.

 

Articolo 92: “Il presidente della repubblica nomina il presidente del consiglio e, su proposta di questo, i singoli ministri”.

Altro segno degli ampi poteri costituzionali del presidente della repubblica, in Italia questi poteri non si sono visti perché abbiamo avuto presidenti opachi e succubi dei partiti, che hanno preferito inviare messaggi al paese e fare i notai; il potere occulto che governa l’Italia ha sempre temuto un presidente di carattere che esercitasse i suoi poteri costituzionali.

 

Articolo 94: “Il governo deve avere la fiducia da parte della camere”.

Questo articolo para ricordare che l’Italia è un repubblica parlamentare e che il parlamento è il depositario della sovranità popolare, ma non è vero.

 

Articoli 95-96: “Il presidente del consiglio è responsabile della politica del governo, mentre i ministri sono responsabili degli atti dei loro dicasteri; i ministri, per i reati da loro commessi, con autorizzazione delle camere sono sottoposti alla giustizia ordinaria “.

Di fatto il parlamento ha esteso questa immunità negando spesso l’autorizzazione, a vantaggio di ministri, ex ministri o parlamentari; però, diversamente dal presidente della repubblica, secondo la costituzione, i ministri sono responsabili dei loro atti politici e dei loro reati, non hanno il privilegio dell’irresponsabilità quasi totale del presidente o del re.  La legge stabilisce che il presidente del consiglio ed i ministri, per reati connessi alle loro funzioni, sono giudicati da un  tribunale speciale, chiamato tribunale dei ministri, i cui membri sono sorteggiati.

 

Le repubbliche possono essere presidenziali o possono concedere preminenza al presidente del consiglio o cancelliere, quindi queste due figure dovrebbero essere le massime cariche dello stato,  mentre i poteri o organi costituzionali sono costituiti da presidenza della repubblica, governo, parlamento e magistratura. Tuttavia l’Italia è rimasto un paese un po’ monarchico perché il presidente ha conservato alloggio e parte dei poteri del re, conservandone l’aureola, come ieri si esaltava, da parte di tutti, il sovrano, oggi si esalta il presidente della repubblica.

Per timori di bonapartismo, si vuole il presidente del consiglio in posizione subalterna,  perché le colpe dello stato sono sempre addebitate al capo del governo, in una logica di capro espiatorio; infatti i Savoia erano irresponsabili, tiravano il sasso e nascondevano la mano, mentre il capo del governo era il capro espiatorio,  le crisi di governo sotto la monarchia erano numerose come nella prima repubblica.

Da questa schizofrenia esorcistica,  ne discende che spesso i commentatori televisivi, quando parlano di poteri, si riferiscono al primo che sarebbe la presidenza della repubblica, al secondo che è il presidente del senato, al terzo che è il  presidente della camera ed al quarto, pronunciato a denti stretti, che dovrebbe essere il presidente del consiglio. Non sarebbe più giusto che questo fosse chiamato il primo o il secondo, come in tutte le costituzioni?

Articoli 101-102: “La giustizia è amministrata in nome del popolo, i giudici sono soggetti solo alla legge, la giurisdizione è unica e non possono essere istituiti giudici speciali, ma possono essere create sezioni speciali giudicanti presso i tribunali dedicate a materie speciali”.

La giustizia è amministrata in nome del popolo ed esistono dei partiti che si chiamano popolari, perciò il popolo è sempre preso in giro; quanto è distante la costituzione dalla realtà, il vezzo di chiamare sempre in causa il popolo è un difetto della politica e dei demagoghi, la costituzione  si dovrebbe limitare a dettare delle norme per far funzionare meglio lo stato e la legislazione. I giudici sono soggetti alla legge, però la loro fortuna dipende anche dagli appoggi politici e sindacali e la politica segue il principio d’opportunità, che è opposto a quello di legalità e d’eguaglianza dei cittadini; perciò la storia insegna che  a volte i giudice fanno finta di non vedere e non sentire e girano la testa dall’altra parte.

 

Si dice che lo stato di diritto deve avere una giurisdizione unica e non tribunali speciali e che nessuno deve essere distolto dal suo giudice naturale, però l’Italia ha ancora tribunali speciali; non parlo dell’Inquisizione, mai dei tribunali militari, della magistratura delle acque, dei tribunali amministrativi, dei collegi arbitrali, delle commissioni tributarie, della Corte dei Conti, dei giudici del lavoro, forse solo questi ultimi possono passare come sezioni specializzate del tribunale. Il sofisma giuridico politico naturalmente afferma che in Italia siamo sempre nel campo della giurisdizione unica, che esistono però sezioni specializzate della giustizia ordinaria per materie speciali e non giudici speciali; del resto, anche per la trinità si afferma che Dio è uno e trino.

 

Articolo 104: “La magistratura è un organo autonomo e indipendente ed i membri del suo consiglio superiore della magistratura, organo di autogoverno, sono eletti  parte dai magistrati e parte dal parlamento”.

Queste elezioni si svolgono con criteri politici, perché i magistrati sono divise in correnti politiche ed il parlamento vota seguendo le indicazioni politiche; quindi anche se i magistrati italiani sono di carriera e non eletti come in Usa, sono legati per qualche verso alla politica, soprattutto quelli che desiderano emergere. Questo fatto mina la loro indipendenza dai partiti, come dal governo che è espressione di una maggioranza parlamentare; è per questa ragione che parlamento e magistratura non si sono sforzati per rendere più celere la nostra giustizia che, così com’è formulata, serve solo a garantire lavoro agli avvocati ed una posizione ai giudici.

Dopo le tante stragi avvenute in Italia nei decenni scorsi, le sentenze sono state di assoluzione per mancanza di prove per gli imputati, cioè non stata accertato nessun colpevole, chi crede alla bontà di queste sentenze, osserva che perciò questi processi, lunghi e costosi, in grado di immobilizzare i palazzi di giustizia, non dovevano nemmeno iniziare; nemmeno sui disastri naturali si sono accertate delle responsabilità, così nei casi di alta corruzione nella pubblica amministrazione, perciò i presunti responsabili non sono stati allontanati.

Tra magistratura e governo il conflitto è sempre stato fittizio e un bluff, però è servito a ricattare il potere politico, per concedere maggiori privilegi ai magistrati; salvo eccezioni, le toghe sono generalmente colluse, in passato dipendevano anche ufficialmente dal governo, oggi spesso chiudono un occhio e, con il decorso del tempo, grazia alla durata dei processi, ci si dimentica dei fatti; alcune sentenze sono politiche, a parte le immunità riservate alla politica, prescrizioni, avocazioni, archiviazione e cancellazione di sentenze scomode da parte della cassazione, servono a mettere al riparo da responsabilità; l’obbligatorietà dell’azione penale è una chimera.

I magistrati eroici che hanno a cuore legge e giustizia sono una minoranza, a volte sono trasferiti o uccisi, è il caso di De Magistris e Forleo, trasferiti per opera del Consiglio Superiore della Magistratura, organo di autogoverno che serve solo a tutelare i privilegi dei magistrati, più che l'indipendenza della magistratura, contenendo l’invadenza degli altri poteri; se  la magistratura invade il campo legislativo, non vuole essere giudicata nelle sentenze, ma giudica sulle leggi, in vigore o da approvare.

Diversamente dagli altri dipendenti dello stato, che sono lavoratori subordinati, però pagati dallo stato come i magistrati, i magistrati godono di speciale autonomia, non tanto per tutelare un principio di equità e di legalità o per essere indipendenti dai partiti, perché anche i magistrati hanno una fede politica, ma per contrattare un’occasionale dipendenza con il governo o con i potenti, perché anche in magistratura esiste la corruzione; invece gli altri dipendenti pubblici, oltre i salari, orari di lavoro e ferie, non hanno niente altro da contrattare con i ricatti.

A causa di leggi di privilegio, in Italia il mercato non funziona, però ha sempre funzionato bene in parlamento (lobby e compravendita dei deputati), in chiesa (simonia) e in magistratura (mercato delle sentenze), la magistratura è stata sempre succube del potere e collusa e non disinteressatamente. La corruzione della politica ha sempre richiesto, per mettersi al riparo dalla legge, la stipula di una polizza assicurativa presso i giudici, polizza pagata alla classe dei magistrati con carriera, privilegi, favori, altre cariche remunerate e denaro. 

Articoli 107-108: “I magistrati possono essere sottoposti a provvedimento disciplinare, trasferiti o sospesi solo dal consiglio superiore della magistratura, la legge assicura l’indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali”.

I magistrati sono stati sospesi e trasferiti per ragioni ideologiche e politiche che niente hanno a che fare con la giustizia (De Magistris, Forleo e Tosti); quindi il consiglio superiore della magistratura, organo d’autogoverno della magistratura, fa anche politica ed emana sentenze politiche d’opportunità che rivelano spesso scarsa indipendenza dagli altri poteri o dai partiti. I giudici dovrebbero essere dipendenti dalla legge e indipendenti dai partiti e dal governo; poiché spesso fanno politica o sono pavidi od opportunisti, ciò non avviene; ciò si è verificato con poche eccezioni personali, solo in pochi paesi e in poche epoche il potere giudiziario è stato autonomo verso il governo, giudici indipendenti sono stati costretti  a sacrificare la loro vita.

 

Raramente nella storia i magistrati sono stati indipendenti dal governo; il procuratore della repubblica rappresenta lo stato, cioè il governo e la corte di cassazione è servita a cancellare sentenze scomode per il governo. I giudici delle giurisdizioni speciali sono indipendenti, oltre che dagli altri poteri, anche dai giudici ordinari, perciò rafforzano l’autonomia dei loro uffici che appaiono come veri tribunali speciali. Il tribunale speciale non è necessariamente un tribunale di tipo fascista,  ma è un tribunale legato ad una materia specifica, con uffici speciali, giudici specializzati e speciale autonomia; quando esiste vige una giurisdizione plurima anziché unica.

 

Articolo 112: “Il Pubblico Ministero esercita l'azione penale"

Nei processi penali il pubblico ministero esercita l’accusa e,  rappresenta l’interesse all’ordine pubblico ed, in pratica, dovrebbe rappresentare il ministro dell’interno; di fatto, oggi L’Italia è l’unico paese in occidente in cui il pubblico ministero non dipende dal governo, questo vuole essere  indipendente dal governo,  dal ministro degli interni e da quello della giustizia. Per non perdere in stipendio, lustro e carriera, vuole essere chiamato giudice, anche se il suo ruolo è diverso da quello del giudice o della magistratura giudicante, infatti nei processi penali rappresenta l’accusa per conto dello stato.

 

Questa figura non esiste in tutti gli ordinamenti, in alcuni l’accusa è sostenuta da un avvocato di parte, reso forte dai rapporti della polizia giudiziaria, oppure il pubblico ministero è un dipendente dello stato, separato dal giudice ordinario giudicante; in generale, il pubblico ministero rappresenta l’interesse dello stato alla difesa dell’ordine pubblico minacciato da gravi delitti. Il legame con ministero degli interni e con la sicurezza ne  rivela il  rapporto originale con la politica ed il governo, anziché l’indipendenza.

 

Articolo 116:”Sono  istituite regioni a statuto speciale”.

Queste regioni hanno maggiori autonomie e maggiori risorse di quelle ordinarie, il che è lesivi dell’art. 3, il privilegio nacque per difendere con incentivi l’unità del paese, cioè comprando i dirigenti politici di quelle regioni; come accade a tanti paesi, alcune regioni confinarie, con popolazione mista, erano votate alla secessione, perciò il governo italiano preferì fare delle concessioni. A parte le disuguaglianze per legge tra regioni e cittadini, è da ricordare che se i cittadini fossero sovrani, le regioni di frontiera, con una votazione a maggioranza, avrebbero diritto alla secessione; ma nessuno stato è capace di riconoscere questo diritto, gli stati sono a favore dell’autodeterminazione solo per i popoli degli altri stati.

 

Articolo 117: "lista competenze delle regioni".

La riforma del titolo V della costituzione ha attribuito alle regioni, in alcune materie, competenza legislativa concorrente con lo stato, il che ha  creato costosi doppioni ed hanno  favorito la proliferazione burocratica, contribuendo ad inceppare la macchina amministrativa. Sarebbe stato meglio, in una logica federale, conferire a comuni e regioni la sovranità originaria, con loro competenze esclusive, demandando le rimanenti funzioni allo stato.

 

Articolo 119: “Le entrate delle regioni sono fissate dalle leggi dello stato”.

Le regioni non hanno autonomia finanziaria, non esiste federalismo fiscale, lo stato è geloso dei suoi contribuenti e, quando il federalismo nascerà, nelle regioni ci saranno sempre politici e funzionari fiduciari di Roma, quindi sarà difficile un vero federalismo e vere autonomie. Staremo a vedere.

 

Articolo 120: “Le regioni devono garantire libera circolazione di merci e di persone e non possono limitare il diritto ad esercitare professioni e lavori”.

L’articolo serve a prevenire frontiere economiche interne, però è lo stato che ha creato con le sue norme degli steccati, concedendo privilegi economici  alle regioni a statuto speciale,  concedendo concessioni e creando corporazioni ed albi che impediscono il libero esercizio di una professione; con concorsi fasulli e abilitazioni discutibili, aventi lo scopo di estendere aree di privilegio per gli amici dello stato, escludendo altri  da una professione; questo fatto ha procurato un danno economica  all’Italia, discriminazioni ed intralci al mercato.

 

Articolo 122: “Nessuno può far parte contemporaneamente di un consiglio regionale e di una camera; come i parlamentari, anche i consiglieri regionali non rispondono delle opinioni e dei voti  espressi”.

Continuano le discriminazioni volute dalla legge, ad ogni modo, si può essere contemporaneamente sindaco e parlamentare e, fino a poco tempo fa, prima che  l’Europa lo vietasse, parlamentare italiano ed europeo; un altro caso di disparità di trattamento, in violazione dell’art. 3 che dice che tutti sono uguali avanti alla legge, sono le contraddizioni interne di una costituzione schizofrenica. L’irresponsabilità dei parlamentari è stata estesa ai consiglieri regionali perché allo stato costa poco estendere questi privilegi, calpestando i comuni cittadini che credono all’eguaglianza davanti alla legge.

 

Articolo 124: “Un commissario del governo, residente nel capoluogo della regione, esercita il controllo politico sulla regione”.

Le cautele non sono mai troppe e lo stato centralista non vuole perdere il controllo sulle regioni; il fascismo eliminò sindaco e creò i podestà di nomina governativa, affiancato dal segretario comunale pure di nomina governativa, impose i prefetti alle province per esercitarne il controllo;  per il controllo delle regioni, la repubblica ha inventato i commissari del governo. Non poteva essere diversamente, in fondo, la repubblica non ha eliminato nemmeno codice Rocco, concordato, leggi di polizia e leggi anticostituzionali di era fascista.

 

Articolo 127: “Ogni legge approvata dal consiglio regionale è comunicata al commissario del governo per l’approvazione e per controllare che  non ecceda le competenze della regione; eventuali conflitti tra stato e regione sono risolti dalla corte costituzionale”.

Insomma il nostro stato controlla in maniera maniacale comuni, province e regioni, avvenne ciò perché era nato, come gli altri stati, con la forza e non per volontà popolare, perciò dall’inizio temeva la sua disintegrazione, le autonomie e l’autodeterminazione dei popoli viventi in Italia.

 

Articolo134: “La corte costituzionale giudica sulla costituzionalità delle leggi, sui conflitti di competenza  tra organi costituzionali dello stato e tra stato e regioni, inoltre giudica  sulle accuse mosse contro il presidente della repubblica per alto tradimento e attentato alla costituzione”.

Sul controllo della costituzionalità delle leggi l’articolo non afferma che la pronuncia si debba esplicare solo nel corso di processi ordinari come la giurisprudenza postula, perciò la corte avrebbe anche potuto muoversi con spinta autonoma per cancellare le vecchie leggi anticostituzionali, come avrebbe potuto impedire l’entrata in vigore di nuove leggi anticostituzionali; non lo ha fatto perché fin dall’inizio era legata alla politica, la quale segue il principio di opportunità e non  quello di legalità.

 

Vale la pena di ricordare che di alto tradimento si sono macchiati anche ministri e parlamentari, facendo spionaggio durante la guerra fredda a favore del nemico (Dossier Mitrokhin), il reato di tradimento è imprescrittibile; in questo caso però la competenza avrebbe dovuto essere della magistratura ordinaria, che però non se n’è mai occupata, ignorando, ancora una volta, l’eguaglianza dei cittadini avanti alla legge.

 

Per quanto riguarda l’attentato alla costituzione, c’è stata la promulgazione regolare di leggi anticostituzionali da parte dei presidenti, d’altra parte però la corte costituzionale non  si è resa parte attiva nell’eliminazione delle leggi anticostituzionali fasciste, ma parte passiva di richieste d’incostituzionalità di norme durante i processi; qualche volta sancì anche che erano costituzionali norme che erano, in realtà, anticostituzionali.

 

Infatti, una norma penale puniva l’adulterio femminile più pesantemente di quello maschile e la corte lo dichiarò costituzionale, poi, in un secondo tempo, a costituzione invariata, lo dichiarò anticostituzionale. Alla luce dell’articolo 3, non si capisce il diverso orientamento, cosa centra il fatto che la costituzione è una norma programmatica se può trovare immediatamente applicazione. La costituzione non deve seguire la moda ma applicare alcuni principi fondamentali, purtroppo però anche la corte costituzionale segue la politica. La corte, assecondando governo e parlamento, non ha ammesso proposte di referendum abrogativi perfettamente ammissibili

 

Articolo135: “I membri della corte costituzionale sono nominati per un terzo dal presidente della repubblica, per un terzo dal parlamento e per un terzo della magistratura ordinaria”.

Continuano le prerogative importanti del presidente della repubblica, che è non è una figura scialba della costituzione, se gli si fanno esercitare i suoi poteri e se decide di esercitarli; comunque, i membri scelti dal presidente sarebbero indipendenti nel giudizio del presidente? Vista la politica, direi di No.  Sembrano cose teoriche perché i presidenti non sono mai stati accusati di tradimento o attentato alla costituzione, però Napolitano è stato anche stalinista, anche se allora era solo parlamentare, sospettato di disamore verso la patria.

 

Articoli138-139: “Le modifiche alla costituzione sono fatte con due deliberazioni per ogni camera a maggioranza assoluta e quindi con referendum popolare, il referendum non occorre se l’approvazione delle camere avviene con i due terzi. La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”.

Questa norma ha valore fino a che la politica e l’ordinamento su cui si sostiene intende rispettarla, si dice anche che i principi fondamentali della costituzione non sono modificabili e che la costituzione è rigida e non flessibile, perché richiede un processo laborioso di modifica; tuttavia alcuni articoli sono stati modificati con questa procedura ed, in generale, quando cambia l’ordinamento, con una rivoluzione o una seconda repubblica, che in Italia non è mai nata, cambia la costituzione, con l’intervento di una nuova assemblea costituente che ignora rigidità e  blocchi della vecchia costituzione.

 

Secondo la disposizioni transitoria finale n. XII: “E’ vietata la riorganizzazione del partito fascista”.

In realtà, sotto nome diverso, in Italia, diversamente che in Germania, partiti extraparlamentari o parlamentari, di diversa denominazione, ma d’ispirazione fascista, nacquero con la tolleranza dello stato, il Vaticano propose anche un’alleanza con loro al governo e al comune di Roma; è la solita schizofrenia della politica, della legge e della costituzione italiana.

 

Secondo la disposizione transitoria finale n. XIII: “Ai membri di casa Savoia è vietato l’ingresso in Italia”.

Anche questa norma, poiché il tempo è galantuomo, è stata accantonata.

 

Secondo la disposizione transitoria finale n. XIV: “I titoli nobiliari non sono riconosciuti”.

Però lo stato e la chiesa conferiscono onorificenze e titoli e di titoli nobiliari si fa anche mercato, se un nobile è senza beni si può vendere il titolo, se ha beni li usa assieme al suo titolo. Una volta questi nobili avevano privilegi fiscali, ma oggi lo stato ha esteso questi privilegi ad altre categorie, invece di abolirli. Se  un nobile usa il suo titolo, lo stato non lo persegue, se uno si fa passare per nobile, usando falsi titoli, lo stato lo può perseguire; da questi fatti si può capire se i titoli nobiliari sono riconosciuti o tutelati o meno. E' un'altra delle prese in giro della costituzione.

 

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it numicco@tin.it.

 

 

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I DIRITTI SOVRANI OD ORIGINALI 

Per le persone, i popoli e gli stati, proprietà, sovranità, possesso e potere legittimo esprimono l’esercizio di un potere sulla terra, il quale si può trasmettere o interrompere a vantaggio di altri solo con titoli idonei, come la compravendita, la successione testamentaria, la successione dinastica e la guerra; con la guerra, il riconoscimento degli altri stati alle conquiste, come dimostra la storia, generalmente arriva sempre, anche se in  ritardo, perché, da parte della comunità internazionale, si finisce con il riconoscere la situazione di fatto.

Quando manca il titolo legittimo alla successione, il giurista Lucifredi (diritto pubblico) affermava che il potere legittimo apparteneva a chi lo aveva posseduto per primo; ad esempio, se oggi esistessero gli etruschi, la sovranità legittima sulla Toscana apparterrebbe a loro, mentre i pellirosse, se non avessero perduto delle guerre, avrebbero il diritto sovrano sulle terre degli Usa.

Poiché gli ebrei avevano abitato per primi Israele, mancando il precedente popolo dei cananiti, il potere sulla Palestina apparterrebbe a loro e non a greci,  arabi o turchi; inoltre, Israele ha occupato delle terre non solo in base ad una successione legittima, peraltro contestata, ma anche avendo acquistato delle terre dai palestinesi ed avendo vinto delle guerre; è inutile fare i moralisti, le guerre sono un titolo idoneo  per acquistare  territorio, così ha fatto, anche dopo la seconda guerra mondiale, cioè in tempi recenti, la Francia con la Germania, la Jugoslavia con l’Italia e la Russia con il Giappone.

Un altro titolo per il passaggio della proprietà della terra è l’usucapione, che si verifica quando il vecchio proprietario trascura o mostra disinteresse verso la sua proprietà; nei rapporti tra popoli si poteva verificare quando i nomadi si spostavano da un  territorio a vantaggio d’altri popoli e a seguito di pulizia etnica; nel diritto interno, i diritti reali sugli immobili si acquistano, da parte del nuovo proprietario, in virtù  del possesso continuato per venti anni. Sotto quest’aspetto, la diaspora ebraica, che non avvenne per libera scelta, potrebbe aver favorito questo processo a vantaggio d’altri popoli, ma non solo a vantaggio dei soli arabi, i quali non possono sostenere di aver abitato o di aver posseduto da sempre la Palestina, perché erano originari dell’Arabia. 

Infine, nei rapporti tra stato e cittadino, il diritto sovrano dovrebbe appartenere al popolo, che però non lo ha mai realmente esercitato;  politici e giuristi preferiscono, nella maggiore confusione parlare, di volta in volta, di sovranità originale di stato, popolo e parlamento, che lo dovrebbe rappresentare ma in realtà non lo rappresenta. Per alcuni, il diritto sovrano originale appartiene allo stato, quello derivato agli enti locali, come il comune e la regione; vista la storia d'Italia, dovrebbe essere il contrario, però l'Italia è uno stato che ama definirsi unitario. In realtà, la sovranità originale e totale appartiene ad un potere occulto che, nell'irresponsabilità e nell'anonimato, riscuote le imposte e beneficia del signoraggio monetario, in cambio di una generica protezione offerta ai sudditi contribuenti. Questo patto non scritto è stato però violato, perché i sudditi contribuenti,  in realtà, sono privi sia di giustizia che di sicurezza

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   numicco@tin.it

 

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IL CONFLITTO D'INTERESSE IN ITALIA

In Italia esiste una classe di dirigenti politici e amministrativi che usa lo stato per fare i propri interessi; i magistrati si arricchiscono con gli arbitrati, i rettori universitari amministrano gli atenei come fossero beni di famiglia, gli imprenditori finanziati da banche di cui sono azionisti,  società di brokeraggio sono presiedute dai loro clienti. I  medici sono strumento delle case farmaceutiche, i parlamentari fanno leggine per gli amici e leggi ad personam, si appaltano servizi pubblici a società private di diretta emanazione di politici, che fanno pagare cari questi servizi, pagando poco i relativi dipendenti.

Per evitare innumerevoli conflitti d’interesse, occorrerebbe una separazione netta tra pubblico e interesse privato, tra i ruoli di controllori e controllati, il conflitto che non è nato con Berlusconi e non esiste solo in televisione; oggi gli Usa sono in prima linea nel cercare di contrastare il fenomeno, invece la nostra repubblica sembra ormai votata irreversibilmente al conflitto d’interesse, in Usa i parlamentari non possono avere altri incarichi retribuiti per somme superiori ai 10.000 dollari annui.

Come si fa con i ritardi nei lavori, a causa della presunta urgenza di lavori, si può maggiorare la relativa spesa, è accaduto al G8 della Maddalena, nello scandalo è stata coinvolta la Protezione Civile di Bertolaso, protetto da Berlusconi e Rutelli. L’urgenza, con le procedure senza controlli, è stata usata anche per Giubileo, Mondiali di Nuoto del 2009, per il 150 anni dell’Unità d’Italia, per il terremoto del 2009 dell’Aquila, per Alta Velocità e, in generale, per i Grandi Eventi.

In mezzo sono  affaristi come Anemone, in collegamento con Don Evaldo Biasimi, Angelo Balducci e Caltagirone, legati al Vaticano, Verdini, Fusi, De Santis, Giovampaola, Bisignani, già dentro l’affare Enimont e gentiluomo di Sua Santità come Letta; dove ci sono i soldi e gli affari poco trasparenti, il Vaticano è sempre in mezzo. E’ un sistema di corruzione finalizzato all’assegnazione di appalti pubblici, servendosi anche di prestazioni sessuali, assunzioni e regalo di case.

Il ministero dei beni colturali ha concesso contributi per film realizzati da Lorenzo Balducci, figlio di Angelo, che incassarono in biglietti meno del contributo; Francesco Piermarini, cognato di Bertolaso, ha curato con un’impresa i lavori alla Maddalena. Nei consorzi agrari alcuni deputati sono presidenti, amministratori o sondaci, provocando con ciò confusione tra ruoli di controllori e controllati; inquisiti eccellenti, che avevano rubato allo stato, sono stati difesi in giudizio da parlamentari.

II presidente della giunta regionale siciliana, Salvatore Cuffaro, è azionista di una società alberghiera, destinataria di contributi del ministero dell’industria, Ezio Vigorelli cumulava la carica di deputato con quella di presidente della metropolitana milanese; sono tanti i politici in carica che accumulano cariche su cariche, che li fanno spesso cadere sotto il conflitto d’interesse.

I membri del parlamento non dovrebbero avere incarichi in società  partecipate dallo stato o sovvenzionate dello stato, i parlamentari non dovrebbero  avere incarichi in enti pubblici, privati o  società che hanno rapporti con la pubblica amministrazione; la legge del 13.2.1953 era nata per prevenire i conflitti, in realtà, gli avvocati che occupano un posto in parlamento, sono spesso in conflitto d’interesse. Secondo quella legge, dovrebbe passare almeno un  anno tra la scadenza del mandato e l’assunzione dell’incarico, ma nemmeno questo articolo è sempre rispettato.

Bruno Visentini era stato presidente dell’Olivetti ed obbligò con una legge i commercianti ad acquistare il registratore di cassa prodotto dalla Olivetti, il ministro del Tesoro Piero Barucci  privatizzò la banca Credito Italiano di cui era stato dipendente; il capo del governo Lamberto Dini, ex direttore generale della Banca d’Italia, decise la vendita dell’Imi.

Esistono rapporti tra membri del parlamento e concessioni pubbliche che dovrebbero essere incompatibili, chi è titolare di concessioni non dovrebbe entrare in parlamento, perciò nel 1994 Berlusconi, per potersi candidare,  fece presidente della Fininvest  Fedele Gonfalonieri. Anche Cecchi Gori aveva lo stesso conflitto d’interesse di berlusconi, nel 1996 fu candidato al senato ed era incompatibile. Andrea Colombo è passato da presidente del collegio sindacale dell’Eni al consiglio d’amministratore, da controllore e controllato.

Sindaci, presidenti di provincia, ministri e sottosegretari hanno doppio e triplo incarico, però la legge stabilisce che l’incarico parlamentare non si può cumulare con quello di eurodeputato, consigliere regionale, presidente di giunta provinciale e sindaco di città con popolazione superiore ai 20.000 abitanti; tra ineleggibilità e incompatibilità, la elegge è stata interpretata con larghezza dai parlamentari e dalla giunta delle elezioni.

Antonello Iannarelli è deputato, presidente della provincia di Frosinone, consigliere comunale di Alatri, guida un’impresa commerciale ed è presidente della Ciociaria Sviluppo, società consortile controllata dalla provincia. A volte la giunta delle elezioni si accorge in ritardo del doppio incarico, in Campania tre Province su quattro sono guidate da parlamentari. Anche gli europarlamentari hanno doppi incarichi, i parlamentari si candidano contemporaneamente per più poltrone a Roma, a livello locale ed alle elezioni europee.

In Sicilia esiste incompatibilità tra mandato parlamentare, europeo e regionale, però il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, è diventato sindaco e deputato regionale, nonostante il divieto di cumulo sancito art. 62 della legge 29/51. L’Italia è stata condannata più volte dalla Corte dei diritti europea per la lentezza della sua giustizia e potrebbe risarcire l’ingiustificato ritardo di tanti processi, anche queste cause di risarcimento contribuiscono ad intasare i tribunali, poiché le cause durano 5-8 anni, ogni anno sono prescritti 170.000 processi.

Ha detto Bruno Tabacci che i ritardi della giustizia sono voluti dalla lobby trasversale degli avvocati che siede in parlamento, questi avvocati, per poter far lavorare di più la loro categoria, non hanno mai proposto una vera riforma della giustizia, non hanno mai sollevato il problema del conflitto d’interesse ed hanno imposto un tariffario minimo per legge per la loro categoria, che oggi si presenta come una corporazione compatta, al disopra degli schieramenti.

Nelle commissioni giustizia ci sono diversi magistrati, alcuni politici o ex politici sono nel Consiglio Superiore della Magistratura; mentre i giudici divenuti parlamentari debbono mettersi in aspettativa, gli avvocati non hanno questo obbligo, perciò in parlamento cambiano le leggi e poi le usano in tribunale. Gli avvocati parlamentari sono sempre in conflitto d’interesse, la legge del 1953  prescrive che un ministro o un sottosegretario debba far passare almeno anno dalla fine del mandato, prima di assumere incarichi in enti, società pubbliche, banche e finanziarie; però sono state concesse  deroghe a Guido Carli, Domenico Siniscalco e Giulio Tremonti, inoltre, queste  norme sul conflitto d’interesse non prevedono sanzioni.

Il parlamento consente agli avvocati di aumentare la loro notorietà e le loro parcelle, nel 2002 Roberto Castelli affermò che la lobby parlamentare degli avvocati bloccava le riforma della giustizia; avvocati parlamentari come Ghedini e Pecorella hanno assistito Berlusconi su legittimo impedimento, processo breve, immunità, diritto societario e falso in bilancio, scandali sessuali e leggi ad personam.

L’onorevole cardiologo   Antonio Gaglione del PD, invece di migliorare la legislazione sanitaria,   mancava al 91% delle votazioni, ma presentò una proposta di riforma del tariffario delle protesi rimborsate dal servizio sanitario; a causa dei ritardi nei pagamento della protesi da parte dell’Asl, ottenne un aumento del 9% del prezzo; queste protesi erano fabbricate da Giuseppe Caforio, senatore del gruppo Di Pietro.

Le commissioni sanità di camera e Senato sono piene di medici, in rapporto con farmacie od ospedali, Antonio Angelucci del pdl è socio dell’Alitalia e siede a Montecitorio, dove diserta il 71% delle votazioni; ha un impero nella sanità privata e giornali, uno di sinistra, il Riformista, e uno di destra, Libero, entrambi finanziati dallo stato; Libero fa anche capo alla fondazione San Raffaele, cioè al carrozzone sanitario privato.

Nella sanità pugliese si concedono soldi e favori in cambio di appalti, è esistito un micidiale conflitto d’interesse in capo all’assessore alla sanità democratico Alberto Tedesco, infatti, alcune sue aziende erano fornitrici delle strutture sanitarie pugliesi. Dal 2008 il guelfo nero Giuseppe Ciarrapico è parlamentare del popolo della libertà, prima di Angelucci era stato revdella sanità romana;  a causa di difficoltà economiche le sue cliniche furono acquisite dal Banco di Roma (leggi Vaticano), anche  Ciarrapico è editore di giornali.

In Sicilia un numero significativo delle 1826 strutture private convenzionate della sanità è di proprietà di politici, che però potrebbero anche fare da prestanome di altri interessi come la chiesa, perciò le prestazioni in convenzione sono salite di prezzo e in quantità. Il parlamento regionale siciliano pullula di dottori, Guglielmo Scammacca è azionista di sei cliniche di Catania, il presidente della regione, Salvatore Cuffaro è dottore; a Siracusa cliniche e politica sono la stessa cosa.

Sulla scia dei piani commerciali comunali, sospetti di corporativismo invece che di liberismo, nel 2.12.1994 un decreto di Berlusconi vietò di aprire un  cinema a meno di due chilometri da un’altra sala cinematografica; il cinema risentiva della scarsa affluenza però all’estero non esistono restrizioni del genere, mentre in Usa esistono quartieri fatti di cinema:  Silvio Berlusconi e Vittorio Cecchi Gori erano i principali proprietari di sale cinematografiche, oggi la Fininvest controlla il 34% del mercato di Roma e il 31% di quello di Milano, soprattutto con i multisala.

In America il Blind trust è nato per prevenire il conflitto d’interesse, è un fondo cieco amministrato da un fiduciario al quale il parlamentare conferisce il suo patrimonio, nel 1994 Berlusconi lo propose e la sinistra non fece proposte alternative; però questa legge non ha mai visto la luce in Italia, invece è stato fatta una legge che impone, in caso di conflitto d’interesse, di astenersi dalle votazioni, senza prevedere sanzioni. Grazie ai governi Berlusconi la raccolta pubblicità di Publitalia di Mediaset ha superato raccolta della Sipra della Rai, che però ha anche il canone, nel 2009 Publitalia controlla i due terzi del mercato pubblicitario televisivo italiano, probabilmente la posizione di Berlusconi ha favorito il successo di Publitalia.

Guido Bertolaso, a capo della protezione civile, può assumere dirigenti pubblici e nominare dirigenti senza concorso, anche a camere sciolte, Biagio Agnes, presidente della Stet azienda telefonica pubblica, si fece votare una pensione mensile di 42 milioni; dal 2008 il parlamento consente la ricostruzione della carriera, oltre il 75 anno di età, dei magistrati sospesi e poi assolti, è il caso di Carnevale, tutte leggi ad personam. Diversi provvedimenti hanno avuto impatto sui processi a carico di Berlusconi, nelle rogatorie, durata dei processi, falso in bilancio, condoni, decreto salva rete 4; il governo Berlusconi, per favorire la raccolta pubblicitaria di Mediaset,  ha anche imposto a Sky il limite del 12% dell’affollamento pubblicitario.

Le zone franche urbane sono state istituite da Romano Prodi e riguardano 22 comuni con popolazione superiore ai 25.000 abitanti, compresa Ventimiglia, del collegio elettorale di Scajola; prevedono imposte ridotte per cinque anni e avrebbero dovuto includere solo comuni disagiati, includono Catania, Taranto, Cagliari, Lecce, Campobasso, Matera, Pescara, Massa Carrara e Ventimiglia. Anche questa legge garantisce la disuguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

Berlusconi ha accusato Romani  Prodi di essere scampato nel 1997 alla giustizia  per l’affare Sme, grazie ad un’amnistia e ad una modifica della legge sull’abuso d’ufficio; un’altra legge ad personam  salvò i comunisti da possibili guai giudiziari per i finanziamenti ricevuti da Mosca e lo spionaggio da loro fatto a suo favore; c’era di mezzo il reato di tradimento che è imprescrittibile, il dossier Mitrokhin accennava a queste cose.

Leggi ad personam al plurale hanno consentito alla Regione Friuli di assumere i precari che avevano lavorato 120 giorni negli ultimi cinque anni, ne hanno usufruito i portaborse degli onorevoli arrivati a fine mandato; questa legge sistemò 52 portaborse, nel 2001 la regione Calabria ha fatto un analogo concorso  riservato a 132 portaborse, il suo esito è scontato. All’Ente Sviluppo Calabria molti dei suoi 34 dipendenti sono parenti di politici, giudici e dirigenti regionali.

Al canto V dell’inferno Dante Alighieri, a proposito della regina assira Semiramide scriveva: “Era così lussuriosa che, per contrastare il biasimo che l’aveva colpita,  rese lecita con legge la lussuria”, il nostro parlamento si muove alla stessa maniera, calpestando con leggi di privilegio l’art. 3 della costituzione; la democrazia esiste quando le leggi sono uguali per tutti, invece in Italia troppe leggi sono ad personam, ci sono troppi conflitti d’interesse e c’è anche chi governa fresandosene della legge. Non si può credere che in Italia manchino esperti per incarichi non a rischio di conflitto d’interesse.

Ci sono giudici che si mettono a fare gli avvocati dopo aver lasciato la magistratura, il CSM impone che i magistrati eletti in parlamento non possano essere iscritti agli albi professionali, né essere titolari d’imprese o di far parte di consigli d’amministrazione di società, però a volte tali incompatibilità sono state rimosse. Alla Corte dei Conti si chiede solo una dichiarazione scritta in tal senso;  l’art. 104 della costituzione vieta ai membri del CSM l’iscrizione agli albi, però tale incompatibilità  non riguarda i membri laici, nominati dal parlamento, della Corte dei Conti.

Per quanto riguarda la cancellazione dall’albo, a seguito di condanna penale, nel 2010, dopo 4 anni dalla condanna nel caso IMI-Sir, con interdizione dai pubblici uffici, Cesare Previti era ancora iscritto al suo ordine professionale e la giustizia non era intervenuta. I giudici  esercitano fuori orario una giustizia privata che fa guadagnare più dello stipendio, i lodi arbitrali fanno aumentare il costo delle opere  e generalmente lo stato è soccombente.

Con la scusa che la giustizia privata non funziona,  pubblico e privato si affidano ad arbitri, uno scelto da ciascuna parte e il terzo di comune accordo; però oggi i magistrati ordinari sono esclusi da tali incarichi, li svolgono quelli amministrativi o della Corte dei conti. Nel 2008 il ministro Di Pietro proibì di inserire nei contratti d’appalto la clausola che prevedeva che la soluzione di eventuali controversie dovesse avvenire davanti agli arbitri; purtroppo nel 2009 un  decreto legislativo, non a danno dei giudici,  abolì questa abolizione degli arbitri.

Negli appalti compaiono ingegneri e magistrati delle Corte dei Conti; nel 2006 stava scoppiando lo scandalo di calciopoli e l’ex direttore di Rai sport, Paolo Francia, affermò che tutto lo sport era gestito da una cupola, con scambi di favori tra federazioni, intrecci tra controllori e controllati ed organi della giustizia sportiva guidati da giudici, che rendevano inutile il ricorso alla magistratura ordinaria.

Lo sport è il più generoso distributore d’incarichi per giudici amministrativi, consiglieri della Corte dei Conti, avvocati di stato, però il CSM ha chiuso ai giudici ordinari le corti dello sport; questi giudici corrono sempre il rischio di trovarsi in conflitto d’interessi; in  questa materia, per i ricorsi sono competenti Tar del Lazio e Consiglio di Stato; i loro uomini formano anche la giustizia sportiva o FIGC, il Tar del Lazio è organo della giustizia sportiva.

Le società di brokeraggio  sono gli intermediari del mercato assicurativo, presidente della Ital brokers è Fernanda Contri, ex membro della Corte Costituzionale, altri membri sono Franco Pecorini, gentiluomo di Sua Santità e amministratore delegato della Tirrenia; Pecorini è uno dei principali clienti della Ital Brokers. Franco Lazzarini controlla con una holding la società di brokeraggio, però è anche amministratore delegato di una società del Tesoro e consigliere di un’impresa assicurativa privata con cui l’azienda pubblica ha rapporti d’affari.

L’amministratore delegato delle Ital Brokers, Stefano Giovannini è vicepresidente delle Assicurazioni di Roma, tra le due funzioni esiste conflitto d’interessi, infatti, l’Isvap, l’istituto di controllo sulle assicurazioni, dispone che l’attività d’intermediario non è cumulabile con la carica d’amministratore, direttore generale e sindaco di assicurazioni. Giovannini è stato anche al vertice dell’Ina, poi assorbita dalle Generali; Mario Mustilli, commissario dell’Isvap, è vicepresidente della Geras Italia che è titolare di un’agenzia della assicurazione Allianz.

Nei consigli d’amministrazione di piazza Affari i rapporti incestuosi non sono l’eccezione ma la regola, riguarda tre quarti delle società, gli stessi amministratori siedono in società con partecipazioni reciproche; 67 società blue chip hanno almeno un amministratore in comune. La Consob non ha regolamentato queste società controllate dallo stesso soggetto, all’estero questi fenomeni sono più ridotti.

Salvatore Ligresi partecipa a Generali e Fondiaria- Sai, questo fatto lede la concorrenza e danneggia i piccoli azionisti, ad aggravare il fenomeno esiste il fatto che i patti parasociali o di sindacato non sono stati vietati dalla legge; l’Antitrust ha censito nove casi, tra banche, assicurazioni e società finanziarie, con più di 10 persone nelle posizioni di vertice in aziende concorrenti. Il presidente delle Generali, Antoine Bernheim, è consigliere di Mediobanca e vicepresidente del consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo; inoltre, nel consiglio delle Generali è entrato Francesco Caltagirone, vicepresidente del Monte dei Paschi di Siena e vicino al Vaticano.

Non esiste alcuna norma che impedisca il conflitto d’interessi degli amministratori, devono solo informare il consiglio d’amministrazione; i 2434 consiglieri delle imprese di borsa hanno oltre tre incarichi ciascuno, 184 di loro 10 incarichi e uno ne ha 67; si tratta di Guido Ricciardi, che è amministratore di 5 società e sindaco di 62. Eppure lo statuto del Monte dei Paschi e dell’Istituto san Paolo  contengono il divieto di cumulare incarichi in banche concorrenti.

A volte la banca finanzia un imprenditore suo amministratore o azionista, così faceva il Banco di Napoli di Ferdinndo Ventriglia; con la privatizzazione del sistema bancario questa pratica è diventata ancora più normale; Mediobanca ha sempre finanziato soci e amministratori. Oggi le banche sono azioniste delle imprese e, con il patto di sindacato, il conflitto d’interesse ha raggiunto proporzioni enormi.

Alcuni imprenditori entrano nel capitale delle banche per prenderne i soldi a condizioni di favore,  perciò le banche sono entrate nel settore industriale ed editoriale e nei casi Parmalat e  Cirio i relativi bond sono stati rifilati ai clienti delle banche per trasferire sulle spalle dei risparmiatori l’esposizione eccessiva delle banche nei confronti delle imprese. Le stock option garantiscono al manager di acquistare un certo quantitativo di azioni ad un  prezzo prefissato e poi di rivenderle,  perciò questi sono tentati di manovrare per fare salire artificiosamente i titoli.

Cesare Geronzi, presidente di Unicredit è anche presidente di Mediobanca  e del comitato che forma la lista dei candidati al consiglio d’amministrazione delle Generali, di cui la sua banca è il principale azionista. Pietro Ciucci è commissario straordinario del ponte sullo stretto, amministratore delegato della società Stretto di Messina spa, presidente e direttore generale dell’Anas, società del Tesoro che controlla quella società.

Vincenzo Visco era favorevole alla realizzazione del ponte,  l’opera doveva essere compiuta in sei anni,  nel 2007 il governo Prodi eliminò per legge il conflitto d’interesse nelle società pubbliche, perciò Ciucci cumulò cariche e divenne anche collaudatore del Mose, anche se non è ingegnere; perciò la Corte dei Conti chiese  spiegazioni  sui collaudi effettuati da soggetti non  ingegneri e non laureati. Oggi il fermo del ponte costerà un miliardo di euro e  la sua eventuale realizzazione 6,5 miliardi, salvo aumenti.

Quando Giuliano Graziosi, amministratore delegato della Stet, lasciò l’azienda incassò una liquidazione favolosa, esattamente come il presidente Biagio Agnes; all’Eni presidente e amministratore delegato sono dipendenti legati ai partiti, il che genera commistione tra controllore e controllato. Il cumulo di cariche serve a far lievitare le entrate, è il caso di Massimo Sarmi, amministratore delegato e direttore generale delle poste e di Fulvio Conti, amministratore delegato e direttore generale dell’Enel.

Questi privilegi si sommano esodo incentivante di dirigenti ed ai rapporti di consulenza concessi agli amici, i manager pubblici hanno anche incarichi privati; Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, è anche consigliere d’amministrazione delle Generali. Nelle Ferrovie dello Stato,  il presidente Innocenzo Cipolletta è anche consigliere d’amministrazione di una società di Luca Cordero di Montezemolo che si propone come concorrente delle FS.

Nel Poligrafico è presidente Roberto Mazzei,  che è consigliere di Alenia, con la quale il Poligrafico ha avuto un lungo contenzioso; al vertice delle aziende di stato sono dei politici in carica, come alla Fincantieri di Trieste. La società Cantieri del Mediterraneo ha in concessione i bacini di carenaggio di Napoli ed è stata accusata dall’Antitrust  di ostacolare l’accesso ai bacini  ed alle banchine degli altri riparatori. La legge americana vieta ad un membro del governo di avere contatti con un’impresa con la quale ha lavorato, noi non abbiamo imitato questa legge, perfino in Thailandia ci sono state condanne per  conflitto d’interesse; invece a Sanremo Mogol firma i testi di cinque canzoni in gara, Adriano Galliani è capo del Milan e presidente della lega calcio.

Oggi le linee guida sul trattamento delle patologie sono scritte da esperti che hanno rapporti con le case farmaceutiche, perciò le industrie promuovono nuovi e più costosi farmaci, non più efficaci di quelli vecchi con il brevetto scaduto; finanziano università e impediscono la pubblicazione di ricerche sfavorevoli. Le pubbliche amministrazioni non sono indipendenti dalle aziende farmaceutiche, si spendono milioni di euro per vaccini inutili, come l’N1H1 contro l’influenza; su 24 milioni di sue dosi acquistate dall’Italia dalla Novartis, con un   contratto capestro, ne sono state utilizzate 900.000.

Esistono conflitti anche nel sindacato, nelle aziende private, nelle banche e nella pubblica amministrazione, dei sindacalisti rappresentano come dirigenti i datori di lavoro ed i lavoratori; il sindacalista Pasquale Losa è diventato assessore al personale del comune di Napoli, Guido Bolaffi, direttore generale del ministero del lavoro, ha ricoperto anche l’incarico di presidente del collegio sindacale dell’Inps; oggi il parlamento è pieno di sindacalisti di sinistra.

Nel 2002 la Cassazione ha vietato di assumere negli enti pubblici amici o compagni di partito, però l’andazzo è continuato, all’Anas la famiglia è sempre stata sacra, l’ereditarietà del posto senza concorso può avvenire solo in accordo con il sindacato che ne è anche il beneficiario; in Campania le parenti degli onorevoli sono state candidate in massa. Nelle università sono tanti i rapporti parentali, il rettore della Sapienza di Roma, Luigi Frati,  è preside della facoltà di medicina dove insegnano tre suoi familiari.

Nella pubblica amministrazione  per i dirigenti vale il sistema della autovalutazione, perciò nessuno di loro risulta mediocre; nel 2006 un comune siciliano ha nominato direttore generale di una municipalizzata  un signore in causa con quell’azienda, ancora in Sicilia  è diventato capo del corpo forestale regionale, Pietro Tolomeo, già denunciato per abuso edilizio. In banca non si assumono protestati, ma un protestato può diventare presidente di banca.

Carlo Scaloja, figlio del ministro per l’energia Claudio Scajola, per lanciarsi nelle energie alternative, ha comprato la società Agena. Infine è rimarchevole il conflitto d’interresse delle banche, socie della Banca d’Italia che le dovrebbe controllare, come il conflitto televisivo di Berlusconi, sul cui non mi dilungo perché ne parlano tutti e secondo la politica, sembra l’unico conflitto d’interesse d’Italia.

 

Nunzio Miccoli   www.viuruslibertario.it    numicco@tin.it

 

Per chi vuole approfondire:

“La cricca” di Sergio Rizzo – Rizzoli editore

 

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NEWS E COSE VECCHIE SULLA FINANZA INTERNAZIONALE

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Il Fondo Monetario Internazionale chiede che tutti i paesi applichino misure drastiche d’austerità assieme al taglio nei livelli di vita in Usa e in Europa; oltre al salvataggio delle banche, vuole una strategia fiscale che assicuri  che il debito pubblico sia sostenibile, nel senso che i grandi creditori siano rimborsati da parte dei paesi debitori, altrimenti, afferma, potrebbero verificarsi nuove turbolenze finanziarie.

A tal fine, per la stabilizzazione finanziaria ed evitare la disintegrazione del sistema,  suggerisce alla Banca Centrale Europea  di versare  altri trilioni alle banche, oltre al rinnovo dei prestiti a scadenza settimanale ora vigenti, suggerisce alle banche centrali di espandere la scorta monetaria (favorendo così l’inflazione che riduce realmente il debito) e suggerisce agli stati di ridurre i deficit di bilancio riformando la spesa pensionistica ed i sistemi sanitari.

Poiché  in Europa il mercato dei prestiti interbancari e dei  prestiti per gli investimenti produttivi  è congelato, il prof. Manfred Neumann, docente all'università di Bonn, ha sostenuto  che gli attuali trasferimenti finanziari dalle nazioni ricche a quelle povere causerà la disgregazione dell’euro; per evitare questo effetto, ha proposto di concedere ai paesi in maggiore difficoltà di uscire dalla moneta comune e di riadottare una moneta nazionale (il che potrebbe favorire il ritorno alla speculazione suoi cambi valutari, di cui soprattutto l’Italia ebbe a soffrire).

Altri hanno affermato  che sarebbe meglio che la Grecia dichiarasse l'insolvenza, invece di chiedere ai contribuenti di altri paesi di salvarla o di chiedere sacrifici ai propri contribuenti. A questi argomenti si è opposto Barroso, presidente della commissione europea, che ha affermato che con le insolvenze a catena sarebbe a rischio la democrazia in Europa; mentre Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha affermando che qualsiasi paese che uscisse dall'euro andrebbe in bancarotta, ha affermato anche, senza spiegarsi, che non si può ristrutturare il debito “in modo pulito”.

Come si sa, per gli italiani, stanchi dei loro governi, l’Europa è ancora un dogma, è la provvidenza e la fonte di salvezza, comunque, in Europa, esistono altri eurofanatici, non sempre disinteressati. Intanto c’è stato il ricorso di cinque professori universitari alla corte costituzionale tedesca contro le misure della BCE, che secondo loro lederebbero il trattato europeo Maastricht, il ricorso dei cinque professori ha concrete possibilità di successo.

Questo ricorso ha  spinto l'ex ministro di Prodi, Tommaso Padoa-Schioppa, ad affermare che un serio ostacolo alla "governance" europea è rappresentato dalla corte costituzionale tedesca, contraria ad ulteriori cessioni di sovranità a favore delle istituzioni europee. Bisogna dire che la Germania, viste le inflazioni belliche da essa sofferte, tiene alla solidità della moneta, rimpiange il suo marco e si sta stancando della solidarietà a suo carico a favore dell’Europa. Le forti esportazioni tedesche aiutano l’equilibrio della bilancia commerciale europea e la stabilità dell’euro, eppure, forse per gelosia, il presidente francese ha accusatori i tedeschi di esportare troppo (invece di delocalizzare le industrie all’estero come hanno fatto Usa, Inghilterra e Italia); la Germania sta ancora pagando riparazioni di guerra.

La Germania è il primo contribuente netto dell’Europa e l’Italia è il secondo, però la direzione politica dell’Europa è in mano a Francia e Germania, mentre l’Inghilterra, come un burattinaio,  tira le fila nell’ombra, stando fuori dell’euro. Intanto il 22 luglio 2010 il Parlamento ungherese, per ridurre il disavanzo, ha approvato una tassa sulle banche, per rappresaglia, il Fondo Monetario Internazionale ha bloccato la tranche rimanente di 5,5 miliardi di Euro di un prestito di 20 miliardi concesso due anni fa all’Ungheria.

Il governo ungherese ha dichiarato che, nonostante le pressioni dell'FMI, non ha intenzione di spremere ulteriormente i poveri e che intende ristabilire la sovranità economica dell'Ungheria, perché senza di essa non c'è alcuna crescita economica; poiché l’Italia è un paese semisovrano, il suo governo non è abituato a parlare così. L'accordo con il FMI, firmato dal precedente governo, ungherese aveva spinto il paese in una trappola debitoria; il debito è lo strumento per rendere schiavi persone e stati, comunque, il governo ungherese ha insistito sulle differenze tra il capitalismo speculativo e capitalismo produttivo, sottolineando che l’Ungheria ha risolutamente adottato quest'ultimo, cioè non si ha nostalgie per il comunismo.

Esiste il  timore che, se l'Ungheria introduce una tassa sulle banche, altri grandi paesi europei  potrebbero seguire l'esempio, a tale proposito, su questo tema, l’Ungheria ha ricevuto il sostegno da Repubblica Ceca, di Slovacchia e Polonia. Il Primo Ministro slovacco  ha annunciato che non continuerà con i drastici tagli al bilancio decisi dal governo precedente;  ha dichiarato che il popolo ha sofferto molto negli anni novanta e all'inizio del millennio, quando i suoi livelli di vita furono  ridotti del 10% per salvare il sistema bancario.

Invece di sostenere le iniziative di questi paesi in difesa delle loro popolazioni, i governi francese e tedesco, che amano spesso muoversi coordinandosi, propongono di imporre dure sanzioni sugli stati che non accettano i criteri di Maastricht; perciò oggi ogni governo europeo occidentale ha pronta una manovra durissima per la propria popolazione, è probabile però che questi  governi non sopravvivranno ai programmi d’austerità da essi imposti.

La politica dei tagli di bilancio è una politica deflazionistica che riduce domanda, produzione e occupazione, in Italia la popolazione ha valutato negativamente il programma d’austerità del governo Berlusconi, facendogli perdere consenso nei sondaggi. Intanto, mentre si sostiene che gli investimenti pubblici sono utili a rilanciare l’occupazione, il Presidente Obama ha espresso l'opinione che il programma spaziale è uno spreco di denaro ed ha chiesto la fine dei voli umani nello spazio; invece la Russia sta finanziano un nuovo cosmodromo nell’estremo oriente e punta anche ad incrementare le infrastrutture ferroviarie, compresa una linea ad alta velocità che dovrebbe andare da Pechino a Parigi.

Esiste un patto di ferro tra Bill Clinton e George Soros, avventuriero della finanza e della speculazione. George Soros passò dai giochi di borsa, a manovrare il capitale off-shore in grande quantità, capace di destabilizzare stati e monete, con l’appoggio politico della Casa Bianca, divenne il magnate del capitale-in-nero e della massa-speculativa e l’arbitro dei destini planetari. Negli anni ‘70 Soros speculò sulla lira e negli anni successivi sulla sterlina; nell’estate 1997, con queste speculazioni, fece saltare le economie di Thailandia, Malesia, Indonesia e Korea del Sud, ossia le cosiddette Tigri Asiatiche, che stavano viaggiando a tassi di crescita superiori al 10 percento annuo.

Nessuno stato asiatico era preparato ad un cataclisma del genere, comprare valanghe di Baht, la moneta thailandese, immettere altrettanti dollari nell’economia thailandese e riversare in un sol colpo nel mercato tutti i Baht accumulati, per favorirne la speculazione, fu la parte finale della  trappola di Soros. Il Baht precipitò  nonostante gli acquisti massicci della moneta da parte di tutti gli altri governi asiatici, coalizzati nel disperato tentativo di salvare la Thailandia.

Mentre il ministro delle finanze tailandese dovette rassegnare le dimissioni, George Soros fu promosso da Clinton a rappresentante ufficiale della politica estera americana; da oscuro tessitore di trame speculative, divenne super-ministro senza portafoglio degli Stati Uniti d’America. A quel punto, Soros non era più un losco figuro che manovrava nell’ombra per speculare, ma una super-pedina dell’America capace di entrare  negli uffici del Fondo Monetario e della Banca Mondiale, dettando politiche draconiane ai direttori generali delle massime istituzioni finanziarie e monetarie, imponendo alle Banche Centrali di Giacarta, Seul e Bangkok  drastiche svalutazioni, come politiche d’austerità ai governi.

Perciò quelle stesse istituzioni imposero alle vittime asiatiche di Soros le loro amarissime medicine e i loro piani di risanamento, George W. Soros era il medico che andava, tramite interposti funzionari, al capezzale di quelle economie un tempo fiorenti ed invidiate, che lui stesso aveva trasformato ad arte in morenti e disgraziate. Negli anni successivi, gli impegni di Soros si concentrarono nelle opere di reinvestimento e nell’inviare i suoi scagnozzi e i suoi finanzieri in giro per la Thailandia, per l’Indonesia e la Malesia, a comprare aziende, titoli, miniere, banche ed assicurazioni.

Se prima della crisi del ‘97 una  banca thailandese valeva 100 milioni di dollari, ora poteva essere comprata con 10 o 20 milioni al massimo; ancora oggi, se vai in Indonesia, rilevi la forte inflazione che n’è derivata della rupia locale, a causa di questi interventi di Soros. Il colpo mortale fu inferto da Soros non solo all’Asia, ma anche all’Italia e all’Europa, che stavano esportando in massa verso i paesi asiatici  e avevano lasciato solo le briciole agli  americani.

Con la politica del dollaro svalutato rispetto all’euro e delle valute asiatiche svalutate, tutti i paesi asiatici pagano il triplo i prodotti dell’area Euro; i cambiavalute dell’Asia, quasi tutti indiani e mussulmani, abituati da sempre a considerare il dollaro una valuta sicura e affidabile, furono colpiti  dalla svalutazione prolungata dei loro pacchetti di dollari, conservati tra le loro riserve bancarie.

Dopo questi fatti, l’Asia odierna è molto più sveglia e realista dell’Europa, la nomina recente di Hilary Clinton a Segretario di Stato è vista in Asia, come una mossa piena d’insidie e di tranelli per il nuovo presidente Barack Obama. Le relazioni USA-Indonesia hanno oscillato parecchio negli ultimi anni, gli USA erano allarmati dalle posizioni filo-comuniste di Sukarno e perciò nel 1965 appoggiarono il colpo di stato del  generale Suharto.

I legami di Clinton con Soros, di Clinton con Gates, di Clinton  con  i centri di potere economico e sanitario che gravitano intorno ad Atlanta, sono motivo di gravi preoccupazioni, non solo in Indonesia, ma anche in India, in Cina e Vietnam, dove Clinton, nota bene, è visto come nuovo direttore della farsa Aids. Grazie a lui, in ogni paese del mondo sono nate fondazioni Aids che manovrano cifre da far impallidire, istituzioni corrotte e criminali stanno dettando ordini ai ministeri della sanità, alle USL, ai pediatri ed ai disorientati medici del mondo intero.

George Soros ha fondato il gruppo Quantum, dominato da finanzieri svizzeri e italiani, la Svizzera è sede della nobiltà nera d’origine italiana, sparsa in Europa e in Usa; nel 1987 speculò contro la borsa di New York, nel 1992 contro lira e sterlina, nel 1996 contro il Messico, nel 1997 contro le borse asiatiche e nel 1998 contro le borse russa e giapponese. Grazie alle notizie apocalittiche della stampa internazionale sulla situazione italiana, Soros speculava al ribasso sulla lira; nel 1992, speculando sulla lira, fece uscire l’Italia dallo Sme, nel 1995 il Messico, a causa di queste speculazioni, dichiarò la bancarotta e ricevette altri prestiti per rimborsare i suoi debiti.

Nel 1992 George Soros favorì la svalutazione della lira, a seguito di un  attacco speculativo, non contrastato dalla Banca d’Italia, allora governatore della Banca d’Italia era Ciampi e direttore generale Dini, che avrebbero dovuto vigilare. Nello stesso anno, precisamente il 2.6.1992, banchieri anglo olandesi parteciparono alla privatizzazione delle partecipazioni statali italiane, a prezzi stracciati; per l’Italia era presente Mario Draghi, direttore generale del Tesoro e il ministro Beniamino Andreatta. Il 30.10.95 Soros ricevette una laurea “honoris causa” dall’università di Bologna, sostenuto da Romano Prodi, anche Sindona era stato chiamato salvatore della lira, anche se aveva speculato sulla lira.

Forse per alleggerire la sua coscienza, oggi la proposta di creare una Tobin Tax sulle transazioni finanziarie internazionali, fatta nel 1972 dall’economista James Tobin, è sostenuta da George Soros. George Soros è ebreo come Kissinger, Rockefeller, Rothshild,  perché in finanza internazionale essere ebrei fa chic; però non è sicuro che questi personaggi siano ebrei veramente, Soros e Rothshild sono cazari originari del Volga convertiti all’ebraismo.

Soros è nato in Ungheria e con una sua fondazione è a favore del libero mercato della droga e per la liberalizzazione dell’eutanasia, è nemico dello stato nazionale ed ha creato a Budapest una fondazione per combattere i risorgenti nazionalismi nell’est europeo. Queste fondazioni sono motori per creare attivisti politici, anche certe ONG sono creature di altissimi finanzieri;  Soros difende i contadini indios del Chiapas, che coltivano coca  sotto la protezione dell’esercito zapatista; anche le FARC colombiane comuniste si finanziano con lo spaccio di coca.

Nel 1994 i fratelli Teddy e James Goldsmith lanciarono il progetto ”Eurotopia”, per l’abolizione degli stati europei e la loro sostituzione con 75 macroregioni, in grado di resistere meno degli attuali stati agli indirizzi dell’élite. Al World Social Forum di Porto Alegre del 2001, in Brasile, oltre ad Agnoletto, c’era   Teddy Goldsmith, miliardario, ecologista  e speculatore sui metalli preziosi, uno dei dieci uomini più ricchi del mondo e cugino dei Rothschild.

Teddy Goldsmith ha fondato la rivista “The Ecologist”, suo figlio è il leader di un gruppo anarchico  legato ai Black Bloc ed era  presente al Genoa Social Forum; la rivista The Ecologist è collegata anche a Greenpeace ed al WWF, nato per volontà del principe Bernardo d’Olanda e di  Filippo d’Edimburgo. Quante beffe si fanno lor signori del popolo, il popolo si alimenta regolarmente con la credulità popolare.

Un ex coordinatore di Greenpeace, Mike Rostelle, ha fondato una società per l’addestramento in USA e Canadà degli antiglobal che devono affrontare la polizia. Teddy Goldsmith  ha profetizzato che Stati Uniti sono destinati a spaccarsi, questo obiettivo rende più facile ai supercapitalisti o élite di espandersi senza l’ostacolo dei grandi stati, anche per l’Europa esiste questo disegno.

Soros nel 1992 ha speculato anche contro la sterlina e il franco francese, ha detto che lo ha fatto perché la legge lo permette, opera con il suo fondo d’investimento Quantum Fund, registrato nelle Antille olandesi, che ha anche degli italiani nel consiglio d’amministrazione. Questo fondo è controllato da Rothschild e specula sui derivati e sulle valute;  per speculare sulle valute dispone di notizie riservate, provenienti dai vertici dei paesi soggetti alla speculazione, inutile rammentare che la legge vieta di utilizzare queste notizie riservate per speculare su titoli o valute.

Anche Goldman Sachs opera nel mercato dei derivati ed è stata coinvolta nel piano di privatizzazione italiano; il Quantum Fund di Soros ha ripetuto l’operazione di privatizzazione con i paesi ex comunisti e, per mezzo delle sue fondazioni, ha convertito gli ex comunisti dell’Europa orientale in liberisti. Tra i maggiori investitori del fondo è la regina Elisabetta II, il grosso degli investimenti viene però da Rothschild, che a sua volta potrebbe essere prestanome dell’alta aristocrazia europea, che non ama comparire direttamente nell’attività bancaria.

Nelle Antille olandesi si riciclano i proventi della droga e gli agenti della corona inglese sono dentro questi traffici. Uno dei consiglieri del Quantum Fund è De Picciotto, socio di Carlo De Benedetti, De Picciotto è in rapporto con trafficanti d’armi e con la mafia russa, comunque, la maggior parte degli investitori  nel Fondo sono anonimi, sicuramente non mancano i Windsor ed il Vaticano,  gli stranieri possono scorazzare in Italia solo con il permesso del Vaticano.

Tornando alla speculazione della lira del 1992, allora ministro del tesoro era Piero Barucci, che dirigeva la politica finanziaria con Amato, Draghi, Ciampi e Dini, che oggi è presidente della AFV, che fa speculazioni finanziarie ed è in rapporto con il Quantum Fund. Oggi Soros sostiene la liberalizzazione della droga e la dottrina sociale della chiesa e si presenta come un pentito della speculazione, pare molto vicino a Rothshild, in pratica ai Windsor, e al Vaticano, che si sono riconciliati contro il popolo.

Alcuni stati volevano tenere l’Italia fuori dalla moneta unica europea, per potere continuare a speculare sulla lira, le ricorrenti crisi di governo italiane e gli attentati terroristici avevano aiutato a speculare sulla lira sia italiani che stranieri. Le banche possiedono gli Usa e gli altri paesi e possono provocare artificialmente crolli economici e di borsa, con la stampa diffondono notizie false per favorire la loro speculazione in borsa; quando non ci sono soldi per i comuni cittadini, i banchieri trovano il denaro per finanziare le guerre, che sono sempre un buon affare per alcuni.

A controllare il sistema finanziario mondiale sono forse solo tredici persone, fiduciari di  Rothschild, Rockefeller, Vaticano, Windsor, del sultano del Brunei, della famiglia Saud d’Arabia, degli emirati arabi, della regina Giuliana d’Olanda e di finanzieri giapponesi, cinesi, arabi, russi, tutti legate alle mafie, che a loro volta sono collegate alla massoneria o sono loro braccia armate.

Al vertice di questo sistema vi è la commissione bancaria internazionale di Ginevra e la banca dei regolamenti internazionali, che ha pure sede in Svizzera, che ufficialmente coordina le banche centrali nazionali europee. Anche George Soros era entrato nelle privatizzazioni italiane, soprattutto con la conglomerata alimentare Sme, è stato interessato anche alle privatizzazioni argentine, degli altri paesi dell’America Latina e a quelle russe. L’Italia è stato un laboratorio sperimentale inglese nel processo d’unità,  nelle speculazioni valutarie e nella privatizzazione d’imprese statali.

Soros è un ebreo americano d’origine ungherese, aveva studiato a Londra ed a Wall Street fondò il Quantum Fund, un fondo d’investimento, con sede nelle Antille olandesi, che garantiva profitti elevati ai suoi investitori, era amico di Enrico Cuccia, Achille Occhetto e Giorgio Napoletano. Come aveva fatto con la lira, ha speculato sulla sterlina e sul franco francese, ovviamente ha lavorato con soldi non suoi, come generalmente fanno i banchieri, i mandanti volevano restare anonimi; ha lavorato in collaborazione con la banca Rothschild, con le banche svizzere e con la banca Morgan di Ginevra; da ricordare che in Svizzera, come in Usa e in America Latina, sono forti gli interessi economici del Vaticano.

Soros ha creato 18 fondazioni in  Europa dell’est, con borse  di studio e programmi culturali, lì, una volta caduto il comunismo, la massoneria anglo-americana e la chiesa cattolica hanno voluto mettere le mani sulle attività economiche di questi paesi; comunque, in Ungheria Soros è stato accusato di ordire un complotto giudaico-massonico. Le privatizzazioni italiane non sono servite a risanare il debito italiano, in queste  privatizzazioni erano advisor delle banche d’affari straniere incaricate di valutare il prezzo delle imprese da privatizzare e di prestare assistenza nella vendita.

La Britannia, dove si fecero le trattative, era una barca della regina Elisabetta II d’Inghilterra, carica di banchieri, perché la casa reale inglese e quella olandese erano interessate direttamente alle nostre imprese. Gli stranieri erano interessati al settore farmaceutico, a quello alimentare, a quello bancario e a quello meccanico; alla campagna acquisto parteciparono americani, olandesi, svizzeri, inglesi, francesi: Le banche erano fiduciarie di potentati anonimi e della chiesa; gli stranieri non vedevano nelle imprese italiani dei partner da sviluppare, ma delle aziende da acquisire per controllare il mercato italiano, dopo averne licenziato parte dei dipendenti.

Il mercato dei derivati è una specie di gioco d’azzardo sugli indici borsistici dei contratti a termine, il capo della Cia, William Colby, ha diretto per gli Usa anche lo spionaggio economico, i mercati finanziari sono considerati area strategica per gli USA, in perenne deficit della bilancia dei pagamenti; ambasciate e consolati americani, sparsi per il mondo, sono servite anche per raccogliere  risparmio da inviare in Usa.

David Rockefeller, con l’aiuto dei Rothschild di Londra, divenne la famiglia più importante in USA, anche Gorge Soros opera per conto dei Rothschild, a Londra è la testa del serpente che governa il mondo. La regina Elisabetta II Windsor è comandante delle forze armate, perciò in grado di dirigere con la forza lo stato, ha un esercito privato, il suo cugino duca di Kent è a capo della massoneria moderna, gli agenti della corona fanno traffici illegali.

Lord Nicholas Bethell, agente dei servizi segreti e gentiluomo della casa reale, fu implicato nella manipolazione della guerra in Afghanistan e nelle organizzazioni terroriste; le società segrete inglesi dipendono dal consiglio della corona, favoriscono insurrezioni, attentati, terrorismo e destabilizzano governi, aiutarono anche l’unità italiana. La famiglia reale è vicina ai servizi segreti ed opera al di fuori delle regole democratiche, tutti gli ufficiali dell’esercito giurano fedeltà alla regina e non al governo.

Per conto degli inglesi, la BCCI o Banca di Credito e Commercio Internazionale Pakistana, con filiali in tutto il mondo, nata nel 1972 e poi chiusa per gli scandali, finanziava operazioni clandestine, gruppi terroristici e colpi di stato. Le fughe di capitali fanno crollare monete ed è accaduto che,  per salvare gli speculatori in perdita,  le autorità economiche hanno sacrificato i piccoli risparmiatori.

Per la commissione massonica trilaterale, la democrazia deve esse modernizzata per il bene del business; Soros ed i Rockefeller dipendono funzionalmente da Londra, cioè formalmente da Rothshild  e sono in collegamento con la nobiltà nera d’origine italiana, cioè soprattutto i guelfi neri papisti, i Rockefeller decidono chi deve diventare presidente degli Stati Uniti. Il frammassone Alexander Kerensky spodestò i Romanov, finanziato da Wall Street; Trotsky e Lenin entrarono in Russia finanziati da Rockefeller e dalla Germania, anche Hitler fu finanziato dalla confraternita.

Nel 1915 in America era nata l’American International Corporation, per finanziare la rivoluzione russa, finanziata dai Rockefeller, Rothschild, Du Pont, Harriman, Riserva Federale e da Walzer Bush, nonno di Gorge Bush; a tale scopo nel 1917 furono versati 50 milioni di dollari a Lenin e Trotsky. Finita la guerra, Lenin rimborsò i debiti, mentre le banche inglesi s’impossessarono del tesoro dello zar depositato a Londra.

La commissione trilaterale è stata creata in USA da Rockefeller, per coordinare le azioni di Stati Uniti, Europa e Giappone. Con l’aiuto dei Rothshild, David Rockefeller, divenne la famiglia più importante in USA, i Rockefeller sono membri della tavola rotonda; David Rockefeller è stato presidente dalla Chase Manhattan Bank, ha formulato il piano Marshall, è stato presidente del Consiglio per le relazioni estere e creò la commissione trilaterale, guidata da Henry Kissinger; sta dietro a tutti i presidenti USA, perché controlla i media e la politica, assicurandosi che entrambi i candidati alla presidenza rispondano direttamente a lui.

L’impero dei Rockefeller è stato creato dai Rothschild, i Rockefeller hanno finanziato la ricerca eugenetica e il controllo demografico, la fluorizzazione dell’acqua potabile ed il controllo mentale, hanno interessi nel petrolio, nei farmaceutici, nelle fondazioni e nelle banche. Nel 1991 David Rockefeller   ha ammesso  che da decenni esisteva una cospirazione mondiale tesa ad instaurare, in segreto, un governo mondiale, cioè il Nuovo Ordine Mondiale, sotto il controllo dell’alta finanza; in questo quadro, Rothshild ha ricevuto anche il titolo di barone dalla regina d’Inghilterra.

Negli ultimi anni le banche si sono specializzate a fare profitti senza rischiare, ma fanno rischiare ai loro clienti, strano modo di fare impresa. Ha detto Henry Ford che è un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, scoppierebbe la rivoluzione; un Rothshild ha affermato che, nell’esercizio del potere e per fare soldi, è più importante il controllo della leva monetaria che il controllo della legislazione.

Oggi si mira a creare un governo mondiale occulto, con la fusione di banche e imprese strategiche e di servizi e con la creazione d’organismi mondiali come l’Unione Europea, le Nazioni Unite, il WTO, la Banca Mondiale, il FMI e il G8;  dietro questo processo di centralizzazione ci sono famiglie imparentate, come i Windsor, i Rothschild, i Rockefeller, i Goldsmith e gli altri potentati come la chiesa, le grandi famiglie aristocratiche e le cupole delle varie mafie mondiali

 Nunzio Miccoli    www.viruslibertario.it numicco@tin.it,

 Fonti:

 “Il segreto più nascosto” di David Icke – Macroedizioni,

“La verità vi renderà liberi” di David Icke – Macroedizioni,

“Storia di un processo politico” di Giancarlo Lehner – Mondadori,

“Il denaro sterco del demonio” di Massimo Fini - Marsilio Editore,

“No Global” di Massimo Blondet - Editore Aures,

“L’anno dei complotti” di Andriola e Arcidiacono – Editore Baldini e Castaldi,

“Politica, magia  e satanismo”  di Giuseppe Cosco – Edizioni Segno,

«www.Movisol.org; www.larouchepac.com” di Lyndon LaRouche,

www.valdovaccaro.blogspot.com” di Valdo Vaccaro.

 

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 L’AGENDA DEL NUOVO ORDINE MONDIALE

Seguendo le tracce della Federal Reserve americana, anche la banca centrale europea, per evitarne il collasso, ha concesso prestiti alle banche per centinaia di miliardi di euro, a breve termine ed al tasso dell’1%; ora la rivista Economist della City di Londra, posseduto dal finanziere  Rothshild, ha affermato che,  per costringere i paesi europei a pagare i loro debiti esteri e a non reintrodurre il protezionismo,  occorrerebbe una dittatura europea.

L’11.6.2010 il presidente della commissione europea, Barroso, ha minacciato i paesi europei  membri della UE di un colpo di stato militare se non si fossero applicate le misure d’austerità proposte dalla commissione per salvare le banche. Intanto dall’America Rockefeller fa sapere che, per tutelare l’ambiente, occorre ridurre la popolazione terrestre a due miliardi, cosa che si può fare solo con l’inquinamento, con la cattiva medicina e con la cattiva alimentazione, le guerre non bastano a tale fine.

Coma si sa, per i globalizzatori il liberismo è un dogma, a tale fine, aiutati da accademici e giornalisti prezzolati, hanno favorito anche la delocalizzazione d’industrie all’estero, dove la manodopera costa meno, favorendo così la decadenza economica dell’occidente; il collasso delle famiglie, delle piccole imprese e degli stati nasce con il loro indebitamento, che favorisce la reintroduzione dalla schiavitù, infatti, su può lavorare gratis sia quando si nasce schiavi che quando bisogna rimborsare un debito. In  generale, si tolgono risorse ai sudditi con le imposte, emettendo banconote e facendo lievitare il debito dello stato e dei cittadini.

A causa dei disordini, anche  l’austerità favorisce la dittatura, come avvenne in Europa dopo la grande depressione degli anni trenta; sembra una beffa, i governi hanno espanso il debito statale per salvare le banche che hanno sempre speculato su risparmiatori e  piccole imprese,  poi sono stati costretti ad abbassare il livello di vita della popolazione perché la commissione europea chiede programmi d’austerità; contemporaneamente, la situazione deficitaria dei bilanci dello stato,  favorisce anche  l’inflazione che è destinata ad esplodere.

Pur non facendo parte della moneta unica, Londra manovra dietro la politica economica dell’eurozona, in quel paese ha sede la massoneria mondiale e Londra ha sempre ordito complotti  fin dal 1700, a spese di europei e americani, è lì che esiste la testa del serpente, che però non è fatta solo da ebrei, ma dalla crema mondialista, mentre alcuni ebrei sono solo dei prestanome; lo scopo è dare vita ad una nuova aristocrazia mondiale e seppellire la democrazia.

Per quelli che credono ancora possibile una riforma del sistema economico, si afferma che  bisogna separare le banche d’affari speculative da quelle commerciali, proibire la negoziazione di derivati e tutelare i depositi in  conto corrente; tuttavia in nessun  paese del mondo i governi obbediscono ai cittadini, ma obbediscono all’élite e alle lobby, la democrazia è una farsa. Oggi le riforme si possono fare solo togliendo diritti ai cittadini e favorendo le speculazioni di grandi gruppi, in USA la riforma sanitaria del presidente Obama ha favorito più l’industria farmaceutica che le assicurazioni private; la politica dei governi è dettata dai grandi cartelli, controllati dai soliti ignoti.

Il progetto del Nuovo Ordine Mondiale o NWO è all’ordine del giorno dei summit segreti, superprotetti dalla polizia, del gruppo Bilderberg o supercupola massonica, ai quali partecipano regolarmente direttori ed editori delle più grandi testate giornalistiche del mondo, che poi non informano i lettori dei contenuti di queste riunioni. Dal 3 al 6 giugno 2010 c’è stata un’altra di queste riunioni a Barcellona, per gli italiani era presente l’amministratore delegato della Telecom Italia, Franco Bernabé.

Altri membri italiani del Bilderberg sono Giulio Tremonti, Romano Prodi, Tommaso Padoa Schioppa e Mario Draghi, indipendentemente dal fatto che facciano parte di maggioranza o opposizione; il potere vero ma occulto sa che i suoi uomini vanno piazzati nella  maggioranza, nell’opposizione, nella stampa, nelle università, in magistratura, in polizia, a capo di grandi imprese e nella Banca Centrale, perché ha bisogno di persuasori occulti che lo spalleggiano, a tale fine li remunera profumatamente.

Uno dei padri del Bildereberg è Brzezinski, naturalmente  favorevole al governo mondiale, i fautori del Nuovo Ordine Mondiale vogliano abbassare il tenore di vita delle popolazioni con misure d’austerità e nuove tasse; è utile ricordare che al vertice della massoneria modera vi è il duca di Kent,  parente della regina d’Inghilterra Elisabetta II, mentre suo marito Filippo d’Edimburgo è presidente del WWF.

Lo scopo di questi summit è creare una nuova aristocrazia che governi il mondo e bandisca le democrazie difettose, della cricca dell’oligarchia finanziaria fanno parte i banchieri centrali che hanno chiuso gli occhi davanti alla crisi finanziaria che si stava preparando; ora acquistano titoli di stati emessi dagli stati dell’eurozona, senza che i cittadini siano informati adeguatamente dalla stampa. Questi banchieri centrali hanno regalato liquidità alle banche che avevano speculato con i sub-prime e non pagheranno  per la loro mancanza di vigilanza, come si fa ancora a credere nella giustizia.

La mafia è sempre stata diretta dalla massoneria, i giuramenti mafiosi sono identici a quelli massonici, a volte nuove mafie si scontrano con vecchie mafie e lo stato opera in accordo con la vecchia mafia per far fuori la nuova; lo stato collabora con gruppi mafiosi per la ragion di stato e per affari sporchi, la mafia non  potrebbe esistere se non fosse tollerata da politica, polizia e parte della magistratura; in Sicilia, la loggia massonica di rito scozzese dei cavalieri del Santo Sepolcro era frequentata dall’élite della società, da massoni, da nobili, da vescovi e da capi mafiosi.  

Il Principe siciliano massone Alliata di Montereale, iscritto alla P2,  fu l’anello di congiunzione tra massoneria  e mafia; il bandito Giuliano, controllato dalla mafia e dai suoi mandanti aristocratici agrari e massoni, organizzò la strage di Portella della Ginestra su ispirazione del Principe Alliata, il quale pare che abbia anche goduto di una visita della regina Elisabetta II. Alliata di Montereale fu coinvolto anche in un tentativo di golpe, a Trapani esisteva la loggia Gladio a cui partecipavano i servizi.

I cavalieri del Santo Sepolcro erano cavalieri di Malta risalenti al tempo delle crociate;  nel 1943 Alliata aveva contribuito alla mobilitazione di massoni e mafiosi per appoggiare lo sbarco degli americani in Sicilia; la loggia Comunicazione era forse una propaggine della superloggia di Montecarlo. Allora la Trade Devlopment Bank era il braccio operativo degli agenti della corona inglesi, nati nel 1833 per seguire gli affari coloniali della corona.

Ancora oggi, gli agenti della corona forniscono armi a paesi esteri e fomentano complotti e rivoluzioni; la Trade Devlopment Bank faceva traffico d’armi e stupefacenti, era in rapporto con Calvi e con Gelli, fino a che, con la fine di questi, la Crown Agents non decise di  appoggiarsi alla banca BCCI pakistana, che faceva pure affari sporchi e fu poi costretta a chiudere, a causa degli scandali.

Le agenzie di rating come Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch hanno rapporti incestuosi con banche e organismi finanziari che dovrebbero controllare prima della loro valutazione; il fatto è che queste agenzie americane sono società private e società per azioni, perciò ricercano il profitto e hanno partecipazioni in corporazioni e banche. Crisi sistemiche sono state causare da giudizi prezzolati di queste agenzie che hanno favorito anche le speculazioni sulla lira.

Oggi queste agenzie sfornano rating sulla solvibilità degli stati sovrani, dopo aver favorito indirettamente banche speculative, derivati, sub-prime e obbligazioni strutturate, in tal modo sono stati venduti titoli bidone anche ai fondi pensione americani;  assieme alla banche centrali e alle banche d’affari, queste agenzie di rating sono tra i maggiori responsabili della crisi economica globale che ha arricchito pochi e impoverito molti, riducendo la solvibilità degli stati e procurando nuovi sacrifici per i cittadini.

Alan Greespan, ex governatore della Federal Reserve, favorì lo sviluppo del credito al consumo, anche con garanzia ipotecaria, in pratica l’indebitamento delle famiglie anche con scarso reddito, al tasso di favore dell’1%; contemporaneamente, il resto del mondo finanziava i consumi americani ed il tesoro americano, dopo che la finanza americana aveva deciso di delocalizzare all’estero le industrie, riducendo base produttiva del paese e capacità di domanda dei lavoratori, mentre la bilancia commerciale del paese era in deficit.

Poi la finanza creativa inventò i derivati che hanno raggiunto il valore 12 volte maggiore del PIL mondiale, questi sono carta straccia che andrebbe distrutta, mentre dovrebbe essere fatta ripartire l’economia produttiva; con la distruzione dei derivati ne scaturirebbe però la perdita da parte di quelli che li posseggono. Da ricordare che le tre società di rating hanno emesso giudizi di massima affidabilità  su questi prodotti, come sulla banca Lehman Brothers che è fallita.

La cupola finanziaria è composta da banchieri centrali, banche d’affari e agenzie di rating, la connivenza degli organi di controllo delle banche centrali ha travolto milioni di risparmiatori, in Italia con i casi  Cirio, Parmalat e bond argentini; tra gli enti locali, il comune di Napoli è stato il primo ad entrare  nella trappola dei derivati, emise BOC per 300 miliardi di lire, rastrellati dalla Banca d’affari Merrill Linch; nella prima repubblica i comuni erano controllati dal Coreco, poi soppresso, e si finanziavano alla Cassa Depositi e Prestiti, perciò non potevano incorrere in queste disavventure.

A causa della situazione del bilancio dello stato e dei suoi sprechi e privilegi, i creditori dello stato e degli enti locali aspettano i pagamenti delle forniture ed i rimborsi fiscali, però i ritardi nei pagamenti avvengono anche da parte delle grandi imprese nei confronti delle piccole; sembra che  lo stato o una mano estera voglia ammazzare la nostra economia, non solo con  le tasse, fortuna che esiste il lavoro nero e l’evasione fiscale.

In questi anni c’è stato il massimo di trasferimento di ricchezza verso le  banche e le assicurazioni ed oggi le prime si dicono insolventi. Come faceva Guido Carli, anche Mario Draghi predica sacrifici per i lavoratori ed i pensionati,  però la Banca d’Italia ha 7629 dipendenti che sono troppi, visto i trasferimenti di funzioni alla BCE e l’abolizione della tesoreria unica per gli enti locali; questi dipendenti costano in media oltre 100.000 euro l’anno.

Oggi in  Italia il riciclaggio si fa anche grazie all’asse Londra-San Marino-Vaticano, siamo alla fine dell’economia dei consumi ed alla fine dello stato dei diritti; l’accordo di Pomigliano D’Arco con la Fiat viola i diritti inviolabili sanciti dalla costituzione, in materia di tutele sul lavoro e sciopero. Eppure, per favorire l’occupazione, bisognerebbe ridurre l’orario di lavoro, abolire lo straordinario e favorire il tournover invece di procrastinare l’età per la pensione, cosa fattibile perché il bilancio dell’Inps è attivo ed i contributi dell'Inps e dell'Inail sono a destinazione specifica e non dovrebbero essere usati per sanare i buchi del bilancio dello stato.

Gli ottimisti affermano che, alla luce della costituzione, domani qualsiasi giudice potrebbe invalidare l’accordo con la FIAT, però non è sempre vero che i giudici sono attenti ad applicare la legge, spesso girano la testa dall’altra parte, lo hanno fatto tante volte per proteggere le banche contro le quali erano state presentate migliaia di denunce; parte della magistratura è collusa fino al collo con il potere.

Si afferma che la prima parte della costituzione  tutela diritti inviolabili, non derogabili da contratto e non soggetti a procedure di revisione costituzionale, ignorando che dal 1945 parlamento, presidente della repubblica, corte costituzionale e corte di cassazione hanno provveduto a conservare leggi anticostituzionali ed a crearne di nuove; la costituzione è un grande bluff e un inganno, è usata dalla classe politica come un feticcio, sempre pronta a calpestarla; il diritto del lavoro ed il diritto tributario da tanto tempo hanno numerose norme anticostituzionali e lesive dell’art. 3; è fatale, pare che in Italia una legge ordinaria cattiva prevalga tuttora su una legge costituzionale buona. .

In Italia dal 2001 al 2006 sono stati dossierati dal sismi magistrati, giornalisti e politici, si è imposto il segreto di stato  in ambiti non costituzionalmente ammissibili ed a finalità estranee  allo stato, lo stato ha ordinato intercettazioni contro cittadini inconsapevoli, violando la loro privacy; pare che questo stato non accetta le intercettazioni autonome della magistratura, ma ispira quelle illegali  della polizia, da ricordare che le leggi di polizia fasciste non sono state abrogate.

L’economia sommersa nasce dall’evasione fiscale e dalle attività criminali e  illegali, perciò la pressione reale è maggiore per chi paga le tasse; la lotta all’evasione dovrebbe essere solo un problema di giustizia distributiva delle tasse, perché lo stato non dovrebbe incassare più del 50% del reddito nazionale in tasse; da ricordare però che lo stato si è date anche norme per favore i contribuenti amici,  parlo dell’elusione fiscale o evasione legale.

Pare che in Italia i mafiosi posseggano 1000 miliardi di euro di beni, però ne possiedono tanti altri all’estero, dove i loro investimenti per riciclare sono bene accetti; in Italia il riciclaggio si fa soprattutto a Milano che è la principale piazza finanziaria, il che dimostra che il riciclaggio si fa per lo più con l’aiuto delle banche che indirizzano i soldi anche verso i paradisi fiscali. La mafia investe anche nella costa del Sol e del Crime, in Spagna.

Sembra che in occidente gli unici affari floridi siano quelli della mafia, che non è solo italiana, dagli anni ’80 nella costa del Sol investe anche la criminalità britannica, fu Francisco Franco che  favorì lo sviluppo urbanistico della Costa del Sol, la criminalità britannica si appoggia sulle banche off-shore di Gibilterra;  anche gli irlandesi hanno una rete criminale in 20 paesi. La mafia russa è fatta anche di georgiani, curdi, armeni, ucraini e ceceni; il porto di Limassol a Cipro è gestito dai russi, pare che la mafia cecena abbia trattato anche la vendita di plutonio con Bin Laden e il Mossad.

Oggi in Italia la mafia gestisce supermercati, ipermercati, centri commerciali, mercati ortofrutticoli e case da gioco, il Vaticano e la CEI sono in rapporti d’affari con la mafia, le banche nazionali dipendono dal Vaticano e quelle locali dai vescovi; queste banche, oltre a favorire il traffico di armi, riciclano anche denaro mafioso, lo avevano già fatto Banco dio Roma, Banco Ambrosiano e IOR, travolte dagli scandali. Il fatto è che il denaro non puzza mai e tanti lo vogliono, poco importa da dove provenga.

Nunzio Miccoli     www.viruslibertario.it;   numicco@tin.it 

Tra le fonti:

mensile "La Voce" n. 7,

 “Il segreto più nascosto” di David Icke – Macroedizioni,

“La verità vi renderà liberi” di David Icke – Macroedizioni,

"Affari di Stato" di Giorgio Galli" - Kaos Edizioni,

"Trame Atlantiche" di Sergio Flamigni - Kaos Edizioni,

"Il quarto livello" di Carlo Palermo - Editori Riuniti,

“Politica, magia  e satanismo”  di Giuseppe Cosco – Edizioni Segno,

"www.Movisol.org www.larouchepac.com” di Lyndon LaRouche.

 

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A PROPOSITO DEI SAVI DI SION

 Alla fine del XIX secolo in Russia l’antisemitismo era un problema  serio, “I Protocolli dei Savi di Sion”, pubblicati nel paese nel 1903 e con contenuto antisemita, erano stati preceduti e seguiti da altri scritti antisemiti d’autori certi o ignoti. I Protocolli furono forse preceduti da una bozza francese, mentre la rielaborazione e l’adattamento all’ambiente russo fu forse opera della polizia segreta russa, con lo scopo di puntellare il traballante potere zarista nei confronti dei movimenti rivoluzionari, dove militavano tanti ebrei, e con lo scopo di contenere lo strapotere economico e culturale ebraico nella vita russa.

Nessun comitato di savi ebrei ne fu l’autore, trattasi di uno dei tanto falsi fabbricati dallo stato o dalla chiesa, il testo è delirante e, a volte, ci  pare di capire che i moderni servizi segreti  sarebbero in grado di farne uno migliore e che sembri meno falso. Comunque, ci sono parti del documento su cui è utile fare delle riflessioni e dei commenti, non bisogna limitarsi solo ad esorcizzare le malefatte.

Gli ebrei sono stati sempre malvisti perché ritenuti responsabili della morte di Cristo, poi perché borghesi arricchitisi, diceva Marx che chi ha il potere economico cerca anche quello politico, cioè l’antisemitismo è stato anche lotta di classe contro ricchi ebrei. La religione si è sempre mischiata alla politica, nazionalismo e lotte religiose hanno avuto anche contenuto sociale; il pericolo ebraico è stato un comodo alibi per unire il popolo e mobilitarlo, lo stato ha espropriato gli ebrei per fare cassa; è successo anche a templari, albigesi, gesuiti, ecc. 

Agli ebrei fu impedito di detenere la terra, che era in mano all’aristocrazia ed alla chiesa, e di accedere agli uffici pubblici, così si arricchirono nel commercio nella finanza, l’usura degli ebrei  fu tollerata dai principi, perché potevano tassare meglio il loro reddito; se erano ricchi, si poteva estorcere loro del denaro, espropriarli, espellerli o metterli a morte, così periodicamente nei secoli gli ebrei, per mettersi in salvo, vagavano da un paese all’altro.

La sorte riservata agli ebrei, in momenti particolari, fu riservata anche ad altre minoranze, il pogrom, spontaneo o istigato dallo stato, può essere anche un affare economico, perché le ricchezze è meno faticoso rubarle o esprepriarle che produrle. Gli ebrei hanno attirato più gelosie perché, quando gli europei erano in maggioranza ancora contadini, loro si votarono al commercio ed al alle  arti liberali, però poi, con un po' di ritardo, anche i popoli cristiani hanno dimostrato di essere in grado di eguagliarli, anche nelle malefatte addebitate solo a loro. Per un cristiano, se un capitalista o un usuraio era visto male, qualora fosse stato ebreo, visto che il cristiano portava nel DNA l’antisemitismo bimillenario della chiesa, lo avrebbe detestato ancora di più.

Comunque, se tra gli ebrei esistevano contemporaneamente rivoluzionari e banchieri, dipendeva dal fatto che essi erano diversi tra loro ma, complessivamente,  uguali al resto dell’umanità; cioè potevano essere belli o brutti, stupidi o intelligenti, onesti o disonesti. Infatti, le persone sono singolarmente diverse,  ma i popoli globalmente si assomigliano, solo con questa premessa si può combattere il razzismo. Questa annotazione dovrebbe essere sufficiente a prevenire l’antisemitismo, almeno per le persone intelligenti, ma non la lotta di classe o la gelosia di classe che è a danno dei privilegiati di tutte le razze.

L’antisemitismo è stato utile agli stati, oltre che per coprire il deficit del bilancio dello stato con le ricchezze loro espropriate, poteva servire anche a mobilitare il popolo per un’impresa impegnativa, come può essere la guerra o la crociata. Negli ultimi due secoli  gli ebrei, considerato il loro numero, sono stati economicamente sovrappesati rispetto ad altri popoli, perciò si sono attirate delle invidie, com’è successo anche ai greci, ai romani ed oggi agli occidentali, rispetto agli islamici ed agli africani.

Gli ebrei sono stati una nazione poi sono diventati una classe di padroni e un partito, con una loro cultura, tuttavia la dispersione non fu una loro libera scelta; oggi, stanchi di scappare, hanno deciso di farsi  un ricovero in Israele. Per quanto riguarda i delitti rituali, addebitati agli ebrei, cioè il sacrificio di bambini, la profanazione delle ostie e l’avvelenamento dei pozzi, dei quali è ricca la tradizione cristiana, non se ne fa cenno nei Protocolli, forse perché gli autori non li hanno ritenuti attendibili.

Il delitto rituale era stato addebitato originariamente agli ebrei dalla chiesa cattolica, ne avevano scritto soprattutto padre Benigni ed alcuni gesuiti,  poi questa credenza si diffuse in tutta l’Europa occidentale e quindi in Polonia, Ucraina e Russia; però gli europei hanno sempre creduto a vampiri, ai sacrifici umani, ai satanisti e ai cannibali, con non erano tutte invenzioni della fantasia,  ed in  guerra si è fatta la peggiore propaganda contro il nemico. L’ossessione antisemita, portato nel DNA da cristiani e islamici, era nata dal fatto che si rimproverava agli ebrei di aver rifiutato la conversione; i cristiani, se Cristo era il loro salvatore, dovevano rimarcare i caratteri negativi dei suoi assassini che avevano respinto la buona novella.

Con queste premesse, con la lotta di classe, con la guerra di religione e con la guerra in genere, praticamente oggi, antisemitismo, antiebraismo, antigiudaismo, giudefobia e avversione per Israele, sono divenuti sinonimi. L’antigiudaismo russo si diffuse nel settecento, anche se gli ebrei russi ed orientali in prevalenza non erano discendenti delle tribù d’Israele, ma dei cazari del Volga, di razza mista caucasica e mongola; i quali, una volta dispersi, si convertirono all’ebraismo ed adottarono la lingua yddish degli ebrei orientali (“La tredicesima tribù “ di Arturo Koestler – Utet Editore).

Gli ebrei non sono una razza pura, anch’essi hanno fatto conversioni e matrimoni misti, non sono una nazione, la quale però si può sempre inventare, come sono state inventate le altre da governi centralisti; non sono una religione, perché tra loro esistono anche atei, non sono una cultura precisa, perché sono cosmopoliti anche se non per libera scelta; però tra loro esiste solidarietà e somigliano ad un partito costituitosi per l’autotutela, com’è per tutti i partiti. Il regno di Cazaria, per la ragione di stato, volendo adottare una forma di monoteismo, aveva adottato l’ebraismo, per contrapporsi al cristianesimo ortodosso dei russi e di Costantinopoli e per contrapporsi all’Islam che aveva passato il Caucaso e minacciava la Cazaria; però, all’arrivo di Gengis Khan, il regno si disgregò ed i cazari si dispersero in Europa orientale; oggi nel mondo questi ebrei sono più numerosi di quelli di origine sefardita spagnola, nordafricana e mediorientale.

Questi ebrei cazari erano esperti nell’artigianato e nelle armi, poi in Europa orientale divennero influenti nei commerci e nella cultura, perciò erano stati ospitati volentieri dai potenti di Polonia, Ungheria, Ucraina e Russia. In Europa orientale gli ebrei cazari parlavano l’yddish, come fosse una lingua segreta, sconosciuta alla massa dei russi, anche per questo i fedeli cristiani ed il clero cristiano li vedevano con sospetto.

In Europa occidentale gli ebrei sefarditi d’origine spagnola, grazie alla cabala, per difendersi, svilupparono l'esoterismo e lo spirito settario e la segretezza; con queste premesse, nel 1700 entrarono anche nella massoneria moderna inglese. Però il culto della segretezza è stato coltivato anche dagli stati, che hanno inventato diplomazia parallela e segreta, servizi segreti e segreti di stato, è stato coltivato  dalle sette, dalla criminalità, dalle società segrete, dai partiti perseguitati, dai partiti rivoluzionari e dai partiti extraparlamentari. Prima della massoneria, sette segrete e corporazioni esoteriche esistevano anche in  Egitto ed a Roma, nel 1700 la massoneria speculativa  nacque in Inghilterra per opera di notabili inglesi e non di ebrei

In questa logica gli ebrei, poiché malvisti, si abituarono a sentirsi separati dal contesto sociale in mezzo al quale vivevano, anche prima di essere chiusi nei ghetti; si radunavano, pregavano, facevano dibattito e cultura in segreto. I primi scritti russi contro gli ebrei risalgono alla fine del XVIII secolo e si svilupparono nel secolo successivo, vi si accusavano ebrei e massoni d’essere complici, si denunciava il complotto degli illuminati di Londra contro trono e altare; il capo del governo inglese, Disraeli, era ebreo, Francia e Russia erano nemiche dell’Inghilterra; così nacquero, fabbricati dalla polizia segreta zarista, i Protocolli contro  gli ebrei.

Si diceva che esisteva  un governo segreto ebraico mondiale, che gli ebrei erano uno stato nello stato, oggi la stessa cosa si dice però della mafia, della massoneria e della chiesa; si diceva che il Talmud era anticristiano e conteneva la dottrina segreta degli ebrei; questo paventato complotto ebraico alla fine servì per la costruzione dei Protocolli dei Savi di Sion. I complotti sono sempre esistiti dove esistono il potere e gli interessi economici e dove gli stati si fronteggiano, i complotti si fanno con alleanze, tradimenti e assassini; portano alle  rivolte, alle congiure, alle rivoluzioni ed alle guerre, hanno favorito gli assassini di capi di stato, di  governo e di papi.

E’ assurdo vedere gli ebrei sempre come unico capro espiatorio, perché sono uomini come gli altri, infatti, anche in mezzo a loro esistono i furbi; se ancora oggi esiste un’élite e un potere occulto mondiale che trama, ne fanno parte, oltre alcuni ebrei, eminenti cittadini occidentali, circoli della chiesa, notabili cinesi, giapponesi e islamici.  Gli ebrei hanno i vizi degli altri, mentre gli antisemiti, con la propaganda, sembrano accreditare la tesi  che certi  vizi li abbiano solo loro, ma questo si chiama razzismo.

La realtà del delitto rituale fu sostenuta nel 1803 in Russia dal monaco Ciro Macario, la credenza nei delitti rituali dei bambini  era stata importata in Russia dai paesi cattolici, come la Polonia e l’Ucraina; in precedenza questi delitti erano stati pubblicizzati in Italia dalla rivista dei gesuiti  “Civiltà Cattolica” e da padre Uberto Benigni, che dirigeva un servizio di spionaggio per il Vaticano. Bisogna capire come lavorano i servizi segreti, fanno attività illegali precluse al resto della pubblica amministrazione, cioè stampano documenti personali falsi, banconote estere false, trafficano in droga per autofinanziarsi, stampano altri documenti falsi e fanno disinformazione e complotti, rappresentano il volto oscuro degli stati.

Nel  1844 Ljutostanskij  pubblicò in Russia un libro sull’uso del sangue dei bambini cristiani, da parte degli ebrei, ai fini religiosi e rituali, questo libro incontrò i favori dello zar Alessandro III (1881-1894), che era personalmente antisemita e riteneva che la morte di questi bambini avesse veramente carattere sacrificale. Nell’antichità nella terra di Canaan, l’attuale Palestina, come in altre parti, si erano praticati i sacrifici dei bambini, oggi si dice che questi sacrifici siano praticati dai satanisti, che però, sono di tutte le razze.

Come Alessandro III, anche Dostojevskij era antisemita e non amava gli ebrei, alla sua epoca l’idea del complotto mondiale ebraico si diffondeva. Questa idea del complotto mondiale, esclusivamente ebraico, è arrivata fino a noi; in realtà, un complotto a vantaggio dei soli ebrei non potrebbe riuscire, invece un Nuovo Ordine Mondiale, cioè il governo unico autoritario mondiale, a favore dell’oligarchia di tutto il mondo, potrebbe riuscire. Nel 1874 Osman Bey (1836-1901), inglese convertitosi all’Islam, era in Russia, sotto la protezione dello zar Alessandro II, odiava il governo inglese dell’ebreo massone Disraeli e gli ebrei in generale e faceva propaganda contro di loro; Disraeli era un ebreo d’origine veneziana e si era convertito al protestantesimo.

In questo clima incubarono i Protocolli nella loro edizione definitiva del 1903, lo zar Alessandro III era alleato della Francia e nemico dell’Inghilterra, Londra era il centro della massoneria liberale che sosteneva gli Hannover/Windsor, perciò è probabile che i servizi segreti francesi avessero collaborato con quelli russi  nella stesura dei Protocolli dei Savi di Sion. Nel 1881 lo Zar Alessandro II morì assassinato (sono stati tanti i re, i papi e i capi di governo assassinati, perché in passato non c’erano le libere elezioni per cambiare il governo); per la morte dello zar  si parlò di congiura nichilista dell’Alleanza Israelita e di complotto della massoneria e degli ebrei contro lo zar.

Quando furono pubblicati i Protocolli, si disse che erano documenti segreti, trafugati ai savi ebrei, cioè ai dirigenti ebrei,  e che contenevano il piano  per un complotto mondiale, perciò Dostojevskij  si pronunciò contro l’impero mondiale ebraico, altri russi affermavano e che la massoneria era diretta da una società segreta ebraica, in realtà gli elementi inglesi non mancavano; oggi la massoneria inglese, che dirige la massoneria mondiale, dipende dal duca di Kent, imparentato con la regina Elisabetta II d’Inghilterra.

Forse la prima bozza dei Protocolli fu compilata nel 1897 dalla polizia segreta parigina, con l’aiuto del falsario russo Golovinskij, che si trovava a Parigi, poi il documento definitivo fu pubblicato in russo nel 1903; comunque, nel 1934 il tribunale di Berna, nel corso di un processo, stabilì che i Protocolli erano un falso. L’idea del complotto ebraico era stata mutuata dall’antico profetismo ebraico, cioè dalle loro scritture, che, quando il paese era calpestata dallo straniero, avevano annunciato il riscatto d’Israele, fino a farne il centro del mondo.

Questo dossier russo parlava di un governo occulto ebraico e conteneva il progetto di un governo mondiale totalitario ebraico, inoltre denunciava il collegamento tra sionismo o nazionalismo ebraico e la massoneria;  con la guerra civile e la caduta dello zarismo nel 1917, i bianchi zaristi esuli, che erano antisemiti, fecero conoscere i Protocolli in Europa occidentale; questi zaristi bianchi parlavano di complotto ebraico, però il loro antisemitismo dipendeva anche dal fatto che tanti dirigenti bolscevichi erano ebrei, vicini a Lenin, anche se poi furono liquidati da Stalin. I bianchi denunciavano il potere giornalistico, finanziario e politico degli  ebrei, che, aggiungevano, avevano trasferito la loro centrale da Londra negli Usa.

Accusavano gli ebrei di satanismo, dicevano che la lotta al bolscevismo e all’ebraismo fosse la stessa cosa, in fondo anche Mussolini, a scopo propagandistico, disse che il bolscevismo era la vendetta dell’ebraismo contro il cristianesimo; in realtà gli ebrei benestanti, gli unici che possano fare complotti, sono soprattutto di destra. Per gli antisemiti, le scritture ebraiche avevano tre significati, uno letterale, uno allegorico ed uno occulto, gli ebrei coltivarono in segreto la loro cultura ed i loro libri, perché malvisti dai cristiani; l’istinto alla segretezza aiutò quelli di loro che scelsero i fare i cospiratori.

Si prese a dire che gli ebrei erano un potere separato ed uno stato nello stato, si disse che  anche la massoneria era uno stato nello stato, poi si usò questa definizione anche per la mafia. Gli ebrei erano accusati di sostenere il potere operaio, di volere la separazione tra stato e chiesa, di tramare contro il trono e l’altare, di preparare la rivoluzione, per la scristianizzazione dell’Europa; in questa tesi, zaristi e integralisti cattolici, soprattutto gesuiti,  concordavano.

Nel 1861 in Russia fu abolita la servitù della gleba, i populisti, cioè il partito dei contadini russi, che  poi  prese il nome di partito socialrivoluzionario, dopo la libertà reclamava anche la terra, perciò la nobiltà terriera russa, che non voleva essere espropriata, denunciava un complotto mondiale ebraico-massonico contro di essa; in quel momento però, gli ebrei erano borghesi e volevano trafficare e non volevano la terra, il bolscevismo fece chiarezza sulle vere intenzioni dello stato, collettivizzando le terre espropriate.

Il russo Pavolaki Krusevan scrisse qualche cosa sul programma di conquista ebraico, diceva che dal tempo di Salomone i capi del popolo ebraico avevano deciso di sottomettere tutta l’umanità al regno di Davide, perciò gli ebrei della diaspora si erano messi a fare propaganda rivoluzionaria per distruggere i regni e la cristianità. Per Krusevan l’ebraismo sarebbe il serpente, cioè il Satana dell’Apocalisse di Giovanni, diceva che alla fine del XIX secolo la  testa del serpente, cioè i Savi, quelli che tramano, si trovava a Pietroburgo, poi si sarebbe diretta  verso Gerusalemme, dove sarebbe rinato un regno mondiale senza fine.

I Protocolli dei Savi di Sion, un falso senza autore riconosciuto, afferma che i dirigenti ebrei esaltano la violenza, che fanno i propri interessi, che per loro il diritto starebbe nella forza, che gli ebrei con l’oro si sostituiscono ai vecchi governanti, che governano con l’astuzia e che per loro il fine giustifica i mezzi. In realtà, sono tante le persone di successo, di tutte le razze, che hanno applicato questi principi.

I Savi  dicono: “Il popolo trasforma l’idea di libertà in anarchia, l’ipocrisia e l’astuzia è la regola del governo, per raggiungere i propri disegni di potere non bisogna fermarsi davanti alla corruzione, all’inganno, al tradimento ed alle trame”.

Non c’era  bisogno degli ebrei per sostenere queste cose e nemmeno di Macchiavelli. Questi passi sembrano in contrasto con l’idea dei russi che vedevano gli ebrei come rivoluzionari, nichilisti e antizaristi, però sono coerenti con l’antisemitismo che è diventato di destra e di sinistra.

I  Savi continuano: “La libertà, l’eguaglianza e la fraternità distruggono le basi dello stato, un giorno gli ebrei daranno vita  ad una nuova aristocrazia;  con il denaro si possono cambiare i governi con altri governi o si possono sostituire con un’organizzazione internazionale, con il denaro si può condizionare la stampa”.

Queste cose le sanno anche gli altri e non solo i dirigenti ebraici, la democrazia è effettivamente una farsa.

Continuano i Savi:  “Il collasso degli stati è vicino, perché gli ebrei hanno  contrapposto un partito all’altro, armando tutti i partiti”.

Le gare oratorie dei chiacchieroni parlamentari non attirano più nessuno, gli autori ci ricordano che i potentati hanno il costume, ancora oggi, di finanziare tutti i partiti, anche se apparentemente contrapposti tra loro.

Gli autori sconosciuti affermano: “Bisogna spingere le folle contro la vecchia classe dirigente; poiché il popolo è sempre alla ricerca di una guida, disgustato dalla politica e dalla religione, si ribellerà e ci aiuterà a prendere il potere. Per arrivare ad una nostra forma di supergoverno, bisogna seminare lo sconcerto nell’opinione pubblica, dando spazio a tutte le opinioni contraddittorie e seminando la discorda nei partiti”.

A tale riguardo, bisogna ricordare che la polizia zarista mal digeriva la libertà di stampa e d’opinione.

“I Savi invitano gli ebrei a mettere le mani sulla terra degli aristocratici, con l’aiuto delle banche che   favoriscono  l’indebitamento e poi l’esproprio  delle terre per insolvenza”.

Oggi in Usa queste cose accadono a vantaggio delle finanziarie agricole della chiesa cattolica, la quale in Italia controlla tutte le banche, parlamento e opposizione; comunque, la proprietà della terra  è passata di mano anche con la conquista. Che il credito fondiario possa essere utilizzato per espropriare la terra dei piccoli contadini morosi è cosa vera, però gli agenti segreti, autori dei Protocolli, hanno il torto di affermare che solo gli ebrei hanno fatto di queste speculazioni, molto simili agli accaparramenti di guerra. Oggi in USA alcune finanziarie agricole, con il credito fondiario, fanno proprio questo; grande proprietaria di terra in America è la Chiesa cattolica che è il primo latifondista anche in Argentina, Australia, Italia e Spagna.

Continuano i Savi: “Come l’industria ha spremuto l’agricoltura, noi, con il credito, spremeremo l’industria”.

La borghesia cittadina, di tutte le razze, all’inizio si arricchì a spese della campagna, già spremuta dall’aristocrazia assenteista; da ricordare che borghesia viene da borgo.

Continuano i Savi: “Le nostre scuole superiori prepareranno giornalisti e amministratori, ai quali  affideremo posti di responsabilità nei gangli vitali dello stato”.

Queste cose le hanno fatte tutti i partiti e i circoli che contano, di tutte le razze,  perciò non solo  gli ebrei.

“Per condurre una guerra o una rivoluzione occorrono soldi e i soldi li abbiamo noi ebrei”. Effettivamente le rivoluzioni si fanno con  soldi, però questi denari sono arrivati anche da stati esteri che avevano interesse ad alimentare alcuni conflitti interni in altri paesi.

Continuano i Savi: “Abbiamo introdotto il principio della maggioranza, con il quale però il popolo non si può esprimere realmente, perciò alla fine, deluso, si rivolgerà a noi; abbiamo infettato lo stato  con il veleno mortale del liberalismo e con la costituzione, generatori di discordie e di liti sterili che condannano all’impotenza e all’inazione”.

Effettivamente la democrazia è una macchina piena di difetti, qui, comunque, pare abbastanza chiaro chi sono gli autori dei Protocolli, cioè dei zaristi contrari alle riforme democratiche da loro addebitate ai soli ebrei.

Continuano i Savi: “Abbiamo sostituito i re con i presidenti della repubblica, scegliendoli con delle  macchie, per ricattarli  e spingerli a fare quello che vogliamo, poi introdurremo la repubblica presidenziale e aboliremo la costituzione”

Spesso, in politica ed in commercio, per condizionare gli amministratori,  è necessario concedere loro dei privilegi, perché la maggior parte degli uomini si vende, e servirsi del ricatto; le persone oneste e capaci, se poste ad amministrare, sarebbero un grave pericolo per chi trama; pensate che rischio sarebbe mettere una persona onesta, equa ed immacolata in una commissione di concorso in cui i vincitori sono già predeterminati in partenza o metterli a capo di un’industria che vuole inquinare e vuole evadere le tasse. Purtroppo è anche vero che quando il popolo è stanco delle chiacchiere della democrazia, si volge verso la dittatura e reclama l’uomo forte, però questa evoluzione è prevista, calcolata e, a volte, sollecitata, dall’oligarchia, della quale fanno parte non solo gli ebrei.

Continuano gli autori: “La stampa e l’informazione devono essere imbrigliate con la censura, le imposte e le sanzioni”.

Gli autori si sono dimenticati di aggiungere che l’informazione di stampa e televisiva si può condizionare anche con la pubblicità, con la proprietà delle testate e con le sovvenzioni pubbliche e private.

Continuano i Savi; “Gli scrittori dovranno dipendere tutti da noi  e chi vorrà scrivere contro di noi non  troverà editori disposti a stampare i loro libri o i loro articoli”.

Credo che queste cose accadano ancora oggi nella nostra cosiddetta “democrazia”; si dice che l’editoria non può rischiare con nomi nuovi, perciò pubblica nomi noti e i nomi di persone ai quali non si può dire di no, cioè sostenuti da qualcuno, è propria strana questa libertà di stampa. Certi autori coraggiosi, che hanno subito l’ostrascismo dai grandi editori, hanno potuto trovare asilo solo nelle piccole case editrici o hanno pubblicato le loro opere a loro spese. Va anche aggiunto che lo stato Italiano, definito democratico dai suoi propagandisti, con la legge sulla stampa, con i reati d’opinione e di diffamazione, con i finanziamenti all’editoria e con l’albo dei giornalisti, agisce da filtro sulla libertà d’informazione e la condiziona; infine, la chiesa ha una lunga tradizione in materia di censura.

Continuano gli autori: “Il nostro governo sarà direttamente o indirettamente proprietario della maggioranza dei giornali, i quali però conterranno le opinioni più contrastanti, così la gente crederà di andare dietro al vessillo del suo partito, invece tutti verranno dietro a noi”.

 La libertà di stampa è una burla come la democrazia e la sovranità popolare.

“Ammetteremo nel novero degli scrittori solo le personalità ricattabili, così non potranno scrivere niente contro di noi”.

Queste cose successone anche nel governo e nelle grandi società, alcuni  giornalisti sono giornalisti d’influenza non disinteressati, a favore di potenze straniere; non esiste un dipendente più fedele e controllabile di un uomo ricattato e riempito di privilegi. In Italia i giornalisti sono sponsorizzati e d’area.

I Savi continuano: ”Aumenteremo a tal punto la disistima verso il governo, che il popolo preferirà la dittatura alla democrazia, poi, arrivati al potere, giustizieremo gli oppositori e scioglieremo tutte le società segrete, anche quelle create da noi”.

Lo sbocco naturale di chi ha preso il potere assoluto, dopo aver armato un partito segreto,  è quello di abolire tutti i partiti, segreti o meno che siano; in fondo, per chi desidera l’unità e il centralismo politico, tutti i partiti sono sette che si oppongono allo stato. La politica di Stalin seguì proprio questo iter.

Continuano i Savi: “Prima della loro abolizione, tutte le logge massoniche saranno sotto la direzione dei nostri savi, mentre la nostra polizia segreta, con il pretesto della sovversione, potrà procedere  contro tutti quelli che ci danno fastidio”.

Alla guida delle logge sono stati aristocratici, membri del clero e borghesi, non solo ebrei; interessante il rilievo che afferma che, con la scusa della sovversione, si possono perseguire i partiti avversi, è accaduto anche in democrazia; in Italia se la sono presa, in regime cosiddetto “democratico”, anche con gli evangelici e con i testimoni di Geova.

“Cambieremo il personale dello stato e con i trasferimenti renderemo  docile il personale, così, chi desidera rimanere al suo posto, dovrà sottomettersi a noi”.

Gli autori hanno scoperto l’acqua calda, anche oggi nelle banche e nella pubblica amministrazione si usano i trasferimenti di personale a tal fine,  però i trasferimenti si fanno anche per clientelismo, essenziale in una repubblica dei favori.

“I nostri giudici non dovranno essere indipendenti, ma personale esecutivo del governo, dovranno limitarsi ad applicare la legge”.

L’indipendenza della magistratura è stata sempre una burla, salvo eccezioni personali, i giudici ricattano il governo e i partiti; dall’unità d’Italia al 1945 la magistratura italiana dipendeva dall’esecutivo, oggi in Francia la magistratura dipende dall’esecutivo, la Corte di Cassazione è nata per cancellare le sentenze scomode per lo stato.

Continuano i Savi: “Quando il re d’Israele regnerà sull’Europa sarà anche il capo del mondo intero, perché l’Europa è il centro de mondo”.

Però, morto il colonialismo e sviluppatisi altre economie,  l’Europa oggi non è più il centro del mondo; le varie mafie mondialiste non sono disposte ad essere sottoposte all’Europa, mo sono disposte ad essere cooptate in un governo mondiale, a detrimento della libertà e della sovranità dei popoli. 

“Noi Savi sceglieremo i docenti universitari e li metteremo alle dipendenze del governo, le materie politiche saranno insegnate solo ad alcuni laureati, selezionati tra i nostri iniziati; escluderemo  dall’insegnamento tutte le materie che possono turbare l’opinione pubblica, perché bisogna allevare  cittadini  ubbidienti alle autorità”.

Tutte le dittature sanno che bisogna controllare l’istruzione, però anche le cosiddette “democrazie” hanno subdolamente interferito nell’educazione fornita dalle scuole pubbliche o private, con lo scopo di creare un tipo di cittadino; la pubblica istruzione può essere dannosa perché omologa e riduce l’originalità degli individui.  Nelle scuole si è falsificata la storia, che è stata messa al servizio dei partiti vincenti, la storia contemporanea è stata adattata alle esigenze propagandistiche della classe che ha trionfato nel conflitto e dello stato; stesso ragionamento vale per materie come filosofia, economia e religione.

Complessivamente, mancando in Italia un vero stato ed uno stato autorevole, la scuola è  diventata la culla anche di una cultura di massa omologante, cioè non ha certo favorito lo sviluppo della personalità e del libero pensiero.  La più grossa bestemmia per un libero pensatore è la cultura di massa e la militanza in un partito.

Dicono i Savi: “Riscriveremo la storia, cancellando gli avvenimenti passati  che non desideriamo ricordare”.

Questo programma è stato attuato da tutte le dittature e da tutte le democrazie, la storia la scrivono i partiti vincitori; nessuno stato nato dalla guerra, dalla rivoluzione o dalla resistenza, può insegnare ai propri studenti a vergognarsi del loro stato, altrimenti i sudditi potrebbero scappare dai recinti dello stato e rifiutarsi di farsi mungere; lo stato è una società segreta nata per riscuotere le tasse, in cambio di una generica protezione concessa al cittadino.

“Noi Savi lavoriamo per la rovina del clero e dell’aristocrazia, fino alla disfatta del cristianesimo”. E’ una perla per dimostrare falsamente la mano ebraica sullo scritto, gli ebrei erano accusati d’essere anticristiani e, come rivoluzionari, contro lo zar e lo stato; nel 1800 gli ebrei sono stati accusati di lottare contro trono e altare, perché erano classe colta e perciò poterono elaborare le tesi democratiche e liberali, malviste dagli agenti zaristi d’antica fede. Lo viluppo successivo della cultura e del benessere in tutti gli europei, ha favorito la secolarizzazione dell’Europa, a detrimento della credulità religiosa e politica.

Continuano gli autori: “Il nostro re di Giudea prenderà il posto del papa,  prima però, con la critica religiosa, distruggeremo le chiese cristiane e favoriremo gli scismi”.

Ancora una volta è messo in risalto l’anticristianesimo degli ebrei, però gli scismi religiosi sono nati anche dalle lotte politiche e d’interesse all’interno della chiesa e tra principi; le eresie cristiane sono state mozioni di minoranza di partiti perdenti; infatti, spesso non sono più illogiche delle tesi vincenti; è sicuro però che alcune riflessioni intelligenti sulla bibbia e su Cristo siano state anche influenzate da dotti ebrei, così questi si procurarono altro odio da parte della chiesa.

Continuano i Savi: “La nostra polizia segreta ci farà conoscere tutto della vita della nazione e un terzo dei nostri sudditi terrà d’occhio per noi la rimanente popolazione”.

La chiesa e Stalin hanno dato il via a questo programma, in Italia pare che siano stati schedati tutti gli italiani, la chiesa ha schedato tutti i suoi preti e attraverso loro controllava i cittadini. L’America, nata liberista, introdusse il monopolio statale sulla posta per spiare la posta dei suoi cittadini, poi, in tutti gli stati cosiddetti “democratici”, sono nate le intercettazioni telefoniche, le intercettazioni su  Internet e quelle fatte dal satellite spia Echelon; dicendosi a favore della privacy, lo stato “democratico” si è fatta burla dei suoi cittadini.

Continuano gli autori: “Tratteremo i criminali politici peggio di quelli comuni”.

Vari regimi autoritari hanno trattato i criminali politici peggio di quelli comuni, quest’anomalia  si è verificata anche nei gulag staliniani.

“Noi ebrei ridurremo le imposte, però, prima di prendere il potere, useremo il problema fiscale per  agitare la plebe”.

E’storicamente accertato che la pressione fiscale troppo alta ha favorito alcune rivoluzioni, dietro le tasse opera una camarilla sfruttatrice che ha la proprietà dello stato.  Lo stato è un’impresa economica occulta molto profittevole per chi la possiede, lo stato è nato per riscuotere le tasse, in cambio di una generica protezione accordata ai cittadini; per abolire lo stato, è sufficiente abolire le tasse, infatti, tutte le società si sciolgono quando l’oggetto sociale non si può più raggiungere.

“Noi ebrei abbiamo accumulato enormi capitali, mentre gli stati sono stati costretti ad indebitarsi con noi, così ora i governanti sono costretti a chiedere l’elemosina ai nostri banchieri; per rimborsare debito e interessi, aumentano le tasse, però il debito non diminuisce, perciò il potere di questi signori primo o poi dovrà crollare”.

Sembra di leggere anche la storia del debito dello stato italiano, ancora oggi esiste il problema del debito interno usuraio, di banche o meno, e del debito estero a vantaggio d’istituzioni bancarie internazionali che, ricordiamolo, appartengono a persone, cioè alla crema della società umana, ebrei, cattolici (in pratica la chiesa), protestanti e islamici,  bianchi, cinesi o giapponesi.

“Per rimborsare i debiti esteri, lo stato prende gli ultimi spiccioli dalle tasche dei poveri, cosicché tutte le ricchezze finanziare finiscono nelle nostre tasche; senza accorgersene, tutti i cittadini del mondo ci pagano un tributo di sudditanza, sotto la forma d’interesse sul debito”. 

Non bisogna dimenticare che denaro e finanza non sono veri valori, perché sono beni strumentali attraverso i quali si controllano i governi, stati e le famiglie; per mezzo loro, si possono acquisire i veri beni, cioè beni reali come la terra, industrie e servizi strategici, palazzi prestigiosi, opere d’arte, oro e pietre preziose. Il debito estero dei paesi poveri è ancora un problema attuale, il cac can sulla remissione del debito estero è ispirato dalla banche creditrici che non riescono a recuperare i crediti esteri; però nel credito esistono anche le insolvenze, l’Inghilterra del rinascimento non ha mai rimborsato i debiti contratti con i banchieri italiani. Ritengo che l’oligarchia usi il debito per rendere schiavi o tributari persone e paesi, usa la finanza per acquisire potere e accaparrare beni reali, denaro e finanza sono solo fumo e beni strumentali idonei a  raggiungere i veri beni.

“Gli stati, per pagare gli interessi e le rate dei prestiti, contraggono  nuovi prestiti”.

Le classi dirigenti del terzo mondo hanno acceso debiti esteri per comprare armi e beni voluttuari per loro, parte del denaro lo hanno depositato a loro nome all’estero, mentre al loro popolo è rimasto solo  il debito da rimborsare.

Continuano di Savi: “Le basi di questo piano di conquista del mondo, per via pacifica,  furono poste nel 929 a.c. da re Salomone; il serpente simbolico, che rappresenta la nazione ebraica, chiuderà le sue spire su tutta l’Europa e poi, per mezzo di questa, su tutto il mondo”. 

I profeti ebraici, che scrivevano alcuni libri biblici, durante la diaspora a Babilonia ed altrove, prostrati e avviliti dalla loro condizione d’asservimento allo straniero, sognavano, delirando, un riscatto nazionale per mezzo di un Messia che avrebbe  fatto di Gerusalemme la capitale del mondo.

Gli antisemiti si riferiscono a questi sogni di rivincita di profeti morti da oltre due millenni; anche i romani della decadenza, sotto i germani, hanno avuto di questi sogni, che poi sono stati adottati anche dal gerarca romano, cioè dal papa. Sono tanti i paesi e le persone che hanno avuto sogni di grandezza millenaria o di millenarismo, soprattutto quando erano caduti in basso, gli ultimi ad avere avuto questi sogni di dominio sono stati i tedeschi ed oggi li hanno  i musulmani; questi sogni sono nati con il pangermanesimo, il panslavismo e il panarabismo.

Continuano i Savi: “Poiché ci sono uomini potenti che corrono dietro alle donne, non forniremo loro denaro per averle e direttamente donne, in tal modo li pieghiamo ai nostri interessi”.

Queste cose avvengono tutti i giorni, l’élite mondialista, che non è fatto solo d’ebrei, usa questi metodi, perché certi uomini si possono condizionare solo con danaro, privilegi e sesso; l’attività delle lobby non è sufficiente da sola per il varo di leggi di favore; naturalmente, l’élite deve anche scegliere gli elementi giusti da mettere al potere, purtroppo, il popolo non ha nessun potere d’indirizzo.

Val la pena di ricordare che donne avvenenti sono state usate anche dai servizi segreti, hanno fatto la spia perché con il sesso si può ricattare, si può fare politica, si può fare carriera e si può condizionare. Come si sa, tutti i servizi segreti sono nati per compiere anche operazioni illegali, all’interno o all’estero; non parlo solo di CIA, KGB o Mossad, queste cose sono capaci di farle anche i servizi italiani, francesi e inglesi.

Dicono i Savi: “Il Serpente ha già favorito la caduta di Grecia, Roma, Spagna, poi è passato per Londra e Berlino, dal 1880 la testa del serpente è a Pietroburgo, per preparare la rivoluzione in Russia, poi sarà la volta di Costantinopoli, l’ultima tappa sarà Gerusalemme, capitale del nuovo impero mondiale ebraico”.

Oggi la testa del serpente è a Londra, dove l’oligarchia mondialista di tutto il mondo, fatta da aristocrazia, finanza, chiesa, mafie vuol realizzare un governo mondiale autoritario, gli ebrei non possono essere il solo capro espiatorio. Lo stato d’Israele è nato per dare un ricovero agli ebrei, perseguitati da tutti i popoli, a turno nel corso di tremila anni e poi dispersi; però gli ebrei sono arrivati fino a noi grazie alla loro religione, altri popoli, nelle loro stesse condizioni si sono estinti; la storia insegna che gli stati sono stati sempre molto duri con i popoli che li avevano combattuti o che li avevano ostacolati nel loro disegno d’egemonia.

Dicono i Savi ebrei: “Gli ebrei sono figli di Dio e sono destinati a possedere il mondo in un regno invisibile, mentre il resto degli uomini devono essere loro schiavi; gli ebrei non  devono unirsi in matrimonio con le altre razze”.

Lo spirito d’elezione degli ebrei, di fronte a Dio, è stato sempre rinfacciato loro dai cristiani, assieme al loro rifiuto di mischiarsi agli altri popoli, di avversare le altre religioni e i costumi degli altri popoli e di rifiutare i matrimoni misti. Questo tipo di razzismo ebraico, a sfondo messianico-religioso, è stato spesso rimproverato agli ebrei, però anche gli altri popoli avevano e hanno pregiudizi verso gli stranieri, a causa dei loro costumi;  quante cose, che meriterebbero una censura, hanno detto le religioni!  Di fatto gli ebrei, in  barba alla religione e ai profeti, si sono mischiati sessualmente con gli altri popoli, soprattutto negli ultimi due secoli ed hanno fatto proselitismo presso altri popoli, soprattutto all’inizio, poi furono bloccati dalla chiesa cattolica.

Continuano gli autori; “Ogni ebreo del mondo deve prestare sostegno ai propri compatrioti, l’antisemitismo, disperdendo gli ebrei, ne ha favorito la loro alleanza e loro solidarietà mondiale, per creare  un trono saldo per Sion; per noi il  migliore governo è quello repubblicano, che offre piena libertà d’azione ad anarchici e socialisti, che sono nostri agenti”.

Qui è evidente il tifo degli agenti estensori dei Protocolli per la monarchia e l’avversione per la repubblica e le rivoluzioni, da loro presentate a sole tinte ebraiche. Gli ebrei dispersi, con le loro associazioni si sono aiutati reciprocamente e si sono fatta assistenza, cioè hanno fatto anche del clientelismo, del favoritismo e del nepotismo, come sono stati abituati a fare tutti i partiti e i papi.

“Abbiamo infiltrato  nostri agenti in tutti i partiti che perciò, anche se apparentemente ostili l’un l’altro, seguono tutti le nostre direttive, anche l’aristocrazia è stata contagiata dalle nostre idee liberali”.

Gli zaristi sapevano che i dirigenti ebrei, nella massoneria o dei partiti, collaboravano, con aristocratici e borghesi d’area cristiana o deista; la  tecnica d’infiltramento è ben conosciuta dalla polizia segreta di tutti i paesi ed è  ampiamente praticata da essa. I centri di potere tendono a collaborare, quando non ci riescono si scontrano, naturalmente sempre per interesse; della camarilla fanno parte cristiani, ebrei, musulmani, indiani, cinesi, giapponesi, ecc.

Da un Verbale di  una riunione tenuta dai capi del sionismo, di un autore russo anonimo, stiamo parlando di un altro falso, si legge: “La libertà è sbagliata e produce l’indisciplina del popolo, la nostra forza sta nel capitale finanziario; dobbiamo far sviluppare il germe della corruzione e dell’anarchia, in modo che la massa abbatta i governi precedenti; le democrazie, a causa dei dissidi interni, vanno incontro all’autodistruzione”.

Anche qui è evidente la mano della polizia segreta zarista, contraria alla democrazia ed al germe della rivoluzione.

“ La speculazione fa aumentare i prezzi e i debiti fanno aumentare le insolvenze, perciò i debitori  sono espropriati della terra e d’altri beni a nostro vantaggio; bisogna mettere contadini e operai contro i padroni, paralizzare la polizia, così il popolo si lamenterà per la generale impunità e si rivolgerà  a noi per l’instaurazione della repubblica”.

Gli autori dicono che il disordine era creato ad arte per favorire la rivoluzione contro lo zar, è più facile supporre che questo machiavellismo sia stato opera di servizi segreti stranieri; gli ebrei sono divenuti comodo capro espiatorio, un nemico esterno capace anche di riunire e di favorire il nazionalismo e  un disegno di potenza; ieri è accaduto in Germania e oggi sta accadendo nell’Islam.

“La nostra speculazione deve spremere commercio e industria, dopo che queste  hanno spremuto l’agricoltura; gli ebrei che si sono battezzati cristiani non ci hanno traditi, polizia e governanti sono sotto l’influenza di nostri agenti”.

Spagna appena unita, nazisti, comunisti e gesuiti, diffidavano anche degli ebrei convertiti, perciò volevano la purezza di sangue non ebraico per i loro seguaci; è un fatto che, quando iniziò lo sviluppo delle città e dell’industria, la borghesia cittadini si arricchì alle spalle dei contadini della provincia, queste cose si sono ripetute in Russia e i tutti i continenti; inoltre, in campagna la proprietà della terra era spesso concentrata e preclusa agli ebrei, anche a quelli arricchiti nei commerci.

“Al governo sono  nostri agenti, sono tali anche quelli che alzano la voce contro di noi, l’antisemitismo ha sempre colpito solo la truppa ebraica e non i capi, tutti i partiti sono nelle nostre mani perché siamo noi che forniamo loro i mezzi economici”.

Bisogna affermare che la mafia esiste perché politica, polizia e magistratura lo permettono o sono collusi con mafia e poteri occulti collegati, gli autori anonimi denunciano il costume di infiltrare  agenti provocatori, che servono lo stato o un partito.

“La costituzione è una finzione, noi ebrei abbiamo concorso a distruggere l’aristocrazia e la proprietà fondiaria, a vantaggio della finanza; la fame del popolo e i debiti favoriscono il dominio del capitale finanziario”.

Concordo sulla costituzione, spesso vanificata da leggi ordinarie anticostituzionali e dalla prassi di governo e della polizia; lo scritto è nato  in epoca rivoluzionaria e gli autori cercano di esorcizzare la rivoluzione.

“In quasi tutto il mondo, la professione medica e farmaceutica è nelle nostre mani, chi è caduto nelle nostre mani non se ne può più allontanare; con la corruzione, i dittatori sono stati messi al potere da noi, l’unione di tutti i popoli avverrà sotto il nostro dominio”.

E’ una disamina spietata della democrazia, delle lobby e dei centri di potere, verso i quali gli autori zaristi hanno avversione; dopo la rivoluzione francese e l’uscita dai ghetti, mentre la maggior parte degli europei erano contadini e in piccola parte aristocratici ed ecclesiali possessori di terre, nel 1800 gli ebrei si diedero al commercio, alla finanza ed alle arrti liberali;  prima del nazismo, a Vienna il 50% dei medici erano ebrei, mentre gli ebrei residenti erano solo il 10%. Il cancelliere Bismarck (1815-1898) era antisemita, ma il suo banchiere di fiducia era ebreo.

“Alcuni sono pedine inconsapevoli del nostro gioco, abbiamo abituato la gente a pensare che non è importante il contenuto delle cose, ma solo il nome di chi lo scrive, a credere alla costituzione e al suffragio universale, anche se la maggioranza dei politici è da noi guidata; l’informazione deve essere sotto il nostro controllo”.

Effettivamente la democrazia e l’informazione sono delle farse, però non solo a vantaggio degli ebrei, ma di tutta l’oligarchia mondialista plurirazziale. La polizia sapeva come funzionava l’informazione dappertutto; nel 1800 l’informazione era sotto influenza ebraica più d’oggi, ci si rende conto di ciò seguendo gli articoli che oggi trattano dei rapporti tra Israele e paesi arabi, nel senso che in Europa occidentale sembrano tifare più per gli arabi.

 “I Savi riscuotono imposte  occulte sotto forma d’interessi sui prestiti, signoraggio monetario e bancario e inflazione,  organizzano artificialmente crisi economiche; a causa delle guerre, le spese degli stati aumentano più delle loro entrate, per cui ricorrono al nostro credito; queste cambiali sono solo tributi di sudditanza”.

Val la pena di ricordare che oggi è forte anche la finanza anglosassone, islamica, cattolica, cinese e giapponese; inoltre i banchieri non posseggono mai interamente le loro banche, perché rappresentano personaggi che vogliono restare anonimi, prevalentemente aristocrazie e mafie di tutto il mondo; per definizione, le banche usano soprattutto il denaro degli altri, anche quelle che operano all’ingrosso, le banche d’affari e le finanziarie di famiglia; a volte i titolari sono ebrei perché, da parte dell’oligarchia mondialista, si sono allevati ebrei a tale scopo, per farne dei prestanome.

L’indebitamento favorisce la schiavitù di singoli, famiglie, imprese e stati; un’imposta sul reddito equivale ad un affitto pagato, ad una rata di mutuo, all’inflazione, all’imposta sui consumi, al signoraggio monetario e bancario, al servizio del debito dello stato; in tutti questi casi si riduce il potere d’acquisto dei sudditi; è esatto anche che i paesi indebitati, in un certo senso, pagano un’imposta ai creditori, in una logica neo-coloniale; gli stati tributari, protettorati non sovrani, pagavano un’imposta di protezione allo stato protettore; la protezione è l’imposta pagata alla mafia.

Sulla questione ebraica, il russo  Michele Mensikov ha scritto un saggio: “In Russia gli ebrei ottennero  il diritto all’esenzione militare, ma  poi furono fatti entrare nell’esercito, dove erano più indisciplinati, evitano il lavoro,  praticavano il piccolo commercio e l’usura; di fronte al nemico, si davano  per primi alla fuga o disertavano, seminando il panico tra gli altri soldati. Gli ebrei non sono eroi, ma parassiti senza stato, furono la sciagura di tutti i popoli in mezzo ai quali abitarono,  in Egitto divennero ricchi, potenti e traditori, la stessa sorte è poi toccata alla Polonia.

L’autore cita anche un falso editto del re persiano Artaserse contro gli ebrei (apocrifo del I secolo d.c., inserito nel libro di Ester), che accusava gli ebrei di non favorire la pace nell’impero, perché si opponevano a tutto il genere umano, perciò il re ne ordinò lo sterminio; cita anche un terzo libro dei Maccabei, pure apocrifo, nel quale il re greco Tolomeo Filopato  accusava gli ebrei d’Alessandria d’ostilità e perciò li condannò a morte”.

Sembra di ripercorre l’affare Dreyfus di Francia, gli ebrei erano stati esclusi dalla proprietà della terra, dall’esercito e dagli uffici pubblici; dire che sono tutti traditori, guerrafondai, rivoluzionari, usurai, disertori e cattivi combattenti sa veramente di razzismo, è un’esagerazione e una generalizzazione dell’antisemitismo.

Un altro scritto antisemita è: “In balia dei giudei” del russo Alessio Smakov, questo scrive:

“La Russia è diventata la nuova terra promessa degli ebrei, tutta la Russia è in balia degli ebrei, il paese è asservito dagli ebrei, che sono giudici, filosofi e finanzieri; reggono il credito, il commercio, la produzione, le scienze, la letteratura, la medicina, la borsa, i giornali; hanno in mano la giustizia e l’istruzione”.

Gli ebrei si diedero alla professioni liberali, mentre i russi erano in prevalenza contadini e la terra era in mano agli aristocratici, dopo i pogrom russi e la soluzione finale nazista, si ridusse il numero di ebrei in Europa e questa  situazione cambiò; oggi in Italia la chiesa cattolica, con uomini da essa controllati, ha lo stesso potere e governa per interposta persona, le maggiori banche.italiane sono controllate dalla chiesa.

“Gli ebrei sono sovversivi e falsi testimoni, l’ebraismo è una brutta malattia che succhia il sangue dei russi, gli ebrei sono lupi anche quando sono vestiti da agnelli”.

Il parassitismo è una caratteristica della materia vivente od organica, certi uomini  sono parassiti d’altri uomini, però per l’antisemitismo, se i parassiti sono ebrei la coisa è intollerabile; val la pena di ricordare che Ivan IV il Terribile (1547-1584) disse agli ambasciatori gesuiti che per lui il papa era un lupo e non un  pastore (K. Deschner “Storia criminale” Volume IX- Editore Ariele), doveva essere ben informato, anche se non leggeva i giornali.

“Dopo le riforme liberali dello zar Alessandro II, che fu assassinato, gli ebrei si erano impossessati di università e stampa, perciò il successivo zar Alessandro III si mosse contro di loro e gli ebrei, per ritorsione, da Ginevra prepararono contro di lui la rivoluzione; fu così che nacque l’antisemitismo del popolo russo e di Dostojevskij, l’antisemitismo fu la risposta ai piani di conquista del potere da parte degli ebrei”.

La Svizzera era sempre ricovero di rivoluzionari ispirati da Londra, come fu il caso anche di Mazzini, come si sa, Lenin aveva tanti dirigenti bolscevichi ebrei. Con le loro attività, gli ebrei si erano procurati tanti nemici, hanno diffuso l’idea  rivoluzionaria, nichilismo e le nuove idee liberali;  la vittoria dei bolscevichi  fu vista dagli zaristi come la vittoria degli ebrei sui russi, però anche Mussolini e Hitler condividevano quest’idea.

Gli ebrei generavano il sospetto perché rimanevano tali anche quando si russificavano esteriormente;  cambiavano lingua, abiti, paesi e costumi, rimanendo però, grazie alla religione,  sempre ebrei nello spirito; oggi però la maggior parte di loro è secolarizzata e non segue la religione, anche se è attaccata alla sua storia.

 Per chi vuole approfondire sui Protocolli:

 “La giudeofobia in Russia” di Cesare De Michelis – Editore Bollati Boringhieri

 Nunzio Miccoli     www.viruslibertario.it     numicco@tin.it

 

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MALAFFARE NEL SUD D’ITALIA

Nel conflitto d’interesse il controllato e il controllore  sono la stessa persona o parenti o soci, anche se i membri del parlamento dovrebbero sempre svolgere un’attività di controllo sulla vita economica. Negli ultimi venti anni Reggio Calabria ha avuto un solo condannato per concussione e due per corruzioni, invece  De Magistris è stato trasferito dal CMS da Catanzaro, per incompatibilità ambientale; due procuratori di Matera avevano avocato le sue indagini Poseidone e Why Not; la stesa cosa è capitata a Clementina Forleo a Milano, la quale  indagava sulle scalate bancarie Unipol-Bnl e Bpl-Antonveneta, la sua azione si era rivolta contro D’Alema, Fassino e Latorre, dei DS, Grillo, Comincioli e Cicu di Forza Italia.

La gente deve sapere che esistono magistrati che passano la giornata a sabotare le indagini dei pochi magistrati che lavorano bene, ci sono magistrati collusi con l’ambiente politico e affaristico, politica e affari sanno che la magistratura si normalizza comprandola; esistono politici collusi con la finanza e con la mafia, esistono giornalisti venduti e felici di farsi imbavagliare, esistono imprenditori ostili al mercato libero ma in cerca di favori dalla politica, per i quali sono disposti a pagare.

A trasferire Luigi De Magistris è stato il CSM, fatto di destra e di sinistra, all’unanimità, visto che nei prossimi cinque anni arriveranno in Italia meridionale 100 miliardi di euro, provenienti da Bruxelles e da Roma, che fine faranno; l’Unione Europea aveva fatto arrivare in Calabria denaro per i depuratori che non sono stati realizzati e il denaro non si sa che fine abbia fatto,  perciò nacque l’inchiesta Poseidone.

Le inchieste del gip Luigi De Magistris furono fermate, però secondo la legge le revoche o avocazioni dei procuratori dovrebbero essere esercitate solo in caso d’inerzia e non in caso di solerzia, un’inchiesta sottratta fu affidata al pm, Salvatore Curcio, che diresse la sua azione solo contro la fuga di notizie dal palazzo di giustizia e non sui fatti. Nel 2005 il governatore della Calabria, Chiaravallotti, di Forza Italia, era scatenato contro De Magistris; poiché la nuova frontiera di tangentopoli sono i soldi pubblici ed i progetti europei, tra gli indagati c’era anche Chiaravallotti.

Oggi, quando un magistrato cerca di far luce su affari sporchi, o gli arriva una pallottola o un trasferimento con blocco della carriera, con insabbiamento delle sue inchieste; il ministro della giustizia Clemente Mastella mandò ispettori contro De Magistris e ne chiese il trasferimento da Catanzaro; a causa di questi fatti, la procura di Salerno prese ad indagare sui vertici del palazzo di giustizia di Catanzaro, tra cui il procuratore capo Lombardi, il quale teneva al corrente gli indagati sulle sviluppi dell’inchiesta Poseidone.

Poseidone indagava  su opere finanziate e mai eseguite, che coinvolgevano logge massoniche e politici di destra e di sinistra, tra gli indagati vi era il vicepresidente della giunta regionale della Calabria, Nicola Adamo (Ds); dei finanziamenti pubblici si avvantaggiavano imprese amiche,  anche appositamente costituite da politici e uomini d’affari; della somme sottratte la metà restava in Calabria e l’altra metà andava a Roma, ne beneficiarono due cordate, una facente capo a Maurizio Gasparri (An) e l’altra a Franco Frattini (Forza Italia).

Grazie alle intercettazioni si era saputo qualche cosa ma, al momento delle perquisizioni, poiché gli indagati erano stati avvertiti dal procuratore Lombardi, non si trovò nulla. Nel sud esistono logge massoniche dappertutto, che operano come partiti segreti per fare affari, le fratellanze consentono di penetrare in tutti i settori della vita pubblica; dall’inchiesta Poseidone ne scaturì anche l’inchiesta Why Not, che fece infuriare il ministro delle giustizia Clemente Mastella  e coinvolse anche Romano Prodi, iscritto come Mastella nel registro degli indagati. Il 12.7.2007 De Magistris iscrisse Romano Prodi nel registro degli indagati, per abuso d’ufficio nel periodo 2004-2006, quando come commissario europeo elargiva finanziamenti  per opere mai realizzate, di li a poco Why Not indagò anche su Mastella, per fatti commessi quando era senatore e non ministro.

In Campania Antonio Saladino è aderente a Comunione Liberazione ed è ras della Compagnia delle Opere, una suo società si chiama Obiettivo Lavoro e l’altra Why Not; Saladino era  amico di Nicola Adamo (Ds) e Giuseppe Chiaravallotti (Forza Italia) e intendeva sfruttare il business dell’informatica, costituendo una società mista tra pubblico e privato, la Tesi; i finanziamenti arrivarono dalla finanziaria regionale Fincalabria, diretta da Antonio Gargano, presidente anche della Tesi, un altro conflitto d’interessi.

Anche l’indagine di Why Not fu tolta dalle mani di De Magistris, mentre Mastella, per dimostrare da che parte stava, si fece ritrarre mentre prendeva la comunione da papa Ratzinger; il presidente della giunta regionale calabra di centro sinistra, Agazio Loiero, desiderava entrare nell’affare dell’informatica, diretto da Nicola Adamo, nell’affare era coinvolta anche la superloggia massonica segreta di san Marino, secondo De Magistris erede della P2 di Gelli.

In Campania i collaboratori a progetto sono un’altra idea di Saladino, questi lavoratori, una volta assunti, versano ai loro protettori politici il 15% del loro stipendio; tra i progetti da finanziare, c’era quello Euromediterraneo, riguardante i flussi migratori dal Nord Africa, il progetto era diretto da Piero Scarpellini, consigliere di Romano Prodi, presidente della Ue, per questo progetto la commissione europea aveva stanziato un miliardo  e cento milioni di euro.

Nei contratti di aree e nei contratti di programma, dove domina l’asse Ds-Udc, sempre con lo scopo di predare le risorse pubbliche, tra gli indagati figurava Paolo Poletti, numero due della guardia di Finanza, Cesa (Udc) e Adamo (Ds); per la partecipazione a legge massoniche segrete da parte di politici e magistrati, De Magistris contestava anche il la violazione della legge Anselmi; Saladino è in rapporto con Cesa, Mastella, Loiero, Adamo, Pisanu, Gasparri, Rutelli, Dini, Minniti, Alemanno, D’Alema, Formigoni, Bassolino, Cuffaro e Soru.

Gli assunti di Obiettivo Lavoro erano tutti lavoratori interinali raccomandati, nel 2002 la legge ad hoc n. 23 li stabilizzò, Why Not finanziò la Compagnia delle Opere, divenne la testa d’ariete di Saladino e vinse gare d’appalto; l’inchiesta di De Magistris si diresse contro San Marino e contro un  comitato d’affari diretto da Macrì e Saladino; fu il prodiano Macrì che consigliò i soci di Saladino di portare i soldi a San Marino, dove al comitato d’affari  partecipa anche Saladino.

Grazie alle intercettazioni, De Magistris indagava su Saladino e Mastella sul comitato affaristico massonico, contestava la partecipazione alla massoneria, della quale faceva parte anche il giornalista Luigi Bisignani, prima aderente alla P2, condannato nel processo Enimont e radiato dall’ordine dei giornalisti; ora Bisignani è dirigente della Ferruzzi e vive a Londra, gli è contestata l’associazione a delinquere, truffa e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Il traffico telefonico portò alla società Delta spa, che aveva tra i suoi fondatori la Cassa di risparmio di San Marino, però al cellulare di Saladino, al numero della Delta, era segnato Romano Prodi, di quell’utenza si serviva Piero Scarpellini; il meccanismo era stato creato per appropriarsi di finanziamenti pubblici con società di comodo.

Il 12.7.2007 Romano Prodi fu iscritto sul registro degli indagati, per abuso d’ufficio nella gestione dei fondi europei, con giornalisti, agenti segreti, magistrati e  politici collusi; con l’inchiesta Why Not, dalla procura la fuga di notizie fu addebitata a De Magistris, che probabilmente era innocente; si scoprì un sistema affaristico trasversale alla politica, mediante il quale i fondi pubblici rendevano più del traffico di droga. Antonio Saladino era in rapporti stretti con Romano Prodi, era anche in rapporto anche con Agazio Loiero, presidente della giunta regionale di Calabria, con Clemente Mastella, con Lorenzo Cesa (Udc), tutti indagati nell’inchiesta Why Not.

I progetti riguardavano lavoro interinale e assunzioni, gli imprenditori interessati ai finanziamenti trattavano con Saladino; il 19.10.2007 l’inchiesta Why Not, come Poseidone, fu revocata a De Magistris e questo il 26.2.2007 iniziò la terza inchiesta,  Toghe Lucane, con la quale il pm di Catanzaro mise sotto accusa i vertici della magistratura lucana, oltre alti gradi delle forze dell’ordine, politici e funzionari pubblici, tutti indagati per associazione a delinquere, truffa, corruzione, falso, abuso d’ufficio e appropriazione indebita.

Gli indagati erano 150, di destra di centro e di sinistra, in pratica tutta la classe dirigente lucana, inclusi procuratori, amministratori delegati e presidenti di banche, tra i progetti finanziati dall’Europa, su cui De Magistris indagava, vi era un megavillaggio turistico sul mar Jonio; Toghe Lucane indaga su turismo, finanza e sanità, su questi settori i magistrati avevano già ricevuto denunce, ma non avevano indagato, la magistratura era collusa e distratta. Questa inchiesta non fu sottratta a De Magistris come le altre due ma, su richiesta del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, il 18.1.2008  De Magistris fu trasferito all’unanimità dal CSM, per incompatibilità ambientale e per aver leso l’onore della magistratura; il CSM aveva obbedito ai suoi soci di riferimento della politica.

Il giorno prima Mastella si era dimesso perché  indagato dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, però quasi tutti i parlamentarti applaudirono Clemente Mastella dimissionario; Craxi aveva ragione, le tangenti le prendevano tutti, chiamava in correo la classe politica e invece fu scaricato;  Mastella fu più fortunato perché ricevette la solidarietà dai suoi consimili. Secondo Mastella, la pace tra politica e magistratura, rendendo docile la magistratura, si poteva raggiungere contentando tutti,  gratificando i magistrati con carriere e retribuzioni; Mastella contentava tutti i partiti e  confermò l’incarico anche ai magistrati nominati da Berlusconi.

Però Luigi De Magistris mise a nudo il marciume che c’era anche all’interno della magistratura; anche i magistrati  erano stati lottizzati dalla politica, altro che indipendenza della magistratura; i magistrati distaccati al ministero della Giustizia non ne attestavano l’indipendenza di fronte al potere politico; al ministero della Giustizia il magistrato Arcibaldo Miller dava la caccia ai magistrati contrari alla normalizzazione voluta da Mastella; Miller in Campania era in rapporto con  la famiglia camorrista dei Sorrentino e fece parte della commissione di collaudo per la ricostruzione dopo il terremoto del 1980 in Irpinia.

L’inchiesta Toghe Lucane riguardava soprattutto le toghe deviate, però si accertò che il denaro pubblico spariva anche con la sanità, il turismo e i megavillaggi; la Banca Popolare di Matera gestiva il credito  a discapito di risparmiatori e piccoli azionisti, per prevenire inchieste della magistratura, al presidente del tribunale di Matera, Iside Granese, fu concesso un finanziamento di 620.000 euro al 3% e con poche garanzie; per conseguenza, le denuncie  contro la banca erano archiviate dai magistrati di Potenza e Matera.

Il procuratore di Matera, Giuseppe Chieco, che aveva fatto parte della direzione distrettuale Antimafia,  aveva archiviato le denunce sul supervillaggio Marinagri, alla Banca del Materano erano stati contestati anche i bilanci, con relative denunce, eppure Chieco chiuse le relative indagini;  la guardia di finanza  fece una denuncia sulla società Mutina, con sede a Modena e controllata dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che acquistava crediti in sofferenza e li cartolarizzava, ma Chieco non intravide estremi di reato, questa banca controllava nove banche centro meridionali, comprese la Banca Popolare di Matera; tra le banche acquisite c’era anche la Banca Popolare dell’Irpinia, vicina  Ciriaco De Mita e a Nicola Mancino, vicepresidente del CSM, impegnata nell’erogazione dei fondi per la ricostruzione dopo il terremoto del 1980.

L’ingegnere di Avellino, Giuseppe Testa, aveva denunciato alla procura generale di Napoli il procuratore di Avellino Alfonso Monetti,   per inerzia nell’esercizio dell’azione penale; le denunce sulla società Mutina furono archiviate da Giuseppe Chieco perciò, a causa della sua inerzia fu presentata denuncia  alla procura generale di Potenza. Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, l’associazione a tutela dei risparmiatori, a causa delle vicende della Banca Popolare di Matera, aveva denunciato anche la Banca d’Italia, per omessa vigilanza, questa non era riuscita nemmeno a prevenire i crac Cirio e Parmalat e la vicenda Unipol-BNL e Antonveneta; secondo il gip Clementina Forleo, Antonio Fazio, governatore della Banca d’Italia, era complice di Gianpiero Fiorani.

Grazie ai fondi europei, nella costa ionica lucana del Metapontino, scoppiò la febbre dei megavillaggi turistici, si ricevono soldi grazie all’opera di professionisti delle carte a posto, si facevano scempi ambientali ed alcuni villaggi fallirono; i villaggi nascevano come contratti di programma  tra comuni e regioni, il responsabile per la regione era Filippo Bubbico dei Ds; quando De Magistris sequestrò il villaggio di Marinagri, Bubbico era sottosegretario allo Sviluppo Economico, attraverso il quale transitavano i fondi europei.

Bubbico è stato accusato di associazione a delinquere e truffa aggravata, però fu difeso da Bertani, che definì l’inchiesta Toghe Lucane un polverone, poi De Magistris fu esautorato dal CSM. A proposito di conflitti d’interesse e corruzione, il procuratore Chieco era interessato ad acquistare una villetta a Marinagri ed a Matera aveva acquistato un’immobile da un’impresa sulla quale stava effettuando indagini, il CSM lo viene a sapere e non agì.

Nel 1991 Cosa Nostra cercò di comprare il magistrato di Cassazione Antonio Scapelliti, non ci riuscì e il magistrato fu ammazzato; anche il procuratore Galante sosteneva il progetto turistico di Marinagri,  esisteva una cupola politico affaristica  che dava vita a villaggi turistici, senza guardare ai piani idrogeologici, però a Marinagri il fiume Agri non dava sicurezza, a causa d’alluvioni  e deviazioni del suo corso.

Il villaggio di Marinagri fu anche accusato di essersi impadronito di terre del demanio pubblico, perciò fu sequestrato da De Magistris e poi fu dissequestrato dal tribunale del riesame e dalla Cassazione, il  governatore della Basilicata, Bubbico,  aveva varato gli accordi di programma per i villaggi del Metapontino. Nel novembre 2003 Berlusconi annunciò  la volontà di creare a Scalzano Jonico un sito unico nazionale di stoccaggio di scorie radiaattive, non ci furono reazioni negative da parte della classe politica locale, ma ce ne furono da parte dei cittadini.

Il 29.4.1997 a Potenza due giovani coniugi furono ammazzati, secondo il pentito Gennaro Cappiello i mandanti erano il direttore generale dell’ospedale di Potenza, Michele Cannizzaro, e sua moglie, Felicia Genovese, procuratore vicario a Potenza e consulente della commissione antimafia; Cannizzaro era anche indagato nella scomparsa di una sedicenne avvenuta nel 1993; Cappiello era un pentito collaudato dall’Antimafia ma non fu creduto.

Nei brogli elettorali del 2005 a Scanzano Jonico, Felicia Genovese omise di fare indagini ed il procuratore generale, Vincenzo Tufano, non glie lo fece notare, esponenti della ndrangheta erano stati visti uscire dalla casa di Cannizzaro, che era sponsor di Buccico (An). In Lucania i politici sono l’anello di congiunzione tra criminalità, vertici amministrativi e  imprenditori; quando Renato Martorano fu condannato per associazione mafiosa, stampa e Tv locali si scatenarono contro i magistrati ed  anche  il procuratore Tufano criticò i magistrati.

In Basilicata c’è sempre lo zampino della massoneria deviata, è presente in tutte le trame oscure, aiuta gli affari ed è una società di mutuo soccorso, soprattutto per i malandrini; Cannizzaro fu accusato di aver coperto  Un certo Danilo Restivo che aveva fatto sparire una ragazza, Elisa  Claps; Restivo fu prosciolto dai giudici e si stabilì in Inghilterra dove fu accusato di aver massacrato un’altra donna.

Luca Orioli e Mariarosa Andreotti erano due giovani innamorati di Policoro, forse Mariarosa era stata coinvolta in festini rosa, con sesso e droga, in cui erano presenti politici, magistrati e professionisti; un caso come quello Montesi e quello Cesarini. Il 23.3.1988, i due furono ammazzati,  la perizia confermò che i due ragazzi erano stati uccisi, però il pm di Matera, Vincenzo Autera, propose l’archiviazione; nell’estate del 2007 il pm di Catanzaro, De Magistris, riaprì l’inchiesta; forse Mariarosa, per liberarsi la coscienza,  aveva confessato il suo segreto al fidanzato, il quale voleva fare una denuncia, però i potenti volevano mettersi al sicuro dallo scandalo.

Con la morte dei due giovani, il parroco, Salvatore De Pizzo, in perfetto stile omertoso, consigliò  ai genitori di distruggere le lettere scritte al riguardo dai due fidanzati; nel 1993 la pentita Maria Teresa Biasini confessò ai giudici che nei festini di sesso e droga che si organizzavano a Poliporo partecipava Nicola Buccico, Giuseppe Labriola, Vincenzo Autera e il boss mafioso Franco Caldararo, che procurava la droga e forse procurava le ragazze, garantendo il loro silenzio. Il capitano dei carabinieri Salvino Paternò fece indagini su questi fatti e presentò una denuncia al procuratore di Matera, Leopardi, ma lo scandalo fu soffocato e il capitano fu trasferito; se la giustizia funziona, l’omertà diminuisce, l’omertà funziona quando i giudici sono collusi e perciò i cittadini hanno anche paura di presentare denunce.

A Montescaglioso (Mt) si fece un progetto per produrre bachi da seta e seta, così il sottosegretario Bubbico divenne presidente del consorzio seta Italia e del consorzio seta Basilicata, che dovevano gestire il denaro europeo stanziato allo scopo; i contributi europei furono riscossi ma della seta non si vide l’ombra, i due consorzi non presentavano nemmeno bilanci annuali, i magistrati lucani archiviarono le denunce senza fare indagini. Così Bubbico fu indagato da De Magistris a Catanzaro anche per questo affare, come per la sanità e per i villaggi turistici; però questi fatti non gli impedirono di diventare assessore regionale alla sanità, governatore, senatore e sottosegretario allo sviluppo.

Da un’indagine sull’Asl di Matera si seppe che 500 unità di sangue placentato, estratto dal cordone ombelicale, dal quale si estraggono le cellule staminali per delle cure, erano finite nella spazzatura, ufficialmente per avarie dei contenitori; in realtà il materiale era conservato correttamente nell’azoto liquido e aveva un valore do oltre un milione di euro, perciò appetibile per un comitato d’affari.

La banca delle staminali di Matera era stata creata dall’ematologo Carlo Gaudiano, che dal 1993 lavorava in collaborazione con l’Ospedale Maggiore di Milano, gli fu tolta la banca e lo pagavano per non lavorare, perciò lui si autodenunciò alla corte dei conti; in            quella occasione, Gaudiano non fu sostenuto né da Nicola Vendola, né da Ignazio Marino, mentre il ministro della salute, Livia Turco, promise un suo intervento, ma non fece niente; Gaudiano aveva contro la procura di Matera, alla fine fu licenziato per aver reso dichiarazioni alla stampa.

Probabilmente le 500 unità di sangue coronale avevano preso altre strade, però le mamme che avevano  donato il cordone ombelicale volevano sapere, per la sua impresa Carlo Gaudiano era stato elogiato dal centro Nazionale trapianti;  la delibera che aveva istituito la banche delle staminali era del 30.12.1996 ed era stata firmata dall’assessore alla sanità regionale Filippo Bubbico.

Poiché Gaudiano era stato licenziato in maniera illegittima, il nuovo direttore che aveva preso il suo posto fu rinviato a giudizio per usurpazione di funzioni pubbliche, comunque,  la banca delle staminali di Matera fu soppressa e ne sorse un’altra a Potenza, all’ospedale San Carlo, diretto dal frammassone Michele  Cannizzaro,  marito della pm Felicia Genovese. Oggi Carlo Gaudiano lavora gratis all’ospedale di Valona in Albania e vi ha creato una nuova banca di staminali  che ha salvato i bambini dalla talassemia, Gaudiano dice che Berisha è meglio di Bubbico.

Nel 2005 il capitano dei carabinieri  di Poliporo, Zacheo, intensificava, per conto del pm De Magistris della procura di Catanzaro, le indagini suo megavillaggi turistici, perciò ricevette minacce; il procuratore Chieco di Matera scrisse al capitano invitandolo a desistere da queste indagini e poi chiese al comandante provinciale dei carabinieri, Vito Pizzarelli, di prendere provvedimenti contro Zacheo, ma il comandante non si mosse.

Il 22.6.2007 alla caserma dei carabinieri di Policoro, dove il capitano Zacheo collaborava all’inchiesta Toghe Lucane, la procura di Matera mandò quattro poliziotti, per sequestrare delle carte d’indagini che riguardavano il procuratore capo di Matera, Giuseppe Chieco e altri magistrati suoi collaboratori, tutti vicini al senatore Nicola Buccico, diventato anche sindaco di Matera. La richiesta, proveniente dalle procure di Potenza e Matera e mirava a prelevare atti d’indagine riservati della procura di Catanzaro;  il capitano Zacheo rispose   che non avrebbe eseguito l’ordine illegittimo  e con dodici carabinieri circondò i quattro poliziotti.

Nel 2007 il procuratore di Matera, Chiedo, mandò in casa del giornalista Carlo Vulpio, del Corriere della Sera, otto poliziotti, per una perquisizione in quanto indagato per diffamazione a mezzo stampa, erano coinvolti anche altri cinque giornalisti e un capitano dei carabinieri; l’associazione avrebbe avuto lo scopo di diffamare Nicola Buccico, sindaco di Matera, senatore di An ed ex membro del CSM; però  il vincolo associativo dei sei imputati non esisteva perché per lo più nemmeno si conoscevano, Buccico si sentiva diffamato e aveva querelalo ed il procuratore capo di Potenza, Vincenzo Tufano, ottenne intercettazioni a carico di De Magistris, con lo scopo di  colpire l’associazione dedita alla diffamazione.

Il pm De Magistris aveva individuato un comitato d’affari lucano che si spartiva potere, cariche e soldi, uno dei suoi membri era Nicola Buccico, in Lucania i Buccico dei Ds e i Buccico di An sono il potere. Negli scandali erano coinvolti destra, sinistra e magistratura, Berlusconi proponeva di autorizzare le intercettazioni solo per reati di mafia e terrorismo, escludendo i reati finanziari; Walter Veltroni  invece proponeva di intercettare tutti,  ma le notizie non dovevano finire sui giornali prima del dibattimento, in tal modo niente si sarebbe saputo su Cirio, Parmalat, Unipol-BNL e Antonveneta.

Quando sono state pubblicate le intercettazioni su D’Alema, Consorte e Fassino si è parlato di fuga di notizie, quando sono stati scritti nel registro degli indagati Prodi e Mastella, è stata detta la stessa cosa; i giornalisti che seguivano le inchieste di Milano  e Catanzaro erano accusati di fuga di notizie, per la legge però, la fuga di notizie è sanzionata solo per la pubblicazione d’informazioni segrete, ma se esiste un avviso di garanzia o una decreto di  perquisizione notificato, il segreto non esiste.

Il 12.7.2007, De Magistris avvertì il procuratore capo Mariano Lombardi dell’iscrizione di Romano Prodi nel registro degli indagati, Mastella fu iscritto il 14.10.2007 e poi la stampa ne diede notizia; nel gennaio del 2007 Dolcino Favi, procuratore a Catanzaro, ha avocato l’inchiesta Why Not che indagava Romano Prodi e Clemente Mastella per abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti, truffa allo stato e alla UE.

Forleo e De Magiustris, in tono d’intimidazione, hanno ricevuto pallottole, il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha chiesto il trasferimento del pubblico ministero Luigi De Magistris che indagava su  di lui e lo accusò d’incompatibilità ambientale; Mastella accusava il pm d’irregolarità nell’inchiesta Toghe Lucane, l’inchiesta Why Not fu avocata dal procuratore generale  non per inerzia, come prevede la legge, ma per eccesso di solerzia.

Il procuratore generale reggente di Catanzaro, Dolcino Favi,  fece aprire la cassaforte di De Magistris e prelevò a sua insaputa atti d’inchiesta; per Favi, Mastella doveva essere giudicato dal tribunale dei Ministri, mentre De Magistris era in conflitto d’interesse perché colpito da provvedimento disciplinare; poi però il tribunale dei ministri si dichiarò incompetente a giudicare Mastella, perché i fatti contestati riguardavano un periodo in cui non era ministro.

Quando la giustizia non lavora per realizzare la giustizia, non è lenta, si accanisce contro chi lavora con solerzia, Favi emise il decreto d’avocazione e lo trasmise al procuratore capo Lombardi, ordinò alla segretaria di De Magistris di aprire la cassaforte e prelevò le carte di Why Not; due mesi dopo la procura generale di Catanzaro chiese l’archiviazione per Mastella, solido amico di Saladino.

Gioacchino Genchi vicequestore in aspettativa era l’esperto informatico che aveva scoperto i cellulari da cui erano partiti i segnali per le stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, aveva collaborato con De Magistris per Why Not; da Mastella fu definito un mascalzone e un pericolo per la democrazia, Favi gli revocò l’incarico. Bisogna dire però che i pericoli possono venire da chi detiene i tabulati, cioè dalle compagnie telefoniche, che perciò possono ricattare.

Il capitale Pasquale Zacheo, braccio destro di De Magistris nell’inchiesta Toghe Lucane, fu trasferito a Fermo nelle Marche, anche se promosso per addolcire la pillola, qualche giorno dopo a Genchi fu revocato l’incarico; il capitano ha dovuto difendersi dall’accusa dell’associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa; de Magistris aveva chiesto di rinviare  il trasferimento fino alla conclusione delle indagini, ma non fu contentato, nel 1998 il suo predecessore, Salvino Paternò, era stato trasferito a Velletri, sempre per aver deluso i potenti.

Intanto  Nicola Buccico (An) diventava membro del CSM, senatore e membro dell’Antimafia, si fece molti amici al CSM e al tribunale di Matera e divenne anche amico del sindaco di Matera, Michele Porcari, condannato in primo grado per abuso d’ufficio, difeso proprio da Luccico;  il presidente del tribunale di Matera, Iside Granese, aveva problemi con la Guardia di Finanza.

Buccico era amico del procuratore di Matera, Giuseppe Chieco,  e del pm Paola Morelli, che aveva archiviato la pratica Marinagri, a Potenza era amico del procuratore generale Vincenzo Tufano,  del sostituto procuratore Felicia Genovese e del capo della procura Giuseppe Galante; a Catanzaro era amico di Adalguisa Rinardo, presidente del tribunale del riesame, che bocciava i provvedimenti di De Magistris, era in stretto contatto con Antonio Saladino; a Catanzaro è amico del procuratore reggente Dolcino Favi, che era in rapporti con la malavita e aveva falsificato un delega del procuratore della repubblica di Messina, ma contro di lui il Csm non si mosse.

Luigi De Magistris era napoletano ed a Catanzaro sposò una calabrese, fu accusato di protagonismo, di giustizialismo e di amare le manette; il ministro di Giustizia Mastella gli chiese un comunicato che  precisasse che non aveva niente a che fare con Why Not, De Magistris si oppose e la procura lo fece in sua vece; Mastella fui iscritto nel registro degli indagati, ma, per bloccare le indagini, si avocarono inchieste e si tolsero di mezzo De Magistris, Zacheo e Genchi.

Il 20.6.2005, a Francavilla Fontana, tra Taranto e Brindisi, un incendio distrusse la tenuta agricola dei Forleo, il 5 maggio era stata già distrutta una loro villa di campagna; in quei giorni  a Milano  Clementina Forleo si occupava di scalate bancarie, in Puglia non ricevette solidarietà né da Nicola Latorre, né da Raffaele Fitto, né da Nichi Vendola; il 28.8.2005, in un incidente stradale, morirono i due genitori di Clementina, mentre il marito finì in coma.

L’auto era stata travolta in un incrocio da un fuoristrada, il 21.7.2005 aveva ricevuto una lettera minatoria che annunciava la morte dei genitori, il 28 agosto ricevette una lettera con le felicitazioni per la morte dei genitori, augurando a lei la stessa sorte, firmato: Comitato di salute pubblica. La Forleo era accusato anche di assolvere i terroristi islamici.

Il CSM e la procura generale della Corte di Cassazione s’interessarono a Clementina perché aveva partecipato ad una trasmissione televisiva; il questore Paolo Scarpis sollecitò il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ad inviare un ispettore contro la Forleo e l’11 luglio tenne una conferenza stampa con poliziotti contro Clementina,  utilizzando la caserma dei poliziotti a tale scopo; intanto i mezzi d’informazione raccontavano i fatti in modo confuso, come il solito.

Contro la Forleo si aprì un  procedimento disciplinare, per iniziativa del procuratore generale della Corte di Cassazione, Mario Delli Priscoli; Clementina era favorevole all’eutanasia ed era atea, non era schierata politicamente, era a favore  della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, come De Magistris. Dopo la morte dei genitori chiese i tabulati telefonici contenenti le minacce da lei ricevute, ma il pm di Brindisi, Alberto Santacatterina, d’accordo con il tenente dei carabinieri Ferrari, non glieli fece avere; ora i due rischiavano una denuncia per inerzia investigativa, la Forleo offese a telefono il tenente  e perciò la procura di Brindisi la incriminò per ingiurie.

Nel 2007 la sentenza su Mohamed Daki e sulla tunisina Farida Ben Bechir erano servite a creare l’incompatibilità ambientale del gip Forleo con i colleghi del palazzo di giustizia di Milano; Maurizio Gasparri (An) definì la Forleo irresponsabile per aver lasciato in libertà dei terroristi e perciò fu querelato dalla Forleo,  Luciano Violante (Ds) affermò che aveva commesso degli abusi; però Clementina fu difesa da Francesco Saverio Borrelli e da Francesco Cossiga.

Sulla Faccenda delle scalate bancarie, D’Alema aveva esercitato pressioni sulla procura di Milano perciò Clementina Forleo era vista male dal procuratore,  Francesco Greco fu nominato procuratore aggiunto a Milano, scavalcando Clementina, che perciò si dimise dal CSM;  un membro del CSM, Letizia Vacca, affermò che la Forleo era un cattivo magistrato, Per il CSM, Forleo e De Magistris erano due magistrati pericolosi, perciò De Magistris ricevette ispettori ministeriali a Catanzaro, entrambi ricevettero minacce e pallottole in una busta.

Le inchieste di De Magistris erano Poseidone, Why Not, e Toghe  Lucane , quelle di Forleo, scalate bancarie e Unipol-Bnl. Il 18.1.2008 la commissione disciplinare del CSM decise il trasferimento del pm Luigi De Magistris, nominato giudice di un tribunale, però il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Vito D’Ambrosio, del DS,  definì De Magistris un pericolo per la democrazia.

In quegli stessi giorni, Clemente Mastella si dimise da ministro della Giustizia perché indagato in Campania e Totò Cuffaro si dimise da governatore della Sicilia, per condanna a cinque anni di carcere e interdizione dai pubblici uffici;  Mastella fu applaudito da tutto il parlamento e Cuffaro continuò a fare il governatore, offrendo cannoli a tutta l’assemblea siciliana.

I guai di Forleo e De Magistris, come per Falcone Borsellino e Dalla Chiesa,  cominciarono quando si avvicinarono troppo al potere politico, puntando al cuore del sistema; purtroppo Forleo e De Magistris avevano censurato anche il comportamento della magistratura e della sinistra, cioè  quelli risparmiati da tangentopoli; in Italia le procure pendono di più a sinistra, naturalmente intesa come tifoseria, i due magistrati avevano scoperto che destra e sinistra avevano creato insieme un sistema di corruttela. Su ordine della procura di Matera, furono intercettate le telefonate  di  Forleo e De Magistris, mentre dei giornalisti subirono intercettazioni e  perquisizioni, però per la privacy non è possibile intercettare nemmeno i medici che parlano con i loro ammalati.

Il 31.10.2002 crollò la scuola Francesco Jovine di san Giuliano di Puglia, nel Molise, uccidendo 27 bambini, il giudice Laura d’Arcangelo di Larino – Campobasso, stabilì che era colpa di un  terremoto che colpì solo quella scuola; in realtà costruita, ristrutturata e sopraelevata male, senza permessi e collaudi, sarebbe bastata una nevicata per farla crollare perciò doveva essere chiusa; il giudice, per timore della folla e dei parenti delle vittime, scappò dalla porta di servizio.

Secondo il procuratore, nella scuola di san Giuliano  erano state violate almeno venti leggi, malgrado ciò, il giudice D’Arcangelo assolse tutti perché il fatto non sussisteva; bisogna considerare che se il colpevole era il terremoto nessuno avrebbe risposto e sarebbero arrivati anche i soldi pubblici per la ricostruzione; era il solito partito trasversale della ricostruzione che sfrutta i terremoti per mungere soldi pubblici, è successo nel 1968 nel Belice - Sicilia, nel 1976 nel Friuli, nel 1980 in Campania, nel 2002 nel Molise e nel 2009 all’Aquila.

Contro la sentenza del giudice D’Arcangelo, è stato presentato ricorso in Appello, per protesta i genitori dei ventisette bambini hanno bruciato i certificati elettorali e hanno restituito al presidente della repubblica Napoletano le medaglie d’oro alla memoria. La distribuzione del denaro della ricostruzione è stato l’argomento di discussione dei politici di destra e di sinistra, per rifare  anche case lesionate da anni prima e per una riduzione provvisoria delle tasse, si voleva attingere anche ai fondi europei ed alla legge 488.

A Termoli era sindaco Remo di Giandomenico, poi deputato UDC,  sposato con Patrizia De Palma, primaria di ginecologia, che aveva fatto l’obiezione di coscienza sull’aborto, però praticava aborti illegali anche su minorenni e oltre il terzo mese, nel suo ospedale  di San Timoteo o nel suo studio privato a San Severo-Foggia, anche i medici che lavoravano con lei erano obiettori, la tariffa era 400 euro senza ticket.

Patrizia di Palma era diventata primario con imbroglio, astuzia e  violenza e perciò era sospettata dal capitano dei carabinieri Fabio Muscatelli, nel 1991 fu condannata per aver ceduto un bambino nato vivo in ospedale ad un’altra persona, con interdizione per cinque anni dalla professione. Ma la signora non scontò né la pena principale né quella accessoria; il nuovo procuratore di Termoli, Nicola Magrone, individuò il malaffare della sanità locale, con appalti truccati, assunzioni clientelari, invalidità false, truffe alla regione ed  esportazione di capitali all’estero; perciò la De Palma e suo marito furono arrestati, assieme ad altre 32 persone, il marito gridò al processo politico.

Da ricordare che le caratteristiche dei macchinari sanitari da acquistare erano date dalle stesse aziende da favorire, i prezzi d’acquisto lievitavano al doppio, si prendevano tangenti sugli appalti e il guadagno finiva in Arizona, dove la coppia aveva la casa e un conto in banca; Patrizia De Palma  riuscì a mungere soldi pubblici anche con uno screening di massa sulle donne del Molise, la Asl n. 4 era cosa della coppia De Palma-Di Giandomenico.

Della combriccola facevano parte anche tre poliziotti, tre carabinieri, un avvocato, il comandante dei vigili del fuoco di Termoli e il comandante provinciale dei carabinieri; assieme a politici, medici e imprenditori garantivano il. dominio sul basso Molise, nascondevano le notizie di reato e frugavano anche negli archivi di palazzo di Giustizia. Le accuse erano di associazione per delinquere, truffa, falso, peculato, violazione di segreti d’ufficio; un vero clan malavitoso che aveva sede  nell’ufficio del comandante dei vigili del fuoco di Termoli, Ugo Sciarretta.

Il capitano dei carabinieri Fabio Muscatelli indagava, ma il suo colonnello Maurizio Coppola lo rimproverava di vedere il marcio dappertutto, lo faceva spiare e gli regalava provvedimenti disciplinari, lo mandò in Irak e in Kosovo e poi, per toglierselo dai piedi, propose di promuoverlo con  trasferimento a Locri, ma il comando generale dell’Arma si oppose; quindi Moscatelli fu trasferito a Livorno, a fare il magazzinieri al reparto materiali dei carabinieri, anche questo trasferimento divenne oggetto di indagine giudiziaria.

I sassi di Matera sono protetti dall’Unesco ed hanno beneficato della legge 771 per il recupero conservativo, 33 milioni di euro sono arrivati dall’Unione Europea, una maggioranza di sinistra vi ha governato per 15 anni fino al 2007, quando Nicola Buccico di An è stato eletto sindaco. Nella zona hanno imperversato palazzinari senza scrupoli, i sindaci Angelo Minieri e Michela Porcari, dei DS, hanno operato all’insegna del clientelismo, conferendo incarichi  e consulenze, violando le leggi urbanistiche e corrispondendo al capo dell’Ufficio Tecnico comunale, Francesco Gravina, un compenso incentivante di 130.000 euro; Gravina fu poi arrestato e interdetto dai pubblici uffici ma, in attesa dell’esito del processo, tornò ad occupare il suo posto, mentre il sindaco Porcari fu condannato in primo grado a quattro mesi per abuso d’ufficio.

Il recupero dei sassi è stato maldestro, si sono dati soldi a fondo perduto per opere produttive nuove, il figlio del presidente del tribunale di Matera, Iside Granese, ristrutturò la sua casa  senza rispettare le norme e ottenne una sanatoria da Gravina, con parere favorevole del sovrintendente ai beni artistici, la lobby affaristica coinvolgeva  tutto il centro-sinistra. Il giardino del convento di Sant’Agostino è stato trasformato in parcheggio, con autorizzazione della sovrintendenza, mettendo allo scoperto importanti  testimonianze archeologiche

Nella valle dei templi di Agrigento, patrimonio dell’Unesco dal 1997, l’Enel voleva costruire un rigassificatore da realizzare nel porticciolo di Porto Empedocle, vicino alla villa di Pirandello, al parco archeologico e ai templi, distruggendo pini, palme, ulivi e limoni. Era un investimento da 500 milioni di euro, regione e sovrintendenza erano a favore, però l’Unesco e l’Europa hanno chiesto chiarimenti

Erano a favore del rigassificatore sinistra, sindacati, ambientalisti e Fondo per l’ambiente, solo comitati indipendenti di cittadini erano contro; oggi la maggior parte dei consumo di gas è al nord d’Italia, mentre, anche perché lo vuole l’Europa, si vorrebbero costruire dieci rigassificatori al sud, danneggiando paesaggio e turismo. Comunque, Giovanni Pugliesi, presidente del Fai o Fondo per l’ambiente offri all’Enel la sua consulenza per realizzare il rigassificatore; da ricordare che il Fai è sostenuto economicamente da 350 aziende, tra esse vi sono aziende energetiche e l’Enel; il FAI ha in  gestione il cuore della valle dei templi ma è finanziato da Enel e Deutsche Bank, che, nell’interesse del nord Europa, spinge per i rigassificatori.

In  Sicilia tutti i DS sono a favore dei rigassificatori, però la destra non è da meno. Ora si deve dragare il porto turistico di  Empedocle per fare attraccare le metaniere, l’Italia ha un accordo con la Gazprom russa per far arrivare gas dal Mar Nero e un accordo con la Tunisia per un elettrodotto che arrivi in Sicilia; in Italia arriva più energia del necessario e si pensa di venderla  anche all’estero.

A Val di Noto, ricca di barocco,  le trivelle hanno fatto buchi alla ricerca di petrolio, l’Italia non ha ratificato la convenzione internazionale sui referendum e  perciò non si possono fare referendum per i rigassificatori di Livorno e Agrigento; il sindaco di Porto Empedocle, dell’UDC, Lilli Firetto, è anche dipendente dell’Enel. Nella stesa area in cui dovrebbe sorgere il rigassificatore c’è anche il dissalatore che fornisce acqua alla città di Agrigento, perciò si progetta di eliminare il dissalatore.

Vincenzo de Bustis era dirigente della Banca del Salento e poi divenne direttore generale del Monte Dei Paschi, era vicino a Massimo D’Alema e fuse le due banche, dando vita alla banca 121; il Monte dei Paschi acquistò la banca del Salento ad un prezzo eccessivo, con lo scopo di creare un  polo bancario di sinistra, assieme ad Unipol e Bnl. La banca 121 truffò con titoli spazzatura migliaia di piccoli risparmiatori, perciò alla procura di Trani arrivarono 4000 denunce ed anche il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, fu indagato; con delle transazioni la banca ha rimborsato i risparmiatori ma De Bustis ha fatto carriera ed è stato assunto alla Deutsche Bank.

Il comitato tecnico regionale siciliano aveva dato parere negativo agli inceneritori, ma Totò Cuffaro, dell’UDC, ne nominò uno nuovo che lo ha approvato all’unanimità; per fortuna di Cuffaro, il sovrintendente di Agrigento è sua cugina, purtroppo, in Sicilia i sovrintendenti non dipendono dal ministero dei beni culturali ma dalla regione. Ad Altamura, nelle Murge, vi è edilizia abusiva, smaltimento abusivo di fanghi industriali,  inquinamento delle falde acquifere, costruzione abusiva del più grande impianto di trattamento rifiuti d’Europa, con truffe alla Ue e all’Italia (legge 488); sono in previsione due discariche su un sito del neolitico, in una zona denominata valle dei dinosauri, con trentamila orme lasciate da dinosauri, con la grotta dell’uomo arcaico di 220.000 anni fa, il cui scheletro è stato rinvenuto intero.

Perciò il pubblico ministero Roberto Rossi ha aperto un fascicolo contro due funzionari dell’Ufficio tecnico Erariale di Altamura, c’è solo un  sito che può tenere testa a questo delle Murge, quello dello stato di Alberta in Canadà;  intanto continuano le procedure d’infrazione dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia, con penalità molto care che pesano sugli italiani.

Dal 1997 le Murge sono state inquinate da metalli pesanti cancerogeni che filtrano nelle acque potabili perché il terreno è carsico; in  un’area che dal 1998 doveva diventare parco nazionale, fanghi tossici hanno avvelenato il suolo, con cromo, zinco, piombo e arsenico. Da agricoltori senza scrupoli, sono state concesse  discariche illegali, quei fanghi velenosi sono stati usati come concimi o compost, anche per le coltivazioni biologiche.

Il materiale è fornito dalla ditta Tersan spa, condannata nel 2007 in primo grado per questi fatti, questa società, attraverso la società collegata Prometeo, percepì 2,2 miliardi di vecchie lire di finanziamenti pubblici, in  base alla legge 488, per costruire un impianto di compostaggio  in zona a tutela ambientale, senza che la politica a livello locale avesse osato fare opposizione.

A favore dell’opera erano Raffaele Fitto (pdl) e Marcello Vergola, prima DS e poi FI, oggi Fitto è governatore pugliese e commissario per l’ambiente, mentre Vergola è presidente della provincia di Bari; i difensori dell’ambiente sono a favore dell’impianto di compostaggio Prometeo, che è il più grande d’Europa  e tratta 800 tonnellate di rifiuti il  giorno, minacciando la produzione di carne e di latte.

Nell’altopiano delle Murge sono stati scaricate e mischiate al terreno tonnellate di fanghi industriali contenenti cromo, ceduto da concerie toscane  e venduto come fertilizzante, perciò la ditta Tersen è stata condannata; i fanghi sono stati venduti ad aziende agricole e dalla Toscana continuano ad arrivare alla ditta Tersen, anche dopo che il ministero dell’ambiente  ha ribadito che i fanghi al cromo non possono andare al compostaggio, il cromo esavalente è molto tossico per i sistemi biologici.

Nel 2000 la provincia di Bari aveva autorizzato la Tersen, che gia aveva un impianto di compostaggio a Modugno per 600 tonnellate, a costruirne un altro per 800 tonnellate nelle Murge; perciò il 14.7.2007  il ministro Michele Pinto, del governo Prodi, tramite un suo direttore generale, diede parere favorevole al progetto, avveniva ciò, malgrado i rapporti negativi dei carabinieri; la giunta provinciale di Marcello Vergola votò a favore del mega impianto, la provincia di Bari parlava esplicitamente, forse per distrazione, di lavorazioni di fanghi al cromo.

Nel 2006 la Corte di Cassazione  ha sequestrato l’impianto Prometeo, sorto su un  lotto abusivo, senza concessione edilizia, privo di nulla osta paesaggistico; intanto a Bari, alla giunta di centrosinistra  di Vergola, successe quella di centrosinistra di Licenzi Divella;  come governatore, a Raffaele Fitto successe Nichi Vendola, di centrosinistra, anche commissario straordinario per l’ambiente.

Il compostaggio consente di sottrarsi a discariche e inceneritori, a causa però del compost velenoso immesso nei terreni, oggi si parla di bonificare i terreni avvelenati, intanto i morti per tumori aumentano. A Spinazzola,  vicino ad una sorgente di acque minerali, ad un forte dei templari e un villaggio neolitico, a causa dell’emergenza rifiuti, si aprono due nuove discariche, a firmare a favore è Nichi Ventola, commissario straordinario all’emergenza rifiuti.

Nel 2006 c’era stato lo scandalo dell’inquinamento delle falde acquifere  provocato dalla discarica di Canosa, con tredici arresti, però a marzo del 2008 il giudice di Trani, Teresa Giancaspro, assolse tutti all’udienza preliminare. A Spinazzola c’era un a giunta di centrodestra e poi una di centrosinistra, i due sindaci non hanno fatto nulla per bloccare le due discariche ed hanno nascosto  i documenti che attestano l’esistenza del sito archeologico; poi però intervenne il commissario prefettizio della regione, per la revoca dell’autorizzazione alle due discariche.

Nel 2005 a Grottelline è stato scoperto un  villaggio del neolitico di 7000 anni fa, il più antico della Puglia, con grotte di graffiti, reperti dei templari, però tutta l’area non era vincolata dalla sovrintendenza; due giornalisti hanno scritto di questi fatti e sono stati picchiati, nel 1976 il procuratore aggiunto di Bari, Marco Dinapoli, a tale riguardo, ha fatto anche chiudere una stazione radio per diffamazione; sul caso è stata presentata un’interrogazione a Strasburgo. Sulla faccenda delle discariche, Vendola lanciò un attacco a Carlo Vulpio, che scriveva sul Corriere della Sera, accusandolo di disinformazione, perciò Vulpio querelò Vendola.

A Catanzaro si riunirono cinquecento cittadini, compresi i cittadini di Locri, la città di Fortugno, per difendere Clementina Forleo e Luigi De Magistris, magistrati processati dal CSM, e per manifestare contro le perquisizioni ai giornalisti; c’erano ragazzi che provenivano dalla Calabria, dalla Sicilia, dalla Basilicata e dalla Puglia, si protestava contro Mastella e si bruciavano le tessere dell’Udeur; si chiese un intervento del capo dello stato per difendere De Magistris dal CSM, ma senza successo.

Nel 1968, fondendo tre comuni diversi, nacque Lamezia Terme, la città di Saladino, dove nacque l’inchiesta Why Not, ora ha 75.000 abitanti ed  è la terza città della Calabria, con un aeroporto, disoccupazione, omicidi, estorsioni, infiltrazioni mafiose e tante banche; nelle città i consigli comunali sono stati sciolti ed è stato inviato un commissario, si è sviluppato il turismo dall’estero, ma non l’industria. L’ultimo sindaco è di centro sinistra, non si sa come sono stati spesi i soldi pubblici; mentre ogni anni 4000 giovani abbandonano la Basilicata, alcuni imprenditori resistono alle estorsioni.

De Magistris, che era pm a Catanzaro, fu trasferito dal CSM a Napoli, la sua città, a fare il giudice del riesame, cioè a seguire il lavoro dei pm;  Clementina Forleo continua a fare il gip, trasferita da Milano a Cremona, è stata definita dal CSM di scarso equilibrio. Il 6.6.2007 Clementina doveva valutare le telefonate sulle scalate bancarie di D’Alema, Fassino e Latorre dei Ds e di Grillo, Cominciali e Cicu di FI,  ci fu un incontro del capogruppo DS, Anna Finocchiaro, con il ministro Mastella, il governo era di centrosinistra; poco dopo il presidente del consiglio Romano Prodi sarebbe finito sul registro degli indagati, per abuso d’ufficio nell’erogazione dei fondi europei, mentre Clemente Mastella sarebbe stato indagato per truffa e altri reati.

Il ministro della giustizia Mastella pensò di inviare un’ispezione ministeriale a Milano, per fermare Clementina che non apparteneva a nessun partito, sembra che Clementina fu ammonita implicitamente anche da Napolitano; Clementina, intercettando Antonio Fazio arrivò  a Consorte e intercettando Consorte arrivò  a Massimo D’Alema. Mastella dichiarò ai giornali che la Forleo non rispettava la costituzione e D’Alema che andava punita, perciò il procuratore generale della corte di Cassazione, Mario Delli Priscoli,  imbastì un’azione disciplinare a carico di Forleo e De Magistris e il 3.12.2007 il giudice Letizia Vacca silurò i due magistrati.

Il 6.12.2007 Berlusconi fondò il pdl  e difese il pm Luigi Demagistris e il gip Clementina Forleo, perseguitati dal CSM e dalla sinistra, erano i soliti giochi della politica, gli faceva eco Beppe Grillo, Giuliano Ferrara, che criticava Napolitano,  Francesco Storace e Alfredo Mantovano. Un anno dopo  il parlamento approvò la legge elettorale porcata che prevedeva le liste bloccate e la soglia di sbarramento anche per le europee e si espresse contro le intercettazioni.

Francesco Rutelli, presidente del Copasir, comitato di controllo sui servizi segreti, accusò Gioacchino Genchi di avere un archivio d’intercettazioni telefoniche su migliaia di cittadini;  Berlusconi affermava che sulle intercettazioni stava scoppiando il più grave scandalo della repubblica, però il vero scandalo erano le intercettazioni a magistrati, giornalisti e investigatori d’inchiesta, impegnati sulle notizie di reato a carico di politici.

Genchi non faceva intercettazioni, ma analizzava i tabulati telefonici su incarico dei magistrati, le intercettazioni erano fatte dai carabinieri, le fughe di notizie si potevano avere all’atto dell’acquisizione dei tabulati o da parte della Telekom. Dolcino Favi, procuratore a Catanzaro, aveva revocato l’incarico a Genchi e avocato l’inchiesta, perciò fu inquisito da parte dei pm di Salerno,  per corruzione in atti giudiziari; a Siracusa,  Favi era intimo di un avvocato  legato al boss mafioso Nitto Santapaola.

La procura di Milano aveva ritardato l’iscrizione nel registro degli indagati di Nicola Latorre, erano state le intercettazioni che avevano consentito di iscrivere Latorre sul registro degli indagati, però D’Alema non fu iscritto sul registro degli indagati;  poi la procura scippò l’indagine sulle scalate bancaria dalle mani della Forleo. Dopo l’ordinanza della gip  Forleo, sull’operazione Unipol-Antonveneta-Rcs, la camera dei deputati aveva dato il nullaosta all’iscrizione dei parlamentari sul registro degli indagati, su Latorre si doveva esprimere la giunta delle lezioni e delle immunità parlamentari al senato; in quella occasione, il capo dei gip di Milano, Filippo Grisolia, accusò Forleo di protagonismo e gli atti giunti dal senato alla procura furono utilizzati in ritardo.

A De Magistris prima scipparono le inchieste e poi fu trasferito dal nuovo ministro della giustizia, Angelino Alfano, contro il pm erano partite denunce  da parte dei suoi indagati magistrati lucani e calabresi; tutti finirono indagati dalla procura di Salerno,  dove erano indagati anche giornalisti per fuga di notizie. A Salerno i pm Nuzzi e Verasani chiesero l’archiviazione per De Magistris e giornalisti, individuarono interferenze e pressioni su De Magisteri, da parte di politici, magistrati funzionari ministeriali e CSM; Salerno intravedeva un complotto contro De Magistris, però  il CSM procedeva sulla sua strada, come il solito, Cieco, Sordo e Muto.

Il lavoro dei due pm di Salerno era stato appoggiato dal loro procuratore capo Luigi Apicella, i magistrati di Salerno eseguirono il decreto di perquisizione e sequestro nei confronti dei magistrati di Catanzaro; a Potenza, Alberto Santacatterina, uno dei magistrati  accusato di complottare contro Forleo, fu rinviato a Giudizio; in mano a Salerno, l’inchiesta Why Not si risolse con il rinvio a giudizio di 106 persone, eppure era destata definita un bluff e un polverone da giornalisti e politici ed era stata snobbata da giudici collusi.

Carabinieri e poliziotti della Digos  da Salerno erano arrivati a Catanzaro, con alla testa Apicella, Nuzzi e Verasani, avevano notificato avvisi di garanzia e perquisito uffici e case di magistrati; tra gli indagati c’erano Clemente Mastella, Lorenzo Cesa, Giuseppe Chiaravallotti, il generale della guardia di finanza Lombardo e Antonio Saladino, ras della Compagnia delle Opere. legato ad Antonio Mancino; fortunatamente, De Magistris era riuscito a chiudere l’inchiesta Toghe Lucane prima di essere trasferito.

I giudici di Salerno indagavano anche sul procuratore della corte di Cassazione Mario delli Priscoli, sul sostituto procuratore della Cassazione  (DS) Vito D’Ambrosio, che in CSM sostenne l’accusa per il trasferimento di De Magistris, su Simone Lucerti, presidente di ANM, che faceva esternazioni contro De Magistris e s’incontrava con Saladino e Mastella. I pm di Salerno accusavano di corruzione in  atti giudiziari il procuratore di Catanzaro, Mariano Lombardi, il procuratore reggente Dolcino Favi e Antonio Saladino; sostenevano che le inchieste di De Magistris erano state prese in mano da altri magistrati per distruggerle, per archiviare la posizione di Mastella e per calunniare De Magistris, Patrizia Pasquin, giudice del tribunale di Vibo Valentia, fu arrestata.

Nel 2008, i magistrati di Catanzaro  inquisiti disposero un controsequestro, nei confronti di quelli di Salerno, una cosa non prevista dal codice di procedura penale; poiché  il procuratore Chieco era indagato a Catanzaro, la procura di Matera, per ritorsione, ora voleva indagare sulla procura di Catanzaro;  mentre il ministro Mastella si era limitato ad inviare degli ispettori a Catanzaro, guidati da Arcibaldo Miller.

L’informazione drogata, senza spiegare i fatti, parlava  di regolamento dei conti tra procure, il presidente della repubblica, che è presidente del CSM, senza prendere parte, chiese tutti gli atti ed i partiti, affermando di lottare contro il correntismo, chiesero  una  riforma del CSM; Violante e Alfano proposero un CSM con due terzi dei membri di nomina politica, invece oggi i due terzi sono togati. Siccome l’Italia è la patria del diritto, il ministro della Giustizia Alfano decise di trasferire anche Nuzzi, Verasani e Apicella, a quest’ultimo sospese anche lo stipendio;

Come Forleo e De Magistris, i tre magistrati di Salerno furono trasferiti per aver rispettato la legge, l’accusa sostenuta nel CSM contro i magistrati salernitani fu sostenuta da Giovannei Palombarini di magistratura democratica; il ministro della giustizia Angelino Alfano si arrogò un potere che, in base alla legge, non aveva, il tribunale del riesame ha giudicato corretto il comportamento dei giudici di Salerno, però CSM, ANM e Giorgio Napoletano hanno remato contro.

Il 3.12.2008 il direttore del Corriere della Sera, Gruppo RCS,  Paolo Mieli, licenziò il giornalista Carlo Vulpio, scomodo agli imprenditori collusi con la politica e la mafia; erano stati giudicati sovversivi magistrati coraggiosi che avevano rotto l’omertà della corporazione dei magistrati. In Italia non potrebbe esistere omertà, mafia e corruzione politica, se spezzoni della magistratura non coprissero questi fenomeni e non fossero collusi.

Anche l’arma dei carabinieri fece trasferire due servitori della legge, come il capitano Salvino Paternò e il capitano Pasquale Zacheo; il consulente informatico Genchi  e quello finanziario Sagona, collaboratori di de Magistris,  furono silurati dalla procura di Catanzaro. Su queste vicende, i giornalisti erano rimasti generalmente in silenzio, mentre la televisione dava poche superficiali informazioni.

Fortuna che esiste Internet, la quale però è ammonita dal papa; oggi in Cina e Iran esistono blogger incarcerati e siti chiusi, mentre in Italia Prodi e Berlusconi hanno studiato come controllare la rete. L’ex presidente di Anm, Simone Lucerti, era legato a Comunione e liberazione, obbediente ad essa e non allo stato, aveva fatto il magistrato a Catanzaro ed era amico di Saladino, Chiaravallotti, ex presidente della regione ed ex pm a Reggio Calabria, dove aveva insabbiato molti procedimenti.

In Calabria e Campania prosperano le case di cura private  convenzionate con il servizio pubblico, sono tanti i conflitti d’interesse in cui sono coinvolti politici e magistrati, oggi i politici sanno che è importante avere un legame con il CSM per mettersi al riparo da guai giudiziari; Caterina Chiaravallotti era presidente del tribunale del riesame di Catanzaro, mentre il padre era presidente della giunta regionale. Nicola Mancino vice predsidente del CSM  ha dichiarato che De Magistris aveva sbagliato perciò andava trasferito, Mancino era malvisto da Palo Borsellino che, secondo Vito Ciancimino, era contrario ad una trattativa tra stato e mafia, Mancino era in rapporti con Saladino.

Non esiste uno scontro tra politica e magistratura, ma un’alleanza tra politica e magistratura contro magistrati scomodi che fanno il proprio dovere ed applicano la legge senza guardare in faccia nessuno. L’autonomia della magistratura è messa a rischio dagli stessi magistrati, la legge non è uguale per tutti, ora, secondo il potere, bisognerebbe rimuovere i anche i giudici del riesame, non in linea con Mancino-Violante-Alfano-Pd-pdl-anm-csm.

25 magistrati di Salerno  hanno firmato un documento contro questo scempio della giustizia che mette in pericolo la democrazia, chiedendo conto ad ANM e CSM, intanto la gente manifesta e la rete si anima, il popolo insorge; di dissenso c’è bisogno, mentre il silenzio è mafioso, è omertà, scarsa indipendenza e collusione. Per quanto riguarda il capitano Fabio Moscatelli, trasferito da Termoli a  Livorno per fare il magazziniere, il Tar del Molise ha dato torto al ministro della difesa, riconoscendo che Moscatelli era un investigatore scomodo per i suoi comandanti perciò era stato rimosso; invece, per quanto riguarda l’ematologo Carlo Gaudiano di Matera, che aveva creato una banca di staminali, non c’è stata ancora la vittoria.

Secondo una  sentenza della Cassazione il diritto di critica vale anche per i dipendenti nei confronti del datore di lavoro, quindi cosa c’entra la fuga di notizie con la nostra costituzione, il silenzio è omertà e basta. Il 28.9.2008 il governo ha stabilito che il rigassificatore dell’Enel si può fare a porto Empedocle, ne sono entusiasti Stefania Prestigiacomo, Sandro Bondi, Totò Cuffaro, Anna Finocchiaro e Fondo per l’Ambiente Italiano, però l’Unione Europea ha bocciato un finanziamento per i rigassifiucatori di Livorno e Agrigento.

Intanto a Canosa di Puglia si progetta una mega discarica di venti ettari, da realizzare da una  società legata alla Tradeco spa, i cui amministratori erano stati arrestati nel 2008  per inquinamento della falda e poi assolti, tra i suoi amministratori vi è Sabino Silvestri, anche presidente della fondazione archeologica di Canosa.

Il sito di Grottelline delle due discariche  approvate da Vendola è stato sequestrato, però le querele per diffamazione contro i giornalisti  viaggiano più veloci, mentre quelle contro Vendola di Vulpio procedono a rilento, perciò Vulpio ha chiesto al procuratore generale l’avocazione per inerzia. Il giornalista Dipalo, querelato per diffamazione su rifiuti tossici, discariche e appalti truccati, è stato rinviato a giudizio; in questo caso il pm ha individuato il malaffare, ma ha proceduto solo per diffamazione contro Dipalo, a sostenere l’accusa contro di lui è il procuratore aggiunto Dinapoli, coordinatore della direzione distrettuale antimafia.

Napoletano non ha mosso un dito per difendere De Magistris, Forleo e la procura di Salerno, rimettendo ordine al CSM, di cui è presidente. Gli italiani sono in tutto il mondo e si adattano alle leggi locali, non è irredimibile la Sicilia o l’Italia, ma la nostra classe dirigente, abituata alla pratica dell’illegalità;  per cambiarla, bisognerebbe contare su un’informazione efficace e una magistratura attenta al diritto, ma la nostra democrazia è rimasta incompiuta, con spazi di libertà sempre più ristretti, con una legge implacabile con i deboli e indulgente con i potenti. Mentre tanti tramano dietro le quinte, per ritagliarsi guadagni economici e maggiori fette di potere, la costituzione rimane una beffa.

 

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it   numicco@tin.it

 

Per chi vuole approfondire:

“Roba Nostra” di Carlo Vulpio – Saggiatore Editore

  

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LE COLLUSIONI TRA MAFIA E STATO

 Da tempo si sa che la criminalità organizzata, in tutto mondo, ha controllo di parte del territorio dello stato, controlla quartieri cittadini, partecipa alla lotta politica ed è  ospitata a palazzo; era vero nell’ottocento sia a Londra, che a Parigi, a New York ed a Napoli. Le corti dei miracoli di queste città sono state zone franche appaltate alla criminalità, la quale però rendeva anche dei servigi allo stato, per il quale era più importante contrastare le forze sociali centrifughe che la mafia; anzi, si serviva della mafia per prevenire rivoluzione, devoluzioni territoriali e disgregazione sociale.

I piemontesi realizzarono la conquista del sud d’Italia con l’aiuto della mafia, poi i Savoia riconoscenti concessero a dirigenti mafiosi posti in parlamento e intestarono loro strade e piazze, prima dell’unità a Napoli, il capo camorrista Liborio Romano era anche a capo della polizia borbonica, poi Garibaldi lo fece ministro del suo governo provvisorio a Napoli; dopo l’unità, furono mafiosi Francesco Crispi e Vittorio Emanuele Orlando.

In generale, la mafia è stata corrispondente dello stato e, fino ad un certo punto, protetta e utilizzata per operazioni sporche, in raccordo con polizia e servizi segreti; con lo stato si è scambiati dei favori, però è stata anche concorrente e competitiva con lo stato, nel senso che, essendo il contribuente unico, lo stato pretendeva di riscuote monopolisticamente imposte, mentre la mafia, in un’ottica liberista, mirava a riscuotere il pizzo, che era la stessa cosa.

Il mestiere di mafioso rende ma è anche rischioso, infatti, i mafiosi cessano la loro esistenza a causa conflitti in